Class Enemy

Film 2013 | Drammatico, 112 min.

Titolo originaleRazredni sovraznik
Anno2013
GenereDrammatico,
ProduzioneSlovenia
Durata112 minuti
Regia diRok Bicek
AttoriIgor Samobor, Natasa Barbara Gracner, Tjasa Zeleznik, Masa Derganc, Robert Prebil Voranc Boh, Daša Cupevski, Doroteja Nadrah.
Uscitagiovedì 9 ottobre 2014
TagDa vedere 2013
DistribuzioneTucker Film
MYmonetro 3,78 su 9 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Regia di Rok Bicek. Un film Da vedere 2013 con Igor Samobor, Natasa Barbara Gracner, Tjasa Zeleznik, Masa Derganc, Robert Prebil. Cast completo Titolo originale: Razredni sovraznik. Genere Drammatico, - Slovenia, 2013, durata 112 minuti. Uscita cinema giovedì 9 ottobre 2014 distribuito da Tucker Film. - MYmonetro 3,78 su 9 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Premiato alla Settimana Internazionale della Critica alla Mostra del cinema di Venezia 2013, il film racconta le contraddizioni del mondo scolastico contemporaneo.

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Consigliato assolutamente sì!
3,78/5
MYMOVIES 4,00
CRITICA 3,83
PUBBLICO 3,51
CONSIGLIATO SÌ
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La classe di Bicek è un ring in cui si fronteggiano errori e pregiudizi, senza esclusione di colpi.
Recensione di Marianna Cappi
Recensione di Marianna Cappi

L'insegnante di ruolo deve assentarsi perché prossima al parto e al suo posto arriva nel liceo sloveno il professore di tedesco Zupan. I metodi dell'uomo sono rigidi, freddi e punitivi, agli occhi di una classe abituata ad un clima di amichevole negoziazione tra allievi e professori. Quando una studentessa, Sabina, si suicida apparentemente senza motivo, i compagni sconvolti incolpano il professore e le sue richieste troppo esigenti. Ma, nel corso del lutto, il fronte unito della ribellione contro Zupan comincia ad incrinarsi e il vortice delle accuse si complica e si esaspera.
"Voi sloveni, quando non vi suicidate, vi uccidete tra voi", sentenzia un ragazzo asiatico, illuminando una delle chiavi di lettura di questo riuscitissimo lungo d'esordio di Bicek. Ma, fuori dal racconto come dentro di esso, non è tutto bianco e nero, e al giovane regista non interessa solo la metafora della classe come riflesso in piccolo di una società ancora divisa al suo interno tra fazioni opposte che risalgono alla seconda guerra mondiale, né l'aderenza ad una realtà drammatica che conta in Slovenia un numero di suicidi a tutt'oggi ancora altissimo: nel suo film, mette anche un po' di sé, con il ricordo della radio scolastica e l'episodio cardine del suicidio di una di una ragazza, che ha fatto parte della sua storia di liceale.
Soprattutto, mette in gioco una riflessione tra la modernità educativa, intesa come deresponsabilizzazione e protezione ad oltranza dei giovani dai dolori della vita, e vecchia scuola, più formativa ma meno empatica. Nel mondo odierno del "Al lupo! Al lupo!", la serietà di Zupan lo porta a venir accusato niente meno che di nazismo e ad essere identificato con un sistema -questo sì inflessibile e immutabile- rispetto al quale la sua cultura è invece probabilmente l'unico antidoto possibile. Detto questo, Bicek si guarda bene dal fare del professore un martire, ma non salva nemmeno la ragazzina introversa o il compagno che ha perso la madre, costruendo un'escalation di sospetti e dispetti che include tutti quanti e conduce ad una vera e propria guerra, silente e camuffata come sono i peggiori conflitti sul nascere. L'abilità dell'autore, infine, sul terreno di un film tutto sommato piccolo e lineare, è proprio quella di far confliggere l'alto tasso di emotività in gioco con una messa in scena calibrata e pumblea che, se da un lato lo reprime, dall'altro ne alimenta il fuoco sotterraneo.
Il suicidio, allora, lungi dall'essere il tema del film, è solo il pretesto per fare della classe un simbolico ring, dove ci si avventa l'uno contro l'altro sull'onda delle emozioni, ma, proprio per questo, si percuote senza esclusione di colpi.

Sei d'accordo con Marianna Cappi?
Il contraddittorio mondo giovanile.
a cura della redazione

Il rapporto tra il nuovo professore di tedesco e i suoi studenti si fa sempre più teso a causa di un'incolmabile differenza fra i loro modi di intendere la vita. Quando una studentessa si suicida, i compagni accusano l'insegnante di essere responsabile della sua morte. La realizzazione che non tutto è bianco o nero arriverà troppo tardi.

a cura della redazione

Il rapporto tra il nuovo professore di tedesco e i suoi studenti si fa sempre più teso a causa di un'incolmabile differenza fra i loro modi di intendere la vita. Quando una studentessa si suicida, i compagni accusano l'insegnante di essere responsabile della sua morte. La realizzazione che non tutto è bianco o nero arriverà troppo tardi.

Su MYmovies il Dizionario completo dei film di Laura, Luisa e Morando Morandini

Nell'omonima pièce di Nigel Williams, inscenata a Milano nel 1983 dal Teatro dell'Elfo, 6 studenti se ne fanno di tutti i colori attendendo un nuovo professore che non arriva mai. L'opera 1ª dello sloveno Bi&9 ek comincia con l'arrivo di un professore di tedesco chiamato a supplire, causa maternità, la titolare, la tipica prof. la cui priorità didattica è accattivarsi, vezzeggiandoli, gli studenti, che sono, chi più chi meno, ilarmente vuoti e creativamente svaccati - salvo il primo della classe, vuoto saccentemente e svaccato conformisticamente. Il supplente è un uomo serio, di essenziali parole, conoscitore appassionato della lingua e della letteratura tedesca e fervente cultore di Thomas Mann, intenzionato a far comprendere ai suoi studenti cosa davvero significhi essere uomini e a ottenere che pretendano da sé stessi il massimo. Il conflitto, dapprima strisciante, esplode in seguito al suicidio di una studentessa: gli studenti incolpano il supplente della morte della loro compagna. Scritto magistralmente dal regista, insieme a Nejc Gazvoda e Janez Lapajne, attinge alle sue esperienze scolastiche, ma in filigrana vi traspare Un nemico del popolo di Ibsen. È un'acuminata, chirurgica, implacabile radiografia dello sfacelo della scuola ma anche dell'intera società, che ne è causa ed effetto. La cinepresa del regista-stalker bracca i personaggi e ne stana le miserie con i continui mezzi busti, primi e primissimi piani, senza risparmiare nessuno, neanche il protagonista, che è l'unico consapevole dell'estremo pericolo, ma non riesce a far arrivare il suo grido d'allarme agli studenti. Premio Fedeora per la migliore opera 1ª della Settimana internazionale della critica a Venezia 2013. Andrebbe visto in tutte le scuole.

Tutte le recensioni de ilMorandini
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RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
mercoledì 15 ottobre 2014
pepito1948

Una scuola slovena. Una classe liceale, briosa e ben assortita nella sua varietà tipologica. Un corpo insegnante unito sulla scelta di metodologie formative moderne e “democratiche”. Una professoressa che deve assentarsi temporaneamente per gravidanza,  molto apprezzata dagli studenti per capacità di dialogo e  contraddittorio.

lunedì 20 ottobre 2014
Flyanto

Film in cui si racconta di un professore che supplisce in una classe di un liceo un'insegnante allontanatasi per maternità e che subito si scontra con i propri indisciplinati ed immaturi allievi per i suoi metodi ritenuti da quest'ultimi troppo severi. Il conflitto tra le due parti si inasprisce sempre di  più dopo il suicidio di una studentessa e della conseguente reazione [...] Vai alla recensione »

mercoledì 15 ottobre 2014
omarakkad

Considero questo film dal punto di vista registico, tecnico e attoriale veramente ben fatto, ma veniamo al punto forte di questo film che è la tematica che affronta. La storia parla di una classe del 5 anno di superiori in Slovenia che, in seguito all’arrivo di un nuovo professore molto severo, viene a mancare una loro compagna di classe perché suicidatasi.

mercoledì 25 novembre 2015
angelo umana

 Il professore di tedesco Robert Zupan (l’ottimo e dallo sguardo intenso 58enne Igor Samobor) avvicenda la titolare della cattedra che va in maternità: questa è un’insegnante comprensiva e affettuosa coi suoi studenti, una bella classe ne dice, laddove Robert vede dei ragazzi vivaci disobbedienti e poco concentrati il cui merito effettivo nella materia dev’essere [...] Vai alla recensione »

venerdì 2 gennaio 2015
Luanaa

Comincio col parlare delle riprese...semplicissime...mosse come ha detto qualcuno..ma che presentano a mio avviso una tecnica interessante ovvero quella di far sentire le voci prima dei personaggi come anche quella di mostrare un primo piano di un volto silente o parlante senza inquadrare subito la scena complessiva. Un pregio del film è quello della coralità: tanti personaggi e relative psicologie [...] Vai alla recensione »

venerdì 2 dicembre 2016
emanuela

Un film che potremmo scambiare con superficialità per una sorta de L’attimo fuggente all’inverso ma c’è molto di più. Forse è il modo di raccontare che lo rende unico, i giochi di luce e di colore, le scene nude e crude come fosse un docufilm; magari è la durezza della realtà ad essere più forte della dolcezza del romanzo, più diretta e senza fronzoli ci parla, senza morale né consigli per l’uso, di [...] Vai alla recensione »

lunedì 17 novembre 2014
cinebura

Parto dicendo che questo film non si è aggiunto alla mia lista dei miglior capolavori. Ci sono delle accorgenze che avrebbero migliorato questa opera. Penso che un film girato interamente dentro quattro mura (a perte il finale) sia un pò troppo monotono. Per esempio come scena di distacco dalla situazione cupa e ricca di tensione, si avrebbe potuto mettere una parte del funerale con [...] Vai alla recensione »

lunedì 27 ottobre 2014
Zarar

Diciamo la verità, chi ha mai sentito parlare di un cinema sloveno? Di tanto più gradevole è la sorpresa di quest’opera prima di Bicek, veramente promettente e purtroppo – pare – relegata in Italia in un circuito molto ristretto. Film da vedere, nonostante alcune riserve. Una classe in preda allo shock per il suicidio di una compagna, ambiguamente mescolato con l’odio per un supplente di tedesco [...] Vai alla recensione »

lunedì 20 ottobre 2014
veritasxxx

A Rok Bicek, esordiente regista sloveno, riesce perfettamente l'inganno: con questo titolo tutto mi sarei aspettato tranne un film sulle profonde convinzioni dell'adolescenza, i metodi di insegnamento nelle scuole superiori e il rapporto tra studenti ed istituzioni scolastiche. Ero pronto per affrontare un oscuro viaggio in qualche bassifondo dell'est europeo tra lotte di classe e tragiche [...] Vai alla recensione »

lunedì 20 ottobre 2014
Resca26

Caro Bicek, in 112 minuti di pellicola sei convinto di aver fatto risaltare tutto il necessario ? perchè se il tuo intento fosse stato quello di far emergere, in un labile conflitto di 'classe', la disperata condizone umana dinnanzi ad un evento devastante come il suicidio, allora ho le mie perplessità. E questo tentativo di illustrare il coacervo di emozioni e idee dei ragazzi [...] Vai alla recensione »

sabato 31 agosto 2013
Peer Gynt

Una professoressa di tedesco amata dalla sua classe va in congedo per maternita' e viene sostituita da un professore severo e arcigno, che impone subito il rispetto per rituali scolastici ormai obsoleti (alzarsi in piedi, alzare la mano per chiedere la parola), attirandosi l'odio di tutta la classe. Quando poi rimprovera una studentessa sensibile e introversa di scarso rendimento, dandole della [...] Vai alla recensione »

domenica 26 ottobre 2014
jevna

Il più bel film della scorsa Venezia. Probabilmente il miglior film sloveno mai realizzato. Un esordio alla regia incredibile (inequivocabilmente genio) per un giovane nemmeno trentenne. Un film "piccolo" ma grandioso, inesorabile, spiazzante, devastante. Da vedere assolutamente.

domenica 5 novembre 2017
iaoquinti

Film che mette in risalto i classici problemi adolescenziali e l'eccessiva tolleranza del sistema scolastico contemporaneo. Il suicidio di una timida studentessa anima negli studenti un eccessivo sentimentalismo che causerà una rivolta dell'intera classe, nella quale nessuno sa cosa voglia davvero.

lunedì 17 novembre 2014
Mario Nitti

La professoressa di tedesco entra in maternità e nella classe arriva un nuovo insegnante. In una scuola tutta empatia, dove gli studenti sono coccolati ma non molto stimolati, il nuovo docente, poco emotivo e decisamente più esigente della sua collega, viene percepito sgradevolmente come un corpo estraneo. Quando nella classe una ragazza si suicida, proprio il giorno dopo che l’insegnant [...] Vai alla recensione »

giovedì 18 febbraio 2016
dario

l'impegno intellettuale è notevole e la regia non lo fa pesare. Non mancano eccessi didattici, in parte salvati dal docente, notevole la sua personalità, ben dispiegata. La storia è un po' troppo lineare e scontata. Ma l'impianto regge abbastanza bene e le recitazioni valide. Apprezzabile la semplicità che rischia tuttavia di diventare semplicismo, evitato per caso e per bravura degli sceneggiatori. [...] Vai alla recensione »

martedì 13 gennaio 2015
marcello1979

Bel film, è soprendente che si tratti di un'opera prima.. Lui-il regista- è davvero bravo. Il film è semplice, scorre bene ma  ben fatto. Bravissimo il professore,bella la morale e i collegamenti con Mann. Uno dei migliori film dell'anno.. Da vedere...secondo me. Non tutto è bianco o nero..

domenica 9 novembre 2014
BARONE DI FIRENZE

Tutti sconosciuti ma bravi il che ci dice che non occorre essere star per saper recitare. Il film tratta la annosa storia della diatriba fra educatori ed educandi. Bravo Igor Somobor e i ragazzi tutti. Due piccoli appunti camera tremolante e l'immagine onirica della suicida che passa fra gli alunni che contrasta con la pragmaticità della pellicola.

sabato 25 ottobre 2014
kaipy

Bello. Un racconto pulito, onesto. l'occhio del regista si muove tra studenti, insegnati, scuola, famiglie, senza giudicare lasciando allo spettatore uno spazio per la riflessione

sabato 18 ottobre 2014
jennifermanca

La classe di Bicek non è altro che un micro mondo che riflette il mondo esterno.  La scuola  si sa è il riflesso della società e dei suoi valori. Nel film un gruppo di adolescenti si ribella ai metodi “contestabili” del nuovo professore di tedesco. Tuttavia la rivolta che il gruppo conduce arriva ad un punto in cui implode e i singoli fautori iniziano a [...] Vai alla recensione »

sabato 18 ottobre 2014
Steve1982

Ottimo film,ben interpretato da tutti in particolare dal protagonista che veste i panni di un cinico e freddo professore tedesco...a primo impatto potrà sembrarvi antipatico,ma son convinto che nello svilupparsi del film inizierete pian piano a star dalla sua parte,perchè insegnanti un po'alla vecchia maniera servirebbero ancora per una generazione di adolescenti,che come rappresenta [...] Vai alla recensione »

martedì 14 ottobre 2014
davidino.k.b.

film molto bello che ci fa riflettere sia sui metodi didattici per i giovani, dove non c'è mai una ricetta unica, sia sullo spaccato delle varie personalità dei giovani e dei professori coinvolti nella storia che rappresentano le tipologie delle persone che si inbcontrano tutti i giorni.

martedì 24 maggio 2016
gabrisaltgr

Class Enemy è sicuramente un film da far vedere nelle scuole. Attraverso un mix di equivoci e pregiudizi, il regista ha colto nel segno le problematiche non solo scolastiche, ma anche societarie in generale. La grande bravura espressiva e teatrale del protagonista fanno il resto. Veramente eccellente tutto il cast. Questo film insegna a non cadere nel pregiudizio condannando una persona a prescindere [...] Vai alla recensione »

Frasi
Prima loro avevano paura di noi, ora noi dobbiamo avere paura di loro.
Zdenka (Natasa Barbara Gracner)
dal film Class Enemy - a cura di Omar Akkad
STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
Alessandra Levantesi
La Stampa

Nemico di classe è un dramma scritto nel 1978 da Nigel Williams, ambientato nell'aula devastata di una scuola della periferia di Londra dove se ne stanno barricati, abbandonati a se stessi, sei sedicenni in rivolta. Ispirandosi nel titolo e nello spunto di base a quel testo - trasferito nel 2007 in cornice bosniaca in un lodatissimo spettacolo di Pasovic - l'interessante esordiente sloveno Rock Bicek [...] Vai alla recensione »

Roberto Nepoti
La Repubblica

L'accomodante professoressa di tedesco di un liceo va in maternità; la sostituisce il professor Zupan. Il nuovo insegnante impone un metodo di apprendimento basato sullo sforzo e la disciplina, guadagnandosi subito la taccia di "nazista". Quando l'introversa studentessa Sabina si toglie la vita, i compagni mettono sotto accusa il prof e i suoi metodi muovendogli guerra aperta.

Federico Pontiggia
Il Fatto Quotidiano

La nostra epoca, l'epoca della borghesia, si distingue però dalle altre per aver semplificato gli antagonismi di classe. L'intera società si va scindendo sempre più in due grandi campi nemici, in due grandi classi direttamente contrapposte l'una all'altra". Per i Marx ed Engels del Manifesto del Partito comunista, le due classi erano borghesia e proletariato, ma oggi? Lasciamo perdere pure Sorel, Brecht [...] Vai alla recensione »

Alissa Simon
Variety

The academic year is nearly over for a tightly knit bunch of high school seniors. But the atmosphere in the classroom changes when Nusa (Masa Derganc), their beloved homeroom teacher, goes on maternity leave and is replaced by German authoritarian Robert (Igor Samobor). This cold, intellectual new hire believes in showing his new charges who's boss; he requires them to stand when he enters the room [...] Vai alla recensione »

Boyd van Hoeij
Hollywood Reporter

Loosely based on actual events that occurred at his high school when the now 28-year-old filmmaker was a freshman, the tense and gripping narrative centers on the out-of-control reactions of a class after one of their peers has killed herself and the students gang up on their strict new teacher. A Venice Critics' Week premiere, the solidly acted Class Enemy has what it takes to worm its way into not [...] Vai alla recensione »

Fabio Ferzetti
Il Messaggero

Ci sarà pure una ragione. Ci sarà una ragione se ogni volta che un regista, generazione dopo generazione, si cala l'elmetto e torna nella trincea della scuola, ne esce un film vivo, vibrante, traboccante di energie e di domande senza risposta. Che per giunta non sono mai le stesse perché la scuola è un sismografo infallibile di tutto ciò che è in gioco in una comunità in un dato momento storico, sul [...] Vai alla recensione »

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