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Kill Bin Laden messo sotto accusa

Bigelow, Boal e la Casa Bianca rispondono.
di Marlen Vazzoler

Lo sceneggiatore Mark Boal, la regista Kathryn Bigelow e il produttore Greg Shapiro alla premiazione degli Oscar per il film The Hurt Locker.
Kathryn Bigelow (69 anni) 27 novembre 1951, San Carlos (California - USA) - Sagittario. Regista del film Zero Dark Thirty.

martedì 16 agosto 2011 - News

Mentre l'America sta affrontando una crisi economica, a causa del problema del debito nazionale e individuale, che ha comportato il suo declassamento, al Congresso è stato chiesto di investigare il prossimo film del premio Oscar Kathryn Bigelow, Kill Bin Laden che uscirà negli Stati Uniti il 12 ottobre del 2012.

Un'uscita a ridosso delle elezioni
Il thriller, libero da qualsiasi ideologia, racconterà di una squadra di élite della marina statunitense che ha ucciso il leader di Al Qaeda. Il film dovrebbe raccontare di due missioni della squadra dei Navy SEAL, il Seal Team Six: la prima, commissionata dal Presidente George W. Bush nei mesi successivi all'11 settembre del 2001, non riuscì a portare a termine la cattura di Bin Laden; la seconda, autorizzata invece dal Presidente Obama, portò all'assassino di Bin Laden lo scorso 2 maggio. La Sony distribuirà nelle sale la pellicola interpretata da Joel Edgerton venticinque giorni prima del voto per il prossimo Presidente degli Stati Uniti d'America. Non si è sicuri come il film possa influenzare le elezioni, specie considerando un caso simile avvenuto nel passato: quando nel 2004 Michael Moore fece uscire Fahrenheit 9/11, un chiaro manifesto contro George W. Bush. Ma il successo del documentario non riuscì a impedire le elezioni di Bush.

Materiale segreto in pericolo
Il capo della commissione parlamentare della Sicurezza Nazionale, il repubblicano Peter T. King, questo martedì ha mandato una lettera alla CIA e al Dipartimento di difesa per richiedere un'investigazione sulla possibilità che la Casa Bianca abbia concesso l'accesso a materiale confidenziale alla Bigelow e alla Sony Pictures per creare il film Kill Bin Laden. In particolare King ha richiesto un'investigazione sui seguenti punti:

- “Quali consultazioni, se ce ne sono state, sono avvenute tra i membri dell'esecutivo del presidente, del Dipartimento della Difesa e/o tra agenti della CIA, riguardo l'opportunità di provvedere agli esecutivi di Hollywood l'accesso a materiale di missioni militari segrete e agenti della CIA clandestini per discutere il raid [su Bin Laden]”.
- Se una copia del film verrà “inviata ai militari e alla CIA, per una proiezione in anteprima, per determinare se delle tattiche delle operazioni speciali... verranno rivelate al suo interno”.
- Come la presenza a incontri con agenti speciali e agenti dell'agenzia ai quartieri della CIA sono stati “bilanciati con il dovere di questi agenti di mantenere la propria copertura”.

In un'intervista telefonica rilasciata al Los Angeles Times, King ha espresso le sue preoccupazioni: “Sono molto preoccupato per lo svelamento nel film di qualsiasi informazione sensibile. Le procedure e le operazioni che usiamo in questi raid potrebbero essere riutilizzate in altre. Non ci deve essere la possibilità che un regista faccia una soffiata al nemico”.
King ha aggiunto di essere preoccupato dalle possibili ramificazioni politiche del film che uscirà a ridosso delle elezioni: “alcune persone della CIA mi hanno detto che non erano stati informati di questo piano. Nessuno gli aveva mai detto che sarebbe uscito in concomitanza al giorno delle elezioni”. Pare proprio che la più grande preoccupazione di King è che il film possa influenzare gli elettori nel votare nuovamente il Presidente Obama.

La Casa Bianca risponde
In un briefing che si è tenuto mercoledì scorso il segretario della Stampa della Casa Bianca Jay Carney ha ammesso che i filmakers sono stati in contatto con l'amministrazione ma ha definito “ridicole” le affermazioni di King riguardanti l'accesso di informazioni confidenziali alla Bigelow e allo sceneggiatore Mark Boal.
Carney ha spiegato: “Quando la gente, inclusi voi in questa stanza, lavora ad articoli, libri, documentari o film che coinvolgono il Presidente, chiedono di parlare con funzionari dell'amministrazione, e noi facciamo del nostro meglio per aiutarli a far sì che i fatti siano riportati correttamente”. Ha aggiunto: “Questo è difficilmente un nuovo approccio ai media. Non discutiamo informazioni classificate. E vorrei sperare che, date le continue minacce terroristiche che ci troviamo ad affrontare, la commissione parlamentare della Sicurezza Nazionale abbia degli argomenti più importanti da discutere rispetto ad un film”.

Regista e sceneggiatore rispondono
La Bigelow e Boal rispondono tramite un comunicato: “Il nostro prossimo progetto cinematografico è sull'inseguimento decennale di Bin Laden ed è stato in lavorazione per molti anni e integra gli sforzi collettivi di tre amministrazioni, comprendendo quelle dei Presidenti Clinton, Bush e Obama, così come le strategie di cooperazione e implementazione del Dipartimento di Difesa e dell'Agenzia Centrale di Intelligence (CIA). Il pericoloso lavoro di trovare il più grande ricercato al mondo è stato portato a termine da individui dell'esercito e delle agenzie di spionaggio che hanno messo in pericolo la propria vita senza alcun riguardo per le appartenenze politiche. Questo è stato un trionfo americano, sia eroico e sopra le parti, e non ci sono basi per suggerire che il nostro film rappresenterà questa immensa vittoria in un altro modo”.

Dispersione di notizie e poca fedeltà
Considerando l'ultimo film della Bigelow e Boal, The Hurt Locker, è interessante ricordare come la pellicola fosse stata criticata per aver riportato poco fedelmente le manovre militari, un'ironia se pensiamo alle accuse che sono state fatte ai due filmakers per il nuovo film. La preoccupazione di King, anche se probabilmente eccessiva, ricorda le ammonizioni su delle fughe di notizie riguardanti i dettagli della morte di Bin Laden espresse dall'ammiraglio Michael Mullen, capo di stato maggiore congiunto americano. Mullen aveva richiesto di “Smettere di parlare” dopo la comparsa di accurati resoconti sui giornali americani nei giorni successivi all'operazione. Al momento è presto per fare qualsiasi commento. La produzione del film non è ancora cominciata e fino a quando non se ne vedrà la proiezione è inutile combattere contro dei castelli in aria.

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