Raul - Diritto di uccidere

Film 2005 | Drammatico 97 min.

Regia di Andrea Bolognini. Un film con Stefano Dionisi, Violante Placido, Nicola Farron, Ernesto Mahieux, Maurizio Mattioli. Cast completo Genere Drammatico - Italia, 2005, durata 97 minuti. Uscita cinema venerdì 15 aprile 2005 Valutazione: 1,00 Stelle, sulla base di 4 recensioni.

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Film d'esordio di Andrea Bolognini, liberamente (secondo lui) tratto dal romanzo "Delitto e Castigo" di Dostoevskij, riadattato nella Roma fiction del 1938. In Italia al Box Office Raul - Diritto di uccidere ha incassato 52,4 mila euro .

Consigliato assolutamente no!
n.d.
MYMOVIES 1,50
CRITICA N.D.
PUBBLICO 2,00
CONSIGLIATO NO
Memorie dal sottosuolo.
Recensione di Marzia Gandolfi
Recensione di Marzia Gandolfi

Raul è l'uomo del sottosuolo, pensatore sfaccendato nella Roma fascista e barocca, portatore mal-sano del superomismo e del "diritto di uccidere". Formalizzato il suo pensiero in un breve saggio, Raul lo mette in atto macchiandosi del duplice omicidio di una vecchia usuraia e di sua sorella, rientrata anzitempo. Avvilito dalla pochezza della vittima e dall'impresa che difetta di qualsivoglia componente nobile o eroica, Raul si trascinerà come un allucinato eroe kafkiano lungo i corridoi del "Palazzaccio" di Giustizia, prima di costituirsi e di abbracciare il modello esistenziale proposto da Sonia, prostituta pentita e redenta. Fuori dai volti e dai corpi degli attori, Roma vorrebbe essere città dell'anima, condizione tragica e interiore del protagonista ma è soltanto e invece capitale di cartone, luogo da e di fiction per impacciate comparse mascherate da camerata.
Che dire?
Che dire di questo film nato già trent'anni fa da un progetto di Mauro Bolognini, scritto da Suso Cecchi D'Amico, Masolino D'Amico (suo figlio) e Luigi Bazzoni, diretto da Andrea Bolognini (suo nipote), musicato da Andrea Morricone (figlio del più noto Ennio) e recitato da Violante Placido (figlia del più noto Michele)?
Che rinnova al lettore distratto le pagine di Dostoevskij? Quelle che anticipavano gli impulsi interiori di Freud e i valori "trasvalutati" di Nietzsche?
Che rinnova allo spettatore sprovveduto l'incontro di un uomo (Marcello Mastroianni) e di una donna (Sofia Loren) dentro "una giornata particolare", quella del 6 maggio 1938, quando Hitler incontrò Mussolini (nonno della nipote) nella capitale? Luigi Bazzoni rivendica "quella giornata" come originale del loro soggetto e di questo gli diamo atto e voce.
Noi rivendichiamo per il cinema italiano una giornata inedita, il risveglio e l'ispirazione. E ancora una volta ringraziamo Giancarlo Giannini per la sua forza espressiva, per il suo magnetismo, per la sua padronanza tecnica capace ormai di trascendere regie mediocri e ruoli decadenti.

Sei d'accordo con Marzia Gandolfi?
Su MYmovies il Dizionario completo dei film di Laura, Luisa e Morando Morandini

L'esordio di Andrea Bolognini nasce da un progetto di suo zio Mauro col tramite di una sceneggiatura scritta da Suso Cecchi D'Amico e da suo figlio Masolino D'Amico. È la trasposizione della vicenda di Delitto e castigo di Dostoevskij nell'Italia fascista del 1938, l'anno della visita di Adolf Hitler a Roma che fa da sfondo a Una giornata particolare (1977) di E. Scola. Operazione impervia, quella di trasporre nel Novecento la storia del giovane Raskolnikov che uccide una vecchia usuraia nel nome della libertà cui ha diritto l'uomo superiore. L'avevano già tentata, tra gli altri, Sternberg (1955), Sanders (1958) e Kaurismäki (1983). Qui si assiste al tentativo di estendere la nozione del superomismo e dei suoi "diritti" dal privato al pubblico, dall'individuo alla dittatura nazifascista, ma il salto non è riuscito. Rimangono all'attivo la resa decorosa degli attori (tra cui spiccano l'inquisitore di G. Giannini e l'usuraia di L. Betti nella sua ultima interpretazione) e la cura puntigliosa delle scenografie.

Tutte le recensioni de ilMorandini
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RECENSIONI DELLA CRITICA
Aldo Fittante
Film TV

Parte come Una giornata particolare di Ettore Scola (vale a dire: il giorno della visita di Hitler a Roma, nel 1938) ma approda subito a un omicidio, apparentemente commesso per angoscianti questioni di danaro. L’ispirazione è alta: Delitto e castigo di Dostoevskij, l’idea originaria è di Mauro Bolognini, poi portata avanti dal fratello Manolo (che produce) e dal nipote Andrea (che dirige), suggello [...] Vai alla recensione »

Massimo Lastrucci
Ciak

Delitto e castigo sotto il fascismo. Insofferente, disperato, individualista: l’antifascista - appena Laureato in legge - Raul (Stefano Dionisi) uccide La gretta usuraia (Laura Betti, alla sua ultima apparizione e come sempre immensa nei panni dell’arpia) cui ha versato in pegno beni di famiglia. Questo accade nel 1938, mentre l’Italia sancisce la velenosa alleanza con Hitler giunto a Roma in trionfale [...] Vai alla recensione »

Roberta Bottari
Il Messaggero

Abbiamo il diritto di uccidere in nome di “fini superiori”? Sarà la Storia a rispondere, sostiene Raul. D’altra parte, siamo a Roma nel maggio del 1938: il mito del superuomo permea l’aria che si respira. E, benché intelligente, Raul (Stefano Dionisi) finisce con il restare vittima delle teorie superomistiche. Ridotto in ristrettezze economiche, è costretto a impegnare oggetti di valore da un’usuraia [...] Vai alla recensione »

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