Holy Motors

Film 2012 | Drammatico, 110 min.

Regia di Leos Carax. Un film Da vedere 2012 con Denis Lavant, Edith Scob, Eva Mendes, Kylie Minogue, Elise Lhomeau. Cast completo Genere Drammatico, - Francia, Germania, 2012, durata 110 minuti. Uscita cinema giovedì 6 giugno 2013 distribuito da Movies Inspired. - MYmonetro 2,92 su 17 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Ultimo aggiornamento giovedì 16 ottobre 2014

La storia di un uomo che viaggia nel tempo e con varie identità. Il film ha ottenuto 9 candidature a Cesar, In Italia al Box Office Holy Motors ha incassato 71 mila euro .

Holy Motors è disponibile a Noleggio e in Digital Download
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Consigliato sì!
2,92/5
MYMOVIES 4,25
CRITICA 3,27
PUBBLICO 3,15
CONSIGLIATO SÌ
Film-evento, che prega l'umanità di risvegliarsi al buio di una sala cinematografica.
Recensione di Marianna Cappi
mercoledì 23 maggio 2012
Recensione di Marianna Cappi
mercoledì 23 maggio 2012

Una giornata dell'esistenza di Monsieur Oscar, che di professione passa da una vita ad un'altra, da un personaggio ad un altro, scortato ad ogni appuntamento da una limousine bianca, guidata lungo le strade di Parigi da Céline, misteriosa signora bionda. Un'esistenza stimolante e distruttiva, che Oscar sostiene di condurre ancora "per la bellezza del gesto", che gli impone di essere creativo ogni volta, e di quel motore dell'azione di cui il mondo sembra sempre più fare a meno.
Nei differenti appuntamenti di Oscar, che lo vedono affarista finanziario, vecchia mendicante, performer per realtà virtuali, signor Merde, killer dei bassifondi, vecchio morente, padre di famiglia e altro ancora, Carax esplora diversi generi ma soprattutto entra nel cinema che ha amato e che ama, da Tod Browning a Franju, da Cocteau a Bertolucci, da Charles Bronson a Vidor, da Kubrick a René Clair. Ci entra attraverso una porta invisibile com'è una sforbiciata di montaggio, o come quella che lo stesso Leos Carax, all'inizio del film, scova nella scenografia della sua stanza da letto e che lo porta, appunto, dentro una sala cinematografica.
Dopo alcuni sbandamenti, più o meno clamorosi, Carax è orgogliosamente tornato ai livelli d'invenzione e di passione di Rosso Sangue, non a caso un altro film fatto di fantasmi di celluloide, noir e pop, e un altro viaggio verso la morte. Perché Oscar è tutti e nessuno, condannato alla solitudine così come alla presenza in scena, un clown sofferente e un vampiro: un (grande) attore, insomma. Come Denis Lavant, che gli presta volto e corpo: un punto fermo per il regista, che non per niente è stato condiviso anche da Harmony Korine, che ci ha visto Chaplin.
"Intello" sì, ma comunque sempre più viscerale che cerebrale, Holy Motors va salutato come un film evento, perché se il cinema è morto questa è la prova che il suo culto è più vivo che mai e che possiamo ancora essere sorpresi e illuminati.
Notturno e tristissimo, anche nelle ore diurne, il film non è un monologo interiore, nonostante il regista viva di cinema, ma, al contrario, cerca disperatamente di instaurare un dialogo col pubblico della sala e di scuoterlo dall'apatia (la platea evocata all'inizio è immobile, semidormiente), senza prediche, con le sole armi del pensiero e della dissacrazione. Meglio dadaisti che paranoici, urla in silenzio Carax, meglio primitivi che digitalizzati.
Straordinari anche i luoghi delle riprese (la villa-nave dell'uomo d'affari, l'orto sul tetto della Samaritaine e l'interno "storico") e la disponibilità che il regista ha ottenuto da Eva Mendes.

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Un'auto per proscenio.
Recensione di Dario Zonta

Se un film, passato a Cannes, esce in Italia dopo più di un anno dalla presentazione festivaliera, e se il film è di quelli che hanno fatto parlare e discutere, un film d'autore complesso e misterioso, un film atteso da cinefili e cine-figli (come amava definire Daney, se stesso e la sua compagnia di giro), qualcosa potrebbe essersi perso, se non altro la gioia stessa dell'attesa, diventata tormento e frustrazione. Il film di cui parliamo è l'ormai mitico HolyMotors dell'altrettanto mitico - per i suoi sostenitori - regista francese Leo Carax, che non faceva film da anni, dopo la crisi conseguita da Pola X. Carax lo si ama o lo si odia, ma non si può rimanere certo indifferenti innanzi alle sue visioni e ai suoi sconfinamenti. Esordisce con Boys meet Girls a solo 24 anni, per poi scandire il tempo del suo cinema con poche opere potenti e disperse, compreso Les amants du Pont-Neuf. A Cannes dell'anno scorso arriva con Holy Motors, clamoroso sconfinamento del cinema nel cinema, permeato dal gesto biografico di un autore rimasto nel suo sarcofago per molto tempo. Dalla «tomba» (Carax stesso apre il film in un prologo che dichiara) escono i vampiri del suo cinema. Una limousine attraversa Parigi, dentro un uomo che usa quello spazio come fosse un camerino. Si veste di personaggi diversi: un banchiere, una mendicante, uno stunt-man performer da body art elettronica, un sicario cinese, l'amante di un melodramma, il padre di un'adolescente in crisi. Luoghi, tempi e personaggi del cinema, attraversati e impersonati da un attore cangiante che scende e sale dalla macchina reinventando il mito del cinema.
Da L'Unità, 6 giugno 2013

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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
domenica 16 giugno 2013
Writer58

Molto interessante questa ultima opera di Carax, un omaggio alle capacità mimetiche e alle performance realizzative degli attori nell'ambito di una concezione del cinema come pura rappresentazione, come dispositivo che crea ruoli, archetipi, gestalt, metamorfosi. Oscar, interpretato da uno straordinario Denis Lavant, è inizialmente un finanziere che si aggira per Parigi a bordo di una gigantesca limousine [...] Vai alla recensione »

Frasi
Celine: "Sta bene, signor Oscar?"
Monsieur Oscar: "Oh, Celine. Certi giorni un omicidio non basta."
Dialogo tra Il signor Oscar/ Il Banchiere/ Il Mendicante/ L’operaio specializzato della Motion Capture / Il Signor Merda/ Il Padre/ Il fisarmonicista/ L’assassino/ L’assassinato/ Il Morente/ L’uomo di casa (Denis Lavant) - Ce´line (Edith Scob)
dal film Holy Motors - a cura di Francesco D'Addio
STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
Fabio Ferzetti
Il Messaggero

Anche Holy Motors (concorso) di Léos Carax, l’ex-ragazzo prodigio di Rosso sangue e Gli amanti del Pont-Neuf, inattivo da1 l999, comincia in un vecchio cinema dove si aggira ectoplasmatico proprio il regista. Ma ne esce subito per tuffarci nel trip più esaltante del festival seguendo le metamorfosi del protagonista Denis Lavant. Che nel prologo è un capitano d’industria chiuso con segretaria-autista [...] Vai alla recensione »

NEWS
NEWS
lunedì 24 giugno 2013
Simona Castoldi

Sono lontani gli esordi nel 1983, con Boy Meets Girl, ma il talento visionario e creativo di Leos Carax, regala forse nella sua ultima opera la sua compiutezza. Il regista, che è già metacinema nel senso del suo anagramma (Le Oscar à X), con Holy Motors [...]

NEWS
domenica 9 giugno 2013
Roy Menarini

Non è un caso che Holy Motors di Léos Carax sia rapidamente diventato, in questi mesi, il manifesto della cosiddetta nuova cinefilia. Rispetto alla cinefilia classica, quella di oggi accetta consapevolmente il mutato mondo dei new media e accoglie l'idea [...]

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