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P.S. I Love You: epistolario d'amore (postumo)

Richard LaGravenese fa rivivere i personaggi letterari di Cecelia Ahern.
di Tirza Bonifazi Tognazzi

Finchè morte non vi separi

mercoledì 30 gennaio 2008 - Approfondimenti

Finché morte non vi separi
Si può superare il lutto della persona amata? Holly è rimasta vedova a soli ventinove anni e non riesce ad accettare la morte del marito. Prima di andarsene Gerry ha coniato un'idea un po' macabra - farle recapitare delle lettere postume - nel tentativo di accompagnare l'amata per mano verso una nuova vita prima di dirle definitivamente addio. P.S. I Love You è innanzitutto un libro scritto dall'irlandese Cecelia Ahern che, divenuto bestseller, è stato pubblicato in oltre 50 paesi. Lo sceneggiatore e regista Richard LaGravenese (autore de La leggenda del re pescatore e I ponti di Madison County e già dietro la macchina da presa in Freedom Writers) torna a occuparsi d'amore e di abbandono adattando per il cinema il romanzo della Ahern e facendo rivivere i personaggi letterari attraverso l'interpretazione di Hilary Swank e Gerard Butler. "Amo far piangere la gente" ha dichiarato l'eroe di 300 e l'attrice premio Oscar ha aggiunto "P.S. I Love You ci ricorda cosa è importante nella vita. Non bisogna mai dare per scontato l'amore perché non si può mai sapere cosa ci riserva il futuro".

Nessuno se ne andrà vivo da qui
La commedia romantica di LaGravenese, per quanto drammatica, offre un messaggio di speranza. Perché se è vero che la morte è al centro della trama, intorno a essa ruotano affetti sinceri, vincoli familiari e amicizie vere. La morte di Gerry, inizialmente inaccettabile dalla sua giovane moglie, non segnerà la fine di qualcosa, ma un nuovo inizio. Come accade nella realtà, per superare un lutto ci vuole tempo, e il film segue la "convalescenza" di Holly e la sua rinascita come essere umano. Il pregio del lavoro di LaGravenese è senz'altro quello di aver reso il tutto molto reale, trovando nell'interpretazione di Hilary Swank e Gerard Butler una naturalezza spiazzante. La produttrice Wendy Finerman ha sottolineato questo aspetto della sceneggiatura. "La magia di Richard è che le sue parole sono bellissime, ma anche reali. Ricordano il modo in cui parliamo nella vita reale, quindi evocano delle emozioni comuni e si avverte un legame autentico con i personaggi". Da parte sua, LaGravenese ha ammesso che le sue storie preferite "sono un misto di dolce e amaro, perché si ride, si piange e ci si emoziona proprio come nella vita reale, che è un po' confusa".

Non aver paura di creare nuovi ricordi
Nonostante i vari cambiamenti in fase di scrittura - il film è girato a New York mentre il libro è ambientato in Irlanda -, LaGravenese è riuscito a mantenere intatto lo spirito dell'opera letteraria di Cecilia Ahern. Le parole di Gerry, scritte in lettere da scartare mese dopo mese (nel film le verranno consegnate man mano), esortano la giovane moglie a vivere: "Aggrappati pure ai nostri magnifici ricordi, ma non aver paura di creartene di nuovi". Ed è proprio su questa concezione della vita dopo la morte di chi si ama che il film trae maggior spunto. Nei suoi messaggi Gerry incita la moglie a uscire di casa, frequentare gli amici, divertirsi e scoprire se stessa, la sua vera identità come donna. "Quello che mi è piaciuto delle lettere" ha spiegato il regista, "è che la esortano a fare cose pratiche. Non le dice di fermarsi ad annusare il profumo delle rose, ma di comprare una lampada per la camera da letto o di esibirsi al karaoke per cancellare il ricordo di un incidente che lei non gli aveva mai perdonato". Nel perdonare Gerry, Holly potrà perdonare se stessa e guardare al futuro con rinnovata speranza.

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