Prima la trama, poi il fondo

Film 2013 | Documentario 65 min.

Anno2013
GenereDocumentario
ProduzioneItalia
Durata65 minuti
Regia diFulvio Wetzl, Laura Bagnoli
Uscitamercoledì 8 maggio 2013
TagDa vedere 2013
MYmonetro Valutazione: 3,50 Stelle, sulla base di 3 recensioni.

Regia di Fulvio Wetzl, Laura Bagnoli. Un film Da vedere 2013 Genere Documentario - Italia, 2013, durata 65 minuti. Uscita cinema mercoledì 8 maggio 2013 Valutazione: 3,50 Stelle, sulla base di 3 recensioni.

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Renata Pfeiffer, pittrice milanese nata nel 1930, opera nell'arte dal 1958, data a cui risale il suo primo dipinto, un ritratto ad olio della figlia Laura a cinque anni.

Consigliato assolutamente no!
n.d.
MYMOVIES 3,50
CRITICA N.D.
PUBBLICO N.D.
CONSIGLIATO SÌ
Il ritratto umano di un'artista costantemente in ricerca.
Recensione di Giancarlo Zappoli
Recensione di Giancarlo Zappoli

Renata Pfeiffer, artista che ha superato gli ottant'anni, narra di sé e della propria passione per la creatività in una molteplicità di forme espressive che vanno dall'uso delle lacche a quello dei metalli fino alle radiografie.
Fulvio Wetzl (che qui dirige insieme a Laura Bagnoli) ha da sempre mostrato profondo interesse per storie e personaggi che si evolvono, di cui ama farci scoprire ciò che inizialmente restava misterioso. Il bambino protagonista di Prima la musica, poi le parole utilizzava un codice (impostogli dal padre) che andava decrittato così come i due ragazzini in Mineurs erano costretti a cercare di comprendere un mondo per loro totalmente nuovo a causa dell'emigrazione dalla Lucania in Belgio. Forse non è un caso che questo documentario si chiuda con l'immagine della bisnipotina della protagonista che 'gattona' nella galleria in cui sono esposte le opere della bisnonna. Perché in Renata Pfeiffer Wetzl va a cercare e fa emergere il lato bambino, quello sempre capace di meravigliarsi e di accettare nuove sfide non per incoscienza ma per il piacere di misurarsi con se stessa e con le scoperte che l'espressione artistica può offrire. Di Renata Pfeiffer le note biografiche ci informano che è una pittrice milanese nata nel 1930, opera nell'arte dal 1958, data a cui risale il suo primo dipinto, un ritratto ad olio della figlia Laura a cinque anni. Da allora ha attraversato il mondo dell'arte milanese e non solo seguendo un suo percorso personale, riconosciuto da critici e letterati, del calibro di Dino Buzzati, Raffaele Carrieri, Liana Bortolon, che è partito con un uso particolarissimo dei colori a smalto industriale, per descrivere, negli anni '70-'80, il mondo delle periferie e dei cantieri urbani, soprattutto di Milano.
Wetzl va oltre tutto ciò e ci mostra un'artista che, in questa fase della sua vita, è attratta dagli abissi marini forse proprio perché invece tutto in lei appare solare. Anche quando ricorda il marito Enrico Bagnoli scomparso di recente (che i più giovani conoscono grazie al disegno dei fumetti di Martin Mystére) c'è una luce che brilla nei suoi occhi che lo rende presente e che la regia sa cogliere. Il suo è il racconto di una vita in cui la 'necessità', più che il bisogno, di esprimersi attraverso forme d'arte ha dato origine a periodi diversi fino ad approdare (temporaneamente perché la ricerca continua) a quadri scomponibili al punto da poter divenire monili indossabili. Reclamando però in silenzio la restituzione. Wetzl restituisce Pfeiffer alle sue opere, più che nella mobilità della computer graphic, quando le trasforma in cornici al cui interno la racchiude. Perché è lei la principale opera d'arte a cui il documentario rende omaggio.

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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
mercoledì 8 gennaio 2014
Alberto Benedetti

(segue) Basti pensare alle animazioni - prese in prestito dalle opere di Renata Pfeiffer -  della bicicletta verde (il colore della speranza) e dell’aquilone giallo (il colore dell’oro, quindi della luce e del dialogo) che diventano trasfigurazioni prima del bambino e in seguito dell'uomo. E del suo desiderio di andare. Di crescere.

giovedì 9 gennaio 2014
Alberto Benedetti

Prima la trama, poi il fondo è un’opera preziosa. Perché ci insegna ad ascoltare. Fulvio Wetzl e Laura Bagnoli sintonizzano la loro sensibilità sull’universo artistico di Renata Pfeiffer, dove lo spettatore viene condotto per mano attraverso la dimensione dell’ascolto con la stessa delicatezza con cui la pittrice milanese accoglie le videocamere nella sua abitazione. [...] Vai alla recensione »

STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
Alessandro Izzi
Close Up

Renata Pfeiffer è una pittrice milanese. La sua parabola artistica si è mossa tra ascisse e ordinate in maniera capricciosa, ma paradossalmente coerente. In una prima fase del suo poetare coi colori è stata una giovane entusiasta del vivere cittadino. Ammaliata da Milano, città che «vive» da quand'è nata, ha costruito opere di grande equilibrio compositivo e inaspettata piccola poesia.

Ilaria Feole
Film TV

La madre di Renata Pfeiffer, coi suoi capelli fulvi, forse fu modella per Egon Schiele; suo marito, Enrico Bagnoli, era un fumettista e illustratore che da L'intrepido ha attraversato i decenni fino a Martin Mystère: per lei, Renata, l'arte è qualcosa che si respira e si vive ogni minuto della giornata. Una cosa di famiglia; infatti a coadiuvare Fulvio Wetzl in questo ritratto d'artista è proprio [...] Vai alla recensione »

NEWS
NEWS
lunedì 10 giugno 2013
Chiara Renda

Renata Pfeiffer, pittrice milanese che ha superato gli ottant'anni, narra di sé e della propria passione per la creatività in un documentario profondamente umano dal titolo Prima la trama, poi il fondo.

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