| Titolo originale | Star Trek Into Darkness |
| Anno | 2012 |
| Genere | Fantascienza, |
| Produzione | USA |
| Durata | 132 minuti |
| Regia di | J.J. Abrams |
| Attori | John Cho, Benedict Cumberbatch, Alice Eve, Bruce Greenwood, Simon Pegg, Chris Pine Zoe Saldana, Zachary Quinto, Karl Urban, Peter Weller, Anton Yelchin, Jason Matthew Smith, Nolan North, Noel Clarke, Heather Langenkamp. |
| Uscita | mercoledì 12 giugno 2013 |
| Tag | Da vedere 2012 |
| Distribuzione | Universal Pictures |
| Rating | Consigli per la visione di bambini e ragazzi: |
| MYmonetro | 3,72 su 11 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento lunedì 22 febbraio 2016
Gli sceneggiatori preannunciano svolte imprevedibili, permesse loro dal grande successo di pubblico del primo episodio. Il film ha ottenuto 1 candidatura a Premi Oscar, 1 candidatura a BAFTA, 3 candidature a Critics Choice Award, In Italia al Box Office Into Darkness - Star Trek ha incassato nelle prime 4 settimane di programmazione 2,3 milioni di euro e 1 milioni di euro nel primo weekend.
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CONSIGLIATO SÌ
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L'insofferenza alle direttive e alla disciplina costano al capitano Kirk il comando dell'Enterprise. La flotta stellare gli leva la nave e lo separa dal suo primo ufficiale Spock, come due bambini troppo indisciplinati. Sarà l'arrivo di una minaccia imprevista e misteriosa e, di nuovo, la capacità di Kirk di mettere in luce le proprie abilità a costringere la flotta a rimetterlo al suo posto. Un uomo che la stessa razza umana ha modificato geneticamente, e poi congelato nel terrore di ciò che aveva creato, si è svegliato ed intende svegliare tutti gli altri 72 esperimenti come lui. Visto che uno solo basta a creare scompiglio e quasi demolire una città, l'obiettivo è renderlo innocuo il prima possibile. Eppure sembra che non sia lui il peggio intenzionato...
Da sempre alla ricerca dei meccanismi infallibili dell'intrattenimento, abilissimo assemblatore di affascinanti macchine calamita sguardi e narratore di gran ritmo, J. J. Abrams con il secondo film di Star Trek conferma di essere all'altezza del proprio nome e del nume tutelare che ha scelto per sè: Steven Spielberg.
Sebbene non dotato della profondità cinefila del maestro, Abrams ne ha appreso la lezione sulla semplicità narrativa e così riesce a ripetere l'ottimo exploit del suo Star Trek precedente senza davvero ripetere se stesso. Into Darkness, a dispetto del titolo, è una divertente corsa in cui la trama è srotolata durante l'azione, in cui le battute sono pronunciate correndo o al massimo camminando veloce e in cui la macchina da presa mobile al massimo riesce ad essere misteriosamente invisibile, mentre i bagliori lenticolari (anche quello un marchio dello Spielberg di fantascienza che Abrams ama enfatizzare) ampliano la prospettiva verso la grande epica.
Proseguendo la linea tracciata con il primo film Abrams si distacca sempre di più dalle caratteristiche della saga storica di Star Trek, non asseconda i fan ma cerca di parlare a tutti, lavora sul sentimentalismo del personaggio non sentimentale per eccellenza (il dr. Spock) e trasforma il western dello spazio in una space opera piena d'umorismo, ammiccamenti e ironia più che di grave austerità. Nonostante il villain scelto per questo secondo film (Kahn, già visto in un episodio della serie e poi in Star Trek II - L'ira di Kahn), sia tra i più letali e cupi mai incontrati dall'Enterprise, lo stesso il film scorre sulla propria leggerezza, lavorando sull'arma fondamentale del cinema d'azione che ambisce a diventare d'avventura: montaggio e ricerca di paesaggi che suonino inediti e vergini (in questo è molto utile il 3D, enfatizzato in tutti gli esterni con frequenti inquadrature a filo di piombo). L'inizio in chiave spielberghiana, diviso tra il furto di un oggetto sacro e il contrappunto di un pericolo imminente, lo dimostra in pieno.
Abrams non solo non ha paura di un confronto o della fedeltà con la serie (con una mano innesta un altro dei personaggi classici e con l'altra tramuta l'amicizia tra Spock e Kirk in un bromance moderno dove, come amanti, i due sovrappongono le mani da parti opposte di un vetro) ma è il primo che in questi anni di film tratti da altri lungometraggi o da materiale televisivo, cerca un rapporto diretto, continuo ed esplicito con il testo di partenza. Con l'esperienza maturata su entrambi gli schermi non si accontenta di una filiazione tra le due saghe e pretende una compenetrazione molto più complessa, perchè sa che la narrazione avviene nella testa degli spettatori, luogo in cui già esiste una mitologia trekkista con cui fare i conti (si sia fan o meno non si può ignorare l'esistenza della serie). E da gran narratore Abrams vuole indirizzare questa relazione.
Infatti non solo questo film rielabora, ribalta e rimescola molti momenti già visti negli scontri con Kahn ma con un salto metacinematografico non da poco e una metafora a questo punto sottilissima, in Into Darkness Abrams riesce effettivamente a far dialogare, nel senso stretto del termine, il suo Star Trek con lo Star Trek classico, lasciando addirittura che il secondo suggerisca al primo come risolvere la minaccia che incombe attingendo alla propria storia.
La serie di «Star Trek», rivisitata dal tuttologo fantasy J.J. Abrams, ha trovato nel reboot del 2009, Star Trek, e nel sequel, Into Darkness, nuova vita e nuova linfa. L'operazione compiuta dall'autore di Lost, serie che ha segnato l'epoca di quel genere televisivo, è più intelligente e più illuminata di quanto la semplice commissione commerciale potesse prevedere. Abrams è partito dal prima, reinventando la spedizione stellare prima ancora del suo maturo vagare per i cieli televisivi degli anni Sessanta (la serie originale, inventata da Gene Roddenberry, era di quel periodo e risentiva grandemente delle tematiche legate alla guerra fredda e al pacifismo), retrodatando l'inizio dell'avventura, cogliendo cosi i nostri eroi, Kirk, Spock e compagnia nella loro giovane età, non ancora appesantiti dalle troppe fatiche legate alle tante esplorazioni e avventure. In questo modo Abrams torna a far rivivere un grande mito del piccolo schermo senza doversi davvero confrontare con questo, anzi anticipandolo con un simpatico sgambetto.
I giovani componenti dell'Enterprise sono molto dinamici e vivono le loro sfide facendo sfoggio più di muscoli che di intelligenza. E questa è la prima differenza. L'azione è necessaria alla rinascita, così perdendo uno dei tratti caratteristici dello Star Trek televisivo. Kirk e Spok nelle loro peregrinazioni spaziali si trovavano sempre a fronteggiare dei nemici in forma di dilemma. La logica e il ragionamento erano le loro principali armi, e questo rendeva la serie davvero originale. Abrams trasforma la logica di Spok in vezzo intellettuale e caratteriale, senza davvero farne ricorso. Into Darkness ne è piena conferma. Spok mena le mani come un ossesso per difendere il suo amichetto Kirk dalla minaccia del tremendo Khan, terrorista dell'ultima generazione, allevato in seno al consesso umano, e poi messo da parte come una vera minaccia. Se Star Trek originale aveva nel suo orizzonte le grandi questioni del Bene e del Male derivate dalla minaccia nucleare, il nuovo Star Trek risente del contingente e dell'evento fondativo di quest'ultima modernità: l'11 settembre. Molti, come vedrete sono i riferimenti.
Da L'Unità, 13 giugno 2013
Ultimamente le spalle di J.J. Abrams sono cariche di enormi responsabilità: gli sono stati affidati infatti due franchise tra i più amati e conosciuti, che hanno plasmato l’immaginario fantascientifico di almeno un paio di generazioni dagli anni sessanta in avanti. Nati per due mezzi mediatici differenti, Star Trek e Star Wars si sono sviluppati con le proprie specificità [...] Vai alla recensione »
Si può fare un blockbuster con l'anima? Sì, se lo affidate alla persona giusta. Uno come J.J. Abrams, per capirsi, capace di sfidare il mito confezionando, con Star Trek - Into Darkness (da domani in sala), un titolo che piacesse sia ai fan della saga spaziale, sia a chi non digerisca la fantascienza. Lo ha fatto usando le armi che gli sono più congeniali e, in particolare, puntando sulle scene d'azione [...] Vai alla recensione »