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L'età dell'innocenza |
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Un film di Martin Scorsese.
Con Geraldine Chaplin, Michelle Pfeiffer, Winona Ryder, Daniel Day-Lewis, Hugh Smith.
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Titolo originale The Age of Innocence.
Drammatico,
Ratings: Kids+16,
durata 136' min.
- USA 1993.
MYMONETRO
L'età dell'innocenza
valutazione media:
3,93
su
19
recensioni di critica, pubblico e dizionari.
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Tratto dal romanzo premio Pulitzer di Edith Wharton. Nella New York del 1870 il giovane Newland Archer (Lewis), appartenente a una famiglia molto in vista, sta per sposare la dolce May (Ryder) a sua volta figlia di cospicua famiglia.
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Dal romanzo (1920) di Edith Wharton. New York, 1870: un giovane avvocato di successo s'innamora di una contessa, donna libera ed eccentrica da poco tornata dall'Europa dove ha abbandonato il marito, ma, fidanzato con una ragazza della buona società, deve rinunciare al grande amore. L'hanno paragonato a un film di Ivory (ma senza il suo viscontismo estenuato) per la cura maniacale del décor (arredi, abiti, cibi, gioielli, ecc.). La continuità con i film precedenti è evidente: il bel mondo ottocentesco è governato dalle stesse ferree leggi e liturgie tribali di Quei bravi ragazzi. Più che innocente, il protagonista è un idiota conformista come, benché camuffati, lo sono molti personaggi scorsesiani. Interpreti funzionali e ottimi contributi tecnici: fotografia di Michael Ballhouse, scene di Dante Ferretti, costumi di Gabriella Pescucci (premio Oscar), titoli di testa di Elaine e Saul Bass che collaborarono anche per Quei bravi ragazzi, Cape Fear e Casinò. Il romanzo era già stato filmato nel 1924 e nel 1934 (con Irene Dunne e John Boles).AUTORE LETTERARIO: Edith Wharton
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premi nomination |
Premio Oscar 1 6 |
Nastri d'Argento 2 0 |
Golden Globes 1 3 |
Immane delusione
martedì 25 marzo 2008
di ImpegnoCritico83
Ritratto dei problemi,delle nevrosi, dei codici di condotta del micro-mondo agiato e benpensante della New York della seconda metà dell'ottocento. Prima del diversissimo Gangs of New York,immagine di un'altro volto della città e simbolicamente di un'altra america di quegli anni,Scorsese firma quest'opera borghese lenta e mielosa,ricca di attenzione verso dettagli scenici sontuosi quanto fini a se stessi,all'insegna di una sceneggiatura attenta nella creazione di un'ampollosità retorica zeffirelliana. continua » |
Conformismo americano
martedì 16 agosto 2011
di mondolariano
Un’insolita America nord-orientale di fine ottocento, dominata dai suoi rigidi inverni e dall’ancor più rigido conformismo di stampo britannico. Una New York tutti lustrini e merletti che ricorda incredibilmente la vecchia Europa, rutilante nelle atmosfere aristocratiche e nei costumi impeccabili dei protagonisti. L’interesse del film sta appunto nell’originalità di quest’America puritana troppo spesso dimenticata. Il resto è chiaramente derivato continua » |
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| Vi erano momenti in cui si sentiva come sepolto vivo sotto il suo futuro. | |
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| Newland | |
| Tu mi hai fatto intravedere dei lampi di vita vera, poi mi hai detto di continuare a viverne una falsa | |
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| Ellen Olenska (Michelle Pfeiffer) | |
| "Mi piace stare sola, purché gli amici mi salvino dalla solitudine" | |
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DVD | L'età dell'innocenzaUscita in DVD
Disponibile on line da mercoledì 10 ottobre 2001
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di Roberto Escobar Il Sole-24 Ore
Ellen Olenska nella luce: ora nel bianco incandescente che sale da un palcoscenico e che le invade i capelli, ora nell’oro accecante del sole che si specchia in mare. Il giovane Newland Archer la vede come una promessa trasparente, come un al di là della penombra, del grigio della vita. E così sarà ancora trent’anni più tardi, in un giorno chiaro, a Parigi. Martin Scorsese è un autore grande che forse non è mai stato così grande: commosso e controllato, disperato e pacificato. La sua regia è debitrice di questo o di quello? È viscontiana o non lo è? E troppo buona o è troppo cattiva? Lasciamo queste domande compiaciute e vuote a cronisti affetti da miseria critica. » |
di Irene Bignardi La Repubblica
“L’età dell’innocenza è probabilmente il più violento dei miei film,” ha detto Martin Scorsese a Henri Béhar che, per “Le Monde”, lo ha intervistato sul film fuori concorso con cui si è inaugurata la cinquantesima edizione della Mostra del cinema di Venezia. Ma come? E Taxi Driver, e Toro scatenato, e Quei bravi ragazzi, e Cape Fear, i bagni di sangue delle “mean streets”, i rituali della mafia? La paradossale affermazione di Martin Scorsese riferita a un film d’epoca ambientato nella New York dei quartieri alti (che allora, nel 1870, erano più bassi, dalle parti della jamesiana Washington Square), a un affresco tutto trine, boiseries, argenti e trofei di fiori, centrato su un triangolo amoroso altoborghese senza grida, scene madre, viluppi erotici - ma che belle, ma che intense le uniche due castissime scene d’amore - è la chiave di lettura più acuta di un bellissimo film che produce un duplice shock. » |
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di Enzo Siciliano
Ho visto L'età dell'innocenza di Martin Scorsese in un affollatissimo cinema romano. Pubblico: sulla media dei venticinque anni. Sentivo dire che Daniel Day Lewis era «fico»; altrettanto sentivo dire di Michelle Pfeiffer, eppure il film correva per buona parte nei suoi occhi, sul suo sorriso segnato di malinconie. Che gran mano di regista, Scorsese. All'inizio gioca con Visconti come il gatto con il topo (Senso, una serata all'opera con il Faust di Gounod, poi un ballo, un valzer, e pensi al Gattopardo). » |
di Lietta Tornabuoni La Stampa
L’età dell’innocenza (The Age of Innocence), dal romanzo scritto nel 1920 da Edith Wharton (editore Corbaccio) e ambientato intorno al 1870 nella High Society di New York alla quale l’autrice apparteneva, primo e sinora unico film di Martin Scorsese sui grandi ricchi e su un’impossibile passione romantica, non è riuscito: per quanto ben fatto, si capisce, lussuoso, grandioso, benissimo interpretato da Daniel Day Lewis, Michelle Pfeiffer e Winona Ryder, fin troppo accurato nella ricostruzione d’epoca ottocentesca, con momenti memorabili, idee di regia belle e un’ammirevole fotografia di Michael Ballhaus. » |
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