| Titolo originale | Dragonball |
| Anno | 2009 |
| Genere | Avventura, |
| Produzione | USA |
| Durata | 100 minuti |
| Regia di | James Wong |
| Attori | Justin Chatwin, Emmy Rossum, Joon Park, Chow Yun-Fat, James Marsters, Eriko Tamura Jamie Chung, Randall Duk Kim, Ernie Hudson, Texas Battle, Shavon Kirksey, Luis Arrieta, Richard Blake (II), Julian Sedgwick, Christopher Sabat. |
| Uscita | venerdì 10 aprile 2009 |
| Distribuzione | 20th Century Fox Italia |
| Rating | Consigli per la visione di bambini e ragazzi: |
| MYmonetro | 1,80 su 7 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento venerdì 30 marzo 2018
Goku è un ragazzo dotato di poteri straordinari ma non conosce ancora il suo nemico. Ma presto un demone si farà vivo. In Italia al Box Office Dragonball Evolution ha incassato nelle prime 3 settimane di programmazione 2 milioni di euro e 927 mila euro nel primo weekend.
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Goku è un ragazzo che si sente diverso, e in effetti lo è. È altamente addestrato da suo nonno Gohan per qualcosa che ancora non conosce e che presto scoprirà. È infatti tornato sulla Terra Piccolo, un demone che si credeva imprigionato millenni fa, con lo scopo di radunare le sette sfere del drago così da poter vedere realizzato qualsiasi suo desiderio. Una di queste sfere però è, non a caso, in possesso di Goku e suo nonno, che non la lasceranno andare facilmente. E altrettanto saranno disposti a fare altri proprietari "illustri" come Bulma e il maestro Muten.
Atteso dai fan della serie e temuto da quanti conoscano bene il comportamento di Hollywood di fronte a simili adattamenti, arriva al cinema il primo (e si spera unico) film su Dragonball, manga scritto, ideato e disegnato da Akira Toriyama da cui è stato poi tratta anche una ancor più popolare serie televisiva animata. Purtroppo però dello stampo originale non c'è nulla se non i nomi dei personaggi, la moda e i tagli di capelli.
Il film di James Wong (che a giudicare dal suo lavoro non deve aver mai visto nemmeno un episodio o letto un numero del fumetto originale) banalizza e semplicizza tutto quanto, cercando unicamente di incollare tra loro diverse scene di combattimento, peraltro anche abbastanza mal realizzate. Tutto il respiro e l'etica giapponesi che facevano da base all'idea originale vengono rigettate a favore di valori, stereotipi e percorsi tipici dell'eroe americano (la seconda occasione, la figura paterna traballante, il talento inespresso, la dialettica tra il dovere e l'istinto...).
Tutto ciò che aveva un senso nella storia sparisce, sostituita dalla sua parte più superficiale. Non solo molte cose non sono spiegate (forse non ce ne sarebbe nemmeno il tempo) ma non vengono nemmeno suggerite, cosa che rende il film poco digeribile anche per chi non conosca l'opera di partenza. A mancare totalmente è infatti il senso di costruzione narrativa di personaggi, momenti o eventi, che al contrario sembrano palesarsi davanti alla macchina da presa in ordine sparso.
Se già la serie animata è stata una "riduzione" in termini di senso della complessità del fumetto questo film porta ancora più un basso l'asticella, configurandosi come un'operazione infantile, ma non nel senso di destinata ai bambini (spesso le opere per bambini sanno essere ottime anche per gli adulti) quanto nel senso di realizzata da un bambino.
Dopo lunghi anni di corteggiamento la 20th Century Fox riesce finalmente a portare sullo schermo Dragonball Evolution, il film tutto effetti speciali diretto dallo statunitense di origini cinesi ed esperto di fantasy James Wong. Dal 2002, infatti, la casa di distribuzione aveva manifestato ogni interesse ai giapponesi per accaparrarsi i diritti per la seconda trasposizione cinematografica del celebre manga e anime di Akira Toriyama, trasformato in attori in carne ed ossa, ma con scarsi risultati, già nel 1989 dalla coppia di registi Joe Chan e Leung Chung. Girato per lo più in Messico, in particolare a Durango (location scelta per le spettacolari montagne, le alte dune sabbiose e i suggestivi deserti rocciosi), con un budget di cento milioni di doìllari e ultimato negli studios di Los Angeles, il film arriverà nelle sale americane ed italiane nel mese di aprile contestualmente con l'uscita di un videogame previsto per la PSP di cui, proprio in questi giorni, circolano immagini su Internet rilasciate dalla holding giapponese Namco Bandai, intenzionata ad accontentare i fan della saga con un adattamento portatile della pellicola.
Noto per aver diretto per diversi anni la serie televisiva di X files, Wong ha detto: "Mi sono sempre appassionato ai manga. I romanzi fantasy ci conducono in mondi in cui agiscono personaggi meravigliosi e personalmente trovo che sia un genere molto divertente". Insieme al direttore della fotografia Robert McLachan e il supervisore agli effetti speciali Ariel Velasco Shaw, Wong - che ha firmato la sceneggiatura con l'ideatore della serie - ha confezionato un film sicuramente meno 'manga' dell'originale ma ricco di azione e umorismo. Protagonista della storia è Goku, il personaggio partorito dalla mente di Toriyama, cui presta il volto il ventisettenne canadese Justin Chatwin, noto interprete del thriller paranormale Invisible di David S. Goyer.
Per calarsi nei panni del personaggio dei fumetti, ha raccontato l'attore, "ho trascorso un minimo di cinque ore al giorno a studiare karate, kung fu e capoeira. Un duro allenamento di sei mesi, accompagnato da una dieta speciale". In seguito alla morte del nonno per mano del terribile antagonista Piccolo (James Marsters), il diciottenne Goku conosce quella che nel manga viene descritta come la ragazza più intelligente del mondo, la bellissima Bulma (Emmy Rossum) ed inizia con lei una straordinaria avventura alla ricerca delle mitiche sfere del drago, così da impedire al guerriero Piccolo di usarle per esprimere il desiderio di dominare il mondo. Nel giro di poco tempo, da semplice studente universitario quale era il ragazzo diventa un eroe, il simbolo del bene. Il suo anziano e stravagante maestro si chiama Roshi (Chow Yun-Fat). Pur avendo poteri sovrannaturali, Roshi, artista marziale estremamente dotato, ha un animo umano e sensibile.
"Per trovare la giusta combinazione tra il fantastico e i rapporti tra i personaggi ci siamo impegnati molto", ha spiegato il regista. "Non volevamo una storia fatta solo di elaborate sequenze di arti marziali ma che fosse anche in grado di esplorare a fondo i personaggi, le loro storie e la loro evoluzione. Dragonball Evolution è ambientato in un mondo multiculturale, in un futuro non troppo lontano. Un futuro che si combina con il passato, divenendo un tutt'uno". Programmato in più di 60 Paesi, il film debutterà nei cinema del Giappone a partire dal prossimo 13 marzo. Qualche giorno prima, il 24 febbraio, è prevista l'uscita di un libro per ragazzi di 152 pagine scritto da Stacia Deutsh e Rhody Cohon dal titolo Dragon ball The movie e che di fatto è un'antipazione su carta di quello che vedremo in sala: la storia infatti è esattamente la stessa.
DragonBall Evolution si presenta, nelle intenzioni, come una trasposizione cinematografica di uno dei manga più famosi della storia. Un progetto ambizioso e complesso, considerando l'intreccio estremamente delicato che contraddistingue i fumetti e la saga televisiva del grande maestro Takira Toriyama. Un action movie che nei fatti di Dragon Ball ha forse solo il titolo, tra l'altro macchiato dall'arbitrario [...] Vai alla recensione »
Che dire di un film derivato da un manga già popolarissimo in versione seriale a cartoon, realizzato in live-action (attori in carne e ossa) ma "trattato" in modo da sembrare finto? Eppure Dragonball Evolution sembra un altro episodio della serie "Final Fantasy", con attori simulati al computer. Il soggetto è l' ennesima mistura di commedia liceale e attacco alla Terra, il tutto frullato in arti marziali. [...] Vai alla recensione »