In streaming su MYmovies sarà possibile partecipare gratuitamente agli incontri del festival tra cui quello con la star Kevin Costner.
Ogni anno, tra fine luglio e inizio agosto, il vento che nerba il golfo di Squillace viene mitigato per una decina di giorni dagli schermi che illuminano il lungomare di Catanzaro Lido per il Magna Graecia Film Festival, ora alla sua 21° edizione, sempre diretto da Gianvito Casadonte e ancora con il suo riconoscibilissimo profilo spettacolare.
Già, perché dal 27 luglio al 4 agosto quella linea di costa calabrese sarà solcata dall’oramai rituale connubio di esordienti e star, opere prime e blockbuster, presentazioni letterarie e incontri con il pubblico cinematografico, per un mix sfrontato di passione e mostrazione. Qualche nome a citazione libera: Kevin Costner, Tim Robbins, Michele Riondino, Claudio Bisio, Edoardo Pesce, Jerry Calà...
GLI INCONTRI SARANNO VISIBILI GRATUITAMENTE IN STREAMING SU MYMOVIES
Diviso tra i concorsi di opere prime e seconde (italiane, internazionali e documentari), il festival raccoglie gli esordi e le conferme più importanti della stagione, e partendo dalla sezione dedicata alla produzione nazionale abbiamo in fila due comici generazionali da televisione e stand-up, Claudio Bisio con L’ultima volta che siamo stati bambini e il suo racconto di formazione durante la Seconda Guerra Mondiale, e la Michela Giraud di Flaminia, discesa agli inferi in quel Vietnam che è Roma Nord.
È poi il turno degli attori che si voltano per andare dietro la macchina da presa: Michele Riondino presenta il suo fortunato e purtroppo funesto Palazzina Laf sull’insormontabile ILVA di Taranto, mentre Brando De Sica spiazza tutto e tutti con il gotico grottesco di Mimì – Il principe delle tenebre. Primi credits come registi anche per due nomi che in realtà ne hanno di lavori alle spalle tra teatro e cortometraggi, cioè Francesco Frangipane con Dall’alto di una fredda torre e Gianluca Santoni con Io e il Secco.
Stati Uniti, Malesia, Francia, Giordania e Spagna – questi i paesi presenti nel concorso internazionale. Con diversi gradienti emotivi: c’è il post-apocalittico di Alec Tibaldi con Lazareth, la sopravvivenza quotidiana che si fa emersione di Abang e Adik a firma Lay Jin Ong, la rabbia di provincia mostrata da Jean-Baptiste Durand in Chien de la casse, Amjad Al Rasheed che racconta delle difficoltà religiose e burocratiche di una donna giordana con Inshallah a Boy, il conflitto di genere dentro e fuori da sé presente in 20.000 specie di api di Estibaliz Urresola Solaguren.
Tanti sguardi in tante direzioni diverse anche per la sezione documentari, iniziando con le lotte del presente di L’avamposto e MUR, il primo diretto da Edoardo Morabito con un occhio sulla gestione della foresta amazzonica, il secondo il ritorno a casa di Kasia Smutniak per filmare e testimoniare il muro che la Polonia sta erigendo al confine con la Bielorussia. Ci sono poi l’avventura forzata ma rivelatrice delle tre donne al centro di In viaggio con Lei di Gianluca Gargano, le immersioni nelle immagini de Il mare nascosto di Luca Calvetta a partire da Il piccolo principe e quella nel cinema di Ettore Scola e Luciano Riccieri con Tutte le cose che restano di Cinzia Lo Fazo.
Il versante cinematografico si chiude con la vetrina dedicata alle opere incentrate sulla regione che ha dato i natali al festival, tra voglia di esposizione e necessità di approfondimento: Kalavria di Cristina Mantis, Fuliggine di Domenico Pisani e soprattutto Cutro, Calabria, Italia di chi lì è di casa come Mimmo Calopresti.
Il Magna Graecia Film Festival, come ben sappiamo, però è anche passerella e luccichio, quest’anno ancora più intensi con gli incontri con Kevin Costner e la proiezione di Horizon – An American Saga – Capitolo 1, il concerto di Tim Robbins con la sua The Rogues Gallery Band, e poi Carlo Carlei, Raoul Bova, Michel Platini...
Tutto sul mare, tutto sulla costa che una volta era grande e tale vuole tornare.