Springtime in a Small Town - Xiao Cheng Zhi Chun

Film 2002 | Drammatico Film per tutti 116 min.

Titolo originaleXiao Cheng Zhi Chun
Anno2002
GenereDrammatico
ProduzioneCina, Francia
Durata116 minuti
Regia diTian Zhuangzhuang
AttoriXin Baiqing, Wu Jun, Hu Jingfan .
RatingConsigli per la visione di bambini e ragazzi: Film per tutti
MYmonetro Valutazione: 2,50 Stelle, sulla base di 2 recensioni.

Regia di Tian Zhuangzhuang. Un film con Xin Baiqing, Wu Jun, Hu Jingfan. Titolo originale: Xiao Cheng Zhi Chun. Genere Drammatico - Cina, Francia, 2002, durata 116 minuti. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: Film per tutti Valutazione: 2,50 Stelle, sulla base di 2 recensioni.

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Un matrimonio in crisi si aggrava ulteriormente quando la moglie intreccia una relazione con un amante.

Consigliato assolutamente no!
n.d.
MYMOVIES 2,75
CRITICA N.D.
PUBBLICO N.D.
CONSIGLIATO SÌ
Un prodotto levigato ed elegante, cristallizzato nell'iconografia tipica del melò cinese.
Recensione di Emanuele Sacchi
Recensione di Emanuele Sacchi

1946. Nella mestizia dell'immediato dopoguerra, Dai Liyan vive nella convinzione di essere gravemente malato e trascura la moglie Yuwen, sposata per mezzo di un matrimonio combinato. Quando sopraggiunge dalla città Zhang Zhichen, amico d'infanzia di Liyan divenuto dottore a Shanghai, Liyan sembra riprendere vita ed entusiasmo; ma a rivivere è anche il sentimento tra Zhichen e Yuwen, già amanti dieci anni prima.
Lontano dalla macchina da presa per un decennio - dapprima per un bando del governo di Pechino dovuto ai contenuti di The Blue Kite, fortemente critico sulla Rivoluzione Culturale, e in seguito a una disaffezione dello stesso Zhuangzhuang - il regista Tian Zhuangzhuang rientra sulla scena in punta di piedi e dall'uscio di servizio, attraverso il remake di un classico del melò cinese del dopoguerra. L'originario Spring in a Small Town (1948, identico invece il titolo originale cinese) di Fei Mu coincideva con il risveglio della Cina dopo la barbarie dell'occupazione giapponese e la sanguinosa guerra di liberazione che ne era conseguita, poco prima che il maoismo avesse il sopravvento e la carriera dello stesso Fei Mu divenisse più rarefatta. Difficile quindi, considerato il rapporto di Zhuangzhuang con il regime comunista, pensare a una coincidenza nella scelta del soggetto, quasi una maniera silenziosa di ribadire il radicale dissenso del regista, uno degli autori principali della cosiddetta quinta generazione, quella di Zhang Yimou e Chen Kaige.
Rispetto all'originale, il regista adotta un differente punto di vista, scegliendo l'astrazione, il punto di vista dell'osservatore e non quello di Yuwen, già voce narrante nel classico di Fei Mu. La macchina da presa osserva ammutolita e solo raramente fa sentire la sua presenza, incuriosita dai segreti dei due amanti, accomunati dall'introspezione e dal dissidio interiore tra una situazione sostanzialmente immutabile (a meno di drammatiche svolte) e le pulsioni della passione, mai sopite. Un approccio asettico, vicino a una rappresentazione teatrale della vicenda, fatto di carrelli insistiti che tagliano orizzontalmente la scena, indugiando sulle macerie e sui segni visibili lasciati dai bombardamenti della guerra appena trascorsa. Ribadendo (all'eccesso) il concetto di amori e vite rovinate al di là di ogni riparazione, proprio come gli edifici ridotti a macerie. Cristallizzato nell'iconografia tipica del melò cinese, come inteso (e atteso) da stereotipo occidentale - complici i costumi di Tim Yip (La tigre e il dragone) e i toni giallastri delle lampade a olio, prediletti nella fotografia di Mark Lee, collaboratore storico di Hou Hsiao-hsien (Millennium Mambo) - Springtime in a Small Town strizza l'occhio anche all'occidente, specie ad Antonioni, omaggiato apertamente in un dialogo sulle mura tra Yuwen e Zhichen che richiama quello tra Bosé e Girotti del suo Cronaca di un amore, paradigma sempreverde di torbide storie di adulterio. Un prodotto levigato ed elegante quanto gelidamente prevedibile e privo di audacia, sostanzialmente ad uso e consumo dell'estetica da festival che così vuole per il cinema dell'Estremo Oriente, destinato a non mutare radicalmente la carriera di Zhuanzhuang né quella del cast, quasi interamente composto da debuttanti.

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Un sensuale triangolo dai risvolti drammatici.
Recensione di Caterina Chimenti

Cina, 1946: Liyan e sua moglie Yuwen vivono una vita monotona. Il matrimonio è in crisi e i due sono distanti: la situazione è aggravata dalla tubercolosi che affligge il marito e che diventa un alibi per evitare qualsiasi contatto. La situazione, ormai insopportabile, arriva a una svolta drammatica quando un vecchio amico della coppia, Zhichen, diventa l'amante di Yuwen.

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