20.000 specie di api

Film 2023 | Drammatico, +13 125 min.

Titolo originale20.000 especies de abejas
Titolo internazionale20.000 Species of Bees
Anno2023
GenereDrammatico,
ProduzioneSpagna
Durata125 minuti
Regia diEstibaliz Urresola Solaguren
AttoriSofia Otero, Patricia López Arnaiz, Ane Gabarain, Itziar Lazkano, Martxelo Rubio Sara Cozar, Miguel Garcés.
Uscitagiovedì 14 dicembre 2023
TagDa vedere 2023
DistribuzioneArthouse
RatingConsigli per la visione di bambini e ragazzi: +13
MYmonetro 3,31 su 14 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Regia di Estibaliz Urresola Solaguren. Un film Da vedere 2023 con Sofia Otero, Patricia López Arnaiz, Ane Gabarain, Itziar Lazkano, Martxelo Rubio. Cast completo Titolo originale: 20.000 especies de abejas. Titolo internazionale: 20.000 Species of Bees. Genere Drammatico, - Spagna, 2023, durata 125 minuti. Uscita cinema giovedì 14 dicembre 2023 distribuito da Arthouse. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 - MYmonetro 3,31 su 14 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Ultimo aggiornamento martedì 12 dicembre 2023

Una madre dovrà fare i conti con una crisi personale e con quella di suo figlio. Il film è stato premiato al Festival di Berlino, ha ottenuto 1 candidatura agli European Film Awards, ha ottenuto 14 candidature a Goya, In Italia al Box Office 20.000 specie di api ha incassato 17,5 mila euro .

Consigliato sì!
3,31/5
MYMOVIES 3,50
CRITICA 3,12
PUBBLICO
CONSIGLIATO SÌ
Una regia agile che esplora il tema del genere e ci fa porre delle domande, impedendoci di chiamarcene fuori.
Recensione di Paola Casella
martedì 28 novembre 2023
Recensione di Paola Casella
martedì 28 novembre 2023

Aitor detto Cocò ha otto anni e un alter ego, Lucia: se Aitor è nato biologicamente maschio, Lucia è la femmina che il bambino ha sempre sentito di essere. La madre percepisce questa differenza in suo figlio e cerca di accoglierla, mentre la nonna, pur essendo molto affezionata al nipotino, la rifiuta tout court, e anche la comunità rurale che circonda la famiglia non è pronta a venire a patti con il concetto stesso di un'identità transgender in via di sviluppo. Durante un'estate trascorsa in campagna vicino alle arnie dei produttori locali di miele tutti dovranno confrontarsi con la possibilità che esistano ventimila specie diverse di api e almeno altrettante identità di genere, scegliendo da che parte stare nello spettro dell'accettazione di questa variegata diversità.

20.000 specie di api è l'opera prima della sceneggiatrice e regista spagnola Estibaiz Urresola Solaguren ed è già valsa l'Orso d'Argento al Festival di Berlino per la Migliore attrice a Sofia Otero, la bambina che interpreta il ruolo di Aitor comprendendone a fondo e restituendone in mille sfumature tutto il tormento identitario: un'interpretazione davvero strabiliante per sensibilità e per mimesi di genere.

Come sempre a fare la differenza, oltre alla qualità della recitazione della piccola Otero, è il modo in cui Urresola Solaguren ha scelto di mettere in scena questa storia, attraverso una regia agile e inquisitiva che si intrufola negli ambienti che racconta così come nella personalità complessa dei suoi personaggi. 20.000 specie di api esplora il tema del genere non solo attraverso il/la suo/a protagonista ma anche attraverso le figure della madre, della nonna e di una zia che ha forse attraversato la stessa crisi identitaria di Aito/Lucia ma in un'epoca in cui non era possibile portarla in superficie. Ognuna di queste donne è a sua volta impegnata a confrontarsi con la propria femminilità, e questo in un contesto culturale latino che sull'argomento ha regole non scritte ma assai ben codificate.

Altri tema cui il film allude sono il conflitto fra il desiderio di preservare la memoria, e dunque anche la tradizione culturale, e quello di andare incontro al cambiamento, o la vergogna sociale nel non riconoscersi nella propria comunità di riferimento che si manifesta tanto nelle minzioni notturne di Aitor quanto nella volontà della nonna di salvare dal macero solo una scultura, quella appunto intitolata "Vergogna". Non sapremo mai quale fra le tante pulsioni contrapposte avrà la meglio, né se Aitor potrà finalmente diventare per tutti Lucia: ma è sufficiente mettere sul piatto queste questioni per cominciare a porci le domande che la contemporaneità ci mette davanti in modo sempre più frequente, e per impedirci di chiamarcene fuori.

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FOCUS
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domenica 10 dicembre 2023
Roberto Manassero

Lo scorso febbraio 20.000 specie di api è stato presentato in concorso alla Berlinale, dove la sua piccola interprete protagonista, Sofia Otero, ha vinto un meritatissimo premio per la Miglior interpretazione: una bambina dal talento naturale, strabiliante, che nel film interpreta un bambino che a sua volta dentro di sé sente di avere una personalità femminile… 

Una confusione di ruoli e apparenze fortemente cercata dalla scrittrice, sceneggiatrice e regista Estibaliz Urresola Solaguren, che con questo suo primo lungometraggio affronta la questione oggi sempre più comune dell’identità di genere e la osserva da una duplice prospettiva: quella del protagonista Aitor – otto anni, nato maschio ma con la consapevolezza di avere dentro di sé un’altra persona, Lucia, nata femmina – e quella del villaggio di campagna dove il bambino passa l’estate insieme con la mamma, figlio di una cultura non ancora pronta ad accettare l’incertezza dell’attribuzione sessuale.

Come in un altro film spagnolo premiato a Berlino, Alcarràs - L’ultimo raccolto di Carla Simón, Orso d’oro nel 2022, e prima ancora nel film d’esordio della stessa Simón, Estate 1993, anche 20.000 specie di api mette in scena il percorso di crescita di una piccola personalità in un contesto rurale: dalla Catalogna si passa alla regione basca della Nuova Aquitania, al confine tra Spagna e Francia, dove le atmosfere luminose ed en plein air fanno risaltare in maniera ancora più netta e simbolica lo scontro fra natura e cultura, idillio e scontro al centro del film.

STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
mercoledì 20 dicembre 2023
Raffaele Meale
Quinlan

"Che cosa c'è in un nome? Ciò che noi chiamiamo con il nome di rosa, anche se lo chiamassimo con un altro nome, serberebbe pur sempre lo stesso dolce profumo"; così la pensava qualche secolo fa Giulietta, o se non lei direttamente William Shakespeare. Sono trascorsi oltre quattro secoli dalla morte del Bardo, e la situazione sembra essere radicalmente cambiata, con una profonda accelerazione "cinematografic [...] Vai alla recensione »

domenica 17 dicembre 2023
Massimo Causo
Duels.it

Siamo nell'alveo di una narrazione delle articolazioni gender applicate alla sfera identitaria fluida dell'infanzia e dell'adolescenza, ma l'esito è piuttosto diverso dalle efficaci rifiniture di Lukas Dhont (Close e Girl ), tanto quanto dalla dimensione più mentale e astratta del notevole They di Anahita Ghazvinizadeh: 20.000 specie di api, opera prima della regista basca Estibaliz Urresola Solaguren [...] Vai alla recensione »

venerdì 15 dicembre 2023
Nicola Falcinella
L'Eco di Bergamo

È estate e la quarantenne Ane torna da Bayonne, in Francia, dove vive con il marito, nel paese natale nei Paesi Baschi per il battesimo di un parente. La accompagnano i tre figli, tra i quali emerge il minore, il ritroso Aitor di otto anni, chiamato da tutti Cocò sebbene non ami il nomignolo. Per via dei capelli lunghi, le signore del paese lo scambiano per una bambina.

giovedì 14 dicembre 2023
Marco Contino
Il Mattino di Padova

Aitor, otto anni, è un bambino che cerca disperatamente di esistere. Ma senza un nome che senta davvero suo, non può farlo. Perché lui, in realtà, si accetta solo come Lucía ed ha un'anima profondamente femminile. Sua madre ne avverte il disagio e lo asseconda senza, però, affrontarlo davvero. Quando la famiglia parte per trascorre qualche giorno di vacanza dalla nonna in una piccola comunità dei Paesi [...] Vai alla recensione »

martedì 12 dicembre 2023
Ilaria Feole
Film TV

Aitor ha otto anni e odia il suo nome, perché risponde al genere maschile nel quale si sente intrappolata; tollera perfino il fastidioso nomignolo Cocò, se questo le permette di essere "scambiata" dai coetanei per una femmina. La sua vita già piena di piccole bugie e di domande troppo grandi per esser pronunciate (il papà dorme sul divano, il nonno era uno scultore col vizio di fotografare nude le [...] Vai alla recensione »

domenica 10 dicembre 2023
Francesco Del Grosso
Cineclandestino

Dopo la conquista dell'Orso d'Argento per la miglior performance protagonista alla 73esima Berlinale, la vittoria di altri importanti riconoscimenti ai festival di Calgary, Atene, Seattle, San Sebastián, Hong Kong e Guadalajara, la candidatura al LUX Audience Award e a ben quindici premi Goya, per 20.000 specie di api è venuto il momento di affacciarsi anche nelle sale italiane dopo una prima apparizione [...] Vai alla recensione »

martedì 5 dicembre 2023
Lorenzo Ciofani
La Rivista del Cinematografo

Ci si può sentire fuori posto a otto anni (e se mettessimo un punto interrogativo alla fine della frase faremmo torto all'intelligenza). E più che negare l'evidenza, sarebbe meglio mettersi accanto ai dubbi, ai tormenti, agli smarrimenti. Così fa Estibaliz Urresola Solaguren, che con 20.000 specie di api debutta nel lungometraggio dopo alcuni pluripremiati corti e documentari: non giudica e non teme, [...] Vai alla recensione »

lunedì 4 dicembre 2023
Alessandro De Simone
Ciak

Coco ha otto anni, tutti insistono a chiamarlo Aitor, ma lui non si riconosce in quel nome. Sua madre, Ane, è in crisi professionale e sentimentale, approfitta delle vacanze per recarsi con i suoi tre figli a casa della madre. Questa estate cambierà le loro vite, costringendo tre generazioni di donne a confrontarsi con i loro dubbi e le loro paure. Presentato alla Berlinale 2023, 20.

sabato 25 febbraio 2023
Giovanni Spagnoletti
Close-up

Ormai quasi in dirittura d'arrivo, è abbastanza chiaro che uno dei fili rossi del Concorso della Berlinale 2023 è quello riguardante il tema della famiglia e delle sue possibili evoluzioni oggi. Paradigmatico sotto questo aspetto, è l'opera prima della regista basca Estibaliz Urresola Solaguren: nel suo 20.000 especies de abejas (20.000 specie di api) - valutazione *** stelle - ci racconta della crisi [...] Vai alla recensione »

venerdì 24 febbraio 2023
Paola Assom
NonSoloCinema

Un film profondo e delicato, sensibile e lieve, un modo davvero meraviglioso di trattare un problema reale e serio, che ha un nome pesante e astruso "disforia di genere". Aitor, otto anni, non accetta il suo nome e non gli piace nemmeno il soprannome di Cocò, si rifiuta di tagliare i capelli, si fa spesso la pipì nel letto e vuole sempre dormire nel lettone con la mamma.

venerdì 24 febbraio 2023
Andrea Chimento
Il Sole-24 Ore

Tra i titoli della competizione che hanno fatto maggiormente parlare di sé c'è anche "20.000 especies de abejas", opera prima della regista basca Estibaliz Urresola Solaguren.Protagonista è Aitor che, a otto anni, sta cercando di capire di più se stesso e la sua identità. Durante un'estate esprimerà il suo disagio esistenziale e inizierà ad affrontare il complicato rapporto con la figura materna.

mercoledì 22 febbraio 2023
Simone Emiliani
Sentieri Selvaggi

Scorre sotto pelle la transizione sessuale ne debutto nel lungometraggio della cineasta di Bilbao Estibaliz Urresola Solaguren. Un'estate nei paesi baschi diventa il luogo dove cambia tutto per Aitor, un bambino di 8 anni che sta soffrendo perché le persone si rivolgono a lui in un modo che lo mettono a disagio. Si sente femmina ma ha paura a far emergere la sua identità.

mercoledì 22 febbraio 2023
Adriano De Grandis
Il Gazzettino

Un ulteriore debutto che si sofferma su uno degli aspetti più urgenti al cinema d'autore controcorrente: la transizione sessuale. Aitor è un bambino di 8 anni, che sente impellente il richiamo a una femminilità inconfessabile, attorniato da una famiglia che vive il problema in modo differente (la madre empatizza, la nonna meno, il padre per niente).

NEWS
VIDEO
giovedì 7 dicembre 2023
 

L'opera prima di Estibaiz Urresola Solaguren. Premiata con l'Orso d'Argento al Festival di Berlino per la Migliore attrice alla piccola Sofia Otero. Dal 14 dicembre al cinema. Guarda la clip »

NEWS
martedì 5 dicembre 2023
 

Una madre dovrà fare i conti con una crisi personale e con quella di suo figlio. Vai all'articolo »

TRAILER
venerdì 10 novembre 2023
 

Estibaliz Urresola Solaguren dirige un dramma al femminile, interpretato dalla piccola Sofia Otero che, per questo ruolo, ha vinto l'Orso d'Argento alla Berlinale. Dal 14 dicembre in sala. Guarda il trailer »

winner
miglior int. protag.
Festival di Berlino
2023
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