«Voglio ringraziare tutti voi fan che avete reso questo possibile, il vostro magnifico supporto per la AFSP [American Foundation for Suicide Prevention], la vostra incredibile passione per questa visione che state per vedere e che voi avete fatto concretizzare. Da parte mia e di Debbie [Deborah Snyder] vi ringrazio profondamente».
Con queste parole Zack Snyder ha introdotto la Virtual Première del suo Justice League, più noto come “Snyder's Cut”. Il film esiste solo per la pressante campagna che i fan del regista, e di una certa visione dei personaggi DC Comics, hanno tenuto in vita per ben tre anni, versando la metà delle donazioni raccolto all'associazione americana per la prevenzione dei suicidi. Il film è infatti dedicato ad Autumn [Snyder], ossia la figlia del regista che si è suicidata durante la lavorazione di Justice League, portando Snyder a un comprensibile abbandono e lasciando il film in mano a Joss Whedon. La versione uscita in sala era una sorta di mostro bicefalo e da subito è stata rifiutata dai fan, ma la Warner ha a lungo negato che davvero esistesse una versione alternativa e completa firmata da Snyder. I fan, con piglio da complottisti, non ci hanno creduto e hanno insistito finché la Warner non si è rassegnata a far ultimare al regista il proprio progetto – che comunque non era già pronto e impacchettato e ha richiesto 70 ulteriori milioni di dollari in post-produzione e qualche minuto di nuove riprese.
Il risultato dell'operazione è quindi non solo un film voluto dai fan, ma un film per i fan. Tutti coloro che non amano particolarmente lo stile di Snyder saranno respinti da quattro ore dei suoi plumbei ralenti. Allo stesso modo chi non ha particolare interesse per le sorti dei personaggi DC Comics troverà ben poca redenzione in questa nuova versione del film, visto che la trama è sostanzialmente la stessa ma la durata è raddoppiata.