| Titolo originale | How To Lose Friends & Alienate People |
| Anno | 2008 |
| Genere | Commedia, |
| Produzione | Gran Bretagna |
| Durata | 110 minuti |
| Regia di | Robert B. Weide |
| Attori | Simon Pegg, Kirsten Dunst, Jeff Bridges, Danny Huston, Gillian Anderson, Megan Fox Max Minghella, James Corden. |
| Uscita | venerdì 8 maggio 2009 |
| Distribuzione | Mikado Film |
| MYmonetro | 2,79 su 11 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento venerdì 8 aprile 2016
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Sydney Young è nella redazione di un giornale satirico londinese e non perde occasione per farsi notare anche nelle manifestazioni più importanti come il BAFTA. La sua propensione per combinare guai, arrivando però ovunque, attrae l'attenzione di Clayton Harding, editore di una prestigiosa rivista americana, che lo chiama a New York. Ora Sydney dovrebbe riuscire a farsi strada nel mitico (per lui) mondo dello Star System hollywoodiano ma non è che in redazione ci siano molti disposti ad aiutarlo. A partire, inizialmente, da Allison che dichiara di odiarlo (ha compiuto involontariamente un attentato all'integrità del romanzo che la giovane collega sta scrivendo) ma che finisce con l'aiutarlo quando si ficca nei guai. Il che accade a ritmo costante perché Sydney riesce a mettersi in competizione con il suo diretto superiore e a creare problemi (uno dei quali di tipo canino) alla starlette in ascesa Sophie Maes.
Il film si ispira esplicitamente alle memorie della carriera newyorchese (fallita) del giornalista Toby Young assunto e poi licenziato da "Vanity Fair". Young è così abile nel farsi eliminare che è stato estromesso anche dalla consulenza per questo film.
Simon Pegg (ricordate L'alba dei morti dementi?) riesce a rendere con grande efficacia le vicende di questo perdente che vorrebbe essere a tutti costi un winner ma che non ci riesce. Sarebbe stato semplice imboccare la strada del grottesco e conservarla dall'inizio alla fine del film. Invece Pegg alterna le gag (spesso divertenti) alla sottolineatura dell'umanità del personaggio a cui letteralmente mancano gli strumenti per riuscire a tenersi lontano da gaffe e figuracce di maggiore o minore gravità. D'altronde non poteva essere altrimenti visto che Weide si ispira esplicitamente a La dolce vita di Fellini a cui fa più di un riferimento nel corso del film. C'è poi un elemento importante che, come sempre più spesso accade, finirà "lost in translation". Nella versione italiana si finisce col perdere il continuo gioco di più o meno sottili confronti tra gli Stati Uniti e la Gran Bretagna. Se spesso gli inglesi hanno trattato i cugini americani come i parenti rozzi ora è il loro turno per apparire provinciali e smarriti nel Grande Paese.
Sarà che adoro Simon Pegg dai tempi di Shawn of the dead, sarà che idolatro Jeff Bridges dal momento che incrocia il suo sguardo in Starman, sarà che i rimandi ad altri film non si contano, ma devo dire che Star System (orrendo titolo italiano del ben più azzeccato How to lose friends and alienate peolple) conquista dalla prima all'ultima sequenza. La storia del giovane reporter inglese che vola a [...] Vai alla recensione »
È basso. È rozzo. È sprovvisto di qualsiasi savoir faire. Spara battute surreali e spiazzanti. È convinto che un vero giornalista, più è temuto più è rispettato. Ed è inglese. Con un curriculum simile è dura far carriera nella rivista cinematografica più patinata e piaciona di New York. I capi ti snobbano. I colleghi ti schizzano. Le pierre dettano legge.