Savage Grace

Film 2007 | Drammatico 93 min.

Regia di Tom Kalin. Un film con Julianne Moore, Eddie Redmayne, Stephen Dillane, Elena Anaya, Unax Ugalde, Belen Rueda. Cast completo Genere Drammatico - Francia, USA, Spagna, 2007, durata 93 minuti. Uscita cinema venerdì 20 giugno 2008 distribuito da Bim Distribuzione. - MYmonetro 2,52 su 24 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Le grandi ambizioni sociali dei Baekeland e la loro scintillante "bella vita" prima della loro tragica caduta dagli anni '40 agli anni '70. In Italia al Box Office Savage Grace ha incassato nelle prime 2 settimane di programmazione 28,9 mila euro e 11,7 mila euro nel primo weekend.

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Consigliato nì!
2,52/5
MYMOVIES 2,75
CRITICA 1,79
PUBBLICO 2,57
CONSIGLIATO NÌ
Una Julianne Moore magistrale nel ruolo di una madre morbosa e tormentata.
Recensione di Giancarlo Zappoli
venerdì 13 giugno 2008
Recensione di Giancarlo Zappoli
venerdì 13 giugno 2008

Barbara Daly era una modella e aspirante starlette quando sposò Brooks Beakeland, nipote di Leo l'industriale che aveva fatto fortuna con la bakelite. Il film ce la fa incontrare a New York nel 1946 poco dopo la nascita del suo unico figlio Anthony. Barbara è una parvenu nel mondo dei ricchi e non perde occasione per aumentare la sensazione di eccentricità sia che si trovi in incontri mondani sia nel privato in cui a periodi di euforia si alternano profonde depressioni. Anthony cresce con un padre distante e attratto dalle sue prime amichette e con una madre morbosamente attaccata a lui e decisamente propensa alla sperimentazione in campo sessuale. Messa di fronte all'evidenza dell'omosessualità del figlio Barbara farà di tutto per 'recuperarlo' giungendo fino al rapporto sessuale. Il finale tragico è alle porte.
Solo un'attrice come Julianne Moore poteva dare corpo con credibilità a un personaggio complesso come quello di Barbara Daly e solo un regista come Tom Kalin (interessato all'omosessualità sin dal suo film d'esordio Swoon) poteva offrire a un attore estremamente dotato per portare sullo schermo figure di adolescenti tormentati come Eddie Redmayne (Symbiosis - Uniti per la morte) l'occasione di un ruolo così sfaccettato.
È Anthony il narratore, vittima e poi carnefice, sin dalle prime battute del film. Quelle cioè in cui vediamo una madre amorevole che tiene in braccio il proprio figlio neonato. Le origini del male risiedono lì ma non sono semplicisticamente individuabili nel classico legame simbiotico madre-figlio che letteratura e cinema ci hanno raccontato migliaia di volte. Qui c'è di più e di peggio. Barbara è una donna che cerca disperatamente un proprio ruolo, una donna che vorrebbe essere accettata nell'alta società che frequenta per merito del consorte e che, vistasi inadeguata, sceglie la via della provocazione. In queste sei stazioni che marcano gli spostamenti in luoghi diversi Kalin ci mostra quanto distruttiva possa divenire una figura materna. Perché Barbara, mentre adotta atteggiamenti sempre più trasgressivi sul piano sessuale (infilandosi nel letto del figlio e del suo compagno del momento), di fatto cerca disperatamente la Norma. Grazie a un contraddittorio rimescolamento di valutazioni nel momento in cui si offre sessualmente al figlio lo fa pensando di poterlo ricondurre nell'alveo della 'normalità' risvegliando in lui l'eterosessualità.
Per un personaggio così disturbato e disturbante erano indispensabili i sorrisi tesi, il bon ton di facciata, i gesti della quotidianità che cercano di celare il tormento interiore. Per tutto questo era indispensabile Julianne Moore che sa suggerire con una risata il malessere del vivere.

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SAVAGE GRACE
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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
mercoledì 29 aprile 2009
Luviana

Anche se la storia è tagliata un pò troppo grossolanamente..il dramma del figlio con un attore ESPRESSIVAMENTE PERFETTO è reso in modo vibrante e mai lo svolgimento presenta un carattere decisamente volgare ma piuttosto dolorosamente distruttivo..decadente..in cui si taglia a fette la nebbia del fallimento e dell'impotenza esistenziale.La scena del collare perso e di un cane che non si è mai visto [...] Vai alla recensione »

lunedì 1 ottobre 2012
paride86

Il film racconta la storia (parziale) di Tony, rampollo dell'alta società industriale, figlio di un ereditiere e di un'aspirante attrice. Il ritratto psicologico del ragazzo è superficiale e la storia in sé è sviluppata e narrata in maniera a tratti sconnessa e disturbante. Il vero motivo per vedere questo film è Julianne Moore: la sua Barbara è ribelle, [...] Vai alla recensione »

martedì 12 ottobre 2010
Framenne

Barbara una madre alquanto bizzarra che soffoca il proprio figlio e anche il proprio marito con la troppa attenzione ricercata. Spinge cosi negli anni a farsi abbandonare dal marito e a crescere un figlio che non sa come vivere la propria vita e sessualita'. Una storia vera, che ha dei risvolti grotteschi e decisamente macabri, come molte delle scene di sesso.

Frasi
Mio nonno Leo una volta disse:"Uno dei vantaggi dei soldi è che ci permettono di non dover convivere con le conseguenze dei nostri errori"
Una frase di Antony Baekeland (Eddie Redmayne)
dal film Savage Grace - a cura di Morsiani Massimo
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RECENSIONI DELLA CRITICA
Cristina Piccino
Il Manifesto

Povera ma ossessionata dalla ricchezza, una famiglia disastrata col padre suicida e il fratello che muore misteriosamente, Barbara Daly, bostoniana, è per lo più considerata un'arramipicatrice sociale. Sposa infatti l'erede dei Baekeland, col suo impero pure se vacillante (lei però non lo sa ...) della plastica, i due viaggiano, New York, Parigi, Londra, Cadaquès, con loro l'unico figlio, Tony.

Davide Turrini
Liberazione

Spulciando tra gli scampoli di fine stagione. Savage grace , distribuito oggi dalla Bim anche se il film è stato presentato alla Quinzaine di Cannes 2007, è film algido, decadente, debitore di alcune umane e cinematografiche suggestioni incestuose che furono. New York 1946, dinastia industriale dei Baekeland. Brooks (Stephen Dillan) figlio di Leo, che inventò la bachelite, è sposato con Barbara (Julienne [...] Vai alla recensione »

Piera Detassis
Panorama

Disturbante, con un finale inatteso (per chi non conosce la storia vera da cui è tratto), Savage Grace è raccontato con un gelo stilistico che si traduce in un sottile tedio, la parola più spesso usata dai privilegiati protagonisti. La storia, tratta dal bel libro di Natalie Robins e Steven Aronson, potrebbe appartenere al repertorio di Francis Scott Fitzgerald.

Pierluigi Ronchetti
ItaliaOggi

Una attricetta sposa il figlio di un magnate della bakelite. Siamo a NewYork, nel 1946 e lei ha appena avuto un figlio. Che cresce in un ambiente patinato ma sotto sotto marcio e nevrotico. Quando arriva la sua adolescenza, la madre scopre che il ragazzo è gay e fa di tutto per «recuperarlo» giungendo fino ad atti estremi. Un film recitato benissimo, ricco di sfaccettature psicologiche interessanti. [...] Vai alla recensione »

Francesco Alò
Il Messaggero

La cronaca nera mette l'abito da sera per Savage Grace, dramma in sei atti che racconta la storia vera della famiglia Baekeland dal 1946 al 1972. Lui è un uomo senza qualità figlio di magnati della plastica, lei (Julianne Moore) una frivola arrampicatrice sociale col vizio della battuta ad effetto. Tra un party e l'altro volando tra New York, Parigi, Cadaqués, Palma di Maiorca e Londra, assisteremo [...] Vai alla recensione »

Lietta Tornabuoni
La Stampa

Quando, nel 1971, Louis Malle diresse Lea Massari, madre incestuosa di un quindicenne in Soffio al cuore, fu un disastro: proteste, censure, accuse di volgarità e sfruttamento sessuale di minori, processi. Chissà se adesso che Julianne Moore fa l'amore con il proprio figlio giovane accadrà qualcosa di simile. Speriamo di no, anche se brutti segni se ne vedono già.

Alessio Guzzano
City

La vita della bostoniana Barbara Baekland, orfana di grandi ambizioni che sposò il ricco nipote dell'inventore della bakelite. Donna di mondo yankee (attrice hollywoodiana negli anni '40), sfoggiò provocazioni e sensualità risciacquate nella vecchia Europa: Parigi, Londra, Maiorca, Cadaqués (cara a Dalì). Storia vera da tragedia greca. Troppo adorata madre di un ragazzo fragile che finì con l'ucciderla [...] Vai alla recensione »

Mark Olsen
The Los Angeles Times

A story about awful people doing unspeakable things to one another, emotional cruelty as blood sport, "Savage Grace" is at times as viscerally discomforting as it is emotionally engrossing. Director Tom Kalin, at last following up his debut feature "Swoon" more than 15 years later, brings a maturity and restraint to material that could be played for sensationalized kicks, crafting instead a work of [...] Vai alla recensione »

A. O. Scott
The New York Times

“Savage Grace,” Tom Kalin’s long-awaited second feature (after “Swoon”), swoons through a number of lovely, storied places on its way to a sad and sordid end. Narrated by Tony Baekeland (played in young adulthood by Eddie Redmayne), it begins in the post-World War II Manhattan of late-night dinners at the Stork Club and moves on to Paris in the ’50s and then to Spain (Cadaqués and Majorca, to be precise) [...] Vai alla recensione »

Peter Travers
Rolling Stone

Money, madness, incest and murder! Just the recipe for a twisted mesmerizer of a movie, if it doesn't creep you out. It's the true story of Barbara Daly (Julianne Moore), a social climber who marries Brooks Baekeland (Stephen Dillane), the heir to a plastics empire, and proceeds to, well, just watch and hold your jaw up with both hands. Director Tom Kalin (Swoon) is a huge talent, and working from [...] Vai alla recensione »

Boris Sollazzo
DNews

Belli, miliardari, potenti, liberi di non fare niente. Alla sola costante ricerca della propria felicità. Lo so, è una vitaccia. Da sempre una parte di cinema, letteratura e teatro borghese ci vogliono convincere che "anche i ricchi piangono". E noi ci appassioniamo alle vite disperate di questi opulenti nullafacenti che riescono nell'irritante impresa di essere infelici pur avendo tutto.

Silvia Colombo
Film TV

Un racconto di grandi passioni: l'ascesa e la caduta di una famiglia, una moglie disperata e bellissima preda delle proprie nevrosi, un marito freddo e umbratile, l'unico figlio troppo fragile, vittima di un rapporto morboso con la madre. Tratto da una storia vera, il film di Tom Kalin mette in scena la vita di Barbara Daly, ragazza di bassa estrazione sociale che sposa l'erede di un impero finanziario, [...] Vai alla recensione »

Roberto Nepoti
La Repubblica

È un soggetto morboso quello di Savage Grace, adattamento di un libro tratto a sua volta da un caso di cronaca nera che, oggi, manderebbe in solluchero le reti tv. E che vuoi di più? C’è la “bella gente” (Brooks Baekeland, erede del patrimonio dell’inventore della bakelite), l’incesto tra mamma (Barbara Baekeland) e figlio (Tony, che è anche bisex), il delitto in famiglia.

Gian Luigi Rondi
Il Tempo

Una storia incongrua, resa anche più incongrua, e sgradevole, dal fatto che sembrerebbe rifarsi a una storia vera, diventata però un melodramma fra omosessualità e incesti ad opera di un romanzo americano che può benissimo non leggersi. La protagonista è una bella donna di origini modeste, Barbara, che è riuscita a sposare un miliardario di New York al cui ambiente raffinato cerca invano di adeguarsi [...] Vai alla recensione »

Adriano De Carlo
Il Giornale

In un'orgia di trasgressioni si consuma il dramma della famiglia Baekeland, erede dell'inventore della bakelite. Gli accoppiamenti sono multiformi quanto sgradevoli: figlio gay con giovane amante, la madre con l'amante, madre, figlio ed amante ed infine il numero più spettacolare, madre con figlio, mostrati esplicitamente. Malgrado la raffinata cornice, si impone un interrogativo: perché? La malsana [...] Vai alla recensione »

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