È stato il figlio

Film 2012 | Drammatico, 90 min.

Regia di Daniele Ciprì. Un film Da vedere 2012 con Toni Servillo, Giselda Volodi, Alfredo Castro, Fabrizio Falco, Aurora Quattrocchi. Cast completo Titolo internazionale: It Was the Son. Genere Drammatico, - Italia, 2012, durata 90 minuti. Uscita cinema venerdì 14 settembre 2012 distribuito da Fandango. - MYmonetro 3,62 su 6 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Ultimo aggiornamento lunedì 8 giugno 2015

Il racconto viene narrato in un tempo futuro, all'interno di un ufficio postale, in un giorno come tanti. Dall'omonimo romanzo dello scrittore siciliano Roberto Alajmo. Il film ha ottenuto 3 candidature ai Nastri d'Argento, 2 candidature a David di Donatello, Il film è stato premiato a Venezia, In Italia al Box Office È stato il figlio ha incassato 895 mila euro .

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Consigliato assolutamente sì!
3,62/5
MYMOVIES 4,00
CRITICA 3,10
PUBBLICO 3,37
CONSIGLIATO SÌ
Una tragedia familiare dentro una realtà grottesca, superbamente interpretata da maschere reali.
Recensione di Marzia Gandolfi
domenica 2 settembre 2012
Recensione di Marzia Gandolfi
domenica 2 settembre 2012

Busu è un vecchio signore a cui piace raccontare storie. Seduto nell'ufficio postale della sua città intrattiene gli avventori, qualcuno appassionato, troppi distratti. Più di tutti ama riferire l'avventura e la sventura della famiglia Ciraulo, colpita al cuore da un lutto. Nicola, il capofamiglia, recupera ferrame dalle navi in disarmo in compagnia del vecchio padre e del figlio. Dentro una casa modesta lo aspettano ogni sera la madre, la moglie e l'adorata Serenella che un proiettile vagante, esploso durante un regolamento di conti, uccide tragicamente. Inconsolabile, Nicola ritrova improvvisamente senso e speranza inseguendo la possibilità di un risarcimento, legittimo riconoscimento dello Stato alle vittime della mafia. Tra debiti e ingorghi burocratici, i Ciraulo provano a immaginare quale desiderio potrebbe appagare la loro 'fame' atavica. Liquidati finalmente decidono intorno al tavolo di investire il capitale ormai ridotto in un'automobile, la più bella che si sia mai vista in città. Ma quella Mercedes, 'presidenziale', luccicante e benedetta con acqua santa e segno della croce, finirà per diventare il simbolo della tracotanza e di una violazione che gli 'dei' non mancheranno di punire.
Ispirato dalle pagine di Roberto Alajmo, Daniele Ciprì torna al cinema senza Franco ma con Maresco. Senza l'amico ma col coAutore. L'insostenibile crudeltà dei ragazzi terribili di Cinico Tv, che seduceva l'occhio mentre pervertiva i cardini del comune senso del pudore estetico, nel cinema 'scompagnato' di Ciprì è moderata nella forma ma inalterata nel soggetto. Riconfermando l'universo espressivo e la radicalità etnico-linguistica e governando l'esasperazione estetica e lo spirito avant-garde, il regista palermitano declina al passato una tragedia moderna intorno all'uomo agito solo dalla sua volontà di godimento, senza limiti, senza vincoli. Il Nicola di Toni Servillo incarna un'umanità squassata, sgretolata, irriducibilmente comico-tragica, che desidera un appagamento immediato, assoluto, privo di ancoraggi simbolici e destinato a condannare la propria prole. Nel film di Ciprì, superbamente interpretato da attori professionisti e maschere reali, ogni inquadratura arriva quasi a tradimento, come una fitta lancinante, svolgendo una tragedia familiare dentro una realtà prima grottesca e poi disperatamente tragica. La famiglia Ciraulo ha violato la legge divina e immutabile, si è macchiata di tracotanza, riempiendo il dolore della perdita con un bene materiale, destinato a influenzare in maniera negativa il loro presente.
Ambientato nella periferia di Palermo, ma girato a Brindisi, È stato il figlio è una storia che ne racconta un'altra, scandita dal susseguirsi dei numeri luminosi di un ufficio postale, dove un sordomuto 'coi pugni in tasca' ascolta un uomo svolgere il suo dramma dentro periferie desolate, cieli incupiti, soli spenti, deserti di solitudine. Frammenti sparsi che riferiscono di una dissoluzione sociale, esistenziale ma soprattutto antropologica, che spappola l'identità, liberando il lato selvaggio e disintegrando la figura umana. Più ciechi di Tiresia, donna e uomo, vecchio e bambina di faccia a edifici ghiacciati in una fissità lunare, i Ciraulo si nutrono di una notte senza fine imponendo, attraverso la nonna Rosa di Aurora Quattrocchi, la propria legge sopra la norma sociale. E quello che avviene dentro poi accade fuori, i personaggi finiscono inghiottiti dal paesaggio urbano, partecipi della sua distruzione e della sua residualità: una macchina corrosa dalla ruggine, relitto informe di un bisogno paranoico di benessere.

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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
domenica 21 ottobre 2012
Nino Pell.

E' bello scoprire al Cinema che fortunatamente esistono sempre dei grandi film italiani. In particolar modo, questa pellicola del regista Ciprì ne rappresenta un prezioso esempio. Abile, preciso ed acuto nel descrivere una realtà sociale decadente, fragile ed abbandonata a se stessa, "E' stato un figlio" in realtà è soprattutto un film che richiede un'analisi particolareggiata e riflessiva dei vari [...] Vai alla recensione »

STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
Alessandra Levantesi
La Stampa

Una cultura familiare arcaica, primigenia matrice di mafia, nella cornice postmoderna di una degradata periferia palermitana ritagliata in Puglia. E’ notevole il lavoro di adattamento compiuto da Daniele Ciprì per E’ stato il figlio (in concorso a Venezia), tratto dal romanzo di Roberto Alajmo (Mondadori). Sullo schermo la tragicommedia è impaginata in un susseguirsi di grotteschi teatrini dell’assurdo, [...] Vai alla recensione »

NEWS
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venerdì 14 settembre 2012
Tirza Bonifazi

Un intrigante horror cosmico che solleva domande circa l'origine della vita umana e non dà risposte, una commedia hollywoodiana sulla maternità basata sulla guida per futuri genitori della best seller Heidi Murkoff e uno scandaloso e brutale dramma sul [...]

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sabato 8 settembre 2012
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