Perdona e dimentica

Film 2009 | Commedia V.M. 14 98 min.

Titolo originaleLife During Wartime
Anno2009
GenereCommedia
ProduzioneUSA
Durata98 minuti
Regia diTodd Solondz
AttoriShirley Henderson, Ciarán Hinds, Allison Janney, Michael Lerner, Chris Marquette Rich Pecci, Charlotte Rampling, Paul Reubens, Ally Sheedy, Dylan Riley Snyder, Renée Taylor, Michael K. Williams, Brian Tester, Chane't Johnson, Gaby Hoffmann, Emma Hinz, Lydia Echevarria, Meng Ai, Roslyn Ruff, Rebecca Chiles.
Uscitavenerdì 16 aprile 2010
TagDa vedere 2009
DistribuzioneArchibald Enterprise Film
RatingConsigli per la visione di bambini e ragazzi: V.M. 14
MYmonetro 3,55 su 37 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Regia di Todd Solondz. Un film Da vedere 2009 con Shirley Henderson, Ciarán Hinds, Allison Janney, Michael Lerner, Chris Marquette. Cast completo Titolo originale: Life During Wartime. Genere Commedia - USA, 2009, durata 98 minuti. Uscita cinema venerdì 16 aprile 2010 distribuito da Archibald Enterprise Film. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: V.M. 14 - MYmonetro 3,55 su 37 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Dieci anni dopo essere andata in frantumi, la famiglia Jordan sta ancora riassemblando i pezzi. Il film è stato premiato al Festival di Venezia, In Italia al Box Office Perdona e dimentica ha incassato 167 mila euro .

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Consigliato sì!
3,55/5
MYMOVIES 3,75
CRITICA 3,22
PUBBLICO 3,08
CONSIGLIATO SÌ
La guerra di Todd, per non morire schiacciati dalla vita.
Recensione di Marianna Cappi
Recensione di Marianna Cappi

Dieci anni dopo essere andata in frantumi, la famiglia Jordan sta ancora riassemblando i pezzi. Joy, messa in crisi dai problemi del marito Allen, va in Florida a cercare il consiglio della madre e delle sorelle: Trish, alle prese con tre figli e un nuovo incontro e Helen, incapace di trovare agio nel successo raggiunto a Hollywood. Nel frattempo, Bill, il marito di Trish, condannato per abuso di minori, esce dal carcere e si mette alla ricerca del figlio maggiore, Billy, per assicurarsi che non sia come lui, mentre il minore, Timmy, cerca di capire cos'è un uomo e qual è il confine tra amore e violenza.
Cosa comincia quando finisce la felicità? Una vita in tempo di guerra, fatta di pericoli costanti e di caduti sul campo, di traumi incancellabili e salvataggi miracolosi o casuali. Una riflessione sul perdono e sui suoi limiti, dice Todd Solondz, ma si sa che delle parole fa un uso particolare, che la sua "happiness" è una tragedia, la sua "Joy" un battesimo al sarcasmo.
Qui, come nel film di un decennio fa, comicità e dolore non sono esperienze opposte ma accezioni dello stesso vocabolo, esperienze interne alla stessa sequenza, scena, battuta. Di certo l'una non è un diversivo per l'altra: tocca arrendersi alla compresenza, non c'è via di fuga. Lo dimostrano i fantasmi (Andy, Allen), lo dicono i ritorni del rimosso (Bill), lo afferma soprattutto il lavoro di sceneggiatura e di messa in scena di Solondz, che procede volontariamente per ripetizione.
Ed è quello il suo affondo. Perché, è vero, c'è più amore oggi per i personaggi, più empatia; sempre freaks sono, alla ricerca di una normalità che non viene loro concessa e che probabilmente non esiste proprio, ma il regista non infierisce, sembra allargare il sorriso. Illumina lo scenario con il sole della Florida, dipinge le pareti di giallo (aggressivo, artificiale giallo), allarga la visione dal privato (il nucleo famigliare) al politico (gli Stati Uniti della stretta attualità) ma il suo sguardo, in fondo, non cambia. La guerra che combattono i personaggi di Solondz è ancora quella per non morire schiacciati dalla vita.
Per restare dalle parti della contraddizione in termini: una piacevolissima e spietata conferma.

Sei d'accordo con Marianna Cappi?
Su MYmovies il Dizionario completo dei film di Laura, Luisa e Morando Morandini

Eccentrico seguito, con variazioni, di Happiness (1998) di cui riprende alcuni personaggi, invecchiati in modo diverso, ma con altri interpreti. Caso raro di un 50enne regista/autore che in 20 anni ha fatto 6 film, premiati ai festival europei, ma di scarso successo, impietosi verso la middle class ("Per me girare un film è come fare un viaggio all'inferno"). Ambientato in Florida, girato a Portorico e a Toronto, è migliore di Happiness , meno cupo e più divertente. Solondz dispiega il suo umorismo yiddish (diverso da quello di Woody Allen). Tutto si può discutere, ma non i dialoghi, ammirevolmente curati in italiano da Moni Ovadia. Quelli tra Trish (la maggiore e la scema delle 3 sorelle Jordan) e il figlio 13enne sono uno spasso. Il titolo inglese allude agli States post 11 settembre 2001 e alla guerra "permanente" dei 2 presidenti Bush. Si analizza il rapporto tra perdono e oblio, il dovere del primo e la necessità del secondo: dimenticare serve a vincere le pulsioni malefiche che ci avvelenano nel ricordo del male subito. 2 dei personaggi minori sono fantasmi di defunti, entrambi suicidi, che perseguitano Joy, la sorella minore. Da ricordare anche la breve apparizione della Rampling e il dialogo col figlio maggiore del pedofilo scarcerato, 2 "mostri che sono esseri umani".

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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
martedì 20 aprile 2010
laulilla

Trish vive in una piccola villa in Florida, dopo che il primo marito è finito in galera per pedofilia. La donna, ancora giovane e con tre figli, medita di risposarsi con Harvey, uomo senza qualità, pieno di adipe e di luoghi comuni, che proprio per questo le potrebbe dare la sicurezza a cui aspira con libidinoso trasporto. I tre figli hanno età diverse e problemi a iosa: la bimba si nutre di psicofarmaci [...] Vai alla recensione »

domenica 4 marzo 2012
Francesco2

Soffermandoci sul titolo italiano, sarebbe lecito pensare ad un taglio più autoconsolatorio rispetto ad altri film di Solondz. Specifico "Italiano", perché quello inglese è "Life during wartime": appare una scelta ben più in linea col passato dell'autore statunitense, vuoi perché manca una dimensione ottimistica, per quanto scaturita dal travaglio (Il perdono, appunto, ma vuoi anche (O soprattutto?) [...] Vai alla recensione »

martedì 25 maggio 2010
FRANCESCO GATTI

Il Woody Allen dell’indicibile ci ripropone (altri attori, e storia un po’ diversa) i protagonisti di “Happiness”, dieci anni dopo la confessione della passione pedofila dello psichiatra del New Jersey. Oggi li ritroviamo (in un mondo -anzi, diciamo in un’America- ancora in guerra) pure loro in guerra: la guerra interiore di tre sorelle, della loro mamma, e del loro entourage.

lunedì 22 novembre 2010
cambiof

Sulla scia di happyness, col quale ha molte analogie. Cinico come al solito, da vedere assolutamente

mercoledì 19 maggio 2010
amarolucano

Personalmente il film mi ha deluso.  Perdona e dimentica cerca di affrontare tematiche importanti, quali il significato del perdono, la ricerca utopica di persone fin troppo "normali" alle quali affidare le speranze per un futuro migliore e per dimenticare il tragico passato, il rimorso e i sensi di colpa che ritornano presenti sotto forma di fantasmi dal passato, [...] Vai alla recensione »

venerdì 4 marzo 2011
Nigel Mansell

Ripugnante, cinico, nichilista, impietoso, disfattista, relativista, squallido, triste, senza consolazione, dissacrante... ma è da vedere: chi fa film del genere? La Rampling è sempre bellissima!

giovedì 16 settembre 2010
Nalipa

Ho trovato riuscito il film per ciò che il regista ha voluto trasmettere,  e cioè che al mondo ci sono esseri malati di perversione e che la vita  non é tutta rose fiori, ma assolutamente pesante perchè brutto da vedere. Brutti gli attori, tutti. Brutti i dialoghi, tutti. Brutte le ambientazioni, tutte. Forse non é proprio così e cioè che [...] Vai alla recensione »

martedì 20 aprile 2010
robsatta

Molti anni fa' mi stavo confessando in un santuario vicino a Genova e un frate mi disse: Non ti scoraggiare mai Dio ti ama sempre ma molto di piu' quando hai peccato In questo film e' assente ogni forma di fede come e' oggi il nostro mondo: Abbiamo tre sorelle una diventata famosa e ricca che e' incazzata come un operaio di Termini Imerese con tre figli,l'altra ripudia il rapporto fisico per un ripudio [...] Vai alla recensione »

venerdì 27 aprile 2012
mosho

Happiness fu una rivelazione, come Festen o Funny Games, film diversi e coraggiosi, film che non si dimenticano... Ma certi argomenti non si possono riprendere pari pari dopo 10 anni!!! Non puoi fare oggi un film dove c'è un figlio che chiede a suo padre cosa prova quando sodomizza i propri amici di giochi e poi, dopo anni, rifare un film dove c'è un figlio che chiede alla mamma come faceva, il papà, [...] Vai alla recensione »

venerdì 18 giugno 2010
zadigx

  "La vita in tempo di guerra" (come da titolo originale), non può essere certo caratterizzata solo da allegria, gioia, vitalità, slanci ideali e romantici. Ma nemmeno può contenere solo mortiferi silenzi, sguardi catatonici ed inebetiti, dialoghi fobici e semplicistici (tra i quali ho potuto solo memorizzare il reiterato, laconico "fanculo stronzo" [...] Vai alla recensione »

domenica 8 agosto 2010
ultimoboyscout

Come il titolo del film...proprio così...è un avvertimento per noi poveri spettatori. Perdona chi ha fatto il film e dimentica immediatamente il film.

lunedì 19 aprile 2010
Filippo51

Premetto che è la prima volta che scrivo un commento di un film e voglio precisare che non mi ritengo un esperto ma solo un assiduo frenquentatore di sale cinematografiche.Perdona e dimentica è un film triste, lento, volgare (il dialogo tra la mamma e suo figlio, dopo l'incontro con il suo grottesco fidanzato, ne è l'esempio). Ho visto il film all'Ariston di Genova: metà degli spettatori dormiva, l'altra [...] Vai alla recensione »

Frasi
non m'interessano la libertà e la democrazia,io voglio solo un papà
Timmy Maplewood (Dylan Riley Snyder)
dal film Perdona e dimentica - a cura di daniela
STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
Natalia Aspesi
La Repubblica

Puoi perdonare il padre affettuoso che pareva perfetto ed è finito in prigione per pedofilia? Puoi perdonare la ragazza timida e dolce che non ti ha voluto spingendoti al suicidio? Puoi perdonare il marito innamorato e pentito che però non riesce a smettere di essere: alcolizzato, ladro, informatore di gang, spacciatore di droga, drogato e violentatore di donne, compresa la cameriera che lo riconosce [...] Vai alla recensione »

Mariuccia Ciotta
Il Manifesto

La felicità o la vita nel tempo della guerra, Life during wartime (concorso), ovvero i pericoli di una memoria senza limiti che impedisce di andare oltre, in un altro futuro. Todd Solondz, regista indipendente, oltraggioso e malinconico columnist politico dell'America, torna sui luoghi di Happiness (1998) dieci anni dopo, lì dove aveva lasciato i suoi orrori quotidiani dietro «little box», le casette [...] Vai alla recensione »

Lietta Tornabuoni
La Stampa

Todd Solondz, cinquantenne mingherlino di Newark, New Jersey, è forse l’unico regista americano rivelatosi in questi anni: i suoi film (Happiness, Storytelling, Fear, Anxiety & Depression, Palindromes), bellissimi esempi del dolore di esistere, hanno grande pathos e fascino: la sua desolazione arriva in fondo al cuore; i suoi personaggi sono straordinari e insieme comuni; il suo coraggio nel raccontare [...] Vai alla recensione »

Davide Turrini
Liberazione

Todd Solondz, invece, ritorna sul terreno svuotato dei sentimenti della famiglia Jordan. Undici anni fa toccò ad Happiness mostrare la vana ricerca della felicità da parte delle tre sorelle Jordan, dei loro attempati genitori trasferiti in Florida e del marito di una delle sorelle, quel Bill (padre di tre figli, stimato psicoanalista, improvvisamente scopertosi pedofilo) da cui si riparte in Life during [...] Vai alla recensione »

Francesco Bolzoni
Avvenire

Che cosa succede in una tranquilla provincia americana in tempo di guerra (il conflitto a cui allude il regista di origine ebraica Todd Solondz nell'interessante Life During Wartime è quello che da anni insanguina la Palestina)? Nessuno è veramente felice se appartiene a una delle due etnie in lotta. Tutti lasciano affiorare le personali nevrosi. Possono riconoscere la necessità del perdono ma non [...] Vai alla recensione »

Federico Pontiggia
Il Fatto Quotidiano

One shot, one kill. Non è un action, ma l’equazione artistica e (r)esistenziale di Todd Solondz. Vale per Happiness, vale per questo sequel, Life During Wartime in originale: a terra rimangono le nostre coscienze, perché, 10 anni dopo, si cambia volto (attori), temi (“pedo-terrorismo”) e ambientazione, ma non la sostanza tragicomica dell’America oggi.

Fabio Ferzetti
Il Messaggero

Come sopravvivere se papà è un pedofilo, se il primo amore si è ucciso e il secondo pure, se nella stanza del bambino ci sono solo foto di aerei da guerra (e un allegro festone che corre lungo le pareti con sagome di caccia e bombardieri)? Come tirare avanti se il più banale gesto d'amore può essere scambiato per un crimine, le madri mentono ai figli ("Volevo solo che crescessi felice pensando che [...] Vai alla recensione »

Mariuccia Ciotta
Il Manifesto

Il titolo originale, Life During Wartime (La vita in tempo di guerra, premiato a Venezia 2009 per la migliore sceneggiatura) non è solo una metafora per dire i sentimenti armati della famiglia di Happiness dieci anni dopo, ma indica la vendetta autodistruttiva dell'America post-11 settembre. Todd Solondz salda la malattia della «guerra permanente di Bush» con l'astio privato degli eredi del padre pedofilo, [...] Vai alla recensione »

Fabio Ferzetti
Il Messaggero

Come sopravvivere se papà è un pedofilo, se il primo amore si è ucciso e il secondo pure, se nella stanza del bambino ci sono solo foto minacciose di aerei da guerra? Come tirare avanti se il più banale gesto d'amore può essere scambiato per un crimine, le madri mentono ai figli ("Volevo solo che crescessi felice pensando che papà era morto"), gli uomini non sanno più parlare alle donne, mentre i piccoli [...] Vai alla recensione »

Dario Zonta
L'Unità

Siamo in una villetta colorata nel cuore residenziale di Miami. È sera, e a prender fresco dopo una cena di presentazioni ci sono Timmy, un tredicenne ebreo il cui padre pedofilo è in carcere, sua madre con il suo nuovo fidanzato, un uomo divorziato con figlio. Timmy ha uno sguardo arguto e spietato ed è nell'età in cui vuole sapere come stanno le cose per davvero.

Betsy Sharkey
The Los Angeles Times

Todd Solondz is a shock jock of a filmmaker, a writer-director who always keeps a glass of cold water for throwing at the audience handy. Which almost but not quite prepares you for "Life During Wartime," his latest sharp-edged comic tragedy about families, forgiveness and the unsettling ironies that can threaten to unravel even an ordinary life. The film, a taut and tantalizing mix of salty bites [...] Vai alla recensione »

Paola Casella
Europa

Una commedia palindroma, come si conviene a Solondz, con momenti sarcastici e battute folgoranti, ma anche tragici e disperati, perché prosegue nel raccontare lo strazio delle tre sorelle protagoniste di Happiness e di un gruppo di peccatori senza redenzione tormentati dal senso di colpa che precede e accompagna ogni loro nefandezza. Ciò che conta è l'atmosfera allucinata e straniante che descrive [...] Vai alla recensione »

Todd McCarthy
Variety

Scegliendo di riprendere il filo di Happiness, la commedia corale dark del 1998 che lo ha rivelato al grande pubblico, Todd Solondz potrebbe aver firmato il suo film migliore. Questo originale ed estremo regista-sceneggiatore ha avuto l’eccentrica idea di far risorgere gli stessi personaggi del primo film a dieci anni di distanza, usando attori diversi.

Maurizio Cabona
Il Giornale

Nell'altro film americano in concorso ieri, Life During Wartime («Vita in guerra») di Todd Solondz ci sono famiglie odierne sempre allo stremo. Tre sorelle ebree hanno esistenze complicate dai mariti come dai non mariti: uno, fresco di galera per pedofilia, si uccide mentre la moglie - che gli ha dato tre figli nei ritagli di tempo lasciati dalle di lui perversioni –vorrebbe risposarsi; uno, drogato, [...] Vai alla recensione »

Alberto Crespi
L'Unità

Life During Wartime è il ritratto di una famiglia ebrea americana nei paradisi condominiali della Florida, con la guerra dell'Iraq sullo sfondo. Tre sorelle (come in Cechov). Trish ha 3 figli e ha fatto credere a tutti che il marito sia morto: in realtà è in prigione per pedofilia. Conosce Harvey, un ciccione buffo, e quando ci va a letto rimane estasiata per quanto è «normale».

Anthony Lane
The New Yorker

For anyone who finds the films of Todd Solondz, like “Happiness” and “Welcome to the Dollhouse,” too acidic on the tongue, his new work, “Life During Wartime,” is to be recommended. Not that it’s an antidote; Solondz will never be meek and mild, and there are spasms of shame and awkwardness here that will make even devoted viewers wince as sharply as ever.

Francesco Bolzoni
Avvenire

Non si può dire che Todd Solondz, nonostante i consensi che ottiene ai festival, abbia avuta quel che si dice una brillante carriera. In vent'anni ha realizzato soltanto sei film. Ognuno gli è costato molta fatica: nel convincere i finanziatori, nelle riprese e nella distribuzione. Questo Perdona e dimentica, coraggiosamente distribuito in Italia da Archibald, pur ambientato in Florida è stato girato [...] Vai alla recensione »

Jacques Mandelbaum
Le Monde

Voici une quinzaine d'années que Todd Solondz s'acharne à mettre sous vitrine la middle class américaine, depuis ce New Jersey résidentiel dont il est issu. Si l'on en croit la tonalité de ses films, il a dû beaucoup en souffrir. Son oeuvre, depuis Bienvenue dans l'âge ingrat (1996) jusqu'à Palindromes (2004), offre un exemple quasiment sans équivalent de haine sublimée, de vitriolage serein, d'élégance [...] Vai alla recensione »

Valerio Caprara
Il Mattino

Ammirato con qualche ragione per il cinismo ultra-scorretto e il sarcasmo all'acido muriatico di «Happiness», Todd Solondz ormai si ritrova sugli scudi anche quando tocca record di sgradevolezza. Come fa «Perdona e dimentica» («Life during wartime»), accreditato come ritratto senza veli di un'America middle class «in tempo di guerra» contro le proprie paranoie prima ancora che contro Al Qaeda: un girotondo [...] Vai alla recensione »

Paola Casella
Europa

Ci sono autori cinematografici con una cifra stilistica così distintiva che è impossibile valutare i loro film secondo il metro applicabile a tanti altri. Uno di questi è Todd Solondz, l'autore di opere inquietanti come Happiness, il cui titolo già illustrava una delle caratteristiche principali di questo regista americano indipendente: l'autoironia.

Maurizio Cabona
Il Giornale

Seguito di Happiness (stessi personaggi, diversi gli interpreti), Perdona e dimentica è in originale Life During Wartime, «Vita in tempo di guerra», durante l'Irak, l'Afghanistan e le guerricciole di cui ha bisogno l'economia americana; ma anche durante le guerre familiari di tre sorelle ebree, capaci solo di unirsi a uomini segnati da Dio, come si sarebbe detto una volta.

Lietta Tornabuoni
La Stampa

Pedofilia, sessuomania, la fine del mondo, misteri e risate nei film in concorso alla Mostra. Life During Wartime («Vita in tempo di guerra») è bellico soltanto nel senso della lotta per vivere. Il titolo nasce da una battuta del film: «Io ho fatto un errore grande come quello della guerra del Vietnam». Il regista americano Todd Solondz, 49 anni, premiato autore di Happiness-Felicità e di Palindromi, [...] Vai alla recensione »

Valerio Caprara
Il Mattino

Con «Life during wartime», invece, si celebra la nuova liturgia di un cineasta inventato dai patiti dell'alternativo: Todd Solondz, rivelatosi con «Happiness» nel '98, non si è per la verità confermato con i successivi «Storytelling» e «Palindromes», ma è certamente in grado di tradurre il suo panico esistenziale permanente negli equilibrismi di una commedia nera e cattiva.

Walter Vescovi
Il Secolo d’Italia

Sempre nella Sezione Concorso è stato ieri poi anche il giorno dell'attesissimo (dagli addetti ai lavori) Life during wartime (La vita al tempo di guerra) del regista sceneggiatore tedesco, ormai americano, Todd Solondz. Autore controverso, sicuramente incline al gusto della provocazione anche estrema ai limiti dell'oltraggioso, Solondz riporta in primo piano quella famiglia Jordan che presentò al [...] Vai alla recensione »

NEWS
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sabato 12 settembre 2009
Letizia della Luna

Israele e Iran vincono i due premi principali Come da giorni si vociferava il Leone d'oro è andato a Lebanon di Samuel Maoz: "dedico il premio" ha dichiarato il regista "a quelle migliaia di persone in tutto il mondo che sono tornate dalla guerra come [...]

winner
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