L'uomo che non c'era

Film 2001 | Drammatico 116 min.

Regia di Joel Coen. Un film Da vedere 2001 con Billy Bob Thornton, Frances McDormand, James Gandolfini, Michael Badalucco, Katherine Borowitz. Cast completo Titolo originale: The man who wasn't there. Genere Drammatico - USA, 2001, durata 116 minuti. - MYmonetro 4,08 su 61 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Siamo nel 1949 a Santa Rosa in California. Ed Crane è barbiere triste, senza nessuna prospettiva. Sospetta che la moglie Doris abbia una relazione. Il film ha ottenuto 1 candidatura a Premi Oscar, Il film è stato premiato al Festival di Cannes, 3 candidature a Golden Globes, Al Box Office Usa L'uomo che non c'era ha incassato 7,5 milioni di dollari .

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Consigliato assolutamente sì!
4,08/5
MYMOVIES 4,00
CRITICA N.D.
PUBBLICO 3,92
ASSOLUTAMENTE SÌ
Una sceneggiatura egregia per il noir secondo i Coen.
Recensione di Giancarlo Zappoli
Recensione di Giancarlo Zappoli

Siamo nel 1949 a Santa Rosa in California. Ed Crane è barbiere triste, senza nessuna prospettiva. Sospetta che la moglie Doris abbia una relazione. Per reagire in qualche modo decide di investire denaro nel nuovo business del lavaggio a secco. Estorce quindi la somma di 10.000 dollari all'amico Dave, che poi è l'amante della moglie e, in un raptus, lo uccide. La moglie è l'indiziata numero uno, e il barbiere si trova in una situazione senza uscita. Anzi l'uscita, alla fine c'è: la peggiore. I fratelli Coen tornano, dopo Fratello, dove sei?,con un film altrettanto importante ma meno accattivante per il pubblico. Una sceneggiatura egregia che avrebbe meritato un Oscar. Rigorosi, attraverso un umorismo sottile e uno splendido bianco e nero, confermano la passione per il cinema noir. La provincia, le manie dell'epoca, il razzismo, il racket del gioco, tutto è rappresentato ad arte. Grande interpretazione di Thornton qui alla sua prova di maturità. Sempre efficaci James Gandolfini e la moglie del regista, Frances McDormand (Oscar per Fargo).

Sei d'accordo con Giancarlo Zappoli?
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Per uscire dalla mediocrità e cambiare mestiere, il barbiere Ed Crane progetta di procurarsi diecimila dollari ricattando con una lettera anonima l'amante di sua moglie. Il suo piano innesca una serie di effetti imprevisti e letali. Personaggi, atmosfere, rimandi criptici, fotografia (girato a colori e stampato in BN con un prezioso chiaroscuro di Roger Deakins) fanno del 9° film dei fratelli Coen un noir e un omaggio al noir. È, però, qualcosa di più, a partire dall'elegante, silenzioso, tabagista e moralmente squallido protagonista (Thornton capace di essere passivo senza scomparire) che si propone di essere qualcuno e di continuare a non esserci per gli altri, invisibile e insospettabile. Il nesso col principio di indeterminazione del fisico Heisenberg, citato dall'avvocato difensore, è evidente. Imperniato su un personaggio insignificante, è un film ricco di significati. Qualche ingorgo nell'ultima parte dai molti finali. Premio della regia a Cannes 2001.

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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
lunedì 12 luglio 2010
Poggi

Che bel film! Una vera boccata d'ossigeno nel desolante panorama del cinema contemporaneo. C'è poco da dire, i Coen sono sempre una garanzia: può non piacere il loro stile ma è impossibile negare l'indubbio talento di questa strana coppia (ricordo che sono registi, sceneggiatori, montatori e produttori dei propri film). Che dire? Il modo che hanno i Coen di giocare con i generi (in questo caso il [...] Vai alla recensione »

mercoledì 8 maggio 2013
WWW.ILCONSIGLIAFILM.IT

Per chi ama il genere noir “L’uomo che non c’era” è un must, una tappa di un viaggio impossibile da saltare. La pellicola è un atto d’amore dei fratelli Coen verso questo antichissimo genere/stile vestito sempre in bianco e nero, decisamente fuori moda, ma che conserva sempre un certo fascino. Si può dire che il film, forse il più lineare [...] Vai alla recensione »

giovedì 9 febbraio 2012
Dario85

Siamo nel 1949. Ed Crane fa il barbiere a Santa Rosa in California e conduce un esistenza amorfa, triste, rassegnata; apatico nella sua fissità, grigio nella sua anaffettività (non ama, non odia, non gioisce, non soffre), rigido e tragico nella sua totale inespressività.   Alla ricerca di “un qualche tipo di fuga, un qualche tipo di pace”, ricatta l’amico [...] Vai alla recensione »

lunedì 22 ottobre 2012
Filippo Catani

California 1949. Un barbiere rimane folgorato dalla proposta fattagli da un uomo d'affari; entrare con lui nel buisness del lavaggio a secco. Per fare questo l'uomo dovrà trovare 10.000 dollari. Per fare questo il barbiere decide di mettere in atto un ricatto ai danni del capo della moglie. Questa mossa darà avvio ad una serie di eventi terribili.

mercoledì 18 aprile 2012
mystic

Ed Crane è un semplice barbiere con poco interesse per la vita. Una circostanza però scatena in lui la voglia di trovare spazio nel mondo: affari nel settore del lavaggio a secco. All'occasione imperdibile faranno sfondo un estorsione all'amante della moglie Doris e il successivo omicidio ai danni di quest'ultimo.

martedì 16 agosto 2011
Folignoli

Il miglior film dei Coen (in questo caso diretto solo da Joel), basato su una sceneggiatura (è stato detto un pò da tutti) impeccabile, fantasiosa e diretta magistralmente. Non c'è nessun punto debole in questo film, tutto viene soppesato per garantire il risultato migliore. Ogni parola, ogni movimento degli attori, ogni inquadratura è frutto di uno studio particolareggiato. [...] Vai alla recensione »

sabato 4 febbraio 2012
davide chiappetta

L'uomo che non c'era oltre a riferirsi al protagonista principale cioè un barbiere taciturno e all'apparenza 'grigio' che si muove inosservato tra la folla, si riferisce a uno dei personaggi chiave che sparisce dopo aver fatto un affare con il barbiere e che verso la fine del film si scoprirà che fine ha fatto (la scena ricorda in modo univoco una magnifica sequenza con Shelley Winters nello straordinario [...] Vai alla recensione »

venerdì 27 ottobre 2017
alanladd

Non un film noir,ma bensi' un omaggio a questo immortale genere.La pellicola e' un messaggio ottimista,che gli autori ci vogliono mandare sul significato della vita e della morte.Lo si deduce,chiaramente nelle ultime scene. La signora con la falce,e' sconfitta.Il protagonista,forse ha trovato un senso al travaglio terrestre,e con essa la pace.

giovedì 9 febbraio 2017
johngarfield

Capolavoro, senza se o ma. Il senso di estraneità a questo mondo del protagonista ci immerge nell'universo camusiano e ci inquieta. Non è l'assenza di fiducia nella società, ma qualcosa di peggio: la consapevolezza che non c'è più nulla che abbia senso in questo mondo. Se tutto è assurdo, vengono a mancare i punti di riferimento morali e razionali. [...] Vai alla recensione »

martedì 12 gennaio 2016
fsromait

L'uomo che non c'era, film del 2001 di Joel e Ethan Coen, autori anche del soggetto e della sceneggiatura, è un superbo esempio di cinema espressionista nella misura in cui vuole, e decisamente riesce a, fascinosamente ricreare gli stili di vita e le atmosfere culturali e di costume dell’America dei primi anni '50. Già nella scelta del B&N il film propone ciò ma il tutto si accentua attraverso la [...] Vai alla recensione »

venerdì 12 giugno 2015
Noia1

Un uomo alle prese con un intrigo tutt’altro che semplice. I fratelli Coen alle prese con l’ennesima personale rivisitazione di generi, questa volta tra le loro grinfie ci finisce il noir col proprio treno di citazioni, riferimenti e rimandi ormai visti e stravisti ma che vale sempre la pena di concedersi quando dietro la macchina c’è la loro solita genialità.

mercoledì 10 settembre 2014
stefano capasso

Ed è un uomo silenzioso, fa il barbiere e sa che sua moglie lo tradisce con il proprietario dell'emporio per cui lei lavora. E' il 1949 a Santa Rosa in California. Quando a farsi tagliare i capelli viene un tipo che parla in termini entusiastici dell'investimento del futuro, il lavaggio a secco, lamentando di non avere soldi a sufficienza, Ed crede sia arrivato il momento di cambiare [...] Vai alla recensione »

lunedì 18 agosto 2014
Fabal

Un semplice barbiere è in cerca di riscatto, o forse di visibilità: quando gli si presenta la possibilità di investire nel "sicuro" affare del lavaggio a secco, Ed deve trovare diecimila dollari. Il piano per ottenerli sembra infallibile, ma le cose degenerano. Fino alla tragedia. Più che un abbozzo di trama, questo è l'archetipo narrativo del giallo [...] Vai alla recensione »

venerdì 4 luglio 2014
jacopo b98

 Un annoiato barbiere (Thornton) di mezza età scopre che la moglie (McDormand) lo tradisce con un altro uomo (Gandolfini). Decide di ricattare l’amante, ma accidentalmente lo uccide. La moglie del barbiere viene arrestata essendo sospettata per omicidio, ma la donna si suicida in carcere… L’uomo che non c’era è un film curioso all’interno dell’itinerar [...] Vai alla recensione »

giovedì 4 aprile 2013
ShiningEyes

Non c'è che dire, i fratelli Coen ci stupiscono sempre. Dalle opere di sapore agrodolce come “Fargo” e “Il grande Lebowski” passano ad opere di stampo dismesso e malinconico come questo “L'uomo che non c'era”. Eh si, perché nonostante il loro stile pessimistico sia ben visibile in questa pellicola, ci sta comunque un cambiamento, [...] Vai alla recensione »

domenica 25 novembre 2012
cianoz

I fratelli Coen danno un altra dimostrazione di maestria. L'uomo che non c'era è un film di rara bellezza e per il quale si faticano a trovare parole di elogio che ne siano all'altezza, tanto è particolare. Tanto per cominciare il bianco e nero; un bianco e nero che spiazza, nel mondo colorato di oggi, ma che subito affascina.

mercoledì 4 agosto 2010
chriss

Ed Crane sta per essere giustiziato sulla sedia elettrica per un crimine che non ha commesso. Il cerchio di tutta la sua storia, raccontata in prima persona, si sta per chiudere attorno a lui. Una storia fatta di crimini, di menzogne, di ciarlatani, di una moglie infedele. E di un uomo che non parla quasi mai. Un barbiere che fuma come un turco e che non ama avere ospiti in casa.

domenica 11 aprile 2010
thepgm11

Film forse poco commerciale, non appetitoso agli occhi del grande pubblico, ma non per questo un film mediocre. Anzi, tutt'altro: un piccolo capolavoro, sebbene piccolo non sia adatto come aggettivo. Un noir moderno eppure d'altri tempi, sagace, autoironico a tratti, dalla sceneggiatura eccezionale, anche se il pre-finale è un pò troppo arzigogolato.

giovedì 4 marzo 2010
G. Romagna

Ed, parrucchiere, fiuta l'affare nell'investire su un innovativo sistema di lavanderia a secco. Per entrare in società con uno sconosciuto socio gli servono diecimila dollari. Li trova ricattando anonimamente Big Dave, marito della proprietaria dell'emporio in cui lavora Doris (come contabile), moglie di Ed che coltiva anche una relazione - di cui Ed è al corrente [...] Vai alla recensione »

sabato 27 agosto 2011
cinemalife

I fratelli Coen si cimentano in questo splendido bianco e nero che lascia sbalorditi per la narrazione quasi poetica della vicenda da parte del protagonista e per l’affascinante scenografia Anni Quaranta. Billy Bob Thornton interpreta un barbiere che ricatta l’amante della moglie per ricavarne del denaro utile ad avviare una nuova attività commerciale.

lunedì 13 dicembre 2010
Nalipa

Negli anni Quaranta un anonimo parrucchiere dela provcincia americana cerca di fare soldi e scopre il tradimento della moglie. Verrà travolta da un'ingranaggio mortale. I fratelli Coen sanno fare Cinema!

venerdì 12 febbraio 2010
Marv89

Il capolavoro dei Coen si chiama L'UOMO CHE NON C'ERA...un film d'altri tempi, noir mai banale, profondo e sublime, un bianco e nero perfetto che riporta lo spettatore al cinema anni 40 con uno stile indiscusso. La storia di un uomo che pensa e non parla, o meglio, parla poco e pensa troppo, si immerge totalmente nei suoi pensieri tanto da farsi scivolare tutto, quasi non vivendo piu, subendo [...] Vai alla recensione »

domenica 31 marzo 2013
Nigel Mansell

Faccia da Bogart in un hard boiled bianco nero. La paura di essere invisibile, il terrore di vivere una storia che non ci appartiene, la fobia di un'inevitabile discesa negli inferi. Ottimo

venerdì 6 gennaio 2012
Fierror

Ed è un uomo introverso sembra che le cose gli capitino per caso,lui è totalmente passivo,ha una moglie,ma non si cura ne di lei ne del fatto che lo abbia fatto cornuto(anche se a modo suo le vuole bene,ma in maniera molto distaccata),da anni ha un lavoro che lo si capisce non lo iteressa affatto. Infine ogni nodo viene al pettine,dove ovunque pensa agli affari suoi finisce chein una gran confusione [...] Vai alla recensione »

lunedì 22 luglio 2019
cinephilo

Il migliore dei lavori dei Coen. Come un noir dovrebbe essere. 

domenica 7 luglio 2019
Syntropy

Tutto perfetto: sceneggiatura, fotografia, interpretazione, musica ma il fulcro del film è il principio di indeterminazione di heisenberg citato in una bellissima scena dall avvocato. Il film ruota intorno a questo importante principio il che la dice lunga sui registi, veramente illuminati. Da oscar.

venerdì 3 maggio 2019
Ennio

"l'uomo che non c'era" è un film particolare, girato in bianco e nero. Forse per rendere più asciutto e sobrio il carattere del protagonista e per mettere perlopiù in ridicolo i tanti personaggi di contorno, rappresentanti quantomai tipici dell'America profonda: arrivisti boriosi e goderecci, piccoli uomini d'affari truffatori, donne annoiate [...] Vai alla recensione »

sabato 5 dicembre 2015
Carneade

Thriller originale. Coen ha saputo creare, con il racconto del protagonista, un filo diretto con lo spettatore. Nonostante il film non sia mai ansiogeno, ma anzi dove la calma domina imperante,  la suspance è continua e non stanca mai dall'inizio alla fine, continuando ad alimentare l'interesse  della vicenda per l'intero svolgimento del film.

venerdì 23 agosto 2013
LorenzoMeloni

Noir? Di certo. Drammatico? Si. Grottesco? Indubbiamente. Ed è anche un affresco di ironia spietata e delirio visionario. Ma equivale alla somma delle sue (molte) parti? No, è molto di più. Come se si evolvesse scavalcando via via ogni stereotipo legato a ciascuna di queste categorie. Come se l'incubo vivesse davvero, come il suo protagonista, per culminare in una delle più [...] Vai alla recensione »

venerdì 4 gennaio 2013
cifra

domenica 15 luglio 2012
Ruspa Machete

Il solito capolavoro targato Coen. Un personaggio insulso che decide di tentare una svolta e quello che ne consegue... Un film veramente drammatico, con una colonna sonora deliziosa e azzeccatissima e la solita matrice Coen che significa garanzia di capolavoro o quantomeno genialità. Non mi stancherò mai di tessere le lodi per questi due signori che film dopo film e visione dopo visione [...] Vai alla recensione »

martedì 18 maggio 2010
cianoz

Bel film, decisamente di matrice Coen. Atmosfere particolare e suggestive, scene, luci e fotografia molto caratteristiche. E la storia, benché non sia particolarmente originale, è ben inserita in questo contesto e ben sviluppata. E' un po' difficile dire a chiare parole perché questo film è bello, ma sicuramente infonde un senso di magico e lontano che non si percepisce in molti film.

mercoledì 23 gennaio 2013
SKSCT

Questa è problabilmente una delle recensioni più belle che abbia mai letto in questo sito

lunedì 1 ottobre 2012
Freghinho

Non esiste film dei fratelli Coen che non sia una pregevole visione...attori di ottimo livello..che cadono nella parte in maniera egregia...storie molto intricate che lasciano il pubblico a bocca aperta e attaccati allo schermo...film mai banali..dialoghi e musiche da brividi...storie e generi sempre diversi..riescono a passare dalla commedia simpatica al drammatico.

lunedì 12 aprile 2010
Francesco84

Nel complesso credo si tratti di un buon film, con evidenti richiami al cinema Noir e tagli di regia ottimi. Tuttavia non lo trovo un capolavoro e nemmeno degno di 4 stelle!. La narrazione è tutta incentrata sull'estremo pessimismo di un uomo a cui capitano tutte le disgrazie possibili e immaginabili. 

Frasi
La vita mi ha servito delle mani perdenti, o magari non le ho sapute giocare, chissà ... Ora volevo parlare, ma non avevo nessuno accanto a me: ero un fantasma, non vedevo nessuno, e nessuno vedeva me. Ero il barbiere ...
Una frase di Ed Crane (Billy Bob Thornton)
dal film L'uomo che non c'era - a cura di Sinbad
STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
Roberto Escobar
Il Sole-24 Ore

Gli occhi di Ed Crane (Billy Bob Thornton) sono subito al centro di L’uomo che non c’era ( The Man Who Wasn’t There, Usa, 2001, 116’). La sua voce fuori campo ci introduce a questo film geniale e raffinato di Joel ed Ethan Coen, così come ci introduce nel negozio del cognato Franck (Michael Badalucco) e dunque nella sua vita. E la prima cosa che di lui la regiaci mostra sono appunto gli occhi: sconfortati [...] Vai alla recensione »

Alessandra Levantesi
La Stampa

Non finiscono di stupire i fratelli Coen, Joel sceneggiatore e regista ed Ethan sceneggiatore e produttore. Il loro è un autentico cinema d'autore, riconoscibilissimo nelle linee portanti che sono sempre le stesse: storie intriganti imbastite con sicuro talento narrativo su un raffinato intreccio di citazioni, una squadra di attori bravissimi che rimbalza da una pellicola all'altra, uno straordinario [...] Vai alla recensione »

Alberto Crespi
L'Unità

Se vi dicessero che L'uomo che non c'era è il titolo di un racconto di Kafka, ci credereste? Probabilmente si. Se vi dicessero che Kafka è il nonno (ideale) dei fratelli Coen, ci credereste? Probabilmente no. E sbagliereste in entrambi i casi. Perché l'uomo che non c'era è il nuovo film di Joel ed Ethan Coen, e dimostra inequivocabilmente che Kafka è il loro nume tutelare.

Emanuela Martini
Film TV

L'uomo che non c'era, che non c'è mai stato, affogato in una cittadina di provincia, incolore, faccia spenta, per sempre secondo nel negozio di barbiere dove lavora, è lo straordinario Billy Bob Thornton, invecchiato, dimesso, intristito dai fratelli Coen in vena di anni 40. Non il passato affannoso ma comunque solare di Fratello, dove sei?: questi anni 40 sono meticolosamente virati al nero, segnati [...] Vai alla recensione »

Roberto Nepoti
La Repubblica

Il postino suona ancora una volta. Premio per la regia all'ultimo festival di Cannes, L'uomo che non c'era è un film che rifà lo stile dei noir americani di un tempo. L'esperienza non si può dire nuova per Joel e Ethan Coen, dieci anni fa vincitori della Palma d'oro con un'opera imbevuta di memoria cinefila come Barton Fink. Il loro nuovo film, però, lo è ancora di più; tanto da ricreare il clima, [...] Vai alla recensione »

Lietta Tornabuoni
La Stampa

Nel 1949, un barbiere di provincia chiuso, laconico e succubo di tutti, segretamente desideroso di cambiamento, approfitta dell'infedeltà di sua moglie per organizzare un ricatto da diecimila dollari: ma, come càpita nei romanzi di James Cain, nei thriller in bianco e nero e nei film dei fratelli Coen, nulla funziona, tutto va male, la sfortuna colpisce personaggi viziosi e virtuosi configurandosi [...] Vai alla recensione »

Luigi Paini
Il Sole-24 Ore

Che cos’è il mondo visto dal negozio di un barbiere? Parole, parole, parole, come direbbero Heidegger e una vecchia canzone. E non sembri blasfemo l’accostamento tra il filosofo tedesco e il refrain di un motivo di successo: i fratelli Ethan e Joel Coen, autori di L’uomo che non c’era, hanno proprio in mente associazioni di questo tipo. L’alto e il basso, il quotidiano e lo sguardo di Dio, la teoria [...] Vai alla recensione »

Alfredo Boccioletti
Quotidiano.net

Nella seconda metà degli anni 40 il silenzio non era più d'oro. Quelli che erano appena scampati al crepitio della guerra avevano opposte reazioni: scioglievano la lingua in scemenze e frottole, oppure si chiudevano in un mutismo tanto più impenetrabile poiché, all'epoca, nessuno si preoccupava di conoscerne la ragione. Nella letteratura e nei film "noir", taciturni erano anche i protagonisti, che [...] Vai alla recensione »

NEWS
CELEBRITIES
martedì 16 settembre 2008
Stefano Cocci

Joel ed Ethan hanno costruito un solido universo cinematografico Sono un marchio di qualità per il cinema americano: Joel ed Ethan Coen hanno sbancato l'edizione 2008 degli Oscar con il meraviglioso Non è un paese per vecchi e si ripresentano al pubblico [...]

winner
miglior regia
Festival di Cannes
2001
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