Ricky - Una storia d'amore e libertà

Film 2009 | Commedia drammatica, 90 min.

Titolo originaleRicky
Anno2009
GenereCommedia drammatica,
ProduzioneFrancia, Italia
Durata90 minuti
Regia diFrançois Ozon
AttoriSergi López, André Wilms, Julien Haurant, Eric Forterre, Hakim Romatif, Arthur Peyret, Mélusine Mayance, Marilyne Even John Arnold, Jean-Claude Bolle-Reddat, Alexandra Lamy.
Uscitavenerdì 9 ottobre 2009
DistribuzioneTeodora Film
MYmonetro 2,42 su 11 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Regia di François Ozon. Un film con Sergi López, André Wilms, Julien Haurant, Eric Forterre, Hakim Romatif, Arthur Peyret, Mélusine Mayance, Marilyne Even. Cast completo Titolo originale: Ricky. Genere Commedia drammatica, - Francia, Italia, 2009, durata 90 minuti. Uscita cinema venerdì 9 ottobre 2009 distribuito da Teodora Film. - MYmonetro 2,42 su 11 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Quando Katie, una donna ordinaria, incontra Paco, un uomo ordinario, qualcosa di magico e di miracoloso avviene: una toria d'amore. Dalla loro unione nascerà un bimbo straordinario : Ricky. In Italia al Box Office Ricky - Una storia d'amore e libertà ha incassato nelle prime 6 settimane di programmazione 126 mila euro e 47,9 mila euro nel primo weekend.

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Consigliato nì!
2,42/5
MYMOVIES 2,50
CRITICA 3,00
PUBBLICO 2,44
CONSIGLIATO NÌ
Un melodramma sociale tra Ken Loach e Cantet che si trasforma in una storia grottesca e fantastica.
Recensione di Nicola Falcinella
Recensione di Nicola Falcinella

L'undicesimo lungometraggio del cineasta francese (coprodotto dall'italiana Teodora) parte con una donna che racconta allo psicologo l'abbandono da parte di un uomo spagnolo. È Katie (la brava Alexandra Lamy) che vive in una periferia con la figlia Lisa e lavora in un laboratorio chimico. Un giorno sul lavoro incontra Paco (Sergi Lopez) ed è subito passione. Quando nasce il piccolo Ricky l'uomo, ormai trasferito nel piccolo appartamento con la compagna, pare tramutarsi nel convivente pigro e pantofolaio che delega tutto alla donna di casa. Il colpo di scena è l'apparire di macchie rosse che sembrano lividi sulla schiena del neonato mentre questi è affidato al padre. Katie comincia a dubitare di Paco finché questi se ne va. La situazione si complica quando a Ricky spuntano due alette da pollo senza piume che crescono a vista d'occhio. All'iniziale sconcerto, soprattutto quando il bimbo viene trovato sopra un armadio, segue il tentativo di madre e sorella di assecondare i voli del "freak". Finchè sono tra le pareti di casa tutto va bene, ma quando la creatura decolla nel bel mezzo di un supermercato e si culla nell'aria tra i neon dell'illuminazione la cittadina si accorge della stranezza: "un bambino telecomandato!" esclama un avventore.
Un melodramma sociale tra Ken Loach e Cantet che si trasforma in una storia grottesca e fantastica. Peccato che la metafora non funzioni e il film, dalla confezione apprezzabile, si riveli alla fine un esercizio di stile un po' sterile. Del resto Francois Ozon, regista di Ricky passato nella prima giornata del concorso di Berlino, ai ricalchi di lusso ci aveva già abituato da Sitcom a Gocce d'acqua su pietre roventi, da Swimming Pool ad Angel. Da possibile metafora di un rapporto d'amore involuto che produce una creatura anomala o della paura di generare mostri (alla Rosemary's Baby), l'espediente diventa curiosità quasi alla Elephant Man ma senza averne lo spessore. Così resta la sensazione che Ozon non abbia trovato il secondo scatto di fantasia per far volare anche la pellicola insieme al bambino.

Sei d'accordo con Nicola Falcinella?
Su MYmovies il Dizionario completo dei film di Laura, Luisa e Morando Morandini

Involatosi il marito, l'operaia Katie vive con la figlia Lisa alla periferia di una città francese. Ha un rapporto instabile con Paco, immigrato spagnolo che lavora nella stessa fabbrica, e rimane incinta. Nasce Ricky, che presto presenta sulle scapole due inquietanti escrescenze: diventano ali con cui vola come un uccello. Katie cerca di mantenere il segreto, accettando il fenomeno come un dono, ma i media lo scoprono. Già portata sullo schermo nel 1978 da A. Mercero con Tobi , l'idea è presa dal racconto Moth (falena) di Rose Tremain, di cui il regista/sceneggiatore ha conservato la buffa ironia. Diretto da un cineasta diseguale, ma pronto a rischiare, il 10° lungometraggio di Ozon fa convivere intelligenza, emozione e bizzarria. E trasforma il personaggio complesso della madre in un'eroina vittoriosa anche nella rinuncia conclusiva al figlio meraviglioso, in nome del suo diritto alla libertà e all'avventura. Gli effetti speciali visivi in campo totale - qui parte integrante della storia - sono a cura della BUF, società fondata negli anni '80 da Pierre Buffin. Coproduce l'italiana Teodora di Razzini/Petrilli.

Tutte le recensioni de ilMorandini
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RICKY - UNA STORIA D'AMORE E LIBERTÀ
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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
domenica 11 ottobre 2009
Lisbeth

Ricky è una fiaba e come tale va letta, contenendo tutti i meccanismi dello schema di Propp rivisitati in chiave post-moderna// Equilibrio iniziale (inizio):la protagonista, Kate,operaia, abbandonata dal compagno, vive con la figlioletta Lisa una vita grigia e depressa di periferia, illuminata un bel giorno dall’arrivo del nuovo amore, sentimentalmente e sessualmente abbastanza travolgente, Paco, [...] Vai alla recensione »

sabato 8 febbraio 2014
pedjolo

Di fronte a questa pellicola, bisogna confessarlo, si resta senza dubbio a bocca aperta. Si giunge ai titoli di coda, addolciti da musica e da una tanto banale quanto incomprensibile scena finale, pensando che forse si tratti di una parodia, di uno "scimmiottamento" di qualche serie cult, di un mito fantasy... No, niente di tutto ciò.

sabato 8 febbraio 2014
pedjolo

Di fronte a questa pellicola, bisogna confessarlo, si resta senza dubbio a bocca aperta. Si giunge ai titoli di coda, addolciti da musica e da una tanto banale quanto incomprensibile scena finale, pensando che forse si tratti di una parodia, di uno "scimmiottamento" di qualche serie cult, di un mito fantasy... No, niente di tutto ciò. Ricky è l'inconsapevole neonato parodia di se stesso; se la fotografia [...] Vai alla recensione »

lunedì 19 ottobre 2009
silviaC

è un film che offre varie interpretazioni che riconducono tutte a cosa vuol dire amare (figli, il proprio compagno e se stesse), amare vuol dire anche accettare la diversità e la libertà dell'individuo. Per me il punto nodale del film è l'ultima scena lei sdraiata sul divano con il pancione...nel pancione cè Ricky....che ancora deve nascere...il resto del film sono i ricordi i pensieri, le paure le [...] Vai alla recensione »

lunedì 26 ottobre 2009
csilvia

è un film che offre varie interpretazioni che riconducono tutte a cosa vuol dire amare (figli, il proprio compagno e se stesse), amare vuol dire anche accettare la diversità e la libertà dell'individuo. Per me il punto nodale del film è l'ultima scena lei sdraiata sul divano con il pancione...nel pancione cè Ricky....che ancora deve nascere...il resto del film sono i ricordi i pensieri, le paure le [...] Vai alla recensione »

sabato 18 gennaio 2014
Francesco2

Può sembrare un giudizio ingeneroso, data la regia di Ozon (All'inizio essenziale, e poi che brava la protagonista). Ma poi, la storia diventa una aparabola sul diverso, nella maternità e nella società di oggi, che non va da nessuna parte. Senza essere cattivi, è come il protagonista: vola senza una meta indefinita. I critici di questo regista (Non è il mio caso) [...] Vai alla recensione »

lunedì 5 ottobre 2009
antonio di natale

Finalmente un film originale, che si presenta bene e soprattutto come una favola per chi ha la sensibilità di definirla tale. Spero che sia tanto distribuito nelle sale!

giovedì 22 ottobre 2009
ffgff

A me questo film è piaciuto tanto, l'ho trovato originale, sorprendente, poetico e ben realizzato, però c'è una cosa che mi lascia molto perplesso, e vorrei che qualcuno che l'ha visto intervenisse per aiutarmi a comprndere. Il film inizia con un lungo primo piano della mamma di Ricky piangente, che dice all'assistemte sociale di essere stata abbandonata dal suo compagno e di non farcela più a tirare [...] Vai alla recensione »

mercoledì 10 marzo 2010
moroma

Divertente il film di Ozon con una rappresentazione magnifica di Alexandra Lamy nel ruolo della madre fatto bene e divertente.lo consiglio

lunedì 12 ottobre 2009
orazio maione

bel film, tutto giocato sul binomio tra la normalità di una vita grigia di una madre single e l'eccezionalità/diversità dell'arrivo di una creatura mitica quale un bambino alato. notevole l'iperbole della necessità del liberarsi dall'amore materno, assoluto ed escludente, in un essere già troppo bello, particolare e perfetto per appartenere a chiunque.

giovedì 4 febbraio 2010
paride86

"Ricky" comincia con una donna che racconta ad una psicologa di essere stata abbandonata da un compagno straniero di di voler dare in affido un figlio. Poi, dopo questa scena, ci viene raccontata tutta un'altra storia. Come interpretare tutto ciò? Si può ipotizzare che il compagno spagnolo fosse davvero un violento e che poi, oltretutto, abbia abbandonato la donna [...] Vai alla recensione »

STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
Silvana Silvestri
Il Manifesto

Lei è come un guerriero moderno. Vive nelle periferie, fa l'operaia. Si chiama Katie, ha una bambina che alleva da sola. Inforca il suo motorino come un cavallo e porta a scuola la figlia, poi la va a riprendere. Il casco che portano tutte e due è il simbolo di un'armatura con cui affrontano le giornate, più terribili della guerra dei trent'anni. L'appartamento senza ascensore in cima alle scale è [...] Vai alla recensione »

Paola Casella
Europa

Quanto spazio siamo disposti a lasciare alla magia e all'imprevisto nella nostra vita quotidiana? È questa una delle chiavi di lettura di un piccolo film indipendente, Ricky, diretto dall'enfant prodige del cinema francese François Ozon (quello di Sotto la sabbia e Otto donne e un mistero) e presentato all'ultimo festival di Berlino. Un'operaia single con figlia a carico (Alexandra Lamy) vive la [...] Vai alla recensione »

Roberto Nepoti
La Repubblica

Non avesse altri meriti (e li ha), a François Ozon andrebbe riconosciuto quello di sorprenderci a ogni nuovo film. Con Ricky, ci propone una parabola sulla maternità in forma di racconto fantastico, rendendo via via più porose realtà e immaginazione fino a portarci in territori pressoché inesplorati. All' inizio siamo dalle parti del realismo sociale, con una famiglia precaria (una giovane operaia, [...] Vai alla recensione »

Davide Turrini
Liberazione

Sulla locandina francese di Ricky , undicesimo film di Francois Ozon, c'è stampigliato un bel faccione in primissimo piano dell'omonimo neonato protagonista del film. Occhioni azzurri che guardano fuori campo a sinistra. Sguardo di candida, ambigua e felice doppiezza che permea il senso dell'intero film. Ricky è un grazioso neonato, figlio di Katie (Alexandra Lamy) e Paco (Sergi Lopez), operai di un'industr [...] Vai alla recensione »

Alberto Crespi
L'Unità

Per tutto il primo tempo potrebbe essere un film di Ken Loach. Ambiente operaio, coppia di lavoratori: Katie è francese, Paco è un immigrato spagnolo. Si conoscono, si innamorano. Hanno un bambino, lo chiamano Ricky. E quando state cominciando ad annoiarvi, e a chiedervi dove stia andando a parare il regista François Ozon, succede qualcosa: il piccolo Ricky piange sempre e ha delle strane macchie rosse [...] Vai alla recensione »

Roberto Escobar
Il Sole-24 Ore

«Ricky» di Ozon racconta la storia felice di un bambino che compatta la sua famiglia travagliata grazie a un'inverosimile difformità fisica Inizia sul volto triste e cupo di Katie (Alexandra Lamy), Ricky - Una storia d'amore e di libertà (Ricky, Francia e Italia, 2009, 90'). Ma poi, con un crescendo che non teme di contraddire ogni verosimiglianza, si rovescia in favola, fino a chiudersi su un sorriso [...] Vai alla recensione »

Malcom Pagani
Il Fatto Quotidiano

Latore di un cinema non consolatorio che alle risposte, preferisce le domande, Francois Ozon firma il più bel film del suo diseguale decalogo sulla famiglia. Due opere in una. Colori, sgradevolezze e orizzonti lividi al principio, sogno, libertà e danza all'improvviso. Inganno dell'immagine, sovvertimento dei canoni. Bunuel, Kaurismaki, Spielberg e Cantet.

Roberto Silvestri
Il Manifesto

Film metafora, della diversità certo, dell'omosessualità forse, della difficoltà di essere liberi nell'istituzione familiare, questa volta, anche Ricky, fiaba operaia, in concorso, di Francois Ozon. Dal libro di Rose Tremain, la storia d'amore tra due proletari sfocia in un un bebè molto strano. Il Ricky del titolo ha le ali e si mette a volare. Maneggiare la chimica fine come fa Alexandra Lamy (che [...] Vai alla recensione »

Jean-Luc Douin
Le Monde

"Ricky": et le bébé s'envola... Honte aux producteurs ! Honte à ceux qui, selon François Ozon, rechignèrent à financer un film où Alexandra Lamy, l'héroïne d'Un gars, une fille avec Jean Dujardin, ferait autre chose que ce qu'elle faisait dans ce feuilleton télé ! Dans son registre créatif, le cinéma français crève de cette frilosité, de ces préjugés, de ces désignations d'interprètes cousues à [...] Vai alla recensione »

Salvatore Trapani
Il Giornale

Vola basso Ricky di François Ozon, storia di un bimbo biondo e angelico (Arthur Peyret) destinato a librarsi in cielo, piuttosto che a una pubblicità di omogenizzati, con le sue ali da putto. Concepito nel bagno di una fabbrica, in un amplesso tra un'operaia (Alexandra Lamy) e un collega sconosciuto, Ricky, svolazza ovunque, e fa impazzire tutti. Il film evoca il solito mondo kitsch di Ozon, ora da [...] Vai alla recensione »

NEWS
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venerdì 9 ottobre 2009
Lisa Meacci

Battaglie interiori e sul campo Il nostro weekend nelle sale si apre con La doppia ora di Giuseppe Capotondi, un bel thriller interpretato da Ksenia Rappoport e Filippo Timi che ci tiene coinvolti in continuo capovolgimento di eventi.

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