Il quinto potere

Film 2013 | Drammatico 129 min.

Regia di Bill Condon. Un film con Benedict Cumberbatch, Daniel Brühl, Anthony Mackie, David Thewlis, Alicia Vikander. Cast completo Titolo originale: The Fifth Estate. Genere Drammatico - USA, 2013, durata 129 minuti. Uscita cinema giovedì 24 ottobre 2013 distribuito da 01 Distribution. - MYmonetro 2,31 su 16 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Nel 2007 Julian Assange, già gestore e fondatore di WikiLeaks, incontra Daniel Domscheit-Berg. Con lui porterà la piattaforma alla notorietà mondiale. In Italia al Box Office Il quinto potere ha incassato 432 mila euro .

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Consigliato nì!
2,31/5
MYMOVIES 2,00
CRITICA 2,50
PUBBLICO 2,75
CONSIGLIATO NÌ
Una delle storie più importanti di questi anni non diventa cinema nella maniera che meriterebbe.
Recensione di Gabriele Niola
lunedì 21 ottobre 2013
Recensione di Gabriele Niola
lunedì 21 ottobre 2013

Nel 2007 Julian Assange, già gestore e fondatore di WikiLeaks, incontra Daniel Domscheit-Berg, con lui nel corso di 3 anni porterà la piattaforma per la divulgazione di documenti riservati alla notorietà mondiale attraverso la pubblicazione di una serie segreti clamorosi, culminati con i cablogrammi e i resoconti riguardanti la guerra in Afghanistan del governo americano nel 2010, evento talmente clamoroso da distruggere la stessa organizzazione interna del sito e renderlo il nemico dei principali governi del pianeta.
Quella di WikiLeaks è una storia a doppio livello. Da una parte è un racconto dell'era digitale, la nascita di un sito (e di una tecnologia dietro di esso) che ha cambiato il concetto di segretezza, consentendo la più grande fuga di notizie nella storia dell'informazione; dall'altra è uno dei molti esempi delle nuove forme di attivismo, cioè di come la tecnologia e la comunicazione digitale stiano cambiando la maniera in cui gli individui agiscono e si muovono per protestare attivamente contro le istituzioni.
In questo senso il film di Bill Condon (scritto da Josh Singer, ex collaboratore di Aaron Sorkin) guarda sia alla nuova scia di film che cercano di portare al cinema la più grande rivoluzione dei tempi che viviamo attraverso gli uomini dietro gli indirizzi internet più noti (da The social network fino ai prossimi biografici su Steve Jobs), sia ai movimenti politici e alle tendenze sociali maggiori, come già cercavano di fare i documentari TPB: AFK e We are legion. Forse però non è Bill Condon la personalità più adatta per un simile impiego.
Della complessa figura di Julian Assange il regista azzecca ma non calca il contrasto tra tensione verso la verità e continuo ricorso alla menzogna, la costruzione di un personaggio per molti tratti fasullo e l'irrefrenabile tendenza alla mistificazione finalizzata ai propri nobili scopi, che poi concidono sempre con quelli della sua creatura.
Tuttavia, dotato di un immaginario saldamente radicato nei decenni passati e poco incline a ripensare il cinema per adattarsi alla messa in scena di qualcosa che non c'è (un sito internet), Il quinto potere non ambisce al rigore di The social network (che di un network sociale come Facebook mostrava il contesto di nascita, nuove imprese da nuove categorie umane) ma anzi, pur puntando anch'esso sul rapporto fedeltà/tradimento di due amici, ha la sua trovata visiva più audace in un'idea vecchio stampo per la quale WikiLeaks viene rappresentato da un ufficio anni '50, in cui i file arrivano sotto forma di fogli di carta che bruciano quando viene attaccato. È solo un esempio dell'incapacità del film di immaginare un cinema diverso per raccontare dinamiche, personaggi e fatti unici, che si rispecchia anche nella necessaria semplificazione che viene fatta del protagonista. Il quinto potere infatti in molti punti dipinge Julian Assange con i toni del villain classico (quasi da Ian Fleming, dall'apparenza anticonvenzionale che si rispecchia in gusti, valori e tendenze non ortodosse), non solo lo mette esplicitamente dalla parte del male facendolo scivolare lentamente nel delirio (del resto il film è tratto dal resoconto molto parziale contenuto nel libro scritto dall'ex socio di Assange, ora in causa con lui) ma racconta il legame con Daniel Domscheit-Berg attingendo dichiaratamente al repertorio del melodramma e andando ben oltre l'innocuo bromance. L'Assange di Condon si comporta come una fidanzata ferita che per affermare la propria indipendenza compie il più clamoroso degli atti (di nuovo come Zuckerberg all'inizio di The social network, solo che in quel caso si trattava di un fatto ammesso dallo stesso protagonista) e questo senza negarsi nessuno dei peggiori stereotipi legati al mondo dell'hacking, dalla solitudine all'inettitudine sociale fino al rancore.
Diviso tra l'ammirazione per le conquiste di WikiLeaks e la condanna dei rischi che ha corso, Il quinto potere appare più preoccupato di tirare una morale alla fine della storia (rigorosamente in bocca a giornalisti della carta stampata) che di mostrare la maniera in cui le nuove tecnologie stiano lasciando emergere nuovi protagonisti, nuovi contrasti e nuovi problemi ai vertici socio-economici della società. Il film tralascia totalmente la ricerca di un registro differente dal solito, riducendo una storia complessa da spiegare proprio per la peculiarietà dei suoi contrasti, ad un melò vecchio stampo in cui le dialettiche sono sempre gelosie, invidie e vanità già note e prevedibili dallo spettatore.

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IL QUINTO POTERE
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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
venerdì 25 ottobre 2013
Gabardine

Il film si limita a raccontare fatti realmente accaduti riguardanti la storia di Wikileaks e del suo fondatore Julian Assange. Il linguaggio usato dal regista, a me sconosciuto, è semplice ed efficace, e permette allo spettatore di rettificare autonomamente la vastità di informazioni rilasciate durante il racconto. A tal proposito ho trovato molto utili le suggestive inquadrature su [...] Vai alla recensione »

giovedì 16 ottobre 2014
Ashtray_Bliss

Questo è uno degli slogan che lancia il fondatore di Wikileaks, Julian Assange, al suo pubblico. Uno slogan che racchiude la vera essenza del progetto da lui ideato e fondato, che protegge l'identità e integrità delle fonti ma che non filtra od oscura nulla relativo a nomi e dati contenuti nei documenti pubblicati dal sito. Il quinto potere (o meglio il quinto stato, come [...] Vai alla recensione »

martedì 29 ottobre 2013
ANDREA GIOSTRA

Il film di Bill Condon, con la sceneggiatura di Josh Singer, si pone un obiettivo che sinceramente sfugge allo spettatore: raccontare la vera storia di Julian Assange e di WikiLeaks. Condon riesce però, senza volerlo!, a suscitare diversi interrogativi che qualsiasi cittadino del mondo occidentale dovrebbe porsi per comprendere veramente gli ingranaggi ed il funzionamento del nostro sistema democratico: [...] Vai alla recensione »

domenica 27 ottobre 2013
BARONE DI FIRENZE

Noi Poveri mortali non possiamo certo sapere cosa accade nelle stanze dei bottoni, certo è vero che La vicenda WikiLeaks, è stata una delle storie più importanti di questi anni, ma il film ricalca solo il parere di Daniel Domscheit-Berg a cui il film si è ispirato, quindi era Julian Assange il paranoico schizoide o forse lo scrittore ha portato la storia al parossismo? Ai posteri l'ardua sentenza. [...] Vai alla recensione »

lunedì 28 ottobre 2013
il Poeta marylory

LA VERITÀ NON FA MALE, È IL MALE CHE FA IL MALE! Oggi la libera cultura e la tecnologia d'Internet sono in grado di creare la rivoluzione senza spargimento di sangue... La vicenda WikiLeaks è la Storia più importante di questi anni. Ma il reale quinto potere annacqua la verità da lasciare nello spettatore del film paradossalmente indifferenza e nessun applauso.

sabato 26 ottobre 2013
Much More

...e soprattutto fedele alla vera storia di wikileaks...chi ne è rimasto deluso forse è perchè forse dal titolo si aspettava un film d'azione, ma essendo tratto da una storia vera e recente non c'era molto margine di narrazione...

martedì 29 ottobre 2013
Valentina Benvenuti

Raccontare in poco più di due ore una vicenda fitta ed intricata come quella che riguarda l’organizzazione Wikileaks non è affatto semplice. Lo è ancora di meno se il racconto viene eviscerato in chiave intimistica, nel tentativo di regalare al fruitore una visione a 360° del suo fondatore, Julian Assange, in un quadro che non si limita ad una visione professionale di [...] Vai alla recensione »

martedì 29 ottobre 2013
jaylee

Sicuramente si poteva fare uno sforzo maggiore per quanto riguarda il titolo italiano dell'ultimo film di Bill Condon... È sempre stupefacente come chi dà il titolo nel nostro Paese si prenda delle libertà francamente immeritate. Evidente il riferimento al celeberrimo Quarto Potere di Orson Welles, forse invece è sfuggito Quinto Potere (!) di Sidney Lumet e che non c'entra niente con questo, che avrebbe [...] Vai alla recensione »

sabato 25 ottobre 2014
Eleonora Panzeri

Se Shakespeare diceva “Date a un uomo una maschera e vi dirà la verità”, oggi potremmo dire “Diamogli un finto account o un sito e vi dirà anche di più di quello che vorreste sapere”. William Condon è riuscito a raccontare una storia veramente complicata e controversa in maniera impeccabile, senza prendere le parti di nessuno dei contendenti, [...] Vai alla recensione »

martedì 27 ottobre 2015
Barolo

Il tema era ed è importante e intrigante,Assange è un personaggio complesso e controverso,difficilmente classificabile,tuttavia il film non riesce a descrivere efficacemente nè il protagonista,nè la piattaforma da lui creata.Il ritmo è forsennato,frenetico.Il film è disordinato,a tratti troppo rumoroso,tanti spunti ma sviluppati male.

giovedì 24 ottobre 2013
hollyver07

Salve. Considerato l'argomento del film, sono manifestamente dubbioso sulla vera natura, sull'origine delle fonti d'ispirazione e, botteghino a parte, sull'identificazione della finalità di questa pellicola. Non cerco di proporre banali e superficiali illazioni e congetture, ho semplicemente l'impressione che si tratti di una realizzazione puramente [...] Vai alla recensione »

lunedì 21 ottobre 2013
simo36x

letto le recensioni americane e mi è passatat la voglia...

Frasi
Non va troppo lontano chi si fida delle persone.
Le persone sono leali ma per opportunismo cambiano idea.
Una frase di Julian Assange (Benedict Cumberbatch)
dal film Il quinto potere
STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
Michele Anselmi
Il Secolo XIX

Sabato scorso, durante la manifestazione romana purtroppo degenerata in tafferugli, i giovani "antagonisti" hanno pensato bene di imbrattare anche i manifesti parapedonali del film "Il quinto potere". «Boicottatelo, non andate a vederlo, è prodotto dalla Dreamworks di Spielberg, collegata agli interessi e al potere del governo americano» recita il tam-tam in rete e ripetono i militanti dei centri sociali. [...] Vai alla recensione »

Alessandra Levantesi
La Stampa

Arriva nelle sale italiane in un'aura di flop annunciato, tanto negativa è stata l'accoglienza di pubblico (e di critica) nelle piazze in cui è uscito. Sono opinioni che vanno tenute in debito conto, e tuttavia di questa causa evidentemente persa vorremmo assumere in qualche modo la difesa. Basato su due libri - Wikileaks dei giornalisti inglesi Leigh e Harding e soprattutto Inside Wikileaks (Marsilio) [...] Vai alla recensione »

Giulia D'Agnolo Vallan
Il Manifesto

Una delle affermazioni interessanti fatte nel denso documentario di Alex Gibney We Steal Secrets: The Story of WikiLeaks era che -estradizione o meno- il dipartimento di stato Usa ha già vinto una battaglia fondamentale contro Julian Assange, e cioè quella dell'immagine, isolando il fondatore di WikiLeaks da quegli stessi organi mediatici istituzionali - New York Times, The Guardian e Der Spiegel- [...] Vai alla recensione »

NEWS
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giovedì 5 settembre 2013
Chiara Renda

Si apre oggi il Toronto International Film Festival, rivale sempre più incalzante della Mostra del Cinema di Venezia non ancora conclusa. Un festival molto meno elitario, ricco di pubblico, con una giuria composta da pubblico e dunque utile soprattutto [...]

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