L'avventura

Film 1960 | Drammatico +16 140 min.

Regia di Michelangelo Antonioni. Un film Da vedere 1960 con Gabriele Ferzetti, Monica Vitti, Lea Massari, Renzo Ricci, Dominique Blanchar, Dorothy De Poliolo. Cast completo Genere Drammatico - Italia, 1960, durata 140 minuti. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +16 - MYmonetro 4,47 su 13 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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I protagonisti dell' Avventura sono sostanzialmente tre: Sandro (Ferzetti), architetto, Anna (Massari), ricca e viziata, legata a Sandro, e Cla... Il film è stato premiato al Festival di Cannes, ha vinto un premio ai Nastri d'Argento,

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Consigliato assolutamente sì!
4,47/5
MYMOVIES 4,50
CRITICA N.D.
PUBBLICO 3,96
ASSOLUTAMENTE SÌ
Un sentimento indecifrabile e indefinibile.

I protagonisti deL'Avventura sono sostanzialmente tre: Sandro (Ferzetti), architetto, Anna (Massari), ricca e viziata, legata a Sandro, e Claudia (Vitti), romantica e abbastanza per bene, e amica di Anna. Durante una crociera alle Eolie, Anna scompare. Tutto il gruppo di amici la cerca fra gli scogli e in mare, fino a notte. Nulla. La cosa è molto misteriosa, viene avvertita la polizia. Sandro e Anna decidono di cercarla per proprio conto. Arrivano in Sicilia e di paese in paese domandano di Anna. Ma continuano a non venire a capo di niente, la donna è come un fantasma imprendibile. Ritrovano i loro amici, tutti squinternati, senza morale, senza vocazioni, senza niente, solo con un po' di soldi: una del gruppo seduce un giovane artista nel suo studio, praticamente davanti agli occhi di Claudia. Nel frattempo qualcosa è nato fra Sandro e Anna: un sentimento indecifrabile e indefinibile, che comunque si consuma in un campo vicino a una ferrovia. Anna ne è abbastanza felice, ma anche impaurita: ha tradito la sua amica. Sandro, su un campanile, improvvisamente chiede a Claudia di sposarlo, poi si lamenta del proprio lavoro: lui, architetto che fa i calcoli per i progetti degli altri. Nella piazza di una chiesa rovescia di proposito un calamaio sul disegno di una giovane. Li ritroviamo in una piazzetta di Taormina, all'alba. Lui è seduto su una panchina, lei gli si avvicina e, faticosamente, lo accarezza. Questo film consacrò Antonioni a livello internazionale. Il regista aveva trovato un equilibrio esatto e suggestivo, fotografando paesaggi e sentimenti con pulizia e rigore e lasciando trasparire nelle possibilità di comportamento dei personaggi cose che potevano anche essere sconvolgenti. Niente era dipendente da una volontà, non c'erano onestà, coerenza, umanità, logica, speranza, al massimo poteva esserci convenzione. Sandro è tutto questo, capace di fare qualsiasi cosa, di prendere tutte le decisioni in quel momento. Non ha morale, non ha talento, non ha volontà, parla e non si fa capire, ascolta e non capisce. È solo educato, com'era, come continua ad essere la borghesia che interessa ad Antonioni. Nel precedente Il grido il regista si era assunto responsabilità minori, tutto era determinato dalla necessità e dal piccolo sentimento, quasi dalla biologia. Per questo L'avventura mantiene minore vedibilità rispetto al primo, che è un'opera d'arte totale e perfetta, anche se, appunto, di respiro più corto. Certo, c'è sempre il gesto finale di Claudia, che può essere un richiamo di tenerezza e di speranza. Il film ebbe un clamoroso successo a Cannes (1960) anche se non vinse la Palma: è ormai tradizione consolidata che il film migliore non vinca la Palma ma ottenga premi speciali della critica. I temi deL'Avventura, distruttivi e senza speranza, indussero la magistratura a sequestrare il film per oscenità e offesa al pudore. Del resto l'incomprensione fa parte della liturgia del mito. Da secoli.

Stefano Lo Verme

Un gruppo di amici parte per una gita in barca nell'arcipelago delle Eolie; durante una sosta su un isolotto, la giovane Anna scompare improvvisamente senza lasciare traccia. Il fidanzato della ragazza, l'architetto Sandro, si dà da fare per cercarla insieme a Claudia, una delle amiche di Anna, ma senza alcun risultato; nel frattempo, fra lui e Claudia ha inizio una relazione sentimentale...
Girato con notevoli difficoltà produttive fra la Sicilia e le isole Eolie, L'avventura è il primo capitolo della cosiddetta "trilogia esistenziale" realizzata da Michelangelo Antonioni, a cui seguiranno La notte (1961) e L'eclisse (1962), e segna anche la prima collaborazione fra il grande regista e la sua attrice-musa Monica Vitti. Accolto con reazioni contrastanti al Festival di Cannes del 1960, dove ottenne il Premio della Giuria, L'avventura costituisce uno dei titoli più significativi ed apprezzati nell'intera produzione di Antonioni, che ne ha firmato la sceneggiatura insieme a Tonino Guerra ed Elio Bartolini. Un film considerato oggi fra le migliori opere del regista ferrarese, ma che all'epoca della sua uscita fu denunciato per oscenità e offesa al pudore e non passò indenne al vaglio della censura.
La trama della pellicola è costruita su un evento misterioso ed inspiegabile: la scomparsa di Anna (Lea Massari), che durante una gita in barca, dopo aver manifestato alcuni segni di insofferenza, sparisce letteralmente nel nulla. Uno spunto "giallo" che lascia spiazzati tanto i protagonisti quanto gli spettatori, ai quali non viene data alcuna spiegazione per il fatto avvenuto. Se dunque la prima parte del film è incentrata sulla vana ricerca di Anna, nella seconda parte Antonioni si sofferma invece sull'inaspettato rapporto che nasce fra Sandro (Gabriele Ferzetti) e Claudia (Monica Vitti), e sui mutevoli stati d'animo di quest'ultima: al suo amore per Sandro si mescola infatti uno strisciante senso di colpa nei confronti dell'amica Anna, un'invisibile donna-fantasma la cui presenza continua a gravare ossessivamente sulle esistenze di Sandro e di Claudia.
Con L'avventura, Antonioni ci offre una complessa rappresentazione dell'ambiguità e della fragilità dei sentimenti umani, vissute attraverso un memorabile personaggio femminile - quello di Claudia - magnificamente interpretato da un'eccezionale Monica Vitti. È un film in cui, più che lo sviluppo narrativo, contano la psicologia della protagonista e l'atmosfera rarefatta e a tratti quasi surreale che la circonda; in tal senso, il regista utilizza in maniera magistrale il paesaggio siciliano come specchio della confusione e del disagio interiore dei personaggi. Pur risentendo forse di una durata eccessivamente dilatata, L'avventura resta una pellicola di indubbio fascino, ed un'opera fondamentale all'interno di quella "poetica dell'incomunicabilità" tanto cara al cinema di Antonioni.

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Su MYmovies il Dizionario completo dei film di Laura, Luisa e Morando Morandini

Durante una sosta su un isolotto deserto una giovane donna scompare misteriosamente. Con una delle sue amiche il suo amante architetto percorre la Sicilia alla sua ricerca, ma finiscono per dimenticarla. Un giallo alla rovescia, non soltanto per la scomparsa di Anna, data e non spiegata, ma per i meccanismi narrativi che tendono alla dispersione, alla dilatazione, alla lentezza. Le psicologie rarefatte dei personaggi lasciano il posto agli eventi, alla scoperta delle cose, delle atmosfere, del paesaggio (da Lisca Bianca al barocco di Noto) che è "una componente non solo indispensabile, ma quasi preminente" (M. Antonioni) e simboleggia il vuoto strutturale e indistinto dove "nulla di ciò che viene detto, raccontato o visto, è vero e verificabile" (G.P. Brunetta). 5 mesi di travagliate riprese. Soltanto il subentro del produttore Cino Del Duca permise il loro completamento. Splendida fotografia in bianconero di Aldo Scavarda. Premio speciale della giuria, Fipresci e Jeune Critique a Cannes e Nastro d'argento 1961 alla musica di Giovanni Fusco. Premi ai Festival di Salonicco, Vancouver e dei critici di New York e Parigi. Denunciato per oscenità e offesa al pudore della Procura di Milano che ordinò il "velatino" (l'oscuramento) di 5 scene incriminate.

Tutte le recensioni de ilMorandini
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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
venerdì 30 luglio 2010
annalinagrasso

Il regista dell’incomunicabilità abbandona il proletariato de “Il grido”per descrivere il disagio esistenziale, il malessere, l’instabilità dei sentimenti nell’ambiente borghese(sono rinscontrabili degli elementi del cinema di Bunuel, “Il fascino discreto della borghesia”) attraverso il suo affascinante stile narrativo, ermetico ed intellettualistico.

martedì 16 novembre 2010
Reservoir Dogs

L'avventura che vivono i protagonisti di questo film è quella di tentare di comprendersi prima che trovarsi fisicamente. In una gita con uno youht una donna scompare durante la fermata in un isolotto, il compagno e l'amica la cercano mentre il resto del gruppo riparte prima che li blocchi la tempesta. I due finiscono per "innamorarsi", vagano per la Sicilia, qui personaggio [...] Vai alla recensione »

venerdì 30 luglio 2010
annalinagrasso

Dal momento della sua scomparsa, tutto nel film diviene piu’ rarefatto, i tempi si dilatano, il film acquista volutamente un ritmo piu’ lento, e sembra prevalere il paesaggio sui personaggi, magistralmente rappresentato (da Lisca Bianca, Taormina, al barocco di Noto).Un paesaggio che mette ancora piu’ in risalto il vuoto nella realtà, l’evanescenza,la non verità, la non corrispondenza tra quello che [...] Vai alla recensione »

lunedì 6 maggio 2013
fedeleto

Anna e' una borghese annoiata nel rapporto di coppia che vive sempre in costante distanza.Un giorno insieme alla sua amica Claudia e al suo fidanzato viaggia insieme ad altri amici nelle isole Eolie.Improvvisamente dopo una breve discussione con il suo uomo scompare.Claudia la cerca disperatamente insieme a Sandro il fidanzato di Anna,ma i risultati sono assolutamente negativi.

martedì 16 ottobre 2012
Maximilione

Nel clima afoso della Sicilia, il Sandro di Gabriele Ferzetti rovescia volontariamente una boccetta d'inchiostro sulla bozza del progetto di un capitello dalle linee arzigogolate e barocche, una lampante sineddoche dell'arte del passato. In quel gesto scattoso e a prima vista incomprensibile c'è in nuce tutta una poetica: quella di Michelangelo Antonioni che con L'avventura apre [...] Vai alla recensione »

giovedì 16 marzo 2017
Howlingfantod

 Il termine capolavoro non va abusato ma  nel caso de “L’avventura” come in quasi tutti i film di Antonioni no va sprecato. Le plaquette e i vari critici forse semplificando, parlando della poetica del maestro ferrarese parlano di alienazione, incomunicabilità, spesso sorvolando ed addentrandosi poco in quello che ne è il significato più profondo .

domenica 14 giugno 2015
enrico omodeo sale

Ho scoperto Antonioni, finalmente. La trilogia esistenziale è qualcosa di incrdedibilmente moderno, la crisi dei valori, l'incomunicabilità, i dialoghi spezzati. Tutto incredibilmente contemporaneo. Ne L'avventura ogni inquadratura è una fotografia (provate a stoppare in qualsiasi momento un fotogramma del film e nasceranno fotografie) e se riuscite a vedere l'edizione [...] Vai alla recensione »

giovedì 21 novembre 2013
Luca Scialo

Un gruppo di amici va in gita su un'isola siciliana. Una compagnia non proprio affiatata, legata più per inerzia, tra invidie e scheletri nell'armadio. A rompere il labile equilibrio la scomparsa di una di loro, Anna. Gli amici si mettono alla sua ricerca ma ben presto sembrano essersene dimenticati, ognuno tornato alla propria routine.

venerdì 25 novembre 2011
Francesco2

L'assenza di comunicazione viene proposta sin dalle prime sequenze: la generazione dei padri, che dopo neanche dieci anni verrà messa seriamente in discussione, manifesta a quella dei figli che non riesce più ad esercitare il suo ruolo, o che si sente anche -e soprattutto- ignorata. Anna è in procinto di partire per una gita con degli amici: una prima spiegazione per il titolo , come anche il rapporto [...] Vai alla recensione »

sabato 5 dicembre 2015
Barolo

Esco fuori dal coro e mi permetto presuntuosamente di esprimere perplessità su un lavoro premiato dalla critica  e osannato dal pubblico.Non di discute ovviamente la grandezza di un regista leggendario,che ha regalato capolavori assoluti al cinema italiano ,tuttavia questo film è lento, prolisso e pesante e per quanto affronti temi importanti come incomunicabilità alienazione [...] Vai alla recensione »

martedì 16 agosto 2011
dario

Pretese e presunzioni intellettuali calate in un'atmosfera metafisica. Ne esce un prodotto pieno di divagazioni e di escursioni intellettualoidi, estetizzanti, che disorientano. Questo anche grazie ad una regia lenta, involuta, compiaciuta di sè. Attori bravi, ma spaesati perchè non capiscono quello che stanno facendo.

lunedì 5 luglio 2010
Mr.619

Il primo termine estemporaneamente lungometralgico della trilogia antoniana dell'esistenza (o, nel suo multivario declino, dell'incomunicabilità sentimentale) ha il proprio inizio con una pellicola profondamente didascalica, a differenza del ben più performativo ed eduloidato "La notte", 'L'avventura", focalizzazione impersonalizzata e , pertanto, onnisciente [...] Vai alla recensione »

giovedì 15 luglio 2010
dario

La sceneggiatura non è all'altezza della situazione, costringe gli attori a recitare come belle statuine. Frasi oracolari, preziosismi letterari a go-go, presunzioni intellettuali insopportabili, regia estremamente ed inutilmente ambiziosa: non sviluppa un bel niente, sta sui suoi compiacimenti calligrafici e gode un mondo a creare enigmi chissà quanto preziosi.

domenica 22 febbraio 2015
il befe

famoso in tutto il mondo

domenica 22 febbraio 2015
il befe

bellissimo

lunedì 11 gennaio 2010
G. Romagna

Un film che mette a nudo, con ironia amara e tagliente, la dissolutezza della borghesia benestante, ritraendo una vicenda sentimentale dalle tinte quasi grottesche e con dei toni che, seppure in maniera più univoca, sarcastica e pessimista, richiamano il Fellini de La Dolce Vita. Regia raffinata, anticonformista e, per certi versi, quasi simbolista: sembra infatti che gli stessi scenari, gli [...] Vai alla recensione »

sabato 20 ottobre 2012
ciboxgiallorosso

Cosa può dire un giovane ragazzo di ventidue anni che s'approccia con estrema passione al cinema tramite Antonioni? Io credo che possa dire una cosa,molto semplice ma molto vera: questo è il cinema che anche io,nella mia vita,vorrei fare.Quel cinema che non è "intrattenimento"(già:il cinema non è solo intrattenimento,come vorrebbero farci credere oggi [...] Vai alla recensione »

mercoledì 7 dicembre 2011
Dimebag 93

domenica 7 febbraio 2010
marialop

Trovo davvero stupenda la sceneggiatura, la ricerca di paesaggi e ed ambienti naturali (in questo caso la Sicilia e lo splendido mare delle Eolie) che il regista usa da sfondo alla descrizione della vicenda e dei caratteri dei personaggi. In questo caso la forza e la maestosità della natura e del barocco siciliano fanno da contralto alla pochezza e la superficialità dei sentimenti.

Frasi
Pochi giorni fa, all'idea che Anna fosse morta, mi sentivo morire anch'io. Adesso non piango nemmeno. Ho paura che sia viva. Tutto sta diventando maledettamente facile: persino privarsi di un dolore.
Dialogo tra Claudia (Monica Vitti) - Patrizia (Esmeralda Ruspoli)
dal film L'avventura
STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
Gian Piero dell'Acqua

Partita in crociera con l’amante, una ragazza sparisce. L’uomo la cerca, con l’amica di lei: e infine diviene l’amante di questa, una donna fresca, moderna e insieme romantica, appena venata da una sottile linea di ipocrisia. Tuttavia egli è un debole: e si farà trovare, in albergo, fra le braccia di una prostituta costosa. Piangendo, la donna lo farà a sua volta piangere e lo perdonerà.

NEWS
NEWS
domenica 2 agosto 2009
Pino Farinotti

Puntata 23 Michelangelo Antonioni, aveva 8 anni più di Fellini e cominciò all'inizio degli anni Cinquanta, come il riminese. Perché possedeva altre attitudini, minore istinto e creatività di diversa genetica.

GALLERY
giovedì 21 maggio 2009
Lisa Meacci

Un schiera di attrici italiane per rappresentare Monica A 49 anni di distanza dall'apparizione al Festival del Cinema francese di Michelangelo Antonioni, Cannes rende omaggio al regista italiano con la proiezione de L'avventura.

NEWS
mercoledì 13 maggio 2009
Chiara Renda

Il concorso e la presenza italiana È tutto pronto per l'avvio in grande stile del 62esimo Festival di Cannes, che aprirà stasera le danze di un'edizione forse più dimessa – dicono alcuni – a causa della crisi economica globale.

winner
premio speciale
Festival di Cannes
1960
winner
miglior musica
Nastri d'Argento
1961
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