Lati è fuori dai canoni estetici, in conflitto con la madre, con i suoi professori, e anche con i suoi avversari, che prevedibilmente nelle freestyle battle la attaccano per le sue origini, il colore della pelle, la mascolinità o, al contrario, la sua femminilità fuori luogo in un ambiente di maschi aggressivi e perennemente riuniti in branco.
La scelta del formato di ripresa varia in base agli spazi: nelle scene ambientate nella casa di Lati l’inquadratura si fa stretta, semi-quadrata, suggerendo un senso di soffocamento e oppressione; al contrario, negli altri contesti si apre in un formato largo e orizzontale che restituisce visivamente il bisogno di libertà della protagonista. Il risultato finale è un efficace contrasto visivo che accompagna e rafforza il percorso interiore del personaggio.
Ruido è un film sulle battaglie tra musicisti che diventa, in realtà, la storia della battaglia di una giovane donna per affermare sé stessa, la sua identità, il suo talento, anche la sua visibilità e la sua natura non conforme
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