Misterioso omicidio a Manhattan

Film 1993 | Commedia 105 min.

Titolo originaleManhattan Murder Mystery
Anno1993
GenereCommedia
ProduzioneUSA
Durata105 minuti
Regia diWoody Allen
AttoriDiane Keaton, Woody Allen, Alan Alda, Anjelica Huston, Ron Rifkin, Marge Redmond Zach Braff, Everett Sloane, Rita Hayworth (II), Jerry Adler.
TagDa vedere 1993
MYmonetro 3,69 su 25 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Regia di Woody Allen. Un film Da vedere 1993 con Diane Keaton, Woody Allen, Alan Alda, Anjelica Huston, Ron Rifkin, Marge Redmond. Cast completo Titolo originale: Manhattan Murder Mystery. Genere Commedia - USA, 1993, durata 105 minuti. - MYmonetro 3,69 su 25 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Larry e Carol sono una coppia newyorkese, sposati da una ventina d'anni, con un figlio ormai indipendente e coi problemi normali che ha una coppia del... Il film ha ottenuto 1 candidatura a Golden Globes, Al Box Office Usa Misterioso omicidio a Manhattan ha incassato nelle prime 2 settimane di programmazione 7,2 milioni di dollari e 2,1 milioni di dollari nel primo weekend.

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Consigliato assolutamente sì!
3,69/5
MYMOVIES 3,25
CRITICA N.D.
PUBBLICO 3,66
CONSIGLIATO SÌ
La buffa sarcastica umanità alleniana in un film hitchcockiano con rimandi a Orson Welles.
Recensione di Annarita Mazzucca
Recensione di Annarita Mazzucca

Che cosa succede quando una moglie annoiata pensa che il buon vecchio vicino di casa abbia commesso un uxoricidio? Woody Allen risponde alla domanda nella sua 23esima fatica, scherzando per l'ennesima volta con la morte (dopotutto ha una reputazione da mantenere). Larry (Woody Allen) e Carol (Diane Keaton) sono una coppia di coniugi newyorkesi. Carol è uno spirito libero, sempre disposta a nuove esperienze, contrariamente al marito. Quando comincia a farsi strada il sospetto di omicidio della loro vicina di casa Carol è desiderosa di andare a fondo della vicenda, ma Larry riluttante. Imperterrita,Carol trova l'aiuto per le "indagini" in Ted (Alan Alda) e Marcia (Anjelica Houston) due amici di famiglia. Lontano da un certo tipo di comicità a lui nota, il regista (forse abbassando le ambizioni) si serve di un cast eccellente per confezionare un giallo classico sconfinante nella commedia, sfruttando un umorismo situazionale e giocando con la nostra "idea" di omicidio. Rotto il sodalizio con Mia Farrow, la pellicola segna il ritorno di Diane Keaton da protagonista in un film di Allen dopo quattordici anni di assenza e dello sceneggiatore Marshall Brickman a seguito dei successi di Manhattan e Io e Annie. I dialoghi funzionano come sempre ma i momenti memorabili si fanno desiderare. Le battute fulminanti sono rafforzate dai movimenti compulsivi della camera a mano adoperata in maniera quasi intrusiva e maniacale.
Fioriscono qua e là numerose citazioni cinematografiche, con rimandi ai film della serie L'uomo ombra, La Fiamma del peccato, Casablanca e La signora di Shangai. L'omaggio ad Hitchcock è fuori discussione: la scritta Vertigo sull'autobus è un evidente riferimento a La donna che visse due volte per non parlare del ritrovamento della fede della donna uccisa che richiama alla memoria l'algida Grace Kelly ne La finestra sul cortile. Un film che tuttavia non entra nell'Olimpo di quelli considerati come i suoi capolavori. All'inizio degli anni '90 la cinematografia di Allen ha cominciato a soffrire. Ma ormai il prolifico maestro statunitense può permettersi tutto, nonostante il dubbio (legittimo o meno) di una sua autoreferenzialità entrata in crisi creativa che dalla propria decostruzione trova infinite risorse narrative.

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Capolavoro della maturità alleniana ricco di citazioni hitchcockiane.
Giancarlo Zappoli

Carol e Larry Lipton sono due coniugi di mezza età. Abitano a New York nell'Upper West Side. Lui è redattore letterario di una grande casa editrice e lei è una ex dirigente in ambito pubblicitario. Hanno un figlio che frequenta la Brown University. La routine quotidiana viene bruscamente spezzata dalla morte improvvisa di un'anziana vicina di casa, la signora House, conosciuta solo la sera prima. Si parla di infarto ma Carol sospetta del marito. Infatti il signor House non sembra molto rattristato dalla perdita e Carol, entrata furtivamente in casa sua, scopre due biglietti aerei uno dei quali intestato a una certa Helen Moss. Larry vorrebbe che la moglie non si immischiasse invece un loro comune amico, Ted, l'incoraggia e l'aiuta. Intanto Larry si vede corteggiare da Marcia Fox, una scrittrice abile giocatrice di carte. Ted, che non riesce a dimenticare la ex moglie, riscopre il fascino di Carol. I due seguono il signor House al cinema d'essai di sua proprietà. L'uomo lo sta facendo visitare a una ragazza, Helen Moss. L'uomo viene aiutato nel lavoro dalla segretaria claudicante. Un giorno, dopo aver pranzato con il figlio, Carol si reca con Ted a una degustazione di vini (entrambi vorrebbero aprire un ristorante) e lei, dopo che l'amico se n'è andato, vede passare su un autobus la signora House. Ovviamente Larry non le crede mentre Ted continua a collaborare. I due individuano l'albergo dove dovrebbe trovarsi la presunta morta. Ora tocca a Larry, che comincia ad essere geloso di Ted, accompagnare la moglie in un'ispezione alla camera d'albergo. La signora è morta sul pavimento. Il tempo di chiamare la polizia e il cadavere è scomparso. Qualche ora dopo i due rientreranno nella stanza e ci troveranno la fede nuziale della signora House. Prendono l'ascensore che viene bloccato da un black out. Larry, claustrofobico, è preoccupatissimo. Diventa terrorizzato quando dal controsoffito della cabina compare il cadavere della signora House. Quando riescono ad uscire dall'albergo vedono il signor House che carica il cadavere nel bagagliaio. Lo seguono così fino a una fonderia fuori città in cui l'uomo lo fa sparire.
Carol, Ted, Larry e Marcia (che intanto Larry ha fatto incontrare conTed) si ritrovano per elaborare un piano: faranno credere ad House di aver recuperato il cadavere della moglie e di essere quindi in grado di denunciarlo. Hanno infatti ricostruito quello che potrebbe essere accaduto. La sorella gemella della signora House è morta per un infarto. Il cognato ha fatto nascondere la moglie in un alberghetto e ha spacciato come suo il cadavere della donna. Intanto la signora House, spacciandosi per la sorella, ha estinto conti e fatto acquisti. Non sapendo che il marito intendeva sopprimerla per andarsene con l'aspirante attrice. Carol e Teddy ora dovranno fare da esca ma è necessario che il contatto avvenga attraverso una voce nota. Si inventa così un falso provino e si fa in modo che vi partecipi l'attricetta Helen Moss. Le battute che le vengono fatte pronunciare, debitamente manipolate, convincono il vedovo della veridicità della cosa al punto tale di fargli sequestrare Carol per riavere il cadavere. Larry raggiunge il cinema in cui il signor House gli ha dato appuntamento. Ha con sé un manichino e cerca di bluffare senza riuscirvi. Cerca di trovare Carol nel cinema mentre vi si proietta La signora di Shangai di Orson Welles. Dietro lo schermo sono accatastati degli specchi e, mentre sullo schermo si svolge una scena analoga, l'assistente di House, che lo ha sempre amato ed è stata solo sfruttata, gli spara. Larry e Carol possono tornare alla quotidianità.
In qualche occasione c'è ancora la possibilità che la vita imiti l'arte. Nel finale di Misterioso omicidio Allen introduce un geniale gioco di rifrazioni. Gli specchi della scena finale del film di Welles vengono riflessi in quelli del retropalco del cinema dinanzi ai quali la sequenza di "finzione" diviene "reale" (ma noi sappiamo di star vedendo un film!). Anche Allen è, come e più di sempre, consapevole del potere di manipolazione della realtà che la settima arte gli concede. Lo è più che mai in questo periodo della sua vita in cui è finito su tutti i giornali in seguito alla sua storia d'amore con la figlia adottiva di Mia Farrow vedendosi accusare dalla ex compagna di abusi sessuali nei confronti di un'altra figlia molto piccola, Dylan. La sua immagine di uomo e di cineasta rischia di essere irrimediabilmente compromessa agli occhi del pubblico. Allen non si chiude in un angolo, non rinuncia a fare cinema e manda avanti, quasi attribuendogli una funzione terapeutica, il progetto di Misterioso omicidio. La protagonista avrebbe dovuto essere Mia Farrow . Chi giunge ora in soccorso di quello che dovrebbe venir considerato un essere repellente (stando all'autobiografia della Farrow)? Diane Keaton, la vecchia compagna di vita e d'arte che illumina il ruolo che, trattandosi di un giallo, non può essere modificato sostanzialmente per adattarlo alla sua recitazione. "Esistono due tipi di gialli, credo"afferma Woody."C'è il tipo in cui ci si serve dell'omicidio come trampolino o metafora per una storia più profonda, come nel Macbeth e in Delitto e castigo. In storie del genere l'omicidio è solo un mezzo attraverso cui l'autore è in grado di sviscerare idee filosofiche molto profonde. E poi c'è il giallo che è puro e semplice intrattenimento, serio o comico che sia, e non si sforza di essere qualcosa di più profondo o più grande." Attribuendo a questa seconda categoria Misterioso omicidio, Allen aggiunge una precisazione: "Sai, molte volte la gente vede i film di Alfred Hitchcock e vi legge tante cose. Io non la penso così. Io penso che lo stesso Hitchcock non volesse esprimere mai niente di significativo, ed infatti i suoi film non sono affatto significativi. Sono deliziosi, ma del tutto privi di significato. E questa è la direzione che ho voluto far prendere al film: volevo che fosse puro intrattenimento." Potrebbe sembrare una dichiarazione sconcertante ma, probabilmente, è solo un modo per depistare, per minimizzare. Dinanzi a un pubblico che forse (considerate le sue vicende personali) si attendeva un film drammatico e intimista, Allen si ripresenta con un giallo-rosa in cui però, nonostante le dichiarazioni, non rinuncia a inserire piccole dosi di riflessioni avvolte in una confezione apparentemente "leggera'. Liquidate le accuse di Mia Farrow di aver molestato la bambina in un solaio della casa di campagna con la battuta "Sono un claustrofobico di fama mondiale", Allen si dedica ai suoi temi più cari con rinnovato vigore. A New York, che ancora una volta ci viene mostrata nel lato oscuro dell'omicidio, dedica la dichiarazione d'amore della canzone "I Happen To Like New York" di Cole Porter legata ad immagini della città notturnadall'alto. Nei ristorantini appartati, nei cinemini d'essai, nelle discariche di periferia si può anche annidare la morte ma la città autunnale resta il grande amore di Allen che si era appena lasciato rinfacciare da Irmy/Mia Farrow in Mariti e mogli che tutta la sua stima per l'Europa era solo di facciata perché non sarebbe riuscito a resistere lontano da Manhattan. Tra una ricerca di occhiali dimenticati e una partita a carte da principiante assoluto, il regista ha modo di ricordarci che il tempo trascorre inesorabile ma che, forse, l'abitudine che si instaura nel rapporto tra due persone non ha solo nati negativi. Le tentazioni esterne o i ricordi del passato, il "piacere a qualcuno" insomma, possono essere gratificanti ma alla fine, e a partire proprio da questo film, la famiglia recupera posizioni quale valore in sé.

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Stefano Lo Verme

Larry e Carol Lipton sono una coppia di coniugi di mezza età che abitano in un elegante appartamento di Manhattan e conducono una vita tranquilla e un po' monotona. Una sera la loro vicina di casa, la signora House, viene trovata morta; in apparenza il suo decesso è stato causato da un infarto, ma ben presto Carol comincia a sospettare che in realtà la donna sia stata assassinata...
Dopo commedie più "serie" e impegnative, Woody Allen si concede una parentesi comica con questo delizioso omaggio ai giallorosa della Hollywood classica: Misterioso omicidio a Manhattan. Realizzato subito dopo la rottura con Mia Farrow, il film segna il rinnovato sodalizio fra Allen e il suo storico co-sceneggiatore Marshall Brickman, ma anche la reunion fra il celebre attore / regista e la sua partner dei tempi migliori, la strepitosa Diane Keaton (ingaggiata per sostituire la Farrow). Il risultato è una delle pellicole in assoluto più divertenti nella produzione di Allen, un vero e proprio gioiello di humor con un fuoco di fila di battute esilaranti, in cui non mancano neppure una buona dose di ironia e il giusto tocco di romanticismo.
A quasi quindici anni di distanza da Manhattan, ritroviamo Allen e la Keaton di nuovo fianco a fianco nei panni di due coniugi di mezza età, i Lipton, che abitano nei quartieri alti di New York ed hanno una vita serena e senza scossoni. A dare un po' di pepe al loro tram-tram quotidiano sarà la morte improvvisa della loro vicina di casa; Carol non tarda a convincersi che in realtà si sia trattato di omicidio, e così trascinerà il suo riluttante consorte in una vicenda degna di un romanzo di Agatha Christie. E mentre il mistero si complica sempre di più, a questa bizzarra indagine si uniscono anche Ted (Alan Alda), amico di famiglia dei Lipton con una cotta per Carol, e Marcia Fox (Anjelica Huston), una brillante scrittrice cliente di Larry. La trama, continuamente sospesa fra i toni della commedia e del giallo, regala inoltre delle significative citazioni dei classici del noir, come La fiamma del peccato di Wilder e La signora di Shanghai di Welles (del quale viene addirittura "replicato" il finale).
Fra cadaveri che scompaiono e ricompaiono, oscuri indizi ed insospettabili colpi di scena, Misterioso omicidio a Manhattan garantisce un paio d'ore di piacevolissimo intrattenimento, arricchite da dialoghi di grande vivacità e dagli irresistibili battibecchi fra i due protagonisti, con la coppia Woody Allen / Diane Keaton in forma a dir poco smagliante. A fare da cornice alla narrazione c'è ancora una volta il magico scenario di New York, ritratta nelle sue meravigliose tinte autunnali dalla bellissima fotografia di Carlo Di Palma. Fra le innumerevoli gag del film, si segnala almeno una sequenza destinata ad entrare nell'antologia del cinema di Allen: quella del rocambolesco ricatto telefonico organizzato dai "detective per caso" utilizzando una serie di nastri pre-registrati, con risultati che si possono facilmente immaginare... insomma, le risate sono assicurate!

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La buffa sarcastica umanità alleniana in un film hitchcockiano con rimandi a Orson Welles.
Recensione di Stefano Lo Verme

Larry e Carol sono una coppia newyorkese, sposati da una ventina d'anni, con un figlio ormai indipendente e coi problemi normali che ha una coppia del genere col surplus delle nevrosi alla Allen. Una sera conoscono i loro vicini di casa, coppia di mezza età davvero simpatica. Qualche giorno dopo la donna muore di infarto. Carol si mette in testa che ci sia qualcosa di strano, insospettita dal comportamento del vedovo. Con l'aiuto di un amico (Alda), un po' innamorato di lei, comincia a fare delle indagini. Ben presto il resto della sua vita non conta più nulla, conta solo l'"omicidio". Pedinamenti, visite con chiavi false, fughe nella notte, visioni strane. Comunque era tutto vero, l'uomo aveva ucciso la moglie per poter fuggire con la sua giovane amante. Grazie all'intervento di una scrittrice (Huston) amica di Larry la verità viene a galla. Naturalmente il "giallo" è solo un pretesto per il solito discorso interno di Allen. Una "vecchia" coppia è bene che ogni tanto si dedichi a un diversivo, c'è la possibilità di un rilancio di entusiasmo. Woody si concede una piccola soddisfazione finale, dedicata probabilmente alla sua ex moglie Mia, dicendo: "Dopotutto sono un ometto mica male". Per il resto è sempre Allen, con le sue battute e la sua buffa, sarcastica umanità. Certo c'è un'evoluzione di storia, di emozioni e di problemi. È semplicemente il tempo che passa e lui, Woody, classe 1935, comincia a rendersene conto. E anche per Diane il tempo è passato, lo si vede dalla prima inquadratura.

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1° film dopo il pasticciaccio brutto con Mia Farrow (i riferimenti non mancano) dove Allen ritrova lo sceneggiatore Marshall Brickman ( Il dormiglione , Io e Annie , Manhattan ) e torna a far coppia con la pimpante Keaton. È un giallorosa con epilogo a suspense: convinta che la morte per infarto di una vicina di casa sia un uxoricidio, moglie curiosa induce il riluttante consorte e un ex corteggiatore a indagare. Sviluppi imprevisti: i delitti sono due, ma i cadaveri sono scomparsi. Un po' intorcinata, la commedia s'affida a un dialogo frizzante ad alta velocità e alla bravura luministica di Carlo Di Palma.

Tutte le recensioni de ilMorandini
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RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
lunedì 12 novembre 2018
Jonny

Carol e Larry sono una coppia sposata che di ritorno a casa incontrano i loro vicini,una coppia di vecchi gentili ed invadenti.Il giorno dopo la moglie muore per colpa di un infarto ciò fa destare molti sospetti a Carol visto che la signora gli era sembrava in ottima salute e poi anche il marito non sembrava esserne molto dispiaciuto della mancanza.

venerdì 4 febbraio 2011
Everlong

Commedia gialla ritmata, veloce e divertente. Il genio di Allen si conferma anche nei suoi film meno celebrati. Il gioco delle parti tra il suo personaggio nevrotico, iper-fobico e conservatore e la Keaton intraprendente, curiosa, istintiva e fantasiosa è davvero un piccolo gioiellino. Battute brillanti a non finire (tanto per citarne una: "Io non posso ascoltare troppo Wagner, lo sai, [...] Vai alla recensione »

lunedì 1 ottobre 2012
fedeleto

Larry e sua moglie Carol,una sera nel loro rientro a casa conoscono nel loro palazzo una coppia di anziani senza figli e innamoratissima.Ma qualche giorno dopo la sugnora anziana muore per un infarto.Carol e' molto sospettosa,poiche' il marito della signora anziana sembra non essere troppo scosso,e soprattutto esce ad orari strani la sera.

mercoledì 7 ottobre 2015
Marco Petrini

Posso sicuramente essere influenzato dal fatto di ammirare tutto il lavoro di Woody Allen, tuttavia questo ritorno a New York è fatto con un poliziesco alla Allen, simpatico e coinvolgente. Ed anche il ritorno di Diane Keaton è apprezzabile. Alen Alda rimane un vecchio pallino di Allen, e la sua recitazione non delude. Il film è divertente, scorre bene e "tipicamente" [...] Vai alla recensione »

mercoledì 17 ottobre 2018
elgatoloco

Cinéphile inguaribile, commediografo geniale, woody Allen, con questo"Manhattan Murder"(1993)ci dà una sintesi tra poliziesco e commedia, dove evidentemente è quest'ultima a dominare, ma non senza dare spazio al "giallo", appunto: a posto anche le citazioni, con la famosa scena degli specchi in"The Lady of Shangahi"di Orson Welles(1947)-la trama [...] Vai alla recensione »

giovedì 15 dicembre 2011
tiamaster

Esilarante,geniale,irriverente,originale,come woody è misterioso omicidio a manhattan,una commedia molto molto brillante,con battute da antologia e scene storiche.Mitici i personaggi,come solo woody allen riesce a fare.La solita coppia della commedia alleniana (marito iper fobico-conservatore e la moglie grintosa e intraprendente)non è mai stata così affiatata e così ben [...] Vai alla recensione »

martedì 26 ottobre 2010
paride86

Godibile film di Woody Allen, pieno di rimandi al cinema degli anni '40. A metò tra il giallo e la commedia, la storia si dipana tra gag e dialoghi torrenziali di personaggi ben scritti, tra i quali spicca quello di Diane Keaton.

giovedì 23 giugno 2016
aabbaa

Ottimo film diretto da Woody Allen.

giovedì 23 giugno 2016
aabbaa

Ottimo film.

giovedì 15 gennaio 2015
graisano

Troppo legato al canone hollywoodiano della "sophisticated comedy", anche se il dialogo risulta sempre brillante soprattutto per le battute umoristiche di W. Allen, il film scorre come una "tranche de vie" della vita nella metropoli newyorkese ma francamente Allen era piu' corrosivo in altri films.

venerdì 5 marzo 2010
Paolo-42

di woody allen

lunedì 22 febbraio 2010
Paola D. G. 81

Io non ci ho trovato niente che lo renda un capolavoro, solo alcune battute brillanti e un paio di scene davvero divertenti, ma forse sono io che non l'ho capito.

Frasi
Conservati un po’ di pazzia per la menopausa!
Dialogo tra Carol Lipton (Diane Keaton) - Larry Lipton (Woody Allen)
dal film Misterioso omicidio a Manhattan
STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
Roberto Escobar
Il Sole-24 Ore

Dio ha bisogno dell'oculista? Il suo occhio non tiene più dietro ai fatti della vita? Il Woody Allen malinconico di Crimini e misfatti (1989) ne era certo. La sua certezza era tale da indurlo più tardi a ribaltare, e migliorare, la battuta di Albert Einstein: se non a dadi, con l'universo Dio gioca almeno a rimpiattino. Così iniziava Mariti e mogli (1992).

Lietta Tornabuoni
La Stampa

Tre minuti d’applausi, risate continue durante il film e contentezza del pubblico alla prima proiezione fuori concorso di Misterioso omicidio a Manhattan (Manhattan Murder Mistery): Woody Allen compensa i suoi fans di tutte le notizie angosciose e disgustose che è toccato leggere su di lui nell’ultimo anno con una commedia gialla perfetta, brillante, divertente, intelligente, significativa e ricca [...] Vai alla recensione »

Luigi Paini
Il Sole-24 Ore

Carol (Diane Keaton) ha un sacco di tempo libero. Per non annoiarsi troppo si dedica alla cucina, frequenta corsi di degustazione vini, fantastica sull'apertura di un ristorante. Ben conoscendo la sua fervida immaginazione, il marito Larry (Woody Allen) non le dà retta quando lei comincia a sospettare che nel loro palazzo sia stato commesso un omicidio.

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