L'avventura

Un film di Michelangelo Antonioni. Con Gabriele Ferzetti, Monica Vitti, Lea Massari, Renzo Ricci, Dominique Blanchar.
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Drammatico, Ratings: Kids+16, b/n durata 140 min. - Italia 1960. MYMONETRO L'avventura * * * * - valutazione media: 4,47 su 39 recensioni di critica, pubblico e dizionari.
   
   
   

...questo brivido freddo che gel˛ l'estate Valutazione 5 stelle su cinque

di Howlingfantod


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giovedý 16 marzo 2017

 Il termine capolavoro non va abusato ma  nel caso de “L’avventura” come in quasi tutti i film di Antonioni no va sprecato. Le plaquette e i vari critici forse semplificando, parlando della poetica del maestro ferrarese parlano di alienazione, incomunicabilità, spesso sorvolando ed addentrandosi poco in quello che ne è il significato più profondo . Un cinema metafisico. Li stessi sguardi fotografici sanno di pittura metafisica. E’ un film del 1960 in piena era di neorealismo  al cui filone quantomeno storicamente Antonioni appartiene, ma il suo tocco, la sua voce, il suo stile si stagliano da questa vulgata corrente mostrandoci il suo tocco, particolare, assoluto, con le immagini:  Il contrappunto alla vacuità umana nella natura imperiosa, debordante e selvaggia , leopardianamente indifferente come i bellissimi scenari delle Isole Eolie, dove un gruppo di amici ricchi e borghesi si inoltra per una gita in barca. Si può immaginare che tutta la troupe abbia fatto dei sopralluoghi prima di girare, ma poi si deve pensare che il girato, il fotografato come nella pittura non è mai come lo si era pensato, come la vita, perché anche la luce al momento della ripresa non sarà mai la stessa di quella che si era immaginata. Primi piani  con sfondi suggestivi con le isole vulcaniche sullo sfondo, le nubi gonfie, il vento nei capelli di Claudia (la bellissima Monica Vitti), il mare poesia di immagini allo stato puro in un bianco nero abbagliante.
La storia: Anna, la figlia di un diplomatico prossima al matrimonio con Sandro, (Gabriele Ferzetti ) scompare dalla piccola isola pietrosa dove il gruppo aveva fatto sosta, è la fuga dal disamore con lui. Anna non farà più la comparsa durante il film e questo ne accresce esponenzialmente il fascino ed il mistero. Le ricerche proseguono lungo tutta la durata del film, ma è uno sfondo che tende a svanire progressivamente con l’imprevedibile accendersi del fuoco della passione fra Claudia e Sandro, perché anche le fiamme si accendono a caso e come vampe vanno in qua e in là senza  nessuna apparente ragione, tenerle ferme incatenate, razionalizzarle sembra essere la grande domanda del film, domanda forse destinata  allo smacco e ad una risposta che non c’è e dietro solo il vuoto, il dolore, il rimpianto. Le ricerche proseguono, anche le ambientazioni variano, si passa  nei ricchi interni di ville barocche di nobili siciliani, lo sfondo della lussureggiante campagna siciliana. Il film è girato per la quasi interezza nella splendida isola di Sicilia, isola forse non scelta a caso e Anna  dietro il fuoco della passione fra Claudia e Sandro sembra quasi del tutto dimenticata. La passione è fortemente connotata dall’attrazione sessuale, proprio quella cosa così profonda e dalla durata non fondante e questo rafforza in qualche modo nella poetica del film “ l’identificazione” della stessa umanità nella sua vacuità e transitorietà.
Quella filmata da Antonioni è una Sicilia bellissima, lussureggiante, malinconica e ancora chiusa in sé stessa (si parla di quasi 60 anni fa) arcaica e diffidente.  Temi, situazioni e scene da vera commedia neorealistica, come i vari quadretti , il nipote della principessa che flirta con  Giulia, l’altra amica di Claudia, il farmacista e la moglie di Viterbo che è venuta a vivere in Sicilia e sente già dopo pochi mesi  di matrimonio il peso della disillusione. 
Lo spettatore si può domandare nel finale con il pianto di Sandro e Claudia che lo accarezza fraternamente cosa sarà di loro, se la loro passione troverà delle forme fondanti per permetterne  la durata. La fine davanti a delle rovine su un punto panoramico con delle vette innevate è la degna conclusione ad un film, anzi ad un capolavoro.
“L’avventura questo brivido freddo che gelò l’estate” come recita il trailer d’epoca,  quando fortunatamente si chiamavano ancora “presentazioni”, “ Non è un film per tutti, è un film per pochi perché è soprattutto un’opera d’arte”.
Se pensate che abbia fatto un po’ troppo spoiler mi scuso ma basterebbe prestare attenzione anche solo alle immagini perché questo film oltre a quello che ho provato ad esprimere è puro piacere per gli occhi.
 
 
 
 

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