Giorni perduti

Film 1945 | Drammatico +16 101 min.

Titolo originaleThe Lost Weekend
Anno1945
GenereDrammatico
ProduzioneUSA
Durata101 minuti
Regia diBilly Wilder
AttoriHoward Da Silva, Ray Milland, Jane Wyman, Frank Faylen, Doris Dowling, Phillip Terry Mary Young, Anita Sharp-Bolster, Lillian Fontaine, Frank Orth, Lewis L. Russell.
TagDa vedere 1945
RatingConsigli per la visione di bambini e ragazzi: +16
MYmonetro 4,17 su 7 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Regia di Billy Wilder. Un film Da vedere 1945 con Howard Da Silva, Ray Milland, Jane Wyman, Frank Faylen, Doris Dowling, Phillip Terry. Cast completo Titolo originale: The Lost Weekend. Genere Drammatico - USA, 1945, durata 101 minuti. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +16 - MYmonetro 4,17 su 7 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Danny Berman è un alcolizzato quasi senza speranza. Sarebbe uno scrittore, ma naturalmente non ha la lucidità per fare qualcosa di buono. Il film ha ottenuto 7 candidature e vinto 4 Premi Oscar, Il film è stato premiato al Festival di Cannes,

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Consigliato assolutamente sì!
4,17/5
MYMOVIES 4,50
CRITICA
PUBBLICO 3,84
ASSOLUTAMENTE SÌ

Danny Berman è un alcolizzato quasi senza speranza. Sarebbe uno scrittore, ma naturalmente non ha la lucidità per fare qualcosa di buono. Sopravvive grazie al fratello che lo ospita e lo cura, e all'amore di una ragazza quasi masochista che gli perdona tutto e lo sostiene in tutti i modi. Nel suo quotidiano Danny ha un solo scopo: procurarsi liquori, con ogni mezzo. Ha messo a punto delle strategie geniali: come farsi dare dieci dollari dalla governante, come nascondere le bottiglie, come ottenere credito al bar, come sfruttare la simpatia di una donna. Naturalmente la situazione peggiora, la spirale è irreversibile. Lo si capisce quando Danny va a riscattare una pistola che aveva precedentemente impegnato. Ma, ancora una volta, l'amore della sua ragazza lo salva. Danny si riscatterà tornando a scrivere. La sua sofferenza personale sarà praticamente il soggetto del film. In prospettiva l'argomento potrebbe essere quasi una metafora della droga. Il problema alcool, per quanto presente, può essere considerato nei film obsoleto, ma allora Giorni perduti sconvolse non solo gli alcolizzati. L'efficacia impressionante del linguaggio di Wilder costrinse tutti a considerare il problema. Fra le sequenze fondamentali, mai più ripetibili, il delirio di Milland che vede scarafaggi e pipistrelli uscire da un buco nella parete. Wilder non si preoccupò di fare mediazioni a favore del pubblico, cercò di raccontare la realtà in modo crudo, quasi violento, in una chiave realistica quasi europea, con una sola eccezione: il finale davvero troppo "lieto". Wilder lavorò alla sceneggiatura col suo scrittore preferito, Charles Brackett, sulla base del romanzo di Charles Jackson. Oscar come miglior film. Wilder ottenne la statuetta come regista e sceneggiatore. E anche Milland ebbe il premio come attore protagonista.

Recensione di Stefano Lo Verme

Don Birnam è uno scrittore in crisi che affonda le proprie frustrazioni e insicurezze nell'alcool, al punto da rischiare di distruggersi la vita; suo fratello Wick e la sua fidanzata Helen tentano in ogni modo di stargli vicino e di aiutarlo, ma Don è capace di ricorrere a qualunque mezzo pur di procurarsi una bottiglia. Fino a quando la sua ossessiva dipendenza non lo farà precipitare in un baratro senza fondo...
Ad appena un anno di distanza dal capolavoro noir La fiamma del peccato, il mitico regista Billy Wilder ha diretto un altro dei suoi film più famosi e apprezzati, Giorni perduti. Tratto dal romanzo omonimo di Charles R. Jackson, adattato per il grande schermo dallo stesso Wilder in coppia con il fedele collaboratore Charles Brackett, Giorni perduti si è aggiudicato la Palma d'Oro alla prima edizione del Festival di Cannes nel 1946, e ancora oggi resta in assoluto la più importante pellicola mai realizzata sul controverso tema dell'alcolismo e sugli effetti che questo terribile vizio è in grado di produrre sull'esistenza di un essere umano. Accolta da un enorme successo di critica e di pubblico all'epoca della sua uscita nelle sale, l'opera di Wilder ha ottenuto una valanga di riconoscimenti, fra cui tre Golden Globe e ben quattro premi Oscar: miglior film, regia, attore e sceneggiatura.
Personaggio centrale della storia è Don Birnam, uno scrittore fallito interpretato con straziante intensità dal caratterista inglese Ray Milland (vincitore dell'Oscar e premiato come miglior attore a Cannes). Incapace di affrontare le difficoltà della propria vita, Don preferisce rifugiarsi nell'alcool, fino a diventarne completamente schiavo: nella prima parte, infatti, ci vengono mostrati tutti gli espedienti utilizzati dall'uomo allo scopo di poter bere (ingegnoso il modo in cui nasconde le bottiglie), per proseguire poi con un itinerario attraverso gli squallidi bar di una New York grigia e desolata (le riprese sono avvenute in autentici esterni), in uno scenario che rappresenta in maniera emblematica il senso di alienazione e di solitudine di un individuo avviato lungo una strada senza ritorno. Le atmosfere allucinate del film sono accentuate dal taglio espressionista della fotografia di John F. Seitz, che si serve in maniera formidabile dei contrasti fra luce e ombra per sottolineare la progressiva discesa nella follia del protagonista, e dalle musiche di Miklós Rózsa. Influenzato in maniera evidente dal cinema europeo e dalle tematiche del nascente neorealismo, Giorni perduti può essere considerato come il più crudo e drammatico dei film di Wilder, un'opera in cui l'amaro pessimismo sulla condizione umana è solo in parte mitigato da un consolatorio lieto fine, nel quale Don verrà salvato appena in tempo grazie all'amore della sua fidanzata Helen St. James (Jane Wyman). Tra le varie sequenze della pellicola, si stampano nella memoria quelle della notte trascorsa dal protagonista all'interno di un istituto di igiene mentale, durante la quale prendono forma i suoi peggiori incubi: a dir poco agghiacciante la scena onirica in cui la sua stanza viene invasa da ratti e pipistrelli, in un selvaggio quanto terrificante momento di delirio.

Sei d'accordo con Stefano Lo Verme?
Su MYmovies il Dizionario completo dei film di Laura, Luisa e Morando Morandini

Preda dell'alcol per consolarsi degli scarsi successi letterari, scrittore in crisi allontana da sé il fratello e la donna che lo ama. Tenta il suicidio, ma la donna non si rassegna. Tratto da un romanzo di Charles Jackson, è il film più germanico (espressionista) del geniale Wilder: un classico dell'alcolismo (rappresentato come vizio solitario che sfocia, alla lettera, in uno spettacolo "solitario"), sullo sfondo di una New York allucinata. Consigliabile (o no?) a chi beve più di un litro al giorno. 4 Oscar: miglior film, regia, sceneggiatura (Charles Brackett, Wilder) e Milland. L'avrebbero meritato anche la fotografia di John F. Seitz (per l'uso della profondità di campo) e le musiche di M. Rosza. Palma d'oro al 1° Festival di Cannes.

Tutte le recensioni de ilMorandini
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RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
venerdì 7 ottobre 2011
Paolo Bisi

Trentenne scrittore ormai senza alcuna speranza, si rifugia nell'alcool, che diventa presto la sua unica ragione di vita. Arriva addirittura a scacciare il fratello che lo mantiene e la fidanzata Helen. Il primo lo abbandona, mentre la seconda non perde mai la speranza di salvarlo. Girato prevalentemente in studio, fatta eccezione per qualche immagine di una New York mai così povera e [...] Vai alla recensione »

martedì 24 maggio 2011
riccardo-87

Billy wilder descrive la tragedia di Don Birman, uno scrittore senza idee (Ray Milland, meritatamente premiato con l’oscar), preda dell’alcol e in balia del romanzo che non riesce a scrivere (“la bottiglia”). Il film narra l’autodistruzione inevitabile a cui va in incontro chi percorre la strada del bicchiere, da cui non si esce con un semplice atto di volontà, [...] Vai alla recensione »

giovedì 28 ottobre 2010
il cinefilo

TRAMA:Uno scrittore fallito sprofonda nell'alcolismo con tutti i danni che ne conseguono...COMMENTO:Il maestro della commedia Billy Wilder ha dimostrato una bravura mostruosa anche per quanto riguarda il cinema drammatico(con altre opere,oltre a questa,come L'ASSO NELLA MANICA e VIALE DEL TRAMONTO)affrontando,a volte,anche tematiche"controcorrente"per l'epoca in cui sono [...] Vai alla recensione »

domenica 2 agosto 2020
samanta

Billy Wilder è stao uno dei più grandi registi di Holllywood (2 Oscar per la regia e 3 per la sceneggiatura) per Giorni Perduti ricevette 2 Oscar (regia e sceneggiatura,) aveva la capacità di passare con disinvoltura da film drammatici (L'asso nella manica, Viale del Tramonto) a commedie (Sabrina, A qualcuno piace caldo, L'appartamento, Prima pagina) .

sabato 18 marzo 2017
emanuele marchetto

Uno scrittore deluso vive il problema dell'alcolismo e, nonostante l'aiuto della fedele fidanzata e del fratello, percorre il cammino della dipendenza fino all'ultimo stadio della degradazione, deciso ormai a farla finita. Premiato al primo festival di Cannes (nel 1946), oltre che agli Oscar, uno dei tanti capolavori girati da Billy Wilder.

giovedì 19 agosto 2010
Luca Scialo

Don Birman è uno scrittore in crisi che non riesce a sfondare malgrado da giovanissimo sia stato una promessa. Affoga la sua crisi creativa nell'alcol, in modo esagerato e senza scampo, nonostante i tentativi di dissuaderlo del fratello e della compagna. Un weekend, mentre questi ultimi due partono per una breve vacanza, lui decide di trascorrerlo a casa e sfidare questo suo vizio che sembra [...] Vai alla recensione »

martedì 13 ottobre 2009
Tony71

Una New York così realistica non si era mai vista prima. e un Ray Milland così in forma neanche. Bellissimo film

giovedì 5 febbraio 2015
il befe

che dramma

sabato 31 marzo 2012
stefania campagnuolo

Sì, è consigliabile stefania C

Frasi
"Quando ero di là a fare la valigia la mia mente non era con la valigia, né con la gita domenicale, e neppure con le camicie che mettevo dentro. La mia mente era appesa fuori dalla finestra, pendeva a ciondoloni, mezzo metro più in giù. Là, in quell'immensa foresta di cemento armato, chissà quanti ce ne sono come me, povera gente indemoniata bruciata dalla sete. E gli uomini si divertono alla loro comincità mentre barcollando vanno alla cieca verso altre brezze, verso altre baldorie"
Don Birnam (Ray Milland)
dal film Giorni perduti - a cura di Principe
STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
Mario Gromo
La Stampa

Il film è tratto da un romanzo di Charles Jackson, Lost Weekend, che è quasi un soliloquio, in terza persona, di un alcoolizzato. Un intellettuale, uno scrittore fallito, mantenuto per pietà dal fratello, e vanamente amato da Elena, una dolce fanciulla. Di pagina in pagina, di capitolo in capitolo, è l'ossessione di un altro sorso d'alcool, un'ossessione sempre più incalzante, frenetica, allucinata; [...] Vai alla recensione »

winner
miglior film
Premio Oscar
1946
winner
miglior regia
Premio Oscar
1946
winner
miglior attore
Premio Oscar
1946
winner
miglior scenegg.ra non origin.
Premio Oscar
1946
winner
miglior attore
Festival di Cannes
1946
winner
gran premio collettivo
Festival di Cannes
1946
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