Shine a Light

Film 2007 | Documentario +13 122 min.

Anno2007
GenereDocumentario
ProduzioneUSA, Gran Bretagna
Durata122 minuti
Regia diMartin Scorsese
AttoriMick Jagger, Keith Richards, Charlie Watts, Ronnie Wood, Christina Aguilera Buddy Guy, Jack White, Darryl Jones, Chuck Leavell, Bobby Keys, Bernard Fowler, Lisa Fischer, Blondie Chaplin, Tim Ries, Kent Smith (II).
Uscitavenerdì 11 aprile 2008
TagDa vedere 2007
DistribuzioneBim Distribuzione
RatingConsigli per la visione di bambini e ragazzi: +13
MYmonetro 3,86 su 29 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Regia di Martin Scorsese. Un film Da vedere 2007 con Mick Jagger, Keith Richards, Charlie Watts, Ronnie Wood, Christina Aguilera. Cast completo Genere Documentario - USA, Gran Bretagna, 2007, durata 122 minuti. Uscita cinema venerdì 11 aprile 2008 distribuito da Bim Distribuzione. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 - MYmonetro 3,86 su 29 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Un film concerto che ripercorre la storia degli Stones attraverso canzoni memorabili riproposte dal vivo con l'energia di sempre e con la voglia di darsi a un pubblico (e a un regista) adorante. In Italia al Box Office Shine a Light ha incassato 306 mila euro .

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Consigliato assolutamente sì!
3,86/5
MYMOVIES 4,00
CRITICA 3,63
PUBBLICO 3,47
CONSIGLIATO SÌ
La vera natura di un gruppo eccelso deciso a calcare quel palco finché l'ultima luce è accesa.
Recensione di Tirza Bonifazi Tognazzi
Recensione di Tirza Bonifazi Tognazzi

Il più grande gruppo rock del mondo... i principi cazzuti e decadenti che non criticheremo né perderemo mai!" scriveva nel 1973 l'irriverente critico musicale Lester Bangs in occasione di un concerto statunitense dei Rolling Stones. Solo un anno prima, a un giovanissimo Mick Jagger veniva chiesto se si immaginava a sessant'anni fare quello che faceva allora. "Certamente!" fu la risposta del musicista. Tant'è... Più di tre decenni dopo - nell'agosto 2005 - i Rolling Stones si imbarcano nel tour A Bigger Bang per portare la Parola ai quattro angoli del pianeta. Instancabili e insaziabili, i quattro ragazzacci inglesi resistono - tra cadute, laringiti e (poche) cancellazioni - fino all'agosto 2007 stabilendo il record della tournée più proficua di tutti i tempi. Nel bel mezzo Scorsese li immortala durante le due date al Beacon Theater di New York.
Shine A Light non è il resoconto a caldo dell'evento, né il classico film concerto per soli aficionados. È un viaggio che ripercorre la storia degli Stones attraverso canzoni memorabili ("Jumpin' Jack Flash", "Sympathy for the Devil", "Brown Sugar", "(I Can't Get No) Satisfaction") riproposte con l'energia di sempre e con la voglia di darsi a un pubblico (e a un regista) adorante. Non ci sono transenne a separare gli astanti dal palco, non ci sono maschere sui volti di Mick, Keith, Ron e Charlie, solo sorrisi e ammiccamenti di chi la sa lunga, ha vissuto a fondo la propria esistenza, ha contribuito a dare vita al rock 'n' roll (o, per usare le parole di Lester, alla "Vera Religione del Puro Rhythm 'n' Blues") e ora si lascia celebrare.
Non temono nulla i Rolling Stones, si denudano di fronte alla macchina da presa presentando quella "As Tears Go By" (ceduta, appena nata, alla collega Marianne Faithfull) che non avevano mai avuto il coraggio di esibire dal vivo in un tour, e mostrando i loro corpi scolpiti dal tempo ma ancora così in armonia con la loro musica. A ritrarli non è l'occhio di un regista qualunque. Scorsese ha il rock che gli scorre nel sangue. Ha partecipato come assistente alla regia e montatore ai tre giorni di pace, amore e musica di Woodstock, ha diretto L'ultimo valzer della Band, No Direction Home del menestrello di Duluth, ha nutrito il suo cinema di musica lasciando che l'arte del suono fluisse nei suoi film fino a formare un impasto unico con le immagini.
Alternato a una catena di estratti di interviste fatte ai Rolling Stones nel corso degli anni, Shine A Light ci mostra la vera natura di un gruppo eccelso, oggi ancora fortemente in vita, deciso a calcare quel palco finché l'ultima luce è accesa.

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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
sabato 3 aprile 2010
danilodac

L’unica rock band al mondo capace di confutare il tempo, restando immune alle modificazioni che quest’ultimo può causare, dà vita a quello che è forse il più bel documentario su un concerto della storia del cinema. Probabilmente saranno cambiati i volti, ma non la musica in questo storico gruppo dalla matrice blues, che usa il palcoscenico in tutte le sue forme, considerando lo spettacolo una componente [...] Vai alla recensione »

STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
Gino Castaldo
La Repubblica

Serviva un monumento d'autore, 38 anni dopo quello che girò Jean Luc Godard, per fissare definitivamente la leggenda "live" dei Rolling Stones. E nessuno poteva costruirlo meglio di Scorsese. Shine a light coglie la band in un concerto, al Beacon Theatre di NewYork, ambiente insolitamente intimo per la band, con Bill e Hilary Clinton ospiti d'eccezione, e Keith Richards che lancia alla camera la [...] Vai alla recensione »

Maya Maffioli
Rolling Stone

Martin Scorsese è nervoso. Parla a macchinetta con l'inconfondibile vocina nevrotica e l'accento newyorkese che caratterizza molti protagonisti dei suoi film. Cerca l'inquadratura con le mani a squadra, mostra le ansie di un regista alle prime armi. Mick Jagger è tranquillo. Col suo inconfondibile aplomb si muove con grazia nei backstage, dà qualche ordine, scherza col gruppo.

Enzo Gentile
Ciak

Rock'n'roll Will Never Die: dovrebbe essere il sottotitolo naturale per il film-ritratto che con amorevole cinismo Martin Scorsese ha dedicato ai Rolling Stones. Il verso di quella canzone di Neil Young risuona da trent'anni, da allora è diventata un vessillo e oggi si candida a parola d'ordine di una generazione che non molla, non arretra, non affonda.

Federico Zamboni
Il Secolo d’Italia

Martin Scorsese fa sembrare tutto facile, in Shine A Light: giusto nelle sequenze iniziali — tanto per essere certo di averlo ricordato a tutti, se stesso compreso —richiama le condizioni caotiche in cui il film è nato e ha preso forma, omaggiandosi da sè per l'impresa, obiettivamente cospicua, di essere riuscito a dominare quel caos fmo a trasformarlo in quello che voleva lui, cioè in questo film [...] Vai alla recensione »

Filippo Mazzarella
ViviMilano

Parafrasando e rovesciando un titolo degli Area: gli arrabbiati se ne vanno, gli dei restano. Scorsese filma (con venti cineprese) l'immortalità in vita della più grande macchina rock live di sempre: un «semplice» film- concerto? Forse. Ma è impossibile star fermi in poltrona. Il tempo è ancora dalla parte di Jagger & Co.: è un tempo di tutti. IMPERDIBILE - PER NOI Da ViviMilano, aprile 2008

Davide Turrini
Liberazione

Ladies and gentleman rughe vere aprono il festival di Berlino numero 58. Autunno 2006 dal palco del Beacon Theater di New York primi piani per i solchi lungo il viso di Mick Jagger, Keith Richards, Ronnie Wood e Charlie Watts. Lo scorrere del tempo sta nelle facce dei Rolling Stones con una naturalezza e una grazia pari soltanto a quella che accompagna il volto di Jeanne Moreau.

Valerio Caprara
Il Mattino

Vecchi rockettari di tutto il mondo unitevi! Martin Scorsese non si prefigge di documentare la storia dei Rolling Stones, ma -volando più alto nel segno della sua intelligenza filmica, oltre che musicale- d'incidere sullo schermo come su una maxi-mappa i percorsi evidenti e quelli segreti di un'energia davvero inesauribile. Missione riuscita grazie a due ore di vera e propria trance, inseguendo Mick [...] Vai alla recensione »

Boris Sollazzo
DNews

"Quei principi cazzuti e decadenti che non criticheremo mai!". La frase non è di un pazzo esaltato, o forse sì se tale valutavate il mito della critica musicale Lester Bangs. Ma aveva dannatamente ragione, perché parlava dei Rolling Stones, "la migliore rock band di sempre". Dopo Godard (Sympathy for the devil: one plus one), Robert Frank (Cocksucker Blues), Hal Ashby (Let's spend the night together), [...] Vai alla recensione »

Stephen Holden
The New York Times

As you scrutinize the aging bodies of the Rolling Stones in Martin Scorsese’s rip-roaring concert documentary “Shine a Light,” there is ample evidence that rock ’n’ roll may hold the secret of eternal vitality, if not eternal beauty. Mick Jagger, Keith Richards and Ronnie Wood, the quartet’s three skinny members, certainly look their ages. But there is nothing stodgy about them.

Kenneth Turan
The Los Angeles Times

Who would have thought that the Rolling Stones would turn into the house band for the plutocracy, singing at a benefit for the Clinton Foundation with a cluster of hedge-fund hotties front and center? Who would have thought that Mick Jagger would be performing a sizzling duet of "Live With Me" with a singer (Christina Aguilera) who wasn't even born until 11 years after he wrote the song? Who would [...] Vai alla recensione »

Peter Travers
Rolling Stone

If you're expecting Martin Scorsese to do a Last Waltz number on the Rolling Stones, snap out of it. No way are the Stones the departed. No way are they ready for a farewell concert like the classic 1978 elegy Scorsese did for the Band. In Shine a Light, the Stones defy you to wave them off. The music is full-out, in-your-face, viscera-twisting rock & roll.

Silvio Danese
Quotidiano Nazionale

Se persistono dubbi sulle origini tribali del rock e sull'attualità antropologica del sound dei Rolling Stones, qui c'è il rockumentary di Scorsese, due ore di concerto delle Pietre nel Beacon Theater di Manhattan (autunno 2006). Metodico e ingegneristico, Scorsese scatena le cineprese sul furetto danzante Jagger, un paradossale concentrato di corporeità e vocalità senza tempo, fa la radiografia del [...] Vai alla recensione »

Boris Sollazzo
Liberazione

Altro che Simpathy for the devil , quei quattro vecchietti scatenati (cinque con Martin Scorsese) con il Demonio (sempre sia lodato, quando ci fa questi regali) devono averci fatto un patto. In fondo nel 1972 Mick Jagger non aveva alcun dubbio: «Se a sessant'anni mi vedo ancora su un palco a fare quello che faccio oggi? Ma certo, che altro potrei fare?».

Roberto Nepoti
La Repubblica

Autunno 2006. Al Beacon, vecchio teatro di Broadway, i Rolling Stones tengono un lungo concerto. Sono presenti Hillary e Bill Clinton e Martin Scorsese, con un'intera batteria di cineprese. Dietro ciascuna delle quali occhieggiano leggendari operatori e direttori della fotografia (a cominciare da Albert Maysles), pronti a riprendere l'evento dai punti di vista più inimmaginabili.

Fabio Ferzetti
Il Messaggero

Va bene, il teatro era minuscolo, gli ospiti fin troppo illustri (i Clinton al completo con corteo di invitati), la logistica complicata con 19 macchine da presa in azione. Però Mick Jagger poteva anche tenere la bocca chiusa perché Shine a Light è un gioiello. Un film-concerto che diventa una riflessione sul tempo e la gloria. Un omaggio agli Stones che vira verso l'esperienza estatica a forza di [...] Vai alla recensione »

Roberto Silvestri
Il Manifesto

I Rolling Stones, rampolli brillanti delle Art School inglesi che, solcando elegantemente, ma in senso vietato, lo specchio di Alice, scoprirono pianeti musicali paralleli e eretici, quelli del Blues elettrico-elettronico, forse si sono sempre strafatti di tutto e fatti più o meno tutte e tutti, con la stessa voracità imperiale di Churchill. Ma con altri effetti, sia sulla linea, che sulla pelle, che [...] Vai alla recensione »

Giovanni Valerio
Ticino7

"Come s'immagina a sessant'anni? Ancora su un palco a cantare?", chiesero i giornalisti a un giovanissimo Mick Jagger nel lontano 1972. Il cantante dei Rolling Stones rispose senz'ombra di dubbio: "certamente!". Poco tempo prima, un Jagger stupito (o forse semplicemente strafatto…) aveva spiegato alla stampa che gli sembrava già strano che il loro tour avesse resistito due anni.

Fabio Ferzetti
Il Messaggero

Mettere il diavolo in bottiglia non è mai stato facile, ma se i diavoli sono quattro l'impresa diventa addirittura titanica. Ne sa qualcosa Martin Scorsese, che apre Shine a Light al galoppo rievocando con molta autoironia i guai passati per riprendere un concerto dei Rolling Stones non nei soliti stadi ma nel Beacon Theatre di Manhattan, una bomboniera da 2.

Mauro Gervasini
Film TV

Dice che sono vecchi. Dice che hanno fatto il loro tempo. Dice che non reggono più la scena. Continuasse a dire, mandatelo a vedere Shine a Light di Martin Scorsese, sintesi di due concerti consecutivi del tour di A Bigger Bang, al Beacon Theatre di New York. Scriviamo da fan, quindi con la poca oggettività del caso, però basterebbe la travolgente versione di She Was Hot - neanche una delle loro cinquanta [...] Vai alla recensione »

Alessandra Levantesi
La Stampa

Shine a Light» è l'incontro fra uno straordinario occhio di cinema, quello di Martin Scorsese (moltiplicato per 17 macchine da presa) e un grande evento, ovvero le due serate dei Rolling Stones al Beacon di New York nell'autunno 2006. C'è un prologo dove il regista manda e-mail disperate per ottenere uno straccio di scaletta, mentre Mick Jagger cambia idea di continuo.

Maurizio Cabona
Il Giornale

Domande. A) Perché certi ventenni ascoltano ancora i Rolling Stones? B) Perché il Festival di Berlino ha aperto la modesta edizione 2008 con l'ancor più modesto documentario su un loro concerto newyorkese, fiancheggiato da cantanti meno d'epoca? C) Perché Scorsese ha accettato di firmare questo Shine A Light? Risposte. A) Perché, dopo i Rolling Stones, non ci sono stati miti alla loro altezza.

Thomas Sotinel
Le Monde

Longtemps, Martin Scorsese a aimé les Rolling Stones à distance, pillant avec allégresse leur répertoire pour nourrir les bandes-son de ses films. En 1973, on entendait Jumpin'Jack Flash dans Mean Streets, en 2005 c'était Gimme Shelter et Let It Loose dans Les Infiltrés. Le cinéaste et le groupe se sont enfin rencontrés, à charge pour Marty de filmer Mick, Keith, Charlie et Ron en concert.

Alberto Crespi
L'Unità

Il sospetto è divenuto realtà. Già vedendo Shine a Light a Berlino, dove ha aperto il Filmfest, avevamo subodorato che il quarto d'ora iniziale - nel quale il regista Martin Scorsese racconta i vani tentativi di mettere il sale sulla coda ai Rolling Stones - fosse una confessione d'impotenza. Come se Scorsese volesse dirci: io ci ho provato, a fare un film come Ultimo walzer o No Direction Home (il [...] Vai alla recensione »

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