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Occident, primo lungometraggio di Mungiu, è una commedia amara sul seducente mito dell'Ovest, che risiede tra i rumeni più giovani. Tre storie di ragazzi che sembrano non riuscire a trovare il proprio posto nella Romania post-comunista si intrecciano alla storia di un paese che si trova in un momento di cambiamento storico, politico ed economico. Recensione ❯
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L'emancipazione femminile secondo un gruppo di donne che non si pongono limiti, né dentro né fuori da letto. Espandi ▽
La risposta neozelandese a Sex & the City e a Full Monty parte dalla rivelazioneshock affrontata dall'avvocatessa Melissa Walker (Luanne Gordon): tornata a casa prima dall'ufficio, sorprende il marito Glenn (Stephen Bain) a letto con un uomo. Frustrata dalla scoperta, la nostra decide di dare una svolta alla propria vita e aprire un locale di spogliarelli maschili: "The Strip" diventa l'epicentro di un gruppo di donne "liberate", tra le quali spicca la ninfomane Kathryn Moore. Recensione ❯
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Francesca Pirani è una regista di "scuola Bellocchio", ottima scuola dunque. Aderire a quel tipo di contenuti intimi, interni è già un risultato. Poi ... Espandi ▽
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Un prodotto levigato ed elegante, cristallizzato nell'iconografia tipica del melò cinese. Drammatico, Cina, Francia2002. Durata 116 Minuti. Consigli per la visione: Film per tutti
Un matrimonio in crisi si aggrava ulteriormente quando la moglie intreccia una relazione con un amante. Espandi ▽
Cina, 1946: Liyan e sua moglie Yuwen vivono una vita monotona. Il matrimonio in crisi, e i due sono distanti: la situazione è aggravata dalla tubercolosi che affligge il marito e che diventa un alibi per evitare qualsiasi contatto. La situazione, ormai insopportabile, arriva a una svolta drammatica quando un vecchio amico della coppia, Zhichen, diventa l'amante di Yuwen. Recensione ❯
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Corto Maltese arriva dalle acque del Pacifico qualche mese prima dello scoppio della Prima Guerra Mondiale. Con Rasputin fa parte di un gruppo di avve... Espandi ▽
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Jaber è un proiezionista palestinese che porta, con i suoi film, un po' di serenità ai bambini dei campi di rifugiati nella zona di Ramallah. Espandi ▽
Jaber è un proiezionista palestinese che porta, con i suoi film, un po' di serenità ai bambini dei campi di rifugiati nella zona di Ramallah. Mano a mano che l'occupazione militare israeliana si fa più dura il suo lavoro diventa sempre più pericoloso. Sua moglie, un'infermiera, comincia ad avere dubbi sul suo stato di salute mentale quando Jaber manifesta l'intenzione di organizzare una proiezione a Gerusalemme Est dove ai palestinesi è vietato l'ingresso. A mezza via tra il documentario e la fiction questo film si segnala per uno sguardo diverso e intenso sulla situazione mediorientale in cui il cinema diventa uno strumento di serenità. Recensione ❯
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