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Al via oggi il Torino Film Festival

In apertura la proiezione di Quartet, esordio alla regia di Dustin Hoffman
di Annalice Furfari


venerdì 23 novembre 2012 - News

Si alza il sipario sul Torino Film Festival 2012. Questa sera, la rassegna diretta da Gianni Amelio inaugurerà la sua trentesima edizione, in un compleanno dal sapore amaro, dopo le polemiche scaturite dal rifiuto del regista britannico Ken Loach di ritirare il Gran Premio Torino, in un gesto di solidarietà nei confronti dei lavoratori della Cooperativa Rear, che gestisce i servizi di pulizia e sicurezza del Museo Nazionale del Cinema. Da stasera, però, si inizia a parlare dei film, consueta punta di diamante di un festival che rifugge dal glamour divistico da red carpet. Del resto, questa è una kermesse tesa alla valorizzazione del cinema giovane, con la principale sezione competitiva riservata ad autori alla prima, seconda o terza opera.

A tenere a battesimo il festival, alle 21.00, sarà la madrina Claudia Gerini, nella cerimonia di inaugurazione che si terrà all'Auditorium "Giovanni Agnelli" del Lingotto. Ad aprire ufficialmente le danze del cinema sarà il settantacinquenne Dustin Hoffman, al suo esordio dietro la macchina da presa con Quartet, una commedia piena di humor, tenerezza, malinconia ed eccentricità, dove il rap si mescola con Mozart e l'arte e la musica curano le paure della vecchiaia. Trasposizione cinematografica dell'opera teatrale di Ronald Harwood (vincitore del premio Oscar per la migliore sceneggiatura non originale per Il pianista di Roman Polanski), Quartet racconta la storia di quattro celebri cantanti d'opera in pensione (interpretati da Maggie Smith, Tom Courtenay, Billy Connolly e Pauline Collins), che vivono in una casa di riposo e decidono di esibirsi un'ultima volta in un concerto di gala per celebrare il compleanno di Verdi. Il film diretto dal noto attore hollywoodiano sarà presentato all'interno della sezione "Festa Mobile", ovvero il fuori concorso.

Alla serata inaugurale sono attesi, tra gli altri, una delle protagoniste di Quartet Dame Gwyneth Jones, Valeria Golino e Riccardo Scamarcio, al festival in veste di produttori del documentario L'uomo doppio di Cosimo Terlizzi, l'attore Alessandro Preziosi e la regista Jennifer Lynch. E ci saranno, ovviamente, i membri della giuria di "Torino 30", presieduta dal regista Paolo Sorrentino.

Le proiezioni inizieranno già alle 16.30, con il primo titolo in concorso, l'italiano Smettere di fumare fumando, diretto dal fumettista Gianni Pacinotti, in arte Gipi, che si cimenta in uno strampalato diario di disintossicazione, ironico e anarchico, proprio come il suo autore. A seguire The Liability di Craig Viveiros, noir-pulp, laconico e crepuscolare, sull'avventura dark di un diciannovenne che viene spedito dal patrigno malavitoso a fare da autista a un sicario silenzioso e meticoloso, per imparare i rudimenti del mestiere. Spiccano nel cast Tim Roth, l'imperturbabile killer, e Peter Mullan, il perfido patrigno.

Alle 17.30 si apre la sezione dedicata ai cultori del thriller-horror, "Rapporto Confidenziale", con Chained, diretto dalla figlia d'autore Jennifer Lynch. Una donna e il suo bambino vengono rapiti da un tassista psicopatico. L'uomo li reclude nella propria casa isolata, che diventa teatro di un incubo angosciante e claustrofobico. Nella stessa sezione, oggi vedremo anche la scomoda e tagliente riflessione sulla fiducia cieca all'autorità di Compliance, diretto da Craig Zobel, e Come Out and Play di Makinov, remake di un cult spagnolo del 1976 sull'ossessione dell'altro personificato dall'infanzia.

Alle 19.45, vedremo Holy Motors di Leos Carax, presentato nell'ambito di "Torino XXX", la novità di quest'edizione per festeggiare il trentesimo compleanno del festival, sezione dove verranno mostrati gli ultimi lavori di registi scoperti in passato dalla manifestazione piemontese. L'enfant terrible del cinema francese dirige l'attore feticcio Denis Lavant, Michel Piccoli, Eva Mendes e la cantante pop Kylie Minogue, in un'affascinante riflessione sul cinema che ha le carte in regola per diventare un cult.

Nella stessa sezione troviamo anche 11.25 The Day He Chose His Own Fate, diretto da Koji Wakamatsu, regista giapponese scomparso nell'ottobre scorso. Il film, una profonda e spassionata dissezione della storia del Giappone, racconta gli ultimi giorni di vita dello scrittore Yukio Mishima, un nazionalista di destra che creò il proprio esercito e si suicidò dopo aver fallito un colpo di stato nel 1970. Il lungometraggio sarà proiettato in questa prima giornata di festival, al pari di un altro titolo della sezione "Torino XXX", No di Pablo Larraín, che dirige un affresco libero e lucido sulla macchina del consenso organizzata dal generale Augusto Pinochet nel Cile del 1988, con l'attore Gael García Bernal nelle vesti di un pubblicitario dalle idee rivoluzionarie.

A concludere il ricco menù di questa prima giornata di festival Abigail Harm, storia d'amore, dipendenza e libertà diretta da Lee Isaac Chung, e Messaggero d'amore, uno dei titoli memorabili di Joseph Losey, film del 1970, presentato nell'ambito della retrospettiva completa dedicata all'opera del regista americano, attivo fino alla seconda metà degli anni Ottanta e paragonato a Orson Welles.

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