Angela Schanelec esplora la comunicazione, il dolore inespresso e le dinamiche complesse di una relazione sentimentale. In concorso alla Berlinale.
di Claudia Catalli
Thomas è un gruista alle prese con il suo lavoro in cantiere. Un giorno le colleghe lo avvisano della chiamata improvvisa di sua moglie Clara. Quando la richiama scopre che è in ospedale, lui corre da lei. Quando lei riuscirà a parlare gli confesserà che nell'incidente è morto un uomo che stava frequentando. La rivelazione della relazione extraconiugale aprirà crepe di dolore e incomprensione, Thomas crollerà in un attacco di panico e ciò che resta di un matrimonio proverà ad essere ricomposto in un bungalow di periferia.
Sconsigliato a chi non ama i film verbosi, pieni di dialoghi spesso teatrali, fiumi di parole e ragionamenti multipli sui sentimenti e le relazioni.
Congelando le reazioni sentimentali dietro la coltre di un (iper)controllo formale e minimalista, funzionale a evocare la distanza siderale che si crea tra i protagonisti, rischia di lasciare perplesso il pubblico, che manca di coinvolgere con un ritmo più sostenuto che senz'altro avrebbe giovato.