78.ma edizione del Festival di Cannes, il programma dei 62 filmfrancesi. Cannes - 13/24 maggio 2025. Le recensioni, trame, listini, poster e trailer, ordinabili per:
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Lilian, psicanalista in crisi, inizia a indagare sulla misteriosa morte di una paziente. Ipnotizzata, scopre un passato segreto che la lega alla defunta. Espandi ▽
Lilian Steiner è una psicanalista di origini americane, perfettamente integrata nell’ambiente della borghesia parigina. Rigida, nervosa, chiaramente bloccata, non ascolta più veramente i suoi pazienti. Se ne accorge il giorno in cui muore una di loro, Paula, e lei comincia a lacrimare copiosamente. La scettica dottoressa finisce così da un’ipnotista, che la guida dentro una storia segreta, che la riguarda e la lega alla donna scomparsa. Chi ha ucciso la paziente di Lilian? È stata la figlia, resa folle dalla gravidanza? Il marito, che sembra avere un’arma al posto dello sguardo? O è stata Lilian stessa, sbagliando qualcosa? Giallo psicologico, morbido come il vino rosso che i personaggi bevono con piacere, il film può sembrare ambire a contenere troppe anime al suo interno, ma è proprio in questa non facile compresenza di accenti diversi, e nel modo in cui maneggia l’obiettivo personale e quello d’intrattenimento, che sta il suo maggiore interesse. Recensione ❯
Cécile, chef con aspirazioni stellate, torna al paese natale e rimette in discussione la sua vita. Espandi ▽
Cécile, dopo il successo ottenuto in televisione grazie a un cooking show sta per aprire il proprio ristorante insieme al suo compagno. Scopre di essere incinta e, al contempo, si sente in dovere di tornare al paese natio perché il padre, anch’egli ristoratore, ha avuto un infarto. Un film alla francese in cui canzoni e realtà riescono a convivere senza stridere. Uno di quei film che costituiscono una prerogativa del cinema francese. Saper cioè raccontare storie che potrebbero stare tranquillamente nella realtà grazie ai volti giusti unitamente a quel tanto di astrazione che permette di affrontare temi non proprio secondari. Qui Cécile deve decidere su una gravidanza che sente di non volere, lei e il padre si scontrano su due visioni opposte della ristorazione e per di più torna sulla scena un vecchio amore dell’adolescenza per cui la protagonista sente di provare ancora dei sentimenti che sembravano sopiti. Selezionato come film di apertura dell’edizione 2025 del Festival di Cannes si è rivelato come la giusta scelta di intrattenimento non avulso dalla realtà. Recensione ❯
Marianne, miliardaria prigioniera del suo impero, si innamora di un artista opportunista. Ma l'amore pagato ha un prezzo, e la figlia non resta a guardare. Espandi ▽
Marianne ‘vende’ cosmetici e bellezza ma sembra aver bruciato la sua in un matrimonio di facciata e in una gabbia di cristallo che un giorno qualcuno frantuma. Il suo impero è assediato da Pierre-Alain Fantin, fotografo e scrittore irriverente e adulatore. Mentre Marianne ricopre d’oro il suo nuovo giocattolo, la famiglia si inquieta e serra i ranghi. Ispirato liberamente (e ferocemente) a l’affaire Bettencourt e al suo capitale di dramma (alto)borghese, La femme la plus riche du monde ribattezza i suoi protagonisti per evitare l’ira degli eredi del marchio L’Oréal e la denuncia del fotografo seduttore. Il film non ha l’ambizione e nemmeno la velleità di fare luce su una causa legale che aveva tutte le carte in regola per affascinare i francesi. Per chi ignorasse questo feuilleton giudiziario, che ha riempito le pagine dei giornali e ingombrato il piccolo schermo al debutto di questo secolo, il film offre un compendio esuberante. Recensione ❯
A Kabul un comandante decide di collaborare con i talebani per salvare una giovane umanitaria franco-afghana. Espandi ▽
Kabul, 15 agosto 2021. Mentre le truppe americane si preparano a lasciare il territorio, i Talebani prendono d'assalto la capitale e si impadroniscono del potere. In mezzo al caos, il comandante Mohamed Bida e i suoi uomini garantiscono la sicurezza dell'ambasciata di Francia, ancora aperta. Intrappolato, il comandante Bida decide di negoziare con i Talebani per organizzare un convoglio della disperazione con l'aiuto di Eva, una giovane umanitaria franco-afghana. Ha così inizio una corsa contro il tempo per portare gli evacuati all'aeroporto e fuggire dall'inferno di Kabul prima che sia troppo tardi. Recensione ❯
Un ritratto senza sconti del mondo degli affari, della politica e, più sottilmente, di un architetto-artista. Drammatico, Francia2025. Durata 104 Minuti.
Un biopic dedicato alla figura di Otto von Spreckelsen, l'architetto danese che progettò l'Arco de La Défense di Parigi. Espandi ▽
Parigi, 1983. François Mitterrand, neoeletto Presidente della Repubblica, ha grandi progetti per la Francia e la sua capitale. Bandito un concorso internazionale di architettura per la costruzione della Défense, il primo quartiere di affari europeo, a vincerlo, contro ogni aspettativa, è Johann Otto von Spreckelsen, architetto danese, sconosciuto anche in patria. Mitterrand lo accoglie con entusiasmo e lo lancia sotto i riflettori con il lavoro più emblematico della sua presidenza. Creatore discreto e purista, che aveva realizzato fino a quel momento la sua casa e quattro chiese in Danimarca, l'inconnu concepisce un progetto rivoluzionario, esteticamente audace, un grande arco per tradurre l'ottimismo del potere pubblico dell'epoca. Ma il suo sogno architettonico deve fare i conti con la burocrazia francese, i bilanci, le elezioni legislative, le rivalità politiche. Determinato a non cedere di un millimetro, soprattutto sulla qualità dei materiali, finirà con un congedo. Il più triste. Con L'Inconnu de la Grande Arche, Stéphane Demoustier continua la sua esplorazione sulle tensioni tra individuo e istituzioni, cominciato con La ragazza con il braccialetto e approfondito in Borgo. Recensione ❯
Un flusso di immagini ed emozioni che non teme l'indicibile e il conturbante. Alla sua opera prima Stewart mostra di saper osare. Biografico, Drammatico - Francia, Lettonia, USA2025. Durata 128 Minuti.
Lidia cresce tra abusi e dolore. Nuoto e scrittura sono vie di fuga, ma tra lutti e dipendenze il percorso verso la salvezza sarà lungo e incerto. Espandi ▽
Lidia è una bambina che cresce tra il nuoto e una famiglia in frantumi. Una borsa di studio per il nuoto è la promessa di una vita migliore, ma Lidia dovrà imparare tutto da capo. Ad amare, a rapportarsi agli altri in modo non violento, a sopravvivere a un lutto grave e alle dipendenze multiple in cui finisce per gettarsi. Affamata di vita, intravede nella scrittura una forma di salvezza. È un film viscerale, carnale, appassionato e malato, The Chronology of Water di Kristen Stewart. Un film fuori dall’ordinario che osa portare in scena una storia “scandalosa”, raccontata nell’omonimo romanzo autobiografico di Lidia Yuknavitch. Un flusso amniotico di immagini ed emozioni che non teme l’indicibile e il conturbante. Alla sua opera prima Stewart dimostra di avere maturato negli anni una sua chiara idea di cinema e uno stile nuovo con cui proporla sullo schermo, lontana dalla retorica e dal didascalismo. Un cinema che non deve e non vuole essere rassicurante, intento a raccontare i sentimenti estremi di chi ha subito traumi troppo grandi da elaborare. Recensione ❯
Clémence, dopo la separazione e l'amore per una donna, affronta la manipolazione dell'ex marito che le impedisce di vedere il figlio liberamente. Espandi ▽
La separazione tra Clémence e il marito Laurent sembra all’inizio serena, senza troppi problemi nel gestire la custodia condivisa del figlio di otto anni Paul. Avendo abbandonato il mestiere di avvocato, Clémence si è data nel frattempo alla scrittura, all’amato nuoto in piscina e alla scoperta dei rapporti con le donne. Proprio questo dettaglio fa inasprire il rapporto con Laurent, che attraverso la manipolazione del bambino intrappola Clémence in un’odissea giudiziaria impedendole di vedere il figlio se non sotto stretta supervisione. Vicky Krieps è una delle certezze nel panorama del cinema indipendente europeo contemporaneo, e in Love Me Tender trova il tipo di progetto che meglio la rappresenta. In cambio riceve la possibilità di aggiungere un’ennesima ottima interpretazione al suo catalogo, in uno sfaccettato dramma francese che parla di una donna a tutto tondo e non solo di una madre in lotta per la custodia del figlio. Recensione ❯
Gaza, 2007: tra blocco israeliano e potere di Hamas, Osama traffica farmaci sotto copertura. Un film d'azione riapre vecchie ferite due anni dopo. Espandi ▽
Gaza, 2007. Osama è un trafficante di farmaci illeciti. Al bancone lavora il giovane Yahya, che vede Osama entrare in conflitto con il poliziotto corrotto Abou Sami finché la situazione non raggiunge un punto di non ritorno. Due anni dopo, un film d’azione trova a sorpresa un attore principale che possa prestare il volto alla leggenda. In un’epoca in cui le immagini provenienti da Gaza si rincorrono strazianti e quotidiane come testimonianza del genocidio, il cinema rischia a volte di sembrare impotente. Ecco allora che operazioni sui generis come questo dramedy metatestuale e crepuscolare dei fratelli Arab e Tarzan Nasser diventano tanto più significative. Un cinema che affonda nel passato eppure risponde d’istinto al presente, aggiungendo ad esempio sui titoli di testa l’audio di Trump su come trasformare Gaza in una riviera di lusso; è il tipo di scelte che forse, più che nell’immediato, pagherà tra vent’anni, quando la prospettiva futura renderà l’oltraggioso ancor più evidente. Recensione ❯
In Guinea-Bissau, un ingegnere portoghese e due locali affrontano tensioni personali e post-coloniali, cercando sé stessi in un mondo globalizzato. Espandi ▽
Sergio, un ingegnere ambientale portoghese, si reca in Guinea-Bissau per redigere un rapporto d'impatto ambientale legato a un progetto stradale. Alle prese con il caldo e la solitudine, incontra Diara e Guillermhe - due abitanti locali anch'essi in cerca della propria strada. Ma mentre crescono le tensioni all'interno della loro relazione ambigua, Sergio prende coscienza delle dinamiche capitaliste e post-coloniali che circondano la sua missione. Ognuno di loro sarà costretto a confrontarsi con come la propria identità si definisce in un mondo globalizzato. Recensione ❯
Il racconto di un uomo in attesa dell'arrivo di un meteorite. Espandi ▽
Un villaggio in Honduras si prepara alla caduta di un meteorite. Nel frattempo, in Francia, Julien è tornato dal suo ricovero in un ospedale psichiatrico. È certo che il meteorite non cadrà in Honduras, ma a Saint-Dizier, in Francia. Recensione ❯
Una biografia che scava nella personalità di Mengele non nascondendo niente della sua agghiacciante crudeltà. Drammatico, Germania, Francia2025. Durata 135 Minuti.
Il 'Dottor Morte' di Auschwitz riletto nella clandestinità e nel giudizio del figlio. Espandi ▽
Josef Mengele, grazie a una rete di protezione, riesce a raggiungere l’America Latina passando dall’Argentina all’Uruguay e al Brasile. Mentre altri responsabili della Shoah vengono catturati, lui riesce a nascondersi. Il figlio Rolf riesce però a raggiungerlo con il proposito di chiedergli conto di ciò che ha fatto. Ci sono personaggi difficili da contenere in un film. In questo caso si trattava di accostarsi ad una delle figure più inquietanti della già orribile strategia della Shoah. Sono innumerevoli gli atti di crudeltà a lui attribuiti e le aberrazioni nell’ambito della sperimentazione su esseri umani. Chi ebbe modo di conoscerlo ne descriveva la gentilezza che accompagnava la perversione alternata a scatti di rabbia incontrollabile. È su questo doppio registro che si sviluppa la lettura del personaggio a cui August Diehl offre un’adesione che non va a ricercare tanto la somiglianza fisiognomica quanto piuttosto l’adesione cieca ad un’ideologia che impedisce qualsiasi, seppur minima, possibilità di pentimento. Recensione ❯
Un'opera che sembra aver trovato la soluzione perfetta per equilibrare la commedia con un tocco di surreale e il dramma famigliare. Drammatico, Islanda, Danimarca, Svezia, Francia2025. Durata 109 Minuti.
Anna e Maggi si separano lentamente, tra lavoro, figli e momenti condivisi. I gemelli, lasciati spesso soli, inventano giochi strani e rischiosi. Espandi ▽
Anna e Magnus, detto Maggi, si stanno separando: è un processo graduale, che la coppia porta avanti trascorrendo ancora del tempo insieme ai tre figli, in escursioni o in cene a casa. Quando i genitori non ci sono, i figli si dedicano a passatempi curiosi: in particolare i due gemelli, che tendono a creare giochi bizzarri e talora pericolosi per la loro incolumità. Il tipico gusto nordico per uno humour trattenuto, ma non per questo meno crudele, trova in Hylnur Pálmason un interprete di eccezione. The Love That Remains appare come la sua opera più compiuta sin qui, particolarmente sentita perché attinente all’esperienza di vita del regista e perché la giusta misura per mantenere un equilibrio di umori contrastanti – la commedia con un tocco di surreale e il dramma famigliare (mitigato dalla prima) – sembra aver trovato la soluzione perfetta.
Permane un senso di inafferrabilità nel film, la sensazione che la vita e le sue assurdità non si possano prevedere né comprendere e che, forse, un nucleo familiare possa meglio funzionare se disunito. Recensione ❯
Una donna incontra un ragazzo dei tempi del liceo. Sarà l'amore della sua vita? Espandi ▽
Hélène ha quarant'anni. Un improvviso esaurimento nervoso la costringe ad abbandonare Parigi e a tornare nel luogo in cui era cresciuta, tra Nancy ed Epinal. Una sera, nel parcheggio di un ristorante in franchising, vede un volto familiare, Christophe Marchal, l'affascinante giocatore di hockey dei suoi anni di liceo. Sarà ora possibile l'idillio tra loro? Recensione ❯
Una storia di amicizia durante un'estate. Espandi ▽
Shaï e Djeneba hanno 20 anni e sono amiche d'infanzia. In estate lavorano come animatrici in un campo estivo. Accompagnano nella Drôme un gruppo di bambini che, come loro, sono cresciuti tra i palazzi della Place des Fêtes a Parigi. All'alba dell'età adulta, saranno chiamate a fare delle scelte per costruire il proprio futuro e reinventare la loro amicizia. Recensione ❯
Un viaggio nella magica dimensione della prima infanzia raccontata attraverso lo sguardo innocente, poetico e profondamente attento di una bambina di tre anni. Espandi ▽
In principio era il nulla. E Dio vide che questo era un bene: il nulla lo appagava totalmente e Dio non sentiva il bisogno di muoversi né di comunicare.
Dio, altrimenti detto "il tubo", per il modo in cui cibo e liquidi attraversano il suo corpo senza impedimenti, altri non è che la piccola, piccolissima Amélie, nei giorni della sua prima infanzia in Giappone. La sua vera nascita, intesa come l'uscita dallo stadio vegetale e da un'invidiabile stato di atarassia, avviene alla benemerita età di due anni e mezzo, nel 1970, grazie all'assaggio di un pezzetto di cioccolato bianco belga, portato nel paese del Sol Levante dalla nonna materna.
La piccola Amélie è la trasposizione fedele di quei ricordi colorati e sformati dalle iperbole, dalle metafore e dai paradossi che caratterizzano lo stile e la verve dei libri di Amélie Nothomb. Dedicato al tempo della prima infanzia, è da una prospettiva adulta che questo racconto esistenziale e irriverente, venato di profonda nostalgia, si fa apprezzare al suo meglio. Recensione ❯
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