Silent Souls

Film 2010 | Drammatico 80 min.

Titolo originaleOvsyanki
Anno2010
GenereDrammatico
ProduzioneRussia
Durata80 minuti
Regia diAleksej Fedorcenko
AttoriIgor Sergeyev, Yuriy Tsurilo, Yuliya Aug, Ivan Tushin .
Uscitavenerdì 25 maggio 2012
TagDa vedere 2010
DistribuzioneMicrocinema
MYmonetro 3,55 su 19 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Regia di Aleksej Fedorcenko. Un film Da vedere 2010 con Igor Sergeyev, Yuriy Tsurilo, Yuliya Aug, Ivan Tushin. Titolo originale: Ovsyanki. Genere Drammatico - Russia, 2010, durata 80 minuti. Uscita cinema venerdì 25 maggio 2012 distribuito da Microcinema. - MYmonetro 3,55 su 19 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Quando muore sua moglie Tanya, Miron, proprietario di una cartiera, decide di seguire il rituale della cultura dei Merja e intraprende un viaggio in compagnia del fidato Aist nei luoghi della loro luna di miele. In Italia al Box Office Silent Souls ha incassato 30,3 mila euro .

Consigliato sì!
3,55/5
MYMOVIES 3,50
CRITICA 3,33
PUBBLICO 3,83
CONSIGLIATO SÌ
"Volevo esprimere il mistero della vita e della morte. L'immortalità. E innalzare un inno all'amore".
Recensione di Luisa Ceretto
lunedì 6 settembre 2010
Recensione di Luisa Ceretto
lunedì 6 settembre 2010

Alla morte dell'amata moglie Tanya, Miron, proprietario di una cartiera, chiede ad un suo fidato dipendente, Aist, fotografo e scrittore, di accompagnarlo per compiere il rito di addio, secondo le tradizioni della cultura dei Merja, un'antica etnia ugro-finnica di una remota regione del centro-ovest della Russia, scomparsa circa quattrocento anni fa e di cui, come ricorda il regista, le sole tracce rimaste, sono i nomi dei fiumi. Nel corso del viaggio, il marito rivelerà, secondo le usanze merja, particolari della vita intima della donna. Silent Souls prende spunto da un racconto di Aist Sergeyev, The Buntings, la cui particolarità risiede nell'avere, come protagonista della vicenda, un uomo che è ormai "al di là dello specchio".
Tenerezza e nostalgia si fondono in questa pellicola, dando vita ad una fiaba di struggente e raffinata poesia, dove l'acqua è l'elemento primordiale a cui fare ritorno, nel quale immergersi per ritrovare la propria amata e la propria identità. Nel rendere omaggio al popolo dei Merja e ai suoi rituali di passaggio, il matrimonio e il funerale, Aleksei Fedorchenko - che a Venezia è già stato ospite nel 2005 col mockumentary, Pervie na lune e che ha al suo attivo una discreta produzione cinematografica - mostra i luoghi in cui è ancora forte e percepibile la presenza di questa cultura, esplorandone ogni angolo remoto.
Figure fantasmatiche si muovono in uno spazio che prende vita dalle parole sussurrate in fuori campo, che si rianima, riportando alla superficie dell'acqua i ricordi, gli amori, le esperienze dei suoi protagonisti. Vite trascorse nell'osservanza di riti arcaici, come quella ad esempio di gettare nelle acque gelate del fiume l'oggetto cui si tiene di più, nella maestosa immensità di un paesaggio silente, dove appena si può udire il dolcissimo canto degli zigoli, che danno il titolo al film.

Sei d'accordo con Luisa Ceretto?
Su MYmovies il Dizionario completo dei film di Laura, Luisa e Morando Morandini

I protagonisti del 6° film di Fedorchenko appartengono all'antica etnia ugro-finnica dei Merja (o Mari) che abitava nella zona di Rostov (Russia centro-occidentale), ma le cui lingua e cultura, assimilate dagli slavi dal 17° secolo, sono in estinzione. Miron, alla morte dell'adorata moglie Tanya, chiede all'amico Aist di accompagnarlo in un viaggio di 800 km in auto per raggiungere un lago, formato dal Volga, dove cremare e disperdere le ceneri della donna, in silenzio amata anche da Aist. Il film inizia con una sequenza che non si era mai vista: a cinepresa ferma, i 2 amici spogliano la donna, l'accudiscono teneramente, la rivestono. "Il corpo vivo di una donna è un fiume che porta via il dolore - dice Aist, voce narrante - peccato che non ci si possa annegare". Per i Merja non esistono divinità: contano solo sull'Amore e l'Acqua. È un film di viaggio impregnato di dolore, ma il lutto ha una tenerezza che sfiora l'allegria. Il viaggio - che implica l'idea che i ricordi si perdano per strada - è un percorso legato ai paesaggi che, nella loro grande estensione spaziale, diventano emotivi. Sceneggiatura di Denis Osokin che ha adattato un racconto di Aist Sergeyev. Ovsyanki è il nome degli zigoli, passeri molto diffusi in Russia. 2 di loro in gabbia attraversano il film. Fotografia di Mikhail Krichman. Musiche di Andrei Karasyov. In concorso a Venezia 2010, premiato dalla Fipresci e con un'Osella per il contributo tecnico alla fotografia. Distribuisce Microcinema.

Tutte le recensioni de ilMorandini
CONSULTALO SUBITO
PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
venerdì 5 ottobre 2012
Willyt.

Silent Souls   Un film freddo ma sentito, silenzioso ma comunicativo.Le tradizioni di un popolo rimangono anche quando non si ha più una propria nazione e un propria identità. Tutto scorre come l'acqua del fiume, tacita, gelata e pur sempre portatrice di vita. Ed è nell'acqua che si ritorna dopo la morte e qui si resta immortale.

martedì 5 giugno 2012
donni romani

Presentato al Festival di Venezia del 2010 esce solo ora in sala "Silent Souls", viaggio malinconico ma mai triste, avventura dell'anima e riflessione sulla vita e sulla morte, con toni - narrativi e fotografici - inconsueti, quasi rarefatti. La culla del film è la cultura e il territorio dei Meja, un'etnia antica e ormai praticamente dimenticata, che viveva in una sperduta regione della Russia. Vai alla recensione »

domenica 27 maggio 2012
Salvatore Marfella

Straordinario poema esistenziale, raggiunge lo spettatore grazie alla sua tenerezza spoglia, alla sua commozione trattenuta. Dominato dall’elemento dell’Acqua e dalla prevalenza dell’elemento binario (la Coppia, i due amici, i due uccelli, le due donne in cui i due amici si imbattono), è un film pieno di rimandi, richiami, simboli, metafore, accompagnato da bellissime musiche e da un paesaggio, splendidamen [...] Vai alla recensione »

lunedì 28 maggio 2012
Flyanto

Film in cui si racconta del viaggio intrapreso da un uomo e dal suo amico al fine di dare le onoranze funebri alla moglie morta seguendo le usanze della tribù dei Mejra, una popolazione ormai scomparsa e vivente nella regione nord-occidentale della Russia. Il viaggio fisico attraverso i luoghi calmi e silenziosi in cui inoltre viene evidenziata l'importanza dell'elemento dell'acqua [...] Vai alla recensione »

giovedì 17 gennaio 2013
rampante

Due uomini impassibili, silenziosi Un paesaggio splendidamente fotografato Una donna, morta Il dolcissimo canto di due zigolì Nell'immensità maestosa di una regione nella Russia centro occidentale. Miron chiede al suo migliore amico di accompagnarlo in quel viaggio per dare l'ultimo saluto alla donna della sua vita, Tanya, seconda l'usanza Merja  il corpo di Tanya [...] Vai alla recensione »

lunedì 28 maggio 2012
renato volpone

La tradizione dei tempi antichi, raccontata attraverso gli occhi della morte, la morte di una giovane sposa, ma anche la morte di una giovane madre, la morte degli uomini. Un racconto delicato, poetico, quasi sfiorato con immagini vivide e penetranti nel gelido autunno del grande nord, un viaggio per trasportare la sposa morta alla sua grande dimora, l'acqua del volga.

domenica 27 maggio 2012
BARONE DI FIRENZE

Che dire abbiamo conosciuto una cultura la Merya con i suoi rituali pagani, mi sono compenetrato in questa cultura ma la storia tutto sommato mi è sembrata banale, a prescindere dai rituale si capta subito che tanya non è amata solo dal marito, il rispetto di aist durante il lavaggio funebre che evita acuratamente di guardare il sesso di Tanya è emblematico.

domenica 27 maggio 2012
paolobassi

L'unica cosa che si salva di questo film è l'anima documentaristica: mostrare il degrado in cui vivono le popolazioni rurali russe e far vedere fiumi che solcano questa terra immensa. Il resto è pessimo: dalla sceneggiatura ai dialoghi. Consigliato solo a chi si vuole deprimere.

STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
Roberto Nepoti
La Repubblica

Bizzarrie della distribuzione: se in certi weekend sgomitano sugli schermi i film d’azione, altri sommano le uscite di pellicole dai ritmi lunghi, arcani, magari dominati dalla presenza della voce narrante. È il caso di questa settimana (a equilibrare il debutto dell¿ultradinamico Men in Black III?), in cui esce anche il film del russo Aleksei Fedorchenko, in concorso a Venezia 2010.

Dario Zonta
L'Unità

Un uomo in bici corre su di una strada costeggiata di alberi e, al di là di essi, da squarci di campi persi fino all’orizzonte. Due uccellini in gabbia sono ben ancorati alla bicicletta, e anch’essi corrono nei campi ma senza volare. La voce profonda di un uomo ci dice che gli zigoli, questo è il nome degli uccelli, sono molto diffusi in Russia, sono piccoli e di colore giallo-verdi, uccelli comuni [...] Vai alla recensione »

Vincenzo Cerami
Il Sole-24 Ore

Al centro dell’intenso e appartato film di Aleksei Fedorchenko, Silent Sonts, c’è un rituale antico della cultura Merja, tribù ugro-finnica del lago Nero, sopravvissuto nei secoli, e ai rivolgimenti della storia. Fa da sfondo un’immensa distesa paludosa della Russia centro-occidentale, con i suoi silenzi, le sue nebbie e i suoi sparsi, assorti villaggi.

Fabio Ferzetti
Il Messaggero

Nel 2010 Sofia Coppola vinse Venezia con Somewhere. Diversi altri film avrebbero meritato il leone al posto suo. Su tutti Silent Souls, cioè Anime silenziose del russo Aleksei Fedorchenko, in originale Gli zigoli, la coppia di uccellini che accompagna i protagonisti nel loro insolito e ammaliante rito funebre. La povera Tanya infatti è morta fin dall’inizio e il film (75 minuti appena) coincide quasi [...] Vai alla recensione »

Jacques Mandelbaum
Le Monde

Ça commence comme Les Oiseaux d'Alfred Hitchcock, film dans lequel Tippi Hedren achète une paire d'aimables perruches, prélude au déferlement de la mort californienne. A mille lieues de là, aux abords du fleuve Volga, Aist, photographe officiel dans une usine de papier et mémorialiste d'une peuplade oubliée, les Meria, achète deux pinsons sur un marché.

Gian Luigi Rondi
Il Tempo

Un film russo. Premiato dalla critica internazionale alla Mostra di Venezia di due anni fa. L’ha diretto Aleksei Fedorchenko, un regista che da qualche tempo si dedica alla riscoperta delle varie etnie, anche le più remote, presenti o ricordate nei tanti territori della Federazione Russa. Qui immagina di ricostruire i miti, gli usi e i costumi di un gruppo etnico ugro-finnico, i Merya, estinti come [...] Vai alla recensione »

Pierre Murat
Télérama

Silent souls parla dell'etnia ugrofinnica dei merja. Ma il regista è evidentemente russo. Il suo film è intriso di quella “nostalgia” che Andrej Tarkovskij aveva illustrato così bene: malinconia, insoddisfazione, ma anche una prescienza (rassicurante) di obbedire senza saperlo a un divenire misterioso e incomprensibile. Vedendo il film ci si lascia trascinare non si sa bene dove e si finisce per perdersi [...] Vai alla recensione »

Silvio Danese
Quotidiano Nazionale

Nella Russia dell’Alto Volga, tra le steppe terse e immobili, un direttore di fabbrica, aiutato da un operaio fedele, sensibile all’arte e alla scrittura, viaggia in jeep con i resti della moglie deceduta, verso le rive desolate del Lago Nero, in compagnia di due uccelletti in gabbia e nel suono di antichi sussurri. Deve bruciarla come vuole la tradizione dei Merja da cui discendono, antica comunità [...] Vai alla recensione »

Massimo Bertarelli
Il Giornale

Quando un film, a Venezia, vince un premio della critica, sotto c’è la fregatura. Un vedovo trasporta in auto il cadavere nudo della moglie (ma il rigor mortis?) per bruciarlo là dove fecero la luna di miele. Questo, dopo aver svelato al compagno di viaggio che la donna gli dava con generosità, a gentile richiesta, «i suoi tre buchi». Alla faccia della privacy.

Franco Capacchione
Rolling Stone

Un on the road livido, un blues dal passo lento, ipnotico, che rallenta il respiro e folgora la retina. Due uomini in viaggio verso un lago "sacro” per cremare la moglie di uno dei due, appena morta. Con loro in auto anche due zigoli, uccellini comuni in Russia. Per compiere una cenmonia degli addii secondo il rito dei Merja, tribù ugro-finnica assimilata dal popolo russo nel ‘600, e che il regista [...] Vai alla recensione »

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