Cesare deve morire

Film 2012 | Docu-fiction, 77 min.

Regia di Paolo Taviani, Vittorio Taviani. Un film Da vedere 2012 con Cosimo Rega, Salvatore Striano, Giovanni Arcuri, Antonio Frasca, Juan Dario Bonetti. Cast completo Titolo internazionale: Caesar Must Die. Genere Docu-fiction, - Italia, 2012, durata 77 minuti. Uscita cinema venerdì 2 marzo 2012 distribuito da Sacher. - MYmonetro 3,63 su 13 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Ultimo aggiornamento lunedì 12 gennaio 2015

Una docufiction che segue i laboratori teatrali realizzati dentro il Carcere di Rebibbia dal regista Fabio Cavalli, autore di versioni di classici shakespeariani interpretate dai detenuti. Ha vinto 2 Nastri d'Argento, Il film ha ottenuto 8 candidature e vinto 5 David di Donatello, Il film è stato premiato al Festival di Berlino, In Italia al Box Office Cesare deve morire ha incassato 766 mila euro .

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Consigliato assolutamente sì!
3,63/5
MYMOVIES 3,00
CRITICA 4,17
PUBBLICO 3,73
CONSIGLIATO SÌ
Shakespeare entra in carcere e ancora una volta si fa nostro contemporaneo.
Recensione di Giancarlo Zappoli
sabato 11 febbraio 2012
Recensione di Giancarlo Zappoli
sabato 11 febbraio 2012

Nel teatro all'interno del carcere romano di Rebibbia si conclude la rappresentazione del "Giulio Cesare" di Shakespeare. I detenuti/attori fanno rientro nelle loro celle. Sei mesi prima: il direttore del carcere espone il progetto teatrale dell'anno ai detenuti che intendono partecipare. Seguono i provini nel corso dei quali si chiede ad ogni aspirante attore di declinare le proprie generalità con due modalità emotive diverse. Completata la selezione si procede con l'assegnazione dei ruoli chiedendo ad ognuno di imparare la parte nel proprio dialetto di origine. Progressivamente il "Giulio Cesare" shakesperiano prende corpo.
I fratelli Taviani erano certamente consapevoli delle numerose testimonianze, in gran parte documentaristiche, che anche in Italia hanno mostrato a chi non ha mai messo piede in un carcere come il teatro rappresenti un strumento principe per il percorso di reinserimento del detenuto. Quando poi si pensa a una fusione di fiction e documentario la mente va al piuttosto recente e sicuramente riuscito film di Davide Ferrario Tutta colpa di Giuda. I Taviani scelgono la strada del work in progress utilizzando coraggiosamente l'ormai antinaturalistico (e televisivamente poco gradito) bianco e nero. L'originalità della loro ricerca sta nella cifra quasi pirandelliana con la quale cercano la verità nella finzione. Questi uomini che mettono la loro faccia e anche la loro fedina penale (sovrascritta sullo schermo) in pubblico si ritrovano, inizialmente in modo inconsapevole, a cercare e infine a trovare se stessi nelle parole del bardo divenute loro più vicine grazie all'uso dell'espressione dialettale. Frasi scritte centinaia di anni fa incidono sul presente nel modo che Jan Kott attribuiva loro nel saggio del 1964 dal titolo "Shakespeare nostro contemporaneo". Ogni detenuto 'sente' e dice le battute come se sgorgassero dal suo intimo così che (ad esempio) Giovanni Arcuri è se stesso e Cesare al contempo e la presenza del regista Cavalli e dell'ex detenuto e ora attore Striano nel ruolo di Bruto non stonano nel contesto. Ciò che purtroppo diventa dissonante (anche se non inficia alle radici il valore dell'operazione) è la pretesa di far 'dire di sé' ai detenuti. Nei momenti in cui dovrebbero uscire dalla parte per rientrare in se stessi si avverte che è proprio allora che stanno recitando un copione che parla delle loro tensioni o delle loro attese. La ricerca della verità nella finzione si trasforma in finzione che pretende di palesare delle verità. Non era necessario. Shakespeare aveva già splendidamente ottenuto il risultato.

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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
martedì 13 marzo 2012
Writer58

Camorristi, spacciatori, detenuti condannati per omicidio, un paio di ergastolani rinchiusi nel carcere romano di Rebibbia. Questi sono gli attori che rappresentano il "Giulio Cesare" di  Shakespeare, che interpretano i ruoli di Bruto, Cassio, Decio, Marco Antonio, dello stesso Cesare. Nel farlo, rappresentano  anche la propria vita, le proprie scelte, i propri errori.

FOCUS
FOCUS
lunedì 5 marzo 2012
Pino Farinotti

Lettura in prospettiva dell'Orso ai Taviani. L'intenzione della coppia di registi è importante e virtuosa. Niente di nuovo naturalmente nell'impiegare attori non attori. Ma poi c'è la formula. E quella dei fratelli non era semplice, era piena di trappole. Affidi un testo che fa parte del più alto incanto per il mondo, il Giulio Cesare di Shakespeare, ai detenuti di Rebibbia. Il pericolo poteva essere la goliardia o l'accademia: il classico esercizio che si affida al più dotato degli allievi di un Centro Sperimentale.

Frasi
"Da quando ho conosciuto l'arte, questa cella è diventata una prigione"
Cassio (Cosimo Rega)
dal film Cesare deve morire - a cura di Antonella
STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
Natalia Aspesi
La Repubblica

Il film ha vinto il massimo premio al festival di Berlino, e noi italiani molto contenti, tanto più che è da un bel po' che il nostro cinema viene ignorato, e non per spudorata cattiveria. Brontolii invece dai giornali tedeschi e si temeva che potessero avere ragione: per fortuna no, edè con gran sollievo che si può dichiarare che Cesare deve morire ci restituisce i grandi Taviani, vuoi con berretto [...] Vai alla recensione »

NEWS
NEWS
mercoledì 3 ottobre 2012
Robert Bernocchi

Con la candidatura ufficiale di Cesare deve morire agli Oscar per il film straniero, si è riaperta la caccia alla statuetta che ci manca dal millennio scorso, quando nel 1999 La vita è bella si è aggiudicato il premio.

NEWS
mercoledì 26 settembre 2012
Robert Bernocchi

È un verdetto sorprendente, ma anche molto condivisibile e soprattutto libero da scelte dettate da logiche di potere. Cesare deve morire dei fratelli Taviani, vincitore dell'Orso d'oro all'ultimo Festival di Berlino, sarà il portabandiera italiano agli [...]

NEWS
martedì 17 luglio 2012
 

Il premio Kinéo Diamanti al cinema giunge alla sua decima edizione e proclama già da ora il vincitore del Premio Speciale Rai Trade al "Miglior film italiano nel mondo", Cesare deve morire di Paolo e Vittorio Taviani, vincitore dell'Orso d'oro a Berlino, [...]

NEWS
venerdì 4 maggio 2012
Nicoletta Dose

I fratelli Taviani sono i trionfatori del David di Donatello 2012 con cinque premi, tra cui miglior film e miglior regia per Cesare deve morire, già Orso d'oro al Festival di Berlino. Vince anche la produttrice Grazia Volpi, che ha realizzato il film [...]

GALLERY
venerdì 2 marzo 2012
 

Nel teatro di Rebibbia, la rappresentazione di Giulio Cesare di Shakespeare ha fine fra gli applausi. Le luci si abbassano sugli attori tornati carcerati. Vengono scortati e chiusi nelle loro celle. Tutto ha inizio sei mesi prima, quando il direttore [...]

NEWS
sabato 18 febbraio 2012
Giancarlo Zappoli

Era dal 1991 che un regista italiano non si vedeva assegnare l'Orso d'Oro al Festival di Berlino. Allora si trattava di un grande vecchio come Marco Ferreri con La casa del sorriso. In questa edizione di 21 anni dopo a salire i gradini del palco del Palast [...]

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