James Ivory nel 1985 dirige Camera con vista, un cult ambientato nel primo Novecento che propone il ritratto di una facoltosa società inglese. Daniel Day-Lewis è Cecil Vyse, la quintessenza dandy che prova un totale disprezzo per le classi sociali sotto di lui o, a suo dire, «la plebe». La giovane Lucy si reca a Firenze, sperando di soggiornare alla pensione Bartolini nell'ambita "camera con vista", ma il suo desiderio non viene esaudito. A cena dalla famiglia Emerson, però, due invitati le offrono di scambiare le stanze e lei riesce ad ottenere ciò che vuole, conoscendo il ribelle e affascinante George Emerson. Cecil Vyse è il fidanzato che i genitori di Lucy hanno scelto per lei, ma è un tipo noioso e troppo perfetto, schiavo delle convenzioni, quindi la storia non è destinata al matrimonio, come invece succede tra con George. Camera con vista è la conferma che, anche nei ruoli secondari, Daniel Day-Lewis offre il suo contributo in perfetta sintonia con il ruolo, utile alla riuscita finale del film.
"Lo strumento dell'attore non sia il corpo, ma il proprio universo psichico". Niente meglio di questa frase di Stanislavskij descrive il lavoro svolto da Daniel Day-Lewis per vestire i panni di Christy Brown nel film Il mio piede sinistro diretto da Jim Sheridan, nel 1989. Nell'Irlanda degli anni '30 Brown è un artista che nasce con una paralisi cerebrale che non gli permette di parlare e muoversi come tutti gli altri. Costretto su una sedia a rotelle egli scopre di poter utilizzare solo il suo piede sinistro per comunicare, scrivendo e disegnando i suoi pensieri e in seguito le sue opere che lo rendono un pittore affermato. Day-Lewis, in questo caso, ha dovuto contare soprattutto sul proprio corpo, e non sulla voce, ma la sua performance singolare e fisica si avverte spinta dalla sua capacità di fare sua la mente di Brown nelle sue mille sfumature, per rendere sullo schermo le sue fragilità, la sua rabbia, e la sua passione. Una rivelazione con gli occhi che bruciano di intelligenza e pericolo, che ci mostra la mente dietro al corpo, con i suoi limiti e le sue infinite possibilità.
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In foto una scena del film Il mio piede sinistro.

In foto una scena del film Il mio piede sinistro.

In foto una scena del film Il mio piede sinistro.
Lo stesso anno che Daniel Day-Lewis è apparso sul grande schermo come Cecil Vyse in Camera con vista, ha anche interpretato un punk omosessuale biondo di nome Johnny in My Beautiful Laundrette. Un altro ruolo di supporto stellare, ma molto più rischioso. Day-Lewis non ha mai avuto paura di affrontare una sfida e questo lo ha dimostrato soprattutto negli anni '80.
In uno dei suoi primi ruoli cinematografici egli si trova a vestire i panni dell'interesse sentimentale di Omar, un anglo-pakistano compagno di infanzia, che vive nel sud di Londra e vuole gestire la lavanderia di famiglia. L'aspetto socioeconomico e la lotta di classe svolgono un ruolo fondamentale nelle relazioni tra i vari personaggi. Diretto da Stephen Frears, Day-Lewis costruisce un personaggio con un equilibrio di leggerezza e serietà che permette di commentare la metà degli anni '80 in Inghilterra sotto il comando del Primo Ministro Margaret Thatcher. Day-Lewis risplende in una interpretazione impavida come l'incarnazione di tutto ciò che il governo Thatcher aveva contro. Una critica alla mentalità incoraggiata dal governo britannico, tra tagli finanziari e temi come l'assistenza sanitaria e le arti, che hanno portato a tre milioni di disoccupati nel Regno Unito.
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In foto una scena del film My Beautiful Laundrette.

In foto una scena del film My Beautiful Laundrette.

In foto una scena del film My Beautiful Laundrette.
Prima di Gangs of New York Daniel Day-Lewis ha lavorato con Martin Scorsese per L'età dell'innocenza, l' adattamento dell'omonimo romanzo di Edith Wharton sulla società di New York alla fine del XIX secolo. Newland Archer è un giovane avvocato fidanzato con May Welland che si innamora della sua cliente Ellen Olenska, interpretata da Michelle Pfeiffer. Un film romantico e intimo in cui Day-Lewis si scontra con il ruolo di un membro dell'alta società di Manhattan che si innamora scandalosamente di una donna rovinata. Rispetto alla maggior parte dei suoi ruoli più forti e aggressivi, l'attore qui mostra una certa tenerezza e si concentra sull'angoscia mentale del personaggio. "Essere al centro di un film è un peso che si assume con innocenza la prima volta. In seguito, lo si prende con trepidazione" ha affermato qualche anno fa.
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In foto una scena del film L'età dell'innocenza.

In foto una scena del film L'età dell'innocenza.

In foto una scena del film L'età dell'innocenza.