Hereafter

Film 2010 | Drammatico 129 min.

Regia di Clint Eastwood. Un film Da vedere 2010 con Matt Damon, Cécile De France, Joy Mohr, Bryce Dallas Howard, George McLaren. Cast completo Genere Drammatico - USA, 2010, durata 129 minuti. Uscita cinema mercoledì 5 gennaio 2011 distribuito da Warner Bros Italia. - MYmonetro 4,09 su 313 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Le storie parallele di tre persone, un operaio, una giornalista e uno scolaro, che hanno conosciuto in qualche modo la morte. Il film ha ottenuto 1 candidatura a Premi Oscar, ha vinto un premio ai Nastri d'Argento, ha vinto un premio ai David di Donatello. In Italia al Box Office Hereafter ha incassato 7,8 milioni di euro .

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Consigliato assolutamente sì!
4,09/5
MYMOVIES 4,25
CRITICA 4,00
PUBBLICO 3,51
ASSOLUTAMENTE SÌ
L'esplorazione della morte con la grazia del poeta.
Recensione di Marzia Gandolfi
Recensione di Marzia Gandolfi

Marie Lelay è una giornalista francese sopravvissuta alla morte e allo tsunami. Rientrata a Parigi si interroga sulla sua esperienza sospesa tra luccicanza e oscurità, alienandosi fidanzato ed editore. Marcus è un fanciullo inglese sopravvissuto alla madre tossicodipendente e al fratello gemello, investito da un auto e da un tragico destino. Smarrito e 'spaiato' cerca ostinatamente ma invano di entrare in contatto con Jason, di cui indossa il cappellino e conserva gli amabili resti. George Lonegan è un operaio americano in grado di vedere al di là della vita. Deciso a ripudiare quel dono e a conquistarsi un'esistenza finalmente normale, George 'ascolta' i romanzi di Dickens e frequenta un corso di cucina italiana. Sarà proprio la "piccola Dorrit" dello scrittore britannico a condurlo fino a Londra, dove vive Marcus e presenta il suo nuovo libro Marie. L'incontro sarà inevitabile. George, Marcus e Marie troveranno soccorso e risposte al di qua della vita.
Non si può vedere "al di là" delle cose senza finire prigionieri del dolore. Lo sanno bene George e Marie, protagonisti adulti di Hereafter, che hanno oscillato sulla soglia, sperimentando la morte e scampandola per vivere al meglio quel che resta da vivere nel mondo. Un mondo reso meno imperfetto da un ragazzino che ha negli occhi e nei gesti qualcosa di gentile. Qualcosa che piacerà al George di Matt Damon e troverà un argine alla sua solitudine. Nella compostezza di una straordinaria classicità, che si concede un momento di tensione quasi insostenibile nella sequenza lunga e spietata del maremoto, l'ultimo film di Clint Eastwood insegna qualcosa sulla vita confrontandosi con la morte, quella verificata (Marie), quella subita (Marcus), quella condivisa (George).
Hereafter prende atto che la vita è un esperimento con un termine e si articola per questo attraverso prospettive frontali: al di qua e al di là del confine che separa la presenza dall'assenza. È questa linea di demarcazione a fare da perno al montaggio alternato delle vite di una donna, di un uomo e di un bambino dentro una geometria di abbagliante chiarezza e spazi urbani pensati per gravare sui loro destini come in un romanzo sociale di Dickens. Destini colpiti duramente e deragliati ineluttabilmente dalla natura (lo tsunami in Indonesia), dalle tensioni sociali (gli attacchi terroristici alle metropolitane londinesi), dalla fatalità (l'incidente stradale), destini che si incontrano per un attimo (o per la vita) in un mutuo scambio di salvezza. Perché da tempo i personaggi di Eastwood hanno abbandonato l'isolazionismo tipico dell'eroe americano a favore di una dialettica che mette in campo più interlocutori e pretende il contrasto.
Hereafter non fa eccezione e prepara l'incontro, il controcampo del campo: lo sguardo di Cécile De France che ha visto, quello di Matt Damon che riesce a vedere, quello del piccolo Frankie McLaren che vuole andare a vedere. Facendosi in tre l'autore mette lo spettatore al centro di qualcosa di indefinibile eppure familiare come il dolore dell'essere, produce punti di vista potentemente fuori binario sul tema della morte e offre a Damon l'occasione di comporre la migliore interpretazione della sua carriera. Disfandosi della cifra della neutralità, il divo biondo conquista l'emozione e la cognizione del dolore, abitando un sensitivo che ha visioni di morti (e di morte) al solo contatto delle mani, una tristezza profonda piena di pietà e il desiderio di smettere di vedere il passato di chi resta e di immaginare il futuro (e il sapore) di un bacio.
Clint Eastwood con Hereafter conferma la vocazione alle sfumature, azzarda l'esplorazione della morte con la grazia del poeta, interroga e si interroga su questioni filosofiche e spirituali e contrappone alla debolezza del presente e dentro un epilogo struggente l'energia di un sentimento raccolto nel futuro. Raccolto inevitabile, come un trapasso e ogni altra dinamica di natura.

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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
giovedì 6 gennaio 2011
lucadagostino85

Hereafter è un film potente. Nel vero senso del termine. Porta con sé un interrogativo, forse l'unico, al quale nessuno può dare risposta, e accompagna gli occhi e il cuore dello spettatore in un viaggio silenzioso, alla lenta scoperta  di tre vite parallele destinate ad incrociarsi. Clint Eastwood ci regala un'altra, l'ennesima, dimostrazione di quanto sia grande. Il [...] Vai alla recensione »

domenica 6 febbraio 2011
weachilluminati

        L'uomo è allo specchio, si confronta con il suo destino  , quest'uomo è un giovane ottantenne  dal nome  Clint Eastwood  con un' integrità intellettuale ed artistca soprendente. Questa sua   ultima opera mi ha sorpreso per l'intrinseca forza ,per la duttilità , per coraggio di [...] Vai alla recensione »

giovedì 10 febbraio 2011
weachilluminati

Molto apprezzato dalla critica  Hereafter  ha una sua impostazione di pensiero laico  ,ma con un ‘apertura “possibilista”verso soluzioni  non “strettamente in linea “  . Clint Eastwood , fresco ottantenne , ciondola fra i curiosi che cercano di carpire il suo segreto di “fresco ottantenne  intellettualmente integro [...] Vai alla recensione »

venerdì 7 gennaio 2011
Giovanni Di Giulio

Con rigore ed estrema fascinazione  il regista Clint Eastwood da vita ad un'intensa pellicola che indaga su quanto di più ignoto vi è nella comune esperienza esistenziale di ogni uomo, ovvero la morte. Un'attenta e lucida riflessione, a mio parere costante durante l'intera durata del film, consente al regista di porsi domande non solo su quanto ci attende al di là [...] Vai alla recensione »

giovedì 6 gennaio 2011
Marv89

Sergio Leone diceva di lui: " Mi piace Clint Eastwood perché è un attore che ha solo due espressioni: una con il cappello e una senza cappello" una frase che andava quasi a denigrare la figura del Clint attore sottolineando la carenza di emozione e spessore che il suo personaggio emanava. Oggi nel 2011 Eastwood è un Regista ottantenne con la R maiuscola che [...] Vai alla recensione »

domenica 6 febbraio 2011
weachilluminati

           Chi parla di Clint Eastwodd deve capire che quest' uomo è un giovane vecchio perché è ottantenne con un integrità intellettuale ed artistica invidiabile. Questa sua   ultima opera mi ha sorpreso per l'intrinseca forza ,per la duttilità , per coraggio di proporre all'umanit&ag [...] Vai alla recensione »

giovedì 6 gennaio 2011
Writer58

Si vede la mano di un grande dietro la cinepresa. Le tre vicende narrate (la giornalista francese che sopravvive allo Tsunami, rappresentato in modo straordinariamente realistico ed efficace, il sensitivo che non vuole "esercitare" e che vive il suo dono come una condanna, Il ragazzino che perde il fratello e la madre tossicodipendente) sono raccontate con uno stile pulito e intenso, incatenano [...] Vai alla recensione »

sabato 8 gennaio 2011
SergioFi

Clint Eastwood non si accontenta mai. Ci regale l’ennesima emozione, una nuova magistrale prova di cinema. Intreccia sullo schermo tre storie. La giornalista parigina bella e famosa, all’apice del successo e della carriera. Il giovane uomo americano prigioniero di un dono che vive come una condanna, nella triste solitudine di San Francisco.

martedì 11 gennaio 2011
Simone Dato

Diciamo subito che trattandosi di un film di Clint Eastwood, non è senz'altro un film banale. E anche che trattandosi di un film di Clint Eastwood le aspettative sono sempre alte, soprattutto in questo caso in cui la critica sembrava tutta molto favorevolmente riviolta all'ultima opera del grande regista californiano. Forse proprio per questo carico di aspettative, con l'idea di trovarsi di fronte [...] Vai alla recensione »

sabato 8 gennaio 2011
andaland

Il film ricalca clichè sul paranormale, mostrando che esistono un sacco di ciarlatani, ma che dopo la morte esiste qualcosa di misterioso e sconosciuto che qualcuno è in grado di vedere e percepire, ma il racconto alla fine non aggiunge nulla di nuovo a ciò che si è sempre visto nei film e in tv. La regia è ottima, spettacolare la scena d'apertura dello tsunami, però non è il capolavoro che tutti descrivono [...] Vai alla recensione »

lunedì 10 gennaio 2011
paolocarburi

Questa volta no....questa volta il film non si può definire un capolavoro. Clint Eastwood costruisce un film privo di una svolta che riconnetta tutti gli input che vengono lanciati di volta in volta. Tutto il lavoro risulta essere un accavallarsi d'immagini che riguardano tutte le stesso argomento ma che non trovano una sintesi che chiuda il discorso.

mercoledì 22 agosto 2012
gabriella

 Dell'ultimo film di Clint Eastwood è stato detto e scritto tanto, così che alla fine il pubblico si è spaccato in due, da una parte chi lo esalta e dall'altra chi lo denigra, Certo che chi si aspettava un film sul paranormale, ( come certa stampa lo ha presentato,) è rimasto deluso, ma chi conosce il famoso attore e regista americano, non cade in certi [...] Vai alla recensione »

lunedì 10 gennaio 2011
ginofac

Il tono di voce è quello degli ultimi film di Clint Eastwood, ma in generale qui c'è meno potenza. Tre storie che scorrono parallele, e che troppo forzosamente finiscono per intrecciarsi. L'inizio di ciascuna delle tre storie è forse il momento migliore del film: lo tsunami, la seduta al greco, la visita degli assistenti sociali.

domenica 9 gennaio 2011
Filmicus

La parola che da il titolo al film è,  in inglese ma anche in francese,un sostantivo ed un avverbio: l'al di la' e d'ora in poi. Questo è il film. Non va visto solo come interrogativo sulla morte ma anche e soprattutto come una domanda: come continuare a vivere. Il film è un'opera di pregio e resiste a critiche: non va visto come esercitazione filosofica o [...] Vai alla recensione »

lunedì 17 gennaio 2011
filibro

Delusione Eastwood ... il film è decisamente al di sotto delle aspettative, terribilmente lento e noioso, oltre che banale nei contenuti. Le storie sono viste e riviste, così come la lacrimuccia facile; il tema della vita oltre la vita è appena sfiorato e chi si è un minimo informato sull'argomento non troverà nulla di nuovo. Matt Damon è parecchio legnoso e, come nel "Codice Da Vinci", i dialoghi [...] Vai alla recensione »

venerdì 7 gennaio 2011
queen-lizard

Una grandiosa ouveture: uno tsunami in una località esotica e paradisiaca. Un sensitivo con un vero dono, non un ciarlatano, che stabilisce un vero contatto con la moglie defunta. Ma a questo punto, il film perde forza, si trascina avanti a stento. Nonostante le buone performance degli attori, la discreta fotografia e la regia ottima, la trama è debole, senza fondamenta.

domenica 9 gennaio 2011
Sabatino

Mio caro Clint, questa volta è no. Dopo due storie con la esse maiuscola con Gran Torino e Million Dollar Baby, questo Hereafter non riporta i segni della passione per le sceneggiature forti, tipiche dei film diretti da Eastwood. Se il film si perde già in un esplicitato triangolo di storie che arriveranno a eguale destinazione, le singole trame appaiono esili, poco raccontate, per nulla vissute, sviscerate [...] Vai alla recensione »

giovedì 7 luglio 2011
Monica Montanari

Il vecchio cowboy vuol dirci qualcosa e lo fa senza chiederci quella regressione all'infanzia che esige da noi uno Shyamalan facendo ampio ricorso alla "magia della rappresentazione". Eastwood mette in scena tre racconti incentrati allo spasimo - com'è d'uso in Eastwood - sui personaggi e facendoli convergere in un incontro finale, risolutore. In prima fila, un ragazzino inglese, Marcus (personaggio [...] Vai alla recensione »

mercoledì 16 febbraio 2011
Fabio2

Dopo Million Dollar Baby e Gran Torino, avevo notato una lieve flessione con Invictus ed invece qui Clint riprende quota. L'intreccio di 3 vite con il comune denominatore della morte viene trattato con un eleganza fuori dal comune. Bravissimo il ragazzino inglese, ottima l'interpretazione della giornalista, specie se si lasciano in VO i dialoghi in francese.

mercoledì 12 gennaio 2011
Reservoir Dogs

Esistenze diverse ma accomunate dalla solitudine che il contatto diretto o indiretto con la morte scatena. George (Damon) è un operaio che ha rinunciato alla sua vita da sensitivo ma non al suo potere, la cui vita è stata schiacciata in passato da quel dono che può somigliare ad una condanna. Marie (De France) è un nota giornalista francese che in viaggio alle Hawaii viene [...] Vai alla recensione »

martedì 11 gennaio 2011
uòlter

Se è vero che le storie si possono ascoltare un po' tutte con la riserva magari di non condividerle,è anche vero che la capacità di raccontarle sembra essere una dote riservata a pochi eletti.Ogni stupido chiacchiericcio si spegne nella sala dopo poche sequenze,e le anime più scettiche e materialiste sgonfiano le loro piccole intemperanze sopraffatte dal magico impatto con le emozioni più profonde.Mentre [...] Vai alla recensione »

venerdì 19 agosto 2016
Portiere Volante

Di solito Eastwood propone pellicole piuttosto dinamiche nelle quali "piazza" la scena madre piuttosto traumatica come un pugno ben assestato alla bocca dello stomaco. Qui tutto questo non avviene,anche se lo Tsunami proposto è di grande effetto visivo, perchè è l'intera pellicola a fare a botte da orbi con la nostra sensibilità.

domenica 6 aprile 2014
Carlo Vecchiarelli

Qualcuno sorriderà, ma a 80 anni suonati Clint Eastwood mostra finalmente un'altra espressione. Fin dalle origini, tra quei set assolati sotto la direzione ferrea di Sergio Leone il suo recitare poteva essere "con o senza cappello". Ora finalmente la narrazione del Clint regista si può definire "con o senza retorica", una retorica prettamente americana che ha [...] Vai alla recensione »

giovedì 21 febbraio 2013
ShiningEyes

    Compito non facile per Eastwood dirigere un film dal genere non proprio conosciuto da lui: il soprannaturale. Ma Clint è uomo intelligente e di esperienza, e non vorrei essere cattivo nel dire che ormai, alla sua età, sia un tema molto vicino quello della vita oltre la morte. Comunque, Clint, riesce a fare un ottimo lavoro, esplorando gli animi insicuri e i dubbi [...] Vai alla recensione »

lunedì 2 gennaio 2012
xquadro

Matt Damon, uno dei due protagonisti del film, sensitivo atipico che vive il suo 'dono' come una maledizione, ad un certo punto della storia ammette che conoscere tutto della persona che ti sta accanto può essere doloroso e tremendamente imbarazzante, al punto da non riuscire a sostenere la prospettiva di una vita comune. Clint Eastwood con 'Hereafter' si conferma un regista di grande sensibilità: [...] Vai alla recensione »

sabato 30 luglio 2011
ambra nepi

Un film potente e poetico sul mistero della morte. Un altro capolavoro del grande Clint Eastwood, che riesce a raccontarci con grazia, senza cadere mai nella banalità, il dramma della morte che irrompe nella vita delle persone. I tre personaggi del film non si conoscono ma sono destinati a incontrarsi. Sarà l’esperienza della morte a dare un senso nuovo alle loro vite.

domenica 15 maggio 2011
Nalipa

sulla morte ma con spunti che invitano alla speranza e fanno, se ce ne fosse necessità, apprezzare la vita. Una giornalista francese durante lo tsunami in Tailandia nel 2004 affoga e per qualche seconto perde la vita. Un ragazzino inglese, molto provato dalla difficile esistenza con madre tossica e padre assente, perde il suo gemello in uno stupido incidente e non riesce a più [...] Vai alla recensione »

venerdì 4 novembre 2011
TaxiDriver

Clint ci stupisce ancora una volta. Dopo Gran Torino, realizza un altro grande film, addirittura superiore a quest'ultimo. Lo sguardo di Eastwood, pur essendo quasi totalmente descrittivo e privo di moralismi, riesce ad essere penetrante e allo stesso tempo delicato più di qualsiasi lezione morale. Cinema scarno ed essenziale, narrato con maestria e grandissimo pathos.

martedì 1 marzo 2011
Dado1987

Tre storie parallele: un sensitivo che riesce ad entrare in contatto con i defunti, una giornalista francese che ha vissuto un'esperienza di quasi morte, ed un bambino inglese a cui è morto il fratello gemello. Fondamentalmente non succede niente, Hereafter invece che essere uno tsunami è un esile sassolino lasciato cadere in un bicchiere mezzo vuoto.

lunedì 28 febbraio 2011
angelo umana

Sembrava voler essere un film sulla vita oltre la vita. Gli indizi c’erano tutti perché non si parla d’altro tra i protagonisti nelle tre città che appaiono stupende, San Francisco Parigi e Londra, ed anche perché Clint Eastwood nella sua maturità ci ha abituato a riflettere su grandi temi della vita e della morte (l’eutanasia in Million Dollar Baby e l’accoglienza in Gran Torino).

giovedì 20 gennaio 2011
wbgraphic

 E già bello il titolo, che nasconde quel che e cosi difficile da dire, dire che siamo soli, cosi bisognosi di empatia, mendicanti soggiogati dalle apparenze, eppure non è sempre stato cosi, ma oggi ecco il grido di Eastwood, a 80 anni si e consapevoli del prezioso dono che ci viene fatto, di quanto dimentichiamo le opportunità che abbiamo.

sabato 15 gennaio 2011
G. Romagna

Tre vicende scorrono parallele lungo tutto il film: George, operaio americano, riesce a vedere nell'aldilà delle persone con cui entra in contatto. Tale dote, che lo aveva reso ricco, viene da lui abbandonata quando si accorge che stava diventando una condanna, e che vivere a contatto con la morte è una "non vita"; Marie Lelay, brillante giornalista francese, si ritrova [...] Vai alla recensione »

venerdì 7 gennaio 2011
Cesare Antonio Borgia

Aldilà della vita e di ogni significato attribuito alle cose materiali dagli uomini. Aldilà di ogni immagine che ci viene in mente e di ogni fantasiosa ricostruzione e del desiderio di conoscere quel che sarà e di sapere cosa ci aspetta. Cosa c'è dopo la vita e cosa ci riserva la morte?Perchè si muore e cosa ne sarà di noi? Gli interrogativi più antichi toccano un regista che deve inevitabilmente [...] Vai alla recensione »

martedì 15 dicembre 2015
Elibook

Cleant Eastwood, vorrei chiedergli dove ha imparato a fare il regista, ma non credo esista una scuola per fenomeni. Clint regista ha quasi piu' mira del 'monco', Mistic river, Potere assoluto!. Gran Torino e The million dollar baby non mi sono piaciuti particolarmente, ma in questo Hereafter riesce a toccare le corde piu' profonde dell'snimo umano.

venerdì 23 ottobre 2015
Barolo

Eastwood ancora una volta riesce a sorprenderci,il film è insolito,affascinante e angosciante.Il più grande tema che  l'uomo ha mai preso in esame, viene qui proposto in una prospettiva originale,spirituale ma non religiosa in senso stretto, tuttavia  difficile, ostica.Il lavoro è discontinuo, ma con un suo rigore stilistico.

domenica 4 ottobre 2015
Renato C.

Il bravo Clint Easwood stavolta affronta un argomento difficile: la vita dopo la morte! Lo fa trattando tre persone diverse che alla fine si incontrano: una donna che sopravvive miracolosamente ad uno tsunami, un sensitivo che ha che fare con la morte dei cari dei suoi pazienti e quindi ne condivide dolori e sofferenze, ed un ragazzo che purtroppo ha visto la morte di un fratello gemello investito [...] Vai alla recensione »

domenica 25 settembre 2011
lucio

Chi nasce muore. Chi muore rinasce? C'è un'altra vita dopo il trapasso? In tutti i libri di religione e di filosofia sono scritte tre domande a cui ancora nessuno ha dato una risposta definitiva: chi siamo, dove andiamo, quanto ci resta ancora da vivere. I credenti si affidano a Dio. Gli atei si consolano tra di loro facendo finta di essere felici e di non pensarci.

venerdì 12 agosto 2011
cinemalife

L’aldilà. È questo il tema su cui ruota l’ultima pellicola da Eastwood diretta e prodotta. E scorrendo la filmografia più recente del grande regista la morte torna sempre, seppur in vesti diverse. Fra i suoi film personalmente visti e indubbiamente più celebri, Mystic river – del 2003 – si interroga sul male delle persone e sui suoi imprevedibili [...] Vai alla recensione »

mercoledì 15 giugno 2011
gianluca bazzon

Clint Eastwood non è più un giovanotto e coerentemente con i problemi della sua età, si mette a riflettere, o semplicemente a raccontare, della morte.   La morte può essere un problema di rilevanza politica e lo si era visto in un suo precedente film, “Million dollar baby”.   In questo caso prova a congetturare l'esisten [...] Vai alla recensione »

lunedì 17 gennaio 2011
Farne

Sarà stato l'ottantesimo compleanno a far decidere a Clint Eastwood di toccare un tema come l'aldilà o sarà stata voglia di stupire di essere sempre originale e fuori dagli schemi ma il regista compie l'ennesimo capolavoro. Il ritmo del film è il solito apparentemente lento ma è denso di particolari, è come leggere bel un libro. La morte,o meglio la vita dopo la morte, viene toccata con enorme rispetto [...] Vai alla recensione »

sabato 15 gennaio 2011
laulilla

Non ero molto attratta da questo film: molto ne avevo letto e mi ero convinta che non fosse fatto per me. Da tempo, per esperienza ahimé, ero persuasa che elaborare un lutto significasse fondamentalmente riuscire a superare la nostra dipendenza dalla persona defunta. Chi abbia visto morire persone care e abbia provato, a un certo punto sollievo nel liberarsi di oggetti, che, pur sacri alla memoria, [...] Vai alla recensione »

giovedì 13 gennaio 2011
andrea1967

Hereafter è un film profondo, riflessivo, pienamente eastwoodiano. Ricordo Eastwood in una vecchia intervista:“fondamentalmente realizzo delle storie per me, compatibili con il fatto che non amo i cinema vuoti”. Alla luce di questa interpretazione autentica non si dovrebbe mai dimenticare che Eastwood è un uomo adulto; poco interessato a solleticare il botteghino esibendo [...] Vai alla recensione »

mercoledì 12 gennaio 2011
Toro Sgualcito

Il soggetto del film è ad alto rischio di banalizzazioni e inoltre commercialmente è un tema forte perché il mistero com’è noto attira molte persone e questo aggiunge ulteriori pericoli di ritrovarsi in una rete per ampie platee. Bene, cosa è successo allora? E’ successo che dal suo Hereafter il capitano Eastwood ha calato una rete bella grossa segno evidente che l’obbiettivo della pesca non erano [...] Vai alla recensione »

lunedì 10 gennaio 2011
gianmarco.diroma

Al di là della vita è il titolo con cui è stato distribuito in Italia Bringing out the Dead (letteralmente portare alla luce la morte) di Martin Scorsese: con lo stesso titolo potrebbe essere stato tradotto anche l'ultima fatica dell'ottantenne Clint Eastwood, il quale, dopo aver salutato la sua carriera di attore con Gran Torino, qui affronta un tema che sembra farglisi vicino: il tema della morte [...] Vai alla recensione »

lunedì 10 gennaio 2011
BobDex

Clint riflette e fa riflettere attraverso un argomento delicato, sul quale si poteva facilmente scadere sul banale. La morte, l'aldilà. Senza fare troppi giri di parole, io che mi ritengo ateo e che personalmente non credo in un aldilà ma solo in un aldiquà, ho comunque apprezzato le riflessioni proposte dal regista, che secondo me vertono più sull'esperienza della [...] Vai alla recensione »

sabato 8 gennaio 2011
davidestanzione

Non é un thriller, l'ultimo film di Clint Eastwood, non nell'accezione comune. Certo, se riconduciamo il termine alla radice inglese del verbo "to thrill" ("emozionare") probabilmente ci avviciniamo con più esattezza alla matrice profonda, intima e "grezza", dell'ultima perla eastwoodiana. Precisazione d'obbligo, sì, ma inutile.

sabato 8 gennaio 2011
pipay

Clint Eastwood, in questo film, si è addentrato in un vero e proprio "campo minato" che ha portato spesso al completo insuccesso film e registi di ogni paese. Ma Clint è Clint. E solo lui poteva affrontare senza cedimenti, senza retorica e senza esiti ridicoli o discutibili problematiche riguardanti l'aldilà, le percezioni extrasensoriali, le visioni, il mistero della vita dopo la vita.

venerdì 7 gennaio 2011
Massimo Allegri

 Un buon film ti fa riconoscere luoghi del cuore o della mente in cui sei stato. Un capolavoro come questo ti fa ri-conoscere luoghi e "non luoghi come l'aldilà". Il tutto senza retorica, suggestioni di tipo filosofico-religioso, preconcetti culturali, éscamotages metafisici. Hereafter è un fiume che scorre a volte lento, ma sempre maestoso.

lunedì 6 giugno 2011
brucemyhero

Una premessa: "un film di Cleant Eastwood, inteso come regista anche di se stesso.., ma non è questo il caso, è sempre da guardare con tanta attenzione". Il film che non ti aspetti, questo è Eastwood. Una voce fuori dal coro che produce e dirige, cercando di mettere a fuoco situazioni sempre molto umane, col suo modo di interrogarsi.

mercoledì 4 maggio 2011
Karmaelo

Clint Eastwood continua a commuovere il pubblico con un film profondo che affronta il tema della morte. Amore e Morte, Eros e Thanotos sono i veri protagonisti di questo lungometraggio che alternandosi ne definiscono i toni. Due terribili eventi degli ultimi anni vengono vissuti dai personaggi (tsunami e attacchi a king's cross) le cui vite si incrociano per giungere assieme alla risposta: Amor [...] Vai alla recensione »

Frasi
"Se pensi di essere solo,stai tranquillo,non sei solo"
Una frase di George (Matt Damon)
dal film Hereafter - a cura di pietro
STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
Kenneth Turan
The Los Angeles Times

Death is the barrier we can't get around, an eternal void burdening those among the living who yearn for those who are gone. What would it mean if we could communicate with the other side, or even just be sure it existed? That is the theme of the haunting "Hereafter," the latest work from Clint Eastwood, which presents a trio of stories having to do with what might be on that far side and how it relates [...] Vai alla recensione »

Alessandra Levantesi
La Stampa

Il critico Roger Ebert riferisce che Peter Morgan sceneggiatore di Hereafter non crede nell’aldilà, parola di Eastwood che il film lo ha diretto. Quanto a lui, il grande Clint, senza pretendere di dare risposte, prende atto di un fatto: se il credente possiede la certezza della fede, e l’ateo si barrica dietro lo scetticismo della razionalità, c’è pure qualcuno, forse più sensibile, forse più vulnerato, [...] Vai alla recensione »

Fabio Canessa
Il Tirreno

Che cosa c'è dopo la morte? La domanda è impegnativa, ma se a porsela è Clint Eastwood lo schermo si accende di emozioni. Concertando con scrittura e messinscena impeccabili tre storie che si fondono in un finale da brividi, il film segue l'americano Matt Damon che comunica coi trapassati, una giornalista parigina uscita dal coma e un bambino londinese a cui è morto il fratello gemello, fra tsunami [...] Vai alla recensione »

Federico Pontiggia
Il Fatto Quotidiano

La morte ti fa vivo. L'anchorwoman francese Marie (Cécile de France) scampa allo tsunami del 2004 e scrive un libro sulla sua esperienza di premorte. A San Francisco, il sensitivo George (Matt Darnon) è perseguitato dai propri poteri: stanco dei morti, va a lavorare in fabbrica, ma il fratello vorrebbe lucrare sul suo dono. Nel frattempo, a Londra, il piccolo Marcus perde il gemello Jason e non se [...] Vai alla recensione »

David Denby
The New Yorker

Clint Eastwood’s “Hereafter” begins with a magnificent re-creation of the 2004 tsunami as it hits an unnamed resort town in Southeast Asia. An initially receding ocean returns as a thick, unstoppable wave that surges ashore and rushes down a street, washing away buildings, tossing cars as if they were sticks, and knocking down a French tourist, Marie (Cécile de France), who then gets clobbered by a [...] Vai alla recensione »

NEWS
NEWS
venerdì 7 gennaio 2011
Nicoletta Dose

C lint Eastwood è un artista straordinario. Dai tempi di Mystic River fino ad oggi, ha diretto film su film al ritmo entusiasta di un giovane esordiente ma con la sapienza di un veterano che ha fiuto per le belle storie.

GALLERY
giovedì 30 dicembre 2010
Luca Volpe

Marie Lelay è una giornalista francese sopravvissuta alla morte e allo tsunami. Rientrata a Parigi si interroga sulla sua esperienza sospesa tra luccicanza e oscurità, alienandosi fidanzato ed editore.

NEWS
venerdì 18 settembre 2009
Marlen Vazzoler

Non sono passati molti mesi dalle prime foto provenienti dal set del film Invictus, un film diretto da Clint Eastwood ed interpretato da Matt Damon ambientato in Sud Africa e basato sulla storia vera del giocatore di rugby Francois Piennar (Damon) che [...]

winner
miglior film extraeuropeo
Nastri d'Argento
2011
winner
miglior film straniero
David di Donatello
2011
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