George Michael è stato una delle star più influenti della sua generazione; la sua voce e il suo talento come autore hanno definito un'epoca. Espandi ▽
1986. Il duo Wham! si è sciolto dopo aver collezionato successi planetari, e George Michael ha deciso di debuttare da solista. Il suo primo album, Faith, uscirà l’anno successivo, diventando uno degli LP più venduti di tutti i tempi. Quando concepisce l’album George ha 24 anni, “come Prince e Michael Jackson” al loro esordio in solitaria, e il tour che accompagna Faith farà ovunque sold out e cementerà la reputazione del cantante inglese di origine greca come superstar della musica internazionale. Dal lato personale, all’epoca l’artista ha ricordato in un’intervista il suo essere appena uscito da una relazione che l’aveva devastato e l’essersi ritrovato sull’orlo di un nuovo rapporto sentimentale. L’album appena uscito era anche un modo per liberarsi della “sindrome dell’impostore” che lo aveva perseguitato all’epoca del successo con gli Wham! e per rivelare la sua vera natura, debolezze comprese, al di là dell’immagine pubblica patinata, liberandosi della paura che ci fosse “un aspetto di me che tutti avrebbero scoperto, e il mondo mi sarebbe crollato addosso”.
Quello che vediamo sul palco del concerto di Parigi nel 1988, filmato nell’arco di due serate di esibizione non stop, è un 25enne instancabile, che balla e salta sul palco per due ore, che gioca con il pubblico mimando una sessualità allegra e prepotente, e canta a gola tesa senza sbagliare una nota quei brani scritti da lui che lo raccontano come una creatura complessa e fragile, oltre che sensuale e carismatica: un performer irresistibile, un autentico animale da palcoscenico. Il film ci ricorda com’era il suo protagonista da ventenne, l’enormità del suo talento come cantante, autore, musicista e one man show, e ci invade di nostalgia per il suo percorso nel nostro passato e per l’allegria incontenibile del suo ritmo, e di dispiacere per la sua parabola di vita.