Essere e avere

Film 2002 | Documentario, +16 104 min.

Titolo originaleÊtre et avoir
Anno2002
GenereDocumentario,
ProduzioneFrancia
Durata104 minuti
Regia diNicolas Philibert
TagDa vedere 2002
DistribuzioneBim Distribuzione
RatingConsigli per la visione di bambini e ragazzi: +16
MYmonetro Valutazione: 4,00 Stelle, sulla base di 7 recensioni.

Regia di Nicolas Philibert. Un film Da vedere 2002 Titolo originale: Être et avoir. Genere Documentario, - Francia, 2002, durata 104 minuti. distribuito da Bim Distribuzione. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +16 Valutazione: 4,00 Stelle, sulla base di 7 recensioni.

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Francia, Auvergne, dipartimento di Puy Le Dome. La zona è talmente isolata che sopravvive l'istituzione della "classe unica", dove si ritrovano bambi... Al Box Office Usa Essere e avere ha incassato 776 mila dollari .

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Consigliato assolutamente no!
n.d.
MYMOVIES 3,75
CRITICA N.D.
PUBBLICO 3,00
CONSIGLIATO SÌ
Un documentario d'autore diventato un inaspettato blockbuster.
Recensione di Marco Cavalleri
Recensione di Marco Cavalleri

Francia, Auvergne, dipartimento di Puy Le Dome. La zona è talmente isolata che sopravvive l'istituzione della "classe unica", dove si ritrovano bambini la cui età copre l'intero ciclo scolastico delle elementari. Un maestro prossimo alla pensione segue tutti i suoi alunni cercando di trasmettere, oltre a un po' di sapere generale, anche qualche insegnamento etico e civico, dal rispetto reciproco all'inutilità della violenza. Nel frattempo la montagna segue, dall'inverno all'estate, i suoi ritmi.
Essere e avere (il titolo deriva direttamente dai primi due verbi che si insegnano a scuola) rappresenta l'insolito caso di un documentario diventato un inaspettato blockbuster. Con più di un merito. Il regista Dilibert, già autore dell'ottimo Il paese dei sordi, conferma di essere qualcosa di più di un mero documentarista. La macchina da presa restituisce un mondo realistico e al contempo esemplare riuscendo a non cadere mai nella retorica. E costruisce ipotesi narrative che vanno dal comico al thrilling non perdendo mai di vista il proprio obiettivo didattico. Nel genere, un piccolo e prezioso capolavoro.

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Francesco Rufo

Primavera. Il maestro sistema il giardino della scuola e narra la sua storia: è figlio di madre francese e di padre d’origine spagnola, operaio agricolo; i genitori hanno fatto grandi sacrifici per farlo studiare e la sua professione è stata per la famiglia una sorta di promozione sociale. Grazie al maestro, Jojo scopre che i numeri sono infiniti come la realtà che misurano. Olivier confida al maestro la propria preoccupazione per la salute del padre. Estate. Si fa lezione all’aperto e si organizza una gita in campagna. Ultimi giorni di scuola. L’anno seguente, Julien, Olivier e Nathalie inizieranno la scuola media. Il maestro parla con Julien e Olivier, li invita a impegnarsi per migliorare preparazione e comportamento. Poi parla con Nathalie e la sprona a superare le sue difficoltà. È la fine dell’anno scolastico. I bambini salutano il maestro, che resta solo e commosso sulla porta.

“Essere e avere” è un film sul senso dell'educazione, sulla scuola come centro della comunicazione e della trasmissione di conoscenza, luogo di esperienza e crescita individuale e sociale, preparazione dell'individuo alla vita in società, matrice della condivisione e della convivenza, base della formazione culturale, sociale, affettiva, morale. La dimensione realistica si apre a spiragli simbolici: le mucche che avanzano lentamente lungo gli irti sentieri di montagna (come gli alunni avanzano lentamente lungo gli irti sentieri dell'apprendimento), tendono a sperdersi (come gli alunni quando si distraggono), e i mandriani cercano di indirizzarle (come il maestro fa con gli alunni); le due tartarughe, che arrancano e misurano lo spazio dell'aula vuota, simboleggiano la lentezza del processo educativo, e il mappamondo lasciato sul pavimento si presenta come strumento e simbolo di conoscenza e controllo del mondo; sul treno che porta in campagna, le mani (come le menti) dei bambini cercano di afferrare il mondo che scorre fuori dai finestrini. Fuori abbiamo la realtà da conoscere e conquistare; dentro abbiamo la cultura, il processo attraverso cui poter conoscere e conquistare la realtà. Nel film, l'educazione è fondata sugli interessi e sui bisogni degli alunni, sul dialogo con l'altro, sull'accettazione del punto di vista altrui. Tra i cardini della vita scolastica ci sono la socializzazione, la conquista delle regole della convivenza civile. L'alunno deve imparare a identificare il proprio bene con quello degli altri, a vivere la condivisione di esperienze, tempi, spazi. Lo sviluppo della conoscenza e della coscienza si ottiene tramite l'interazione del soggetto con gli altri. L'insegnante deve dedicare attenzione al singolo alunno e nel contempo all'insieme degli alunni, creando un giusto equilibrio tra individuo e gruppo. Il maestro del film è per i bambini modello e figura paterna. Partecipa alla loro vita quotidiana, li ascolta, li orienta, li forma; stimola la curiosità, l'indagine, il dialogo; fissa limiti e regole; sostiene l'insegnamento come impegno etico di fronte alla comunità. Si fa carico del dolore dei bambini, li aiuta a superare paure e ansie, a trovare la propria personalità. Il processo educativo si dà come mutuo scambio, come donarsi reciproco tra chi insegna e chi impara. Il tema del rapporto tra maestro e allievo si estende al tema del rapporto tra giovane e vecchio, nuovo e antico, nell'ottica del succedersi ciclico delle età. Il tempo del processo educativo si fonde con il tempo del succedersi delle stagioni: ecco gli arrivi e le partenze, gli incontri e le separazioni, il distacco dei bambini dai genitori per andare a scuola, degli alunni più grandi dalla scuola unica per andare alla scuola media, degli allievi dal maestro per andare in vacanza, del maestro dalla sua professione per andare in pensione. Ad accompagnare l'educazione c'è il gioco, visto come mezzo privilegiato di espressione, comunicazione, esplorazione del mondo, apprendimento delle regole per controllarlo: nel gioco, la vita intellettuale, la vita emotiva, i processi di educazione e socializzazione trovano le loro prime manifestazioni. È importante spiegare il titolo del film: essere e avere sono – nella lingua francese come in quella italiana – l'infinito presente dei verbi ausiliari, che costituiscono i perni del linguaggio, le basi per apprendere i modi (Essere) e conquistare gli strumenti (Avere) per vivere nella società. Non si ha contrapposizione tra Avere o Essere, ma relazione: Avere la conoscenza è il fondamento del nostro Essere. I verbi ausiliari sono quelli che permettono di coniugare gli altri verbi al passato e al futuro: così il film ci dice che passato, presente e futuro sono strettamente legati tra loro: conoscendo il passato si può comprendere il presente, che dal passato è generato, in funzione dell'azione, che orienta al futuro. Il metodo del maestro del film ricorda quello di Don Lorenzo Milani, e quello dell'attivismo pedagogico, movimento educativo fondato tra fine '800 e inizio '900, soprattutto ad opera del filosofo John Dewey. Come Don Milani, il maestro del film è una sorta di missionario la cui vera famiglia è formata dai suoi alunni; come quella del film, la scuola di Don Milani si fondava sull'ideale comunitario, sull'educazione civile, sul linguaggio come strumento di comunicazione e relazione sociale. La pedagogia di Dewey è funzionale e sociale: è funzionale in quanto vede i processi educativi non come fini a se stessi, astratti, meccanici, ma come strumenti funzionali alla vita concreta; è sociale in quanto vede i processi educativi come miranti a far divenire l'individuo elemento attivo della società, e in quanto vede la scuola come embrione della comunità, come avvio al senso di unità sociale. L'attivismo pedagogico punta alla creazione di una scuola che sia luogo di vita, socialità e democrazia, che non si incentri sull'ascolto passivo da parte del discente, bensì sullo sviluppo della partecipazione attiva, delle facoltà critiche e creative.

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Su MYmovies il Dizionario completo dei film di Laura, Luisa e Morando Morandini

Nella classe unica della scuola di Saint-Etienne sur Usson, nel dipartimento del Puy-de Dôme dell'Auvergne, zona di media montagna nel Massiccio Centrale della Francia. Bastano le prime immagini a suggerire il teatro dell'azione e il suo senso: una mandria di bovini guidata verso la stalla in una bufera di neve; il caldo confortevole di un'aula scolastica vuota; due piccole tartarughe che avanzano sul pavimento; un mappamondo; l'ingresso in scena di un maturo insegnante con i suoi tredici bambini. Da 60 ore di filmato, girato per 6 mesi e 3 stagioni, Philibert ( Nel paese dei sordi ) ha cavato i 104 minuti di un emozionante e tenero racconto di formazione, calato nel microcosmo infantile di cui trascrive in immagini dolcezza e forza, tenacia e fragilità, dolore del presente e incertezza del futuro. Gli fa da tramite Georges Lopez, maestro vicino alla pensione che sa coniugare la gentilezza con l'autorità, la ragione col cuore. È un film di constatazione, senza presupposti ideologici né intenti pedagogici, in linea con tutto il cinema di Philibert, segnato dal desiderio del contatto con gli altri e interessato alle regole dell'apprendimento, della comunicazione, del rispetto. Preferibile l'edizione originale con i sottotitoli a quella doppiata. Più di 1 500 000 spettatori in Francia.

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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
martedì 26 giugno 2012
dounia

La classe unica, tipica delle scuole di montagna, viene descritta dal regista che attua un film-documentario, dove protagonisti sono il maestro vero e i suoi allievi. Il docente insegna ai suoi alunni i vari argomenti che devono sapere, li porta a visitare, utile per gli scolari che si trovano nell'ultima fase, la I media che dovranno frequentare. Riesce dare a tutti una risposta di vita, oltre che [...] Vai alla recensione »

lunedì 23 dicembre 2013
paoloscremin

di un'emozionante semplicità .I volti dei bambini indimenticabili. Questa è la magia del cinema.

mercoledì 27 giugno 2012
dounia

Il mondo della montagna-collina è ripreso dal regista quando il maestro cerca un bambino perso in mezzo ad un campo di grano.

STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
Mauro Gervasini
Film TV

Ci sono due motivi per amare, difendere e consigliare Essere e avere. Il primo è squisitamente artistico: parliamo di un'opera importante e bellissima. Il secondo riguarda la distribuzione italiana: il film esce infatti in sessanta copie (sono tante, coi tempi che corrono) tutte in lingua originale con i sottotitoli. Qualche santo in paradiso ha dunque deciso di preservare l'integrità del lavoro di [...] Vai alla recensione »

Lietta Tornabuoni
La Stampa

Essere, avere, sono diventati nel linguaggio comune due verbi (e concetti) alternativi, una scelta inconciliabile: si tiene alla propria essenza e personalità, oppure si possiedono cose, poteri, persone. Essere e avere indica invece la possibilità di conciliare i due elementi in una armoniosa esistenza non mutilata: è molto ben scelto il titolo del film del documentarista francese Nicolas Philibert, [...] Vai alla recensione »

Roberto Nepoti
La Repubblica

Esistono molti pregiudizi sul documentario: che sia sinonimo di oggettività, ad esempio, o di noia. Per ricredersi (se non fosse bastato il recente Bowling for Columbine) non c'è che da andare a vedere questo delizioso Essere e avere, presentato fuori-concorso a Cannes. Come Ricomincia da oggi di Tavernier, il film mette in scena le giornate di un gruppo di scolaretti e del loro maestro, in un paesino [...] Vai alla recensione »

Piera Detassis
Ciak

Straordinario film-documento del francese Nicolas Philibert, Essere e avere esplora la classe unica di una scuola elementare di un paesino di montagna dell'Auvergne (Saint-Etienne sur Usson, 232 anime), dall'asilo alla quinta. Tallonando la vita di ogni giorno dei suoi tredici bimbi, seguendo con attenzione, intuito e discrezione la fatica di crescere, di imparare, di vivere in comune.

Silvio Danese
Quotidiano.net

Documento profondo e divertente sull'educazione scolastica e la sensibilità di un insegnante. Per dieci settimane, in varie stagioni dell'anno, una minuscola troupe ha partecipato all'attività della classe elementare unica (dall'asilo alla quinta) di una frazione di montagna vicino a Aurvegne, una comunità di 232 persone, vecchi, donne e bambini, registrando le scoperte, le difficoltà, la crescita, [...] Vai alla recensione »

Paolo Boschi
Scanner

Dopo aver riscosso a sorpresa un grande successo di pubblico e critica in patria, Essere e avere, intenso documentario scolastico diretto da Nicolas Philibert, è approdato in edizione originale con sottotitoli anche nelle sale italiane. Per realizzare questo film il regista francese ha trascorso un intero anno scolastico con una piccola troupe al seguito in un villaggio dell'Auvergne, nel Massiccio [...] Vai alla recensione »

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