| Titolo originale | Eraserhead |
| Anno | 1977 |
| Genere | Horror, |
| Produzione | USA |
| Durata | 90 minuti |
| Regia di | David Lynch |
| Attori | Jack Nance, Charlotte Stewart, Jean Lange, Judith Roberts, Jeanne Bates Allen Joseph, Laurel Near. |
| Uscita | lunedì 26 maggio 2025 |
| Tag | Da vedere 1977 |
| Distribuzione | Lucky Red |
| Rating | Consigli per la visione di bambini e ragazzi: |
| MYmonetro | 3,81 su 1 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento martedì 20 maggio 2025
David Lynch al suo esordio firma questo horror sperimentale, girato in uno splendido bianco e nero, che descrive le allucinazioni, gli incubi e le vicende surreali e grottesche di un uomo pressoché minorato e della sua mostruosa progenie. In Italia al Box Office Eraserhead - La mente che cancella ha incassato nelle prime 10 settimane di programmazione 85,8 mila euro e 82,8 mila euro nel primo weekend.
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CONSIGLIATO SÌ
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Harry Spencer, strano ometto dall'acconciatura del tutto particolare, è un tipografo solitario piuttosto strambo che abita in un desolato appartamento nei sobborghi di una grande città che sembra essere chissà come sopravvissuta a qualche disastro o a qualche sfavorevole congiuntura economica o più probabilmente a una vera e propria apocalisse. Harry si vede costretto a sposare la fidanzata Mary, rimasta incinta. Quando il figlio nasce, è in sostanza un mostro e le cose, già complicate, si complicano ancora di più.
La trama, difficilmente riassumibile e talvolta anche indecifrabile nella sua apparente linearità, è probabilmente l'ultima cosa che conta in questo film, brillante contenitore di suggestioni, macabre inquietudini e acute riflessioni socio-psicologiche che si rincorrono tra loro ogni volta sorprendendo e turbando.
Girato nel corso di alcuni tribolati anni tra difficoltà varie e con un budget ridottissimo - a riprova che non sempre la mancanza di soldi è un limite alla creatività - è un film tuttora emozionante e spiazzante, un horror del tutto sui generis che si risolve in un lungo, unico, lugubre e al tempo stesso anche ironico, incubo a occhi aperti che riflette un'immagine deformata della nostra società post-industriale, tra detriti e palazzi fatiscenti. Un'introduzione migliore non poteva esserci al mondo bizzarro, poetico e suggestivo di David Lynch.
Questo, il suo primo lungometraggio, rappresenta l'alba di un nuovo autore che entra con la prepotenza e la spavalderia del naturale innovatore nella scena cinematografica e la percorrerà poi lasciandovi un segno indelebile, film dopo film, raramente (o forse mai) sbagliando un colpo anche quando, apparentemente, si piega alle ragioni della produzione.
Se c'è qualcuno cui può legittimamente attribuirsi l'abusato e francamente ormai un po' vuoto termine di "visionario", questi è sicuramente Lynch foss'anche solo (e così non è) per questo film, che Lynch riempie di immagini indimenticabili, di visioni straordinarie e che resta sfuggente e inafferrabile, sempre nuovo visione dopo visione. Si percepisce una sotterranea logica interna che rende ferrei e consequenziali i bizzarri sviluppi narrativi, ma come spesso capita alle opere d'arte, il film stimola interpretazioni sempre diverse e, senza dubbio in questo caso, sempre inquietanti.
Surreale come pochi altri film, Eraserhead è, sopra ogni altra cosa, una pellicola visuale: la stessa scelta di un bianco e nero contrastato e spettacolare pone il film su un piano di alterità ed eleganza stilistica di rara efficacia. Ma tutto nel film è singolare e appartenente a qualcosa che non si era mai visto prima, compresi gli spettrali intermezzi canori, di rara e per nulla confortante bellezza. Non mancano immagini che qualcuno potrà trovare sgradevoli, ottenute con effetti speciali di strana e rudimentale efficacia, ma anche questo fa parte del fascino di un'opera che cerca di stimolare, non di essere piacevole o amabile.
In un cast volenteroso, Jack Nance, destinato nella vita, suo malgrado, a una fine prematura e violenta, brilla in modo insostituibile nel ruolo del protagonista dando fisicità a un personaggio etereo e sublime.
Uno dei cult movies per eccellenza e difatti il critico Danny Peary lo include sin da subito - in un momento in cui il film, lungi dall'essere celebrato come un capolavoro, divide ancora critica e pubblico - nel suo epocale volume Cult Movies (1981), specificando che "meno sapete di questo film prima di vederlo, maggiori possibilità avrete di godervelo". Il suggerimento è saggio, ma in ogni caso il film, anche dopo averlo visto, resta misterioso, impermeabile ai tentativi di spiegazione razionale del suo significato. Un film che è semplicemente da guardare per restarne inevitabilmente rapiti.
Di fronte a un lavoro di Lynch generalmente tendono a sprecarsi analisi e commenti in senso non-interpretativo, come se la lettura mediata dell'opera dovesse necessariamente prevaricare e sovrapporsi a quella immediata risultando in una sostanziale indicibilità dell'opera stessa. La tentazione - non v'è dubbio - viene quasi spontanea, trattasi in fondo di opera di confine, un frullato di affreschi [...] Vai alla recensione »