Roma città aperta

Film 1945 | Drammatico +16 98 min.

Anno1945
GenereDrammatico
ProduzioneItalia
Durata98 minuti
Regia diRoberto Rossellini
AttoriAnna Magnani, Aldo Fabrizi, Maria Michi, Marcello Pagliero, Nando Bruno, Vito Annichiarico, Harry Feist Francesco Grandjacquet, Eduardo Passarelli, Carlo Sindici, Akos Tolnay, Joop Van Hulsen, Giovanna Galletti, Carla Rovere, Amalia Pellegrini, Alberto Tavazzi, Turi Pandolfini, Paolo Stoppa.
Uscitalunedì 31 marzo 2014
TagDa vedere 1945
DistribuzioneCineteca di Bologna
RatingConsigli per la visione di bambini e ragazzi: +16
MYmonetro 4,46 su 29 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Regia di Roberto Rossellini. Un film Da vedere 1945 con Anna Magnani, Aldo Fabrizi, Maria Michi, Marcello Pagliero, Nando Bruno, Vito Annichiarico, Harry Feist. Cast completo Genere Drammatico - Italia, 1945, durata 98 minuti. Uscita cinema lunedì 31 marzo 2014 distribuito da Cineteca di Bologna. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +16 - MYmonetro 4,46 su 29 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Nella Roma occupata dai tedeschi si incrociano alcune storie. Pina, vedova con un bambino, sta per sposarsi con Francesco. Il film ha ottenuto 2 candidature a Premi Oscar, Il film è stato premiato al Festival di Cannes, ha vinto 2 Nastri d'Argento.

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Consigliato assolutamente sì!
4,46/5
MYMOVIES 4,38
CRITICA N.D.
PUBBLICO 4,12
ASSOLUTAMENTE SÌ
Rossellini con pochi mezzi firma un capolavoro perfezionando il neorealismo.
Recensione di Giancarlo Zappoli
Recensione di Giancarlo Zappoli

Roma, inverno 1944. L'ingegner Manfredi, comunista e impegnato nel Comitato di Liberazione Nazionale, chiede aiuto a Pina, una popolana vedova con un figlio e in procinto di risposarsi, per portare a termine un'azione. La donna lo mette in contatto con don Pietro, un sacerdote disposto ad aiutare i partigiani. Manfredi è però comunque in pericolo perché la sua amante, Marina, dipende da una collaboratrice della Gestapo che le fornisce la droga.
Questo film, punto di riferimento assoluto del cosiddetto movimento neorealista (termine coniato dopo il 1946 per definire quel cinema italiano che intendeva portare sullo schermo il Paese appena uscito dalla guerra) è stato oggetto nel corso del tempo di innumerevoli studi di approfondimento. Il titolo necessita, a distanza di decenni, di una spiegazione. Il Lessico italiano definisce 'Città aperta' "La città priva di difesa e priva di obiettivi militari tipici, rispetto alla quale i belligeranti sono tenuti ad astenersi dall'esercitare la violenza bellica. Il regolamento allegato alla quarta Convenzione dell'Aja del 1907, relativa agli usi e costumi della guerra terrestre, sancisce il divieto di attaccare e bombardare con qualsiasi mezzo le città indifese (art.25)". La Roma del '44 aveva tutte queste caratteristiche ma i nazisti occupanti, fiancheggiati dai fascisti della neonata Repubblica Sociale di Salò, non ne tenevano alcun conto. Rossellini inizia a girare già due mesi dopo la liberazione della città e tutto il film, anche nelle sue parti che oggi potremmo considerare più melodrammatiche, è pervaso dall'urgenza di non far sommergere quanto accaduto da un rassicurante oblio. La vicenda ha tra i protagonisti il sacerdote (splendidamente interpretato da un Aldo Fabrizi temporaneamente sottratto alla comicità) che richiama i personaggi (realmente attivi in favore della lotta antifascista) di don Morosini e don Pappagallo.
Roma città aperta nasce muto per necessità. Il costo della pellicola fa sì che la si debba razionare e non ci si possano permettere prese dirette che aumenterebbero il numero di ciak da battere. Finirà invece per rimanere impresso nella memoria di tutti proprio per un suono: l'urlo disperato di Pina (Anna Magnani) che corre dietro al camion sui cui i tedeschi stanno portando via il suo uomo. Quel "Francesco!" urlato prima di venire falciata da una raffica, sarà il grido che sveglierà il cinema italiano da un torpore forzato durato troppo a lungo. Nonostante questo, come spesso accade ai capolavori, la prima accoglienza critica non è certo favorevole e sarà lo stesso Rossellini a ricordare:"Era l'epoca in cui proponevo ad alcuni colleghi di fondare una Società cooperativa, un po' come gli Artisti Associati, ma nessuno voleva mettersi col regista di Roma città aperta che, troppo chiaramente, non era un'artista".
Ci vorranno il Gran Premio al primo festival di Cannes e la nomination all'Oscar per la sceneggiatura firmata da Rossellini, Amidei e Fellini per indurre i critici nostrani a ripensare al giudizio dato a caldo.

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Rossellini con pochi mezzi firma un capolavoro perfezionando il neorealismo.

Nella Roma occupata dai tedeschi si incrociano alcune storie. Pina, vedova con un bambino, sta per sposarsi con Francesco. La Gestapo è sulle tracce di certo ingegner Manfredi, capo partigiano. Tutto questo avviene nella giurisdizione di don Pietro, riferimento di tutti, adulti e bambini. Il comandante tedesco si vale della collaborazione di Marina, che fa la spia in cambio di cocaina. La Gestapo fa irruzione nel palazzo, cattura Francesco, ma si fa sfuggire Manfredi. Pina muore falciata da una raffica di mitra, mentre rincorre il camion che porta via il suo uomo. Manfredi viene alla fine catturato e muore sotto tortura. Don Pietro, che ha portato soldi ai partigiani, viene fucilato. Roma era appena stata liberata e Roberto Rossellini diresse questo film con pochi mezzi. Il regista perfezionava il neorealismo, quel modo di narrare che doveva essere tanto vicino alla realtà da confondersi con essa. Nei contenuti e nelle immagini. I tedeschi che radunano i prigionieri, spingendoli coi fucili, la gente per strada, i gruppi di bambini, la scena della morte della Magnani sembrano istantanee della guerra. La drammaticità, la verità della ricostruzione hanno l'effetto di rilanciare il dramma e il coinvolgimento. Da questo film usciva un'immagine del popolo italiano ben diversa da quella accreditata fino ad allora: gente passiva, capace soltanto di obbedire allo scomodissimo alleato tedesco e di tradirlo al momento opportuno. Cinquant'anni dopo Steven Spielberg nel suo Schindler's List cerca di infondere nelle scene la drammaticità e la verità del realismo alla Rossellini. Gli è riuscita la drammaticità, non la verità. Celluloide di Lizzani ripropone la stessa storia di questo capolavoro.

ROMA CITTÀ APERTA
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RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
mercoledì 21 settembre 2011
Dandy

Ispirato alla vera storia di Don Morosini,il film simbolo del neorealismo,girato in condizioni precarie subito dopo la guerra(Rossellini dovette arrangiarsi con pellicola scaduta ed essendo i set di Cinecittà adibiti a rifugi per sfollati girare in quartieri a caso).Commovente ancora oggi,e perfetto nella sua progressione drammatica(dopo una prima parte con lievi toni da commedia si passa alla [...] Vai alla recensione »

venerdì 28 dicembre 2012
Filippo Catani

Roma durante l'occupazione nazi-fascista. Una popolana aspetta con ansia di potersi sposare e osserva da vicino il dramma in cui si trova la popolazione romana e vede come momento di svolta il matrimonio con un uomo impegnato nella Resistenza. La sorella invece è pronta a vendersi ai tedeschi in cambio di droga. In tutto questo un coraggioso parroco sfida le ire degli occupanti tenendo rapporti [...] Vai alla recensione »

venerdì 30 luglio 2010
il cinefilo

TRAMA:La storia si svolge a Roma nel 1943(il regime fascista è caduto da poco)e la città è occupata dai nazisti che tentano in ogni modo di catturare un leader della resistenza armata...COMMENTO: Questo film è considerato il capolavoro del neorealismo più conosciuto all'estero insieme a LADRI DI BICICLETTE di Vittorio De Sica e,a ben vedere,la sua fama è [...] Vai alla recensione »

sabato 11 giugno 2011
il cinefilo

Gli anni di questa pietra miliare del cinema nostrano del regista Roberto Rossellini erano quelli dell'immediato dopoguerra con i tedeschi in fuga e una nazione distrutta(non soltanto a livello morale)dalla sua stessa sciagurata e precedente alleanza con la Germania hitleriana...conclusasi,come tutti sanno,in una totale disfatta anche(e,forse,soprattutto)per loro.

venerdì 8 luglio 2016
fedeleto

Nella Roma occupata dai nazisti,si alternano le varie vicende di alcuni personaggi:Pina,una donna in procinto di sposarsi uccisa dai tedeschi mentre insegue il marito deportato,un prete aiutante della resistenza, e una donna spia che tradisce l'uomo di cui è innamorata.Roberto Rossellini (un pilota ritorna,l'uomo dalla croce) dirige un ottimo film senza ombra di dubbio.

lunedì 6 giugno 2016
Noia1

Tra le vicende di chi prova a sopravvivere e dei partigiani si ritrae la Roma occupata dai nazisti nella seconda guerra mondiale. Un ritratto immenso soprattutto perché mai tragico o completamente impuntato sull’azione, arte per come viene senza condizionamenti di tipo economico, un puro e semplice racconto che si fa immenso nel rappresentare un mondo né tragico né patetico, un mondo così com’è con [...] Vai alla recensione »

martedì 16 dicembre 2014
shagrath

L'occupazione nazista di Roma viene narrata attraverso il punto di vista della resistenza cittadina, un mondo variegato in cui uomini e donne da ideologie tanto opposte si uniscono per contrastare il nemico comune. Poteva nascere un opera interessante da uno spunto del genere, invece il film si brucia, sfumando in una retorica di basso livello, fatta di dialoghi scontati e personaggi abbozzati. [...] Vai alla recensione »

domenica 19 aprile 2015
dario

Rossellini è uno dei cineasti più sopravvalutati della storia del cinema. Innegabile il buon uso della macchina da presa, ma a livello fotografico: le sequenze sono poste una dopo l'altra, frenando il linguaggio cinematografico (meglio Alberto Lattuada, altro padre del Neorealismo, e forse il primo con "Giacomo l'idealista").

martedì 30 agosto 2011
Luca Scialo

Roma, come tutte le città italiane, vive tra il 43 e il 44 nello sbando più totale, tra un regime che si avvia al tramonto, un altro che vorrebbe prenderne il posto e gli americani che tardano ad arrivare. La gente sopravvive come può e c'è chi spera in un mondo migliore, combattendo e rischiando la vita per esso. Tra questi c'è Pina (Anna Magnani) a un passo [...] Vai alla recensione »

martedì 27 maggio 2014
ginopipillo

Roma città aperta non avrebbe dovuto essere bombardata... Senza fare sconti ai nazisti, non dimentichiamo che le bombe su Roma, su molte altre città europee e sui civili innocenti, non su obiettivi militari, le hanno sganciate gli anglo americani "liberatori ". Anche loro hanno i loro crimini sulla coscienza. Vedi la ciociara del grande De Sica con l'immensa Sofia.

martedì 13 ottobre 2009
Tony71

Il capolavoro di Rosselini è uno dei film più belli e più importanti della storia del nostro cinema, con grandi attori e commoventi scene che resteranno per sempre nell'immaginario collettivo.

lunedì 22 agosto 2011
dario

Il successo del neorealismo si deve soprattutto al taglio fotografico (non nuovo, si veda certo cinema francese e americano appena precedente e coevo) e alla narrazione senza fronzoli preparatori (questa una novità), con il risultato di una retorica all'incontrario, didascalica e propagandistica. Registi come Rossellini, Visconti, De Sica e in parte Germi, scoprirono un filone nel porsi [...] Vai alla recensione »

Frasi
E che succede?
Non lo vedete: hanno assalito il forno.
E voi che fate?
Eh, io purtroppo sono in divisa...
Dialogo tra Il brigadiere metropolitano (Eduardo Passarelli) - (Paolo Stoppa)
dal film Roma città aperta
STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
Mario Gromo
La Stampa

Finalmente. Un nostro film che è «nostro», sentito e sincero, meditato e sofferto; un film che affonda le sue radici nel nostro più recente passato, e sa esprimerlo con una semplicità pensosa, immune d'incrostazioni retoriche, di virtuosistiche variazioni. Roma città aperta ci rievoca l'inverno che Roma dovette subire durante l'occupazione nazista; e quelle ore, quelle ansie e quelle angosce rivivono [...] Vai alla recensione »

Gian Piero dell'Acqua

La Resistenza a Roma, nel 1943-44. Un ingegnere comunista prende contatto con un compagno operaio. Ha appena potuto allontanarsi, che il vasto caseggiato popolare è circondato da tedeschi e fascisti. L'operaio viene arrestato con altri: mentre il camion che li trasporta si allontana, sua moglie, che è incinta, urlando cerca di inseguirlo, ma viene abbattuta a raffiche di mitra.

winner
gran premio collettivo
Festival di Cannes
1946
winner
miglior film
Nastri d'Argento
1946
winner
miglior attrice non protag.
Nastri d'Argento
1946
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