Adieu Au Langage - Addio al linguaggio

Film 2014 | Drammatico, 70 min.

Titolo originaleAdieu Au Langage
Anno2014
GenereDrammatico,
ProduzioneSvizzera
Durata70 minuti
Regia diJean-Luc Godard
AttoriKamel Abdeli, Héloise Godet, Zoé Bruneau, Richard Chevallier, Jessica Erickson, Christian Gregori, Alexandre Païta, Dimitri Basil .
Uscitagiovedì 20 novembre 2014
TagDa vedere 2014
DistribuzioneBim Distribuzione
MYmonetro 3,67 su 4 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Regia di Jean-Luc Godard. Un film Da vedere 2014 con Kamel Abdeli, Héloise Godet, Zoé Bruneau, Richard Chevallier, Jessica Erickson, Christian Gregori, Alexandre Païta, Dimitri Basil. Titolo originale: Adieu Au Langage. Genere Drammatico, - Svizzera, 2014, durata 70 minuti. Uscita cinema giovedì 20 novembre 2014 distribuito da Bim Distribuzione. - MYmonetro 3,67 su 4 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Il film racconta di come un uomo e sua moglie possano arrivare a non parlare più lo stesso linguaggio. Il film è stato premiato al Festival di Cannes,

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Consigliato assolutamente sì!
3,67/5
MYMOVIES 4,50
CRITICA 4,00
PUBBLICO 2,50
CONSIGLIATO SÌ
Lontano da qualsiasi illustrazione lineare, l'autore francese firma un mash-up in versi, immagini e suoni intorno a una coppia 'interrotta' e inframezzata da idee politiche, artistiche e filosofiche.
Recensione di Marzia Gandolfi
giovedì 22 maggio 2014
Recensione di Marzia Gandolfi
giovedì 22 maggio 2014

Una donna sposata, un uomo celibe, un cane che parla e sogna come in un romanzo di Jack London, un gentiluomo inglese, un bateau, i libri schiusi, le stagioni che passano, le parole che non hanno più voce, la campagna, la città, il cinema in televisione, la natura, la finzione, la metafora, un film che finisce, un altro che comincia.
Questo e più di questo è soggetto, trama e materia di Adieu au langage di Jean-Luc Godard. Esiste una linea che unisce questi piani e ne stabilisce il criterio? Se proviamo a unire i pezzi del puzzle, misurando le parole con le immagini, emergono due storie possibili: quella di una coppia che si separa perché lei ama un altro e quella di un cane errante tra campi, stagioni e città. Il cane incontra gli amanti e finisce a guaire sui loro amplessi o a dormire su loro divano. Successivamente un secondo film si avvia, uguale e diverso al precedente, congedandosi su un cane cha abbaia e un bambino che piange, dopo aver dissertato sul crollo del dollaro, la verità della matematica, la morte di un merlo, la pittura di Nicolas De Staël, un passaggio di Claude Monet, un libro di Jacques Ellul, l'istanza di uguaglianza della donna all'uomo accomodato a defecare su una tazza-trono. Se al contrario superassimo le coordinate narrative, concentrandoci sul titolo, che come il 'la' in musica è la nota di referenza di un film, diremmo finalmente addio al linguaggio comune in direzione di un'esperienza estetica e sensoriale dove ogni interpretazione è pensabile.
Lontano da qualsiasi illustrazione lineare, l'autore francese, firma un mash-up in versi, immagini e suoni intorno a una coppia 'interrotta' e inframezzata da idee, politiche, artistiche e filosofiche, organizzate sotto l'iscrizione di "Natura" e di "Metafora". Il cinema di Godard, criptico e affrancato dalla drammaturgia tradizionale, è composto ancora una volta da una somma di frammenti letterari, una lettura irriducibilmente politica del mondo, una recitazione intima, immagini 'rubate' ai film, ai quadri, ai giornali, alla televisione, agli archivi storici. Un cinema-saggio aperto, instabile e indiscutibilmente 'avanzato', che formula idee e teorie destinate ad affermarsi pienamente nel tempo a venire. Ieri come oggi, Godard incarna la modernità, indagando senza posa e da libero artigiano (che resta autore) le possibilità creative offerte dalle mutazioni medialogiche. Adieu au langage lo conferma allora sperimentatore e ricercatore indefesso, che lascia deflagrare il rilievo intimista di una coppia dentro il rilievo del 3D. Per Godard la terza dimensione diventa un secondo obiettivo che alla maniera di un camaleonte gli permette di mettere a fuoco due occhi e di osservare due oggetti simultaneamente. Visioni stereoscopiche, percezioni dissociate, dissolvenze incrociate al quadrato, migliorano la sua comprensione dell'oggetto, incurante della nostra incomprensione.
Autore di un cinema scientifico e poetico insieme, Godard ingaggia alla maniera di Nicolas De Staël, convitato di riguardo in Adieu au langage, un corpo a corpo con la 'tela' che trova un nuovo modo di mettere in crisi l'immagine, che perturba lo spettatore e rende impossibile qualificarlo o quantificarlo con le 'stelle'. Ottantaquattro anni il prossimo dicembre, Jean-Luc Godard non esaurisce l'ambizione scopica dietro agli occhiali, seguitando a vivere il cinema, ad amarlo, a sognarlo, a pensarlo. A pensare al suo addio al mondo, meditando sull'approssimarsi della morte: "Voi siete pieni di voglia di vivere. Io sono qui per dirvi no. Per morire".

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Su MYmovies il Dizionario completo dei film di Laura, Luisa e Morando Morandini

"Voi siete pieni di voglia di vivere. Io sono qui per dirvi no. Per morire". Forse bisogna partire da questa dichiarazione programmatica per accostarsi al nuovo ultrapoliedrico pastiche dell'84enne Godard, che più invecchia più è avant-guardist , più spinge il suo innato sperimentalismo all'estremo. Impossibile, e comunque da tradimento, esporne una trama. È un collage anarchico di schegge di storie, analisi, aforismi, citazioni, immagini, suoni. Una sorta di Blob impazzito d'alto livello. Si può azzardare che protagonista ne è Roxy, il cane di Godard, araldo del "cinismo" (gli antichi cinici greci si fregiavano dell'appellativo "cani"), cioè di una filosofia della libertà assoluta basata sul rigetto totale della "civiltà" ("La TV fu inventata lo stesso anno in cui Hitler fu eletto cancelliere"). Ma ancor più che nei contenuti è cinico nella forma, un esempio attuale di "parresia", cioè della capacità di dire, senza peli sulla lingua, verità scomode e irritanti: Godard usa 7 telecamere a diverse velocità, e quindi la stereoscopia e quanto di più avanzato e sofisticato la tecnologia offre, compreso il 3D, per bombardare la vista e l'udito dello spettatore con un fuoco di fila di urtanti, frastornanti, esasperanti provocazioni audiovisive. Eppure, in questo disorientante e respingente caos lucidamente organizzato, di quando in quando balenano visioni di sublime, lancinante bellezza, "alcuni momenti di grazia in un mare di cinismo intellettuale". È, come altri film godardiani, un "vaniloquio narcisistico", un esercizio di "nuova retorica del vuoto"? Oppure è un "film mistico" perché vuole azzerare tutte le false verità che ci assordano e ci assoggettano per aprirci a qualcos'altro che non può che presentarsi con la atterrente (non) identità del nulla? Se così fosse, il suo senso potrebbe essere lo stesso delle ultime parole pronunciate da Tommaso d'Aquino subito dopo l'esperienza dell'estasi: "Tutto ciò che ho scritto mi sembra paglia in confronto a quanto ho visto". Inadeguato valutarlo in stellette. Premio della Giuria a Cannes 2014, ex aequo con Mommy di Xavier Dolan. Fotografia di Fabrice Aragno.

Tutte le recensioni de ilMorandini
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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
giovedì 27 novembre 2014
FabioFeli

Il pensiero iniziale dello spettatore è: ”Bene, Jean-Luc, anche stavolta l’hai combinata grossa. Come al solito ci hai cacciato in un labirinto con molte false uscite.” Il film è diviso da scritte in sezioni, e queste sono divise in capitoli, secondo il consueto stile del cineasta francese. Ne sortisce una conferenza dove si parla a ruota libera di Natura, Metafora, [...] Vai alla recensione »

domenica 7 dicembre 2014
Bruno Cortona

 Una piccola premessa: amo i film del primo Godard, come i più famosi "Bande a part" e "À bout de souffle", per citarne due dei più famosi; ammetto però di non conoscere i suoi film più recenti e di essere arrivato quindi alla visione di "Adieu au langage" in maniera assolutamente ingenua, portato da amici in un piovoso venerdì [...] Vai alla recensione »

giovedì 8 dicembre 2016
giorgia1971

 "Non sono un genio,sono un autista di alto livello" "Cosa diranno di questo film? Diranno che non hanno capito niente.Non voglio paragonarmi a loro ma dicevano la stessa cosa dell'ultimo Beethoven o il primo Picasso"  J-L Godard ADIEU AU LANGAGE .2014 " vous me dégoûtez tous avec votre bonheur,la vie qu'il faut aimer ,coûte que coûte.M [...] Vai alla recensione »

domenica 11 dicembre 2016
giorgia1971

  "Non sono un genio,sono un autista di alto livello" "Cosa diranno di questo film? Diranno che non hanno capito niente.Non voglio paragonarmi a loro ma dicevano la stessa cosa dell'ultimo Beethoven o il primo Picasso"  J-L Godard ADIEU AU LANGAGE .2014 " vous me dégoûtez tous avec votre bonheur,la vie qu'il faut aimer ,coûte que [...] Vai alla recensione »

sabato 6 dicembre 2014
Bruno Cortona

Una piccola premessa: amo i film del primo Godard, come i più famosi "Bande a part" e "À bout de souffle", per citarne due dei più famosi; ammetto però di non conoscere i suoi film più recenti e di essere arrivato quindi alla visione di "Adieu au langage" in maniera assolutamente ingenua, portato da amici in un piovoso venerdì sera. Il film di Godard è frutto di una ricerca artistica molto accurata [...] Vai alla recensione »

sabato 2 febbraio 2019
cinemacinema

Magari non è il suo film più bello, magari non è il suo film più nuovo,magari non tutto è comprensibile... ma avercene film così esteticamente emozionantie così fuori dagli schemi! Cinema come coraggio!

venerdì 16 gennaio 2015
Francesco2

(Almeno?) il nuovo film di Godard ci pone di fronte ad un interrogativo, cioé la differenza tra la categoria del cinefilo e quella del critico. Il primo , forse inevitabilmente o quasi, è attratto da  esperimenti nuovi, volti ad affrontare problemi complessi con un linguaggio criptico ed affascinante: il secondo, invece, dovrebbe forse essere liberato dal dogma della "Speriment [...] Vai alla recensione »

FOCUS
FOCUS
lunedì 1 dicembre 2014
Pino Farinotti

C'è vasta dialettica su Adieu Au Langage - Addio al linguaggio (il film sarà disponibile in streaming su MYMOVIESLIVE! a partire dall'11 dicembre) https://www.mymovies.it/film/2014/adieuaulangage/live/, l'atteso film di Jean-Luc Godard. Il maestro francese non si è mai posto, salvo che all'inizio, il problema del rapporto col pubblico, si è sempre confrontato solo con se stesso. E questo rende molto difficile collocarlo, persino scriverne, a meno che non venga accettato l'assunto di molti cinefili estremi e pazienti secondo il quale ciò che tocca il "genio" diventa divino e nessuno lo può mettere [...]

STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
Fabio Ferzetti
Il Messaggero

Un film che arriva direttamente dal XXII secolo per uno dei grandi maestri del '900, sempre più appartato e chiuso in un cinema personalissimo e di ardua decifrazione, soprattutto per chi abbia poca pratica del suo ultimo periodo, che in Italia si è visto quasi solo nei festival. È Adieu au langage - Addio al linguaggio di Jean-Luc Godard, che aggiorna la sua cine-filosofia all'epoca del 3D incrociando [...] Vai alla recensione »

Alessandra Levantesi
La Stampa

Oltre a essere un indiscusso maestro del cinema, Jean-Luc Godard è un intellettuale di assoluta coerenza che non ha mai tradito se stesso, ma a volte imbocca una strada senza uscita. Lo dimostra quest'ultimo film, Adieu au langage, un titolo che compendia la poetica di un autore da sempre impegnato a smontare e rimontare gli elementi base del linguaggio, o del racconto, e ora giunto alla conclusione [...] Vai alla recensione »

Paolo D'Agostini
La Repubblica

«Chi manca d'immaginazione si rifugia nella realtà» è l'incipit. Godard è un caso unico. Di artista dal prestigio planetario le cui opere, sia detto con il dovuto rispetto, non vanno oltre un ristretto manipolo di cultori dai tempi gloriosi compresi tra il manifesto della Nouvelle Vague Fino all'ultimo respiro e la stagione iper-ideologica di La cinese .

NEWS
VIDEO
mercoledì 5 novembre 2014
 

Storie e immagini che si intrecciano: una donna sposata e un uomo celibe si incontrano. Mentre un cane parla e sogna vagando per le strade, tra città e campagna, il rapporto tra i due cambia e si evolve.

winner
premio della giuria
Festival di Cannes
2014
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