La notte del giudizio

Film 2013 | Horror, V.M. 14 85 min.

Titolo originaleThe Purge
Anno2013
GenereHorror,
ProduzioneUSA, Francia
Durata85 minuti
Regia diJames DeMonaco
AttoriLena Headey, Ethan Hawke, Tom Yi, Chester Lockhart, David Basila, Peter Gvozdas, Tyler Jaye, Nathan Clarkson Dana Bunch, John Weselcouch, Alicia Vela-Bailey, Rhys Wakefield, Tony Oller, Max Burkholder, Edwin Hodge, Tisha French, Adelaide Kane.
Uscitagiovedì 1 agosto 2013
DistribuzioneUniversal Pictures
RatingConsigli per la visione di bambini e ragazzi: V.M. 14
MYmonetro 2,88 su 3 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Regia di James DeMonaco. Un film con Lena Headey, Ethan Hawke, Tom Yi, Chester Lockhart, David Basila, Peter Gvozdas, Tyler Jaye, Nathan Clarkson. Cast completo Titolo originale: The Purge. Genere Horror, - USA, Francia, 2013, durata 85 minuti. Uscita cinema giovedì 1 agosto 2013 distribuito da Universal Pictures. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: V.M. 14 - MYmonetro 2,88 su 3 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Ultimo aggiornamento mercoledì 26 marzo 2014

Se per una notte, ogni anno, si potesse commettere qualsiasi crimine senza dover affrontare le conseguenze, cosa faresti? In Italia al Box Office La notte del giudizio ha incassato nelle prime 3 settimane di programmazione 1,1 milioni di euro e 325 mila euro nel primo weekend.

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Consigliato sì!
2,88/5
MYMOVIES 3,00
CRITICA
PUBBLICO 2,64
CONSIGLIATO SÌ
DeMonaco crea un buon meccanismo di tensione permettendo, nella seconda parte del film, che un certo conformismo morale prenda il sopravvento.
Recensione di Rudy Salvagnini
Recensione di Rudy Salvagnini

Stati Uniti, 2022. La situazione socio-economica è ottimale, con un indice di disoccupazione ai minimi storici e una criminalità quasi azzerata. C'è però un prezzo da pagare per questa pace sociale: una notte all'anno è lasciato libero sfogo agli istinti violenti e tutto è permesso, qualunque crimine. Perciò, quelli che possono si asserragliano dentro case perfettamente protette ed equipaggiate, aspettando che passi. James Sandin si occupa di sistemi di sicurezza ed è al top di una categoria molto richiesta, in particolare in previsione di quella notte. Come gli altri anni, intende passare al sicuro la nottata con la famiglia, dopo aver messo in sicurezza i suoi clienti. Tutto è perfetto come al solito, ma Henry, il fidanzato della figlia diciottenne Zoey, resta di nascosto nella casa per incontrarsi con lei e parlare con James, che non vede di buon occhio la loro relazione. Inoltre, Charlie, il figlio piccolo, vede, dai monitor di controllo, un uomo di colore che chiede disperatamente aiuto poco fuori casa. È braccato e vuole un posto in cui nascondersi. Senza pensarci due volte, Charlie disattiva il sistema d'allarme e lo fa entrare. Due elementi di disturbo che sconvolgono la sicurezza del fortino della famiglia Sandin. Una delle conseguenze è che un gruppo di persone armate di tutto punto chiede la restituzione della sua vittima sacrificale altrimenti sarà la guerra. È solo l'inizio dei guai e la notte è ancora lunga.
La situazione di partenza è di quelle forti, azzeccate, semplici da capire e perciò maggiormente efficaci: il potere catartico della violenza usato per sanificare una nazione dai suoi istinti bestiali. Da un punto di vista sociologico è un punto di vista estremo e poco dimostrabile, ma narrativamente funziona alla perfezione, come funzionava la fredda furia vendicatrice di Charles Bronson in Il giustiziere della notte, di cui questo film è un'evoluzione fantahorror. Non casualmente, a creare problemi è il senso umanitario che improvvisamente emerge nella persona più giovane, quella con la coscienza meno anestetizzata.
Come nei vecchi cartoni animati di Ralph il lupo (parente stretto di Willy il coyote) con il cagnone da pastore, la violenza è strettamente legata a un'ideale timbratura del cartellino - dal tramonto all'alba - e perciò, in questo contesto realistico, ancora più disumana. Forse è eccessivo cercare significati socio-politici in un film di consumo come questo, ma l'horror è sempre stato un formidabile terreno per le metafore: il ritratto di una società paranoica, violenta, senza alcun ideale che possa redimerla, appare molto rispondente alla crisi che stiamo vivendo. DeMonaco riesce a far percolare nella storia quel tanto di allegoria che basta a darle un senso, ma punta soprattutto a creare un buon meccanismo di tensione, lasciando al minimo necessario la caratterizzazione psicologica e permettendo, nella seconda parte del film, che un certo conformismo morale prenda il sopravvento, forse per creare un meccanismo di identificazione e di riscatto morale. Il percorso motivazionale dei protagonisti è infatti dato per scontato, non è giustificato se non da generici giochi di sguardi e sensi di colpa. Mancano il coraggio di una maggiore cattiveria e la volontà di una denuncia più credibile e sferzante. E manca soprattutto il colpo d'ala che riscatti la storia dalla sua prevedibilità, anche se la conclusione non è peregrina e lascia intatto il carico di tensione. L'adrenalina comunque scorre a fiumi e lo spettacolo non manca, catarsi compresa. Come i morti viventi di George A. Romero, le persone comuni diventano il "mostro", in rivolta contro i loro simili. Ma il fatto che le vittime predilette siano i senzatetto, i poveracci di colore, evidenzia come la lotta di classe, nella società odierna, sia soprattutto tra ricchi e poveri. Il film non se ne fa carico se non in termini sfumati e poco impegnativi, ma anche solo esponendo la situazione determina una significativa presa di coscienza.
Il vero tema è l'assedio, con la conseguente difesa della casa, della famiglia, in qualche modo della giustizia, come in certi classici del western e dell'horror, da Un dollaro d'onore a Cane di paglia, o, appunto, La notte dei morti viventi. Non a caso DeMonaco (oltre al modesto horror Skinwalkers - La notte della luna rossa) ha scritto Assault on Precinct 13, il remake di Distretto 13 - Le brigate della morte, uno dei capolavori di questo sottogenere (l'originale, non il remake). Nel cast spiccano per competenza e dedizione Ethan Hawke e Lena Headey.

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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
venerdì 2 agosto 2013
AmyBlue

Una succulenta e promettente ricetta, data in mano al primo che passava di lì, preparata al microonde. Questo è The Purge (per una volta il titolo italiano non deturpa totalmente), un mix d'idee tutto sommato riciclate ma efficaci che poteva davvero assurgere a pietra miliare del genere distopico e, in una certa misura, può ancora generare un fenomeno di costume.

STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
Maurizio Acerbi
Il Giornale

Futuro distopico. In America, disoccupazione e povertà sono ai minimi storici. Merito della scelta di legalizzare la violenza, anche se solo per una notte all'anno. Per dodici ore, ognuno può commettere ogni tipo di crimine senza essere perseguito, sfogo necessario per purificare gli Usa e i suoi cittadini. Chi non ha una dimora sicura, rischia più degli altri anche se nessuna casa è al sicuro.

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