| Anno | 2011 |
| Genere | Fantascienza, |
| Produzione | Italia |
| Durata | 101 minuti |
| Regia di | Varo Venturi |
| Attori | Massimo Poggio, Laura Glavan, Varo Venturi, Ludovico Fremont, Marina Kazankova Pier Giorgio Bellocchio, Nazzareno Bomba, Emilian Cerniceanu, Luisa Maria Fusconi, Giovanni Visentin, Francesca Schiavo, Alisa Bystrova, Leon Kammer, Daniele Bernardi, Fernando Vales, Ruby Kammer, Flaminia Francioni, Francesco Venditti, Federico Rosati, David Kirk Traylor. |
| Uscita | venerdì 17 giugno 2011 |
| Distribuzione | Bolero Film |
| Rating | Consigli per la visione di bambini e ragazzi: V.M. 14 |
| MYmonetro | 2,47 su 3 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento mercoledì 12 aprile 2017
In Italia al Box Office 6 giorni sulla terra ha incassato 18,7 mila euro .
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CONSIGLIATO NÌ
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Il dottor Davide Piso è un professore universitario, amato dagli studenti più ingenui, bistrattato dai colleghi più cinici. La materia di cui si occupa, il rapimento dell'anima umana da parte degli alieni, mette in crisi il dipartimento di bio-chimica. Isolato nel suo ristretto gruppo di ricerca, Davide continua a collezionare casi di persone possedute da extraterrestri, umani estrosi che, sotto ipnosi, svelano la presenza di un'identità aliena nel corpo. Ad un certo punto, tra i 'pazienti', spunta l'eccentrica Saturnia, giovane ragazza dai lunghi capelli rossi e dallo sguardo provocante, che, dopo aver sedotto il professore, decide di sottoporsi all'analisi del suo intruso. Piso scoprirà una realtà mai esplorata che lo metterà di fronte a una sfida contro i poteri forti, quelli dell'aristocrazia nera sulla terra e quelli degli E.T. provenienti da altri pianeti.
Saturnia, interpretata dalla promettente Laura Glavan, è prima un corpo contenitore che una persona dotata di anima. Almeno questa è l'opinione degli alieni che credono nella possibilità aberrante di conquistare il mondo attraverso l'eliminazione del nostro cervello. Una teoria inquietante che, seppur basata sugli studi meticolosi del professor Corrado Malanga (massimo esperto mondiale di interferenza aliena), lascia increduli ed esterrefatti. Il riferimento ad un luminare del settore, scelto dal regista per infondere autorevolezza ad una storia improbabile, occupa uno spazio smisurato in un film che percorre le strade misteriose della fantascienza. Mai un sorriso, né una vibrazione emotiva. Ma solo dati, schemi e numeri (neanche a dirlo, la soluzione dell'inghippo sarà banalmente legata al "666", il codice biblico della bestia). E anche se la regia dimostra di sapersi muovere con accuratezza tra ambienti poco illuminati e sguardi feroci (buona la fotografia gotica di Daniele Baldacci), d'altra parte la narrazione si accascia sul paradosso di una scienza mistificata che punta in alto, oltre atmosfera e satelliti, ma svela, piano piano, la pochezza dei suoi contenuti.
Massimo Poggio sfodera tutto il suo talento per rendere credibile una teoria che tutto sostiene e nulla dimostra. Riesce nell'intento e salva la sua dignità di professionista ma è l'unico, in un marasma di tipi umani del tutto disorientati, ad attirare attorno a sé lo spiraglio di un'approvazione. Malgrado ciò, rimane la sensazione di assistere a un abbaglio assurdo che mette al centro di ogni 'deviata' azione umana l'intrusione dell'elemento alieno. La malattia della psiche, l'eccentricità o, più semplicemente, la creatività, vengono spiegati attraverso qualcosa di estraneo, che non ha nulla a che vedere con l'uomo. Gli alieni decidono al posto nostro. Un'asserzione in generale difficile da credere; in un film digeribile solo se amiamo così tanto gli alieni da non poterne fare a meno. Gli scettici di natura faranno bene ad astenersi.
Il futuro del cinema dipende dall’uomo. Ma è pur vero che questo stesso futuro dipende dalle “fonti”, che consentono al cinema di poter vivere per meglio esprimersi. Quindi, il cinema e di conseguenza l’intero comparto del sapere è vincolato al potere decisionale di uno o più “capi”. Il paradosso che ti fa riflettere consiste nel fatto che molto [...] Vai alla recensione »
Inimmaginabile papocchio fantascientifico, di confezione più che artigianale, attorno alle strampalate ricerche del temerario biochimico Massimo Poggio, attore di bell’aspetto incautamente sottratto alla fiction. Lo scienziato studia i casi di persone convinte di essere state rapite dagli alieni: gli addotti. Vuoi vedere che certi extraterrestri si impadroniscono del cervello degli umani? Boh.