“Nobody is perfect”. Non è solo una citazione. Non è neanche un omaggio. È proprio uno slancio autentico verso il cinema di Billy Wilder. La direzione è precisa: il finale di A qualcuno piace caldo. In Eternity la battuta viene pronunciata due volte, dai protagonisti maschili. Prima Larry e poi Luke. Entrambi sono innamorati di Joan. Ma non è una rivalità classica; tutti e tre sono morti. Ora hanno l’aspetto di quando erano giovani e si trovano in una specie di limbo nell’aldilà. La donna deve scegliere con chi dei due vuole passare l’eternità e ha solo una settimana per decidere. Larry è stato suo marito per moltissimi anni ed è morto durante un pranzo di famiglia soffocato da un pretzel. Luke invece è stato invece il primo marito di Joan ma è mancato giovanissimo durante la guerra di Corea.
Eternity si presenta così come un triangolo sentimentale ultraterreno, una situazione narrativa che è stata al centro di alcuni dei film più famosi di Billy Wilder. In Sabrina la protagonista, figlia dell’autista di una famiglia di miliardari, è corteggiata dai due rampolli. In L’appartamento il contabile della compagnia di assicurazioni ha messo gli occhi sull’addetta agli ascensori che però è anche l’amante del capo del personale. Il riferimento a questo film non finisce qui. Il modo di filmare la stazione di scambio dove ogni persona deceduta è in attesa del proprio destino mostra il protagonista confuso nella massa proprio come il personaggio interpretato da Jack Lemmon seduto alla sua scrivania in mezzo agli altri impiegati.
