Kundun

Film 1997 | Biografico +16 133 min.

Anno1997
GenereBiografico
ProduzioneUSA
Durata133 minuti
Regia diMartin Scorsese
AttoriTenzin Thuthob Tsarong, Sonam Phuntsok, Tenzin Lodoe .
RatingConsigli per la visione di bambini e ragazzi: +16
MYmonetro Valutazione: 3,00 Stelle, sulla base di 4 recensioni.

Regia di Martin Scorsese. Un film con Tenzin Thuthob Tsarong, Sonam Phuntsok, Tenzin Lodoe. Genere Biografico - USA, 1997, durata 133 minuti. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +16 Valutazione: 3,00 Stelle, sulla base di 4 recensioni.

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Tenzin Gyatso, scoperto quattordicesimo Dalai Lama (Kundun appunto, in lingua tibetana) cresce e cerca di regnare come può. Quando arrivano i Cinesi n... Il film ha ottenuto 4 candidature a Premi Oscar, 1 candidatura a Golden Globes, Al Box Office Usa Kundun ha incassato 3,1 milioni di dollari .

Consigliato assolutamente no!
n.d.
MYMOVIES 3,25
CRITICA N.D.
PUBBLICO 2,00
CONSIGLIATO NÌ

Tenzin Gyatso, scoperto quattordicesimo Dalai Lama (Kundun appunto, in lingua tibetana) cresce e cerca di regnare come può. Quando arrivano i Cinesi nel '49, dopo aver incontrato Mao Tse Tung (che annuncia a lui, divinità in terra, che la religione è veleno), lascia la sua terra e va esule nel mondo (e continua a farlo fino ai nostri giorni). Assistiamo alla vocazione del bambino, alle manifestazioni spirituali, magiche, miracolose del ragazzo, e alla sua tristezza umana e generale: "sono solo un ragazzo, che posso fare?". Purtroppo il film prosegue faticosamente, è rigoroso ma greve in molti tratti: e non avremmo mai pensato di usare quell'aggettivo riferito a Scorsese, considerato in questa sede il massimo autore contemporaneo insieme a Wenders. All'uscita di Sette anni in Tibet si era detto: discreto e troppo hollywoodiano, aspettiamo il Tibet vero di Scorsese. Ebbene si prova nostalgia per il film di Annaud. La dichiarata qualità documentaristica del film non lo salva. Speriamo si tratti di un vuoto momentaneo, e che Scorsese torni efficace e geniale come ci ha abituati. Può essere significativa la considerazione che questa stagione di film abbia visto l'involuzione (o vogliamo chiamarla crisi) di molti grandi autori: dallo stesso Wenders ( Crimini invisibili), a Tarantino ( Jackie Brown), a Stone ( U turn), anche a Spielberg ( Amistad) e Ferrara ( Blackout), a Moretti ( Aprile). Vien da chiedersene la ragione. Un'ipotesi potrebbe essere: colpa del mercato, del grande pubblico, che vuole Titanic, fantascienza e supereffetti. E gli autori ne sono (consciamente o meno) condizionati, cercano di adeguarsi non trovando alcune misure, o ribaltandole e comunque finendo per perdere le proprie.

Su MYmovies il Dizionario completo dei film di Laura, Luisa e Morando Morandini

Tibet 1937. In una famiglia di contadini viene trovato in un bambino di due anni il Kundun, la reincarnazione umana del Buddha della Compassione, il successore del 13° Dalai Lama, morto nel 1933. Si segue la sua crescita (a due, cinque, dodici anni) e formazione fino all'investitura che avviene a diciotto anni. Intanto nel 1950 l'esercito della Repubblica Popolare Cinese invade il Tibet. Nel 1953 il 14° Dalai Lama cerca una collaborazione costruttiva col governo degli invasori ma, dopo un colloquio a Pechino col presidente Mao Tse Tung, rinuncia. Scoppiata una rivolta nel 1959, duramente repressa, il Dalai Lama ripara in India. Bizzarro film: storia tibetana, scritta da una buddista (la nordamericana Melissa Mathison, ex moglie di Harrison Ford), diretta da un cattolico e girata in un paese musulmano (Marocco). Tiepido successo di pubblico e accoglienze critiche spaccate in due. I più l'hanno trovata un'opera schizofrenica e stravagante, apprezzabile sul versante privato, irrisolta su quello storico-politico. I meno ne hanno lodato la coincidenza tra l'armonia del buddismo e l'equilibrio strutturale e linguistico del regista. "In Kundun tutto, dentro al caos pietrificato della storia, è immobilmente fluente. Anche il cinema" (B. Fornara). Un film manierista? Forse, ma di altissimo livello.

Tutte le recensioni de ilMorandini
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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
lunedì 11 maggio 2020
FabioFeli

Lo schermo si riempie di mandala di sabbia multicolore. In Tibet un monaco visita un bimbo, possibile reincarnazione del 13° Dalai Lama morto nel 1939. Il bimbo vuole una collana a rosario indossata dal monaco e un paio di anni dopo tra vari oggetti il bimbo indovina quali sono i “suoi”, quelli appartenuti al 13° Dalai Lama. Il bimbo, Tenzin Gyatso, è la reincarnazione [...] Vai alla recensione »

giovedì 20 agosto 2009
Elvis shot JFK

non di più

Frasi
"Ci hanno rubato il nostro silenzio…"
Dalai Lama, da adulto (Tenzin Thuthob Tsarong)
dal film Kundun - a cura di folsom
STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
Luigi Paini
Il Sole-24 Ore

Politico o poetico? Naviga fra questi due aggettivi Kundun, la pellicola che Martin Scorsese ha dedicato alla figura del Dalai Lama. Un uomo in esilio da quasi quarant’anni, cacciato dalla sua terra, il Tibet, dalla prepotenza degli invasori “liberatori’” cinesi. Politico e poetico, ma soprattutto (ed è un bene) poetico. Perché Scorsese, per la maggior parte del film, insiste sulla vicenda umana del [...] Vai alla recensione »

Roberto Escobar
Il Sole-24 Ore

“Raccontami la mia storia”, dice un bambino alla madre. E lei, quasi si trattasse d’una favola o d’un mito antico, gli ripete una volta ancora come, nascendo, lui abbia per miracolo trasformato il mondo, portandovi felicità e vita. Il bambino ascolta incantato, gioiosamente certo di sé. è il centro del mondo, appunto, quello che Martin Scorsese mostra all’inizio di Kundum (Usa, 1997).

Lietta Tornabuoni
La Stampa

Si viene a sapere dal film che Kundun significa Buddha compassionevole e che Dalai Lama significa Oceano di saggezza: non s'arriva invece a capire perché Martin Scorsese abbia fatto quest'opera esotica tutta ritualità e cerimonie, realizzata in modo perfetto, con idee di regia strepitose, ma inerte, spesso tediosa, schizofrenica. Kundun è quasi due film.

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