| Anno | 2012 |
| Genere | Fantascienza, |
| Produzione | USA, Germania, Singapore, Hong Kong |
| Durata | 172 minuti |
| Regia di | Tom Tykwer, Lilly Wachowski, Lana Wachowski |
| Attori | Tom Hanks, Halle Berry, Jim Broadbent, Hugo Weaving, Jim Sturgess, Doona Bae Ben Whishaw, James D'Arcy, Zhou Xun, Keith David, Susan Sarandon, Hugh Grant. |
| Uscita | giovedì 10 gennaio 2013 |
| Distribuzione | Eagle Pictures |
| MYmonetro | 3,23 su 12 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento martedì 11 aprile 2017
Un viaggio nello spazio e nel tempo, che abbraccia cinque secoli e si snoda lungo sei episodi complessi e suggestivi. Il film ha ottenuto 1 candidatura a Golden Globes, 3 candidature e vinto un premio ai Critics Choice Award, In Italia al Box Office Cloud Atlas ha incassato nelle prime 4 settimane di programmazione 3,7 milioni di euro e 1,6 milioni di euro nel primo weekend.
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CONSIGLIATO SÌ
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Sei storie si svolgono in parallelo anche se ambientate in sei epoche diverse, come se fossero presenti in un'unica dimensione senza tempo. A metà ottocento un avvocato americano si adopera contro la schiavitù, negli anni '30 un giovane compositore bisessuale viene incastrato da un grandissimo autore presso il quale lavora, a San Francisco negli anni '70 una giornalista cerca di svelare un complotto per la realizzazione di un reattore nucleare, ai giorni nostri in Inghilterra un anziano editore viene incastrato e internato in una casa di cura da cui cercherà di fuggire, nella Seul del 2144 un clone si unisce ai ribelli e scopre che quelle come lei sono utilizzate come cibo per altri fabbricati e infine nel 2321 in una Terra ridotta all'eta della pietra da una non ben identificata apocalisse un uomo entra in contatto con i pochi membri di una civiltà tecnologicamente avanzata e si ribella alla tribù dominante.
Il gigantesco progetto di Tom Tykwer, a cui si sono uniti in corsa (sia per la scrittura che per la regia) i fratelli Wachowsky, è il film più costoso della storia della Germania ed essendo stato realizzato senza l'aiuto di nessuna grande produzione è probabilmente anche il film indipendente più costoso di sempre.
Composto da sei storie legate da un filo immaginario e spirituale che riguarda i temi della reincarnazione, del transfer spirituale e di come un'azione rivoluzionaria sia un germe che si muove nel tempo generandone altre, Cloud Atlas adatta il romanzo omonimo di David Mitchell facendo ben attenzione a creare una narrazione sospesa che incroci le storie con gran senso del cinema. Anche per questo il cast di attori interpreta personaggi diversi (alle volte con trucchi che li rendono quasi irriconoscibili) in praticamente tutti e sei i segmenti.
Il montaggio delle diverse storie infatti non è per nulla regolare e salta di storia in storia inventando molto, alle volte lasciando diversi minuti ad ognuna, altre rimanendo con essa solo pochi secondi. L'idea è di riuscire a suggerire grazie alla giustapposizione del montaggio, il legame tra diverse epoche, diverse persone o diverse azioni. Spesso i momenti di rivelazione, di crisi, di fuga o di tensione di tutte le storie sono montati insieme e si svolgono così in un impossibile parallelo, in altri sembra che una trama completi quanto appena visto nell'altra storia.
È questa la componente più interessante di un film che per il resto sfrutta una dimensione visiva straordinaria e alcune grandi intuizioni per un racconto non a livello. Non sempre il ritmo è infatti all'altezza delle aspettative e molte svolte appaiono puerili e infantili nei loro risvolti o nelle proprie implicazioni. Cloud Atlas è un film grande, grosso e largamente imperfetto che spesso confonde i toni, facendo scivolare la necessaria dose di autoironia di un simile progetto in un grottesco fuori luogo.
I registi hanno lavorato separatamente e parallelamente con troupe diverse, Tom Tykwer occupandosi delle storie che si svolgono negli anni '30, '70 e nella modernità, mentre i Wachowsky all'opera sulle due storie future e su quella che si svolge nel XIX secolo. Il risultato purtroppo non è omogeneo e i segmenti in cui l'idea di fantascienza che permea tutto il film prende davvero corpo sono solo quelli dei due fratelli (negli altri siamo più dalle parti del thriller politico, del melò o della commedia grottesca). Intuizioni tipiche del loro cinema sono subito riconoscibili, come la gigantesca e impressionante "macelleria" in cui i corpi sono stipati simili a quarti di bue non diversa dalle piantagioni di umani di Matrix, e una visione di futuro affascinante e catalizzante è presente anche nella storia che si svolge nel passato.
Troppo poco purtroppo per un film di 172 minuti.
Una serie innumerevole di storie, che vanno dall'America in cui vigeva ancora la schiavitù a un lontano futuro postapocalittico, si incrociano e si compenetrano attraverso un unico denominatore comune: la voglia di libertà dagli schemi soffocanti e repressivi che la società circostante impone ai protagonisti. Tom Hanks, Halle Berry, Jim Broadbent, Hugh Grant, Susan Sarandon, Jim Sturgees, Ben Winshaw, James D'Arcy, Hugo Weaving e molti altri attori danno vita a un puzzle narrativo di vicende incrociate che fondono avventura, fantascienza ed esplorazione dell'animo umano.
Ormai appare chiaro che i fratelli Wachowski - in quest'occasione insieme a un altro cineasta onestamente sopravvalutato come Tom Tykwer - hanno deciso di procedere nella loro carriera lanciandosi in progetti sempre più rischiosi, sia per quanto riguarda il budget che nella collocazione all'interno di un mercato cinematografico ormai fortemente selettivo e categorico. Ecco che allora Cloud Atlas si presenta come la loro "summa", e per quanto affascinante rappresenta anche tutto quello che non funziona in questa idea di cinema. Nulla infatti giustifica, a livello sia narrativo che estetico, le due ore e tre quarti di durata di un prodotto che ha come unico collante logico il montaggio serrato che incastra le varie vicende. Sinceramente troppo poco per poter seguire tutte le storie messe in scena, le quali tra l'altro non posseggono lo stesso livello di spessore emotivo, anzi alcune risultato pressoché inconsistenti. Tratto dal romanzo di David Mitchell, Cloud Atlas risulta un labirinto interminabile e troppo complicato da percorrere, e la scelta di adoperare i volti notissimi per svariati ruoli alla fine non fa che distrarre: si cerca di riconoscere chi c'è dietro i vari make-up piuttosto che concentrarsi a tessere il filo narrativo già estremamente labile. Tra le star presenti nel film poi si salva soltanto un Tom Hanks come al solito carismatico e il sempre più sorprendente Ben Whishaw, uno dei volti nuovi più interessanti dell'odierno panorama cinematografico internazionale. Il resto degli attori naufraga in una serie di personaggi appiattiti o peggio ancora stereotipati.
Se può anche essere comprensibile l'idea che c'è dietro un progetto cinematografico ambizioso come quello realizzato dai Wachowski e Tykwer, allo stesso tempo va testimoniato che la loro capacità di gestirlo si è rivelata deficitaria. Cloud Atlas è confuso, troppo frammentato, e in molti casi eccessivamente presuntuoso. Un'opera autoreferenziale che quindi ha il primo, grande difetto nel non sapere bene a quale pubblico riferirsi.
Da non grande estimatore della trilogia dei fratelli Wachowski ero abbastanza scettico prima della visione di Cloud Atlas,complici anche il mistero che da sempre girava attorno alla trama e il trailer abbastanza 'dispersivo'.Ma oltre ogni mia aspettativa la pellicola mi ha letteralmente travolto.Le quasi 3 ore di film non pesano per nulla,considerando che è come appunto seguire 6 'episodi' che insieme [...] Vai alla recensione »
Cloud Atlas è infilmabile: lo ha detto David Mitchell, autore di questo bizzarro pastiche letterario (Frassinelli), che prima inanella sei storie ambientate fra il 1849 e il 2346 in ordine cronologico e poi le porta a termine a rovescio, partendo dall'ultima come se il romanzo di avvitasse su se stesso. Ma per la trasposizione cinematografica del romanzo, i registi Tom Tykwer e i fratelli Wachowski, [...] Vai alla recensione »