Il cielo può attendere

Film 1943 | Commedia +13 112 min.

Titolo originaleHeaven Can Wait
Anno1943
GenereCommedia
ProduzioneUSA
Durata112 minuti
Regia diErnst Lubitsch
AttoriCharles Coburn, Marjorie Main, Gene Tierney, Don Ameche, Signe Hasso, Louis Calhern Allyn Joslyn, Maureen Roden-Ryan, Laird Cregar, Eugene Pallette, Helene Reynolds, Dickie Moore.
TagDa vedere 1943
RatingConsigli per la visione di bambini e ragazzi: +13
MYmonetro 3,84 su 8 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Regia di Ernst Lubitsch. Un film Da vedere 1943 con Charles Coburn, Marjorie Main, Gene Tierney, Don Ameche, Signe Hasso, Louis Calhern. Cast completo Titolo originale: Heaven Can Wait. Genere Commedia - USA, 1943, durata 112 minuti. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 - MYmonetro 3,84 su 8 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Dalla commedia Buon compleanno di Laszlo Bus-Fekete, i vari anniversari, dai sei ai sessantasei anni, di Van Cleve, un playboy. Il film ha ottenuto 3 candidature a Premi Oscar,

Consigliato assolutamente sì!
3,84/5
MYMOVIES 4,00
CRITICA N.D.
PUBBLICO 3,78
ASSOLUTAMENTE SÌ
Un capolavoro di elegantissima, sottile trasgressione.
Recensione di Giancarlo Zappoli
Recensione di Giancarlo Zappoli

Il settantenne Henry Van Cleve dopo la sua morte viene ricevuto all'Inferno, che ritiene sua destinazione, da 'Sua Eccellenza' al quale prende a narrare ciò che ha fatto in vita. Fin da bambino, figlio unico di una ricca famiglia newyorkese, aveva manifestato un particolare interesse per le grazie del gentil sesso. Giunto ai ventisei anni aveva portato via, con la benedizione del nonno, la promessa sposa al noioso e petulante cugino Albert. Dopo dieci anni di matrimonio la sposa, stanca delle sue continue avventure, aveva provato a tornare dai genitori finendo però con il ripensarci ma l'interesse per le altre, pur conservando l'amore per lei, non era cessato. Ora lo aspetta la condanna eterna?
"Prima che il film fosse terminato, ho incontrato forti opposizioni: il film non aveva alcuno scopo, non comunicava alcun 'messaggio'. Il protagonista si preoccupava solo di vivere bene e non cercava di compiere nessuna nobile azione. (...) Mi è riuscito di mostrare un matrimonio felice in una luce più autentica di quel che accade normalmente al cinema, dove i matrimoni riusciti sono descritti in genere come una cosa noiosissima, poco eccitante, tutta focolare domestico".
C'è tutto Lubitsch in questa dichiarazione così come c'è molto del suo cinema precedente in questo film che esce sugli schermi in piena seconda guerra mondiale seguendo di un anno lo 'scandalo' di Essere o non essere. Incontrando per la prima volta il Technicolor e vincendo la sfida con la descrizione 'astratta' dell'anticamera dell'Inferno e con i colori pastello della dimora dei Van Cleve, il regista affronta con disinvolta e solo apparente 'leggerezza'il tema della fedeltà matrimoniale tratteggiando il ritratto di una personalità divisa in due: da un lato l'amore eterno per una donna e dall'altro l'impossibilità di non prestare attenzione alle altre (tendenza che trasmetterà al figlio).
Di fatto Lubitsch si spinge però più in là non limitandosi alle avventure sentimentali del suo protagonista. C'è un profondo senso del passare del tempo con la malinconia che ciò finisce con il comportare a cui si aggiunge il senso del progressivo approssimarsi del trapasso. Si veda in proposito come vengono giocate le due situazioni (la morte della consorte, una splendida Gene Tierney, e quella di Henry) e come, nel secondo caso, si faccia l'ennesimo (ma ogni volta sempre originalmente sorprendente) utilizzo del 'non visto' grazie a una porta chiusa. Come sempre e ancor più di sempre il regista tedesco naturalizzato statunitense infonde in un suo film uno spirito europeo in cui levità e profondità di sguardo si fondono nell'intrattenimento.

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Un capolavoro di elegantissima, sottile trasgressione.
Recensione di Piero Di Domenico

Appena defunto, Henry van Cleve (Don Ameche) si ritrova al cospetto del diavolo, a cui racconta tutta la propria vita: viziato dai genitori, è stato iniziato ben presto ai piaceri della carne da una giovane cameriera, ha amato tantissimo le donne, restando però sempre fedele alla moglie. Il diavolo tuttavia non ritiene van Cleve degno di essere ospitato tra i dannati, e lo dirotta in Paradiso, accanto alle persone che ha amato in vita. Dalla commedia Compleanno di Lazlo Bus-Fekete, una delizia del cinquantenne Ernst Lubitsch, per la prima volta alle prese con il Technicolor. Un capolavoro di elegantissima, sottile trasgressione in cui il celebre 'Lubitsch touch' si esalta nel tono sarcastico, nelle allusioni erotiche, nei dialoghi spiritosi, nel piacere di concedersi al fantastico. Una commedia che riassumendo in flashback i 60 anni di vita di un uomo, ostentatamente pretende di 'non dire nulla', ma 'costituisce la ricapitolazione di moltissimi motivi e figure archetipiche che hanno ossessionato Lubitsch fin dagli inizi della sua carriera'.

Sei d'accordo con Piero Di Domenico?
Su MYmovies il Dizionario completo dei film di Laura, Luisa e Morando Morandini

Dalla commedia Birthday di Ladislas Bus-Fekete: una volta morto, Henry Van Cleve, impenitente donnaiolo, si presenta alle porte dell'inferno, ma Lucifero, dopo avere ascoltato il suo rapporto autobiografico, ritiene opportuno mandarlo "in alto", vicino alle persone da lui amate. Una delizia del cinquantenne E. Lubitsch per la prima volta alle prese con il Technicolor. È una commedia che, riassumendo in flashback i 60 anni di vita di un uomo, ostentatamente pretende di "non dire nulla", ma "è la ricapitolazione di moltissimi motivi e figure archetipiche che hanno ossessionato Lubitsch fin dagli inizi: il mito di Don Giovanni, quello di Faust, quello del Doppio, la funzione della donna come Madre e come Morte" (G. Fink).

Tutte le recensioni de ilMorandini
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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
domenica 4 luglio 2010
Mr.619

Sontuosa e galante commedia romantica vestita di un leggero ed impercettibile velo metafisico ( ed ornante a mo' d'opera artistica il quadro vitale del protagonista) che non stanca mai lo spettatore nella fedele copiatura che fornisce delle dolcezze e dei piaceri dell'esistenza, annessa l'aporia dilemmatica della vecchiaia e del funesto trascorrere del tempo.

mercoledì 1 settembre 2010
Luca Scialo

Henry van Cleve è un don giovanni dal cuore tenero, che non è mai riuscito nei fatti a tradire la moglie. Giunto al cospetto del Diavolo dopo una dolce morte che forse ogni uomo spera, gli racconta i 70 anni della sua vita, dimostrandogli che forse non merita davvero l'Inferno... Tratto dal romanzo "Compleanno" di Lazlo Bus-Feket, trattasi di una commedia, soave, piacevole, [...] Vai alla recensione »

Frasi
Oh, si levi dai piedi lei e il suo termometro!
Dialogo tra Bediliah, infermiera nel parco (Maureen Roden-Ryan) - Henry van Cleve (Don Ameche)
dal film Il cielo può attendere
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