Mister Universo

Film 2016 | Documentario +13 90 min.

Titolo originaleMister Universo
Anno2016
GenereDocumentario
ProduzioneAustria, Italia
Durata90 minuti
Regia diTizza Covi, Rainer Frimmel
AttoriTairo Caroli, Wendy Weber, Arthur Robin, Lilly Robin .
Uscitagiovedì 9 marzo 2017
TagDa vedere 2016
DistribuzioneTycoon Distribution
RatingConsigli per la visione di bambini e ragazzi: +13
MYmonetro 3,40 su 7 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Regia di Tizza Covi, Rainer Frimmel. Un film Da vedere 2016 con Tairo Caroli, Wendy Weber, Arthur Robin, Lilly Robin. Titolo originale: Mister Universo. Genere Documentario - Austria, Italia, 2016, durata 90 minuti. Uscita cinema giovedì 9 marzo 2017 distribuito da Tycoon Distribution. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 - MYmonetro 3,40 su 7 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Un domatore di leoni è triste e la sua vita non gli piace più come prima. Decide di partire alla ricerca di qualcosa di diverso.

Consigliato sì!
3,40/5
MYMOVIES 3,50
CRITICA 3,30
PUBBLICO N.D.
CONSIGLIATO SÌ

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Un'altra perla nella preziosa collana inanellata dal duo italo-austriaco con pazienza artigianale e strumenti "antichi".
Recensione di Paola Casella
giovedì 2 marzo 2017
Recensione di Paola Casella
giovedì 2 marzo 2017

Tairo è un ventenne domatore di tigri e di leoni, membro della dinastia circense dei Caroli. Il circo risente della crisi ancor più di altri settori dello spettacolo dal vivo, e i Caroli se la passano piuttosto male. Uno dei leoni di Tairo è morto, una leonessa è anziana e malata, e qualcuno ha sottratto al ragazzo il suo portafortuna: una sbarra a forma di ferro di cavallo, piegata davanti ai suoi occhi di bambino dal culturista Arthur Robin, che fu Mister Universo nel '57 e poi si esibì in tutta Italia a fianco di Orlando Orfei.
Tizza Covi e Rainer Frimmel tornano a raccontare l'universo circense dopo Babooska, Shine of Day e Non è ancora domani - La pivellina, dove appariva per la prima volta Tairo Caroli, allora tredicenne.

Mister Universo è un'altra perla nella preziosa collana inanellata dal duo italo-austriaco con pazienza artigianale e strumenti "antichi": tutta la loro opera è girata in pellicola, nel rifiuto radicale dell'avvento del digitale.

Covi&Frimmel si muovono da sempre controcorrente, e questo procedere ostinato e contrario caratterizza anche Tairo (e il circo): più volte vedremo il ragazzo procedere in direzione opposta rispetto agli altri, identificandosi con quel curioso fenomeno che si verifica dalle parti di Ariccia, dove una strada che sembra in discesa è in realtà in salita. "Una discontinuità del campo gravitazionale terrestre", spiega un passante, dunque un'anomalia che sfida le leggi di natura, come il gigante nero che piega il ferro con le mani, creando, guarda caso, una forma che ricorda quella della calamita, o come la corrente del fiume che riporta indietro i lasciti che vengono a lei affidati, invece di consegnarli al mare.
Covi&Frimmel (lui alla fotografia, lei alla sceneggiatura, il montaggio, le musiche, entrambi alla regia) costruiscono un film di finzione che prende le mosse dall'osservazione diretta e costante della realtà, e ci calano in un universo parallelo i cui protagonisti, pur seguendo una falsariga narrativa, sono liberi di esprimersi con naturalezza, improvvisando i propri dialoghi. Così seguiamo il viaggio di Tairo attraverso l'Italia, dalla provincia laziale fino a quella piemontese, assistendo in tempo reale agli incontri con i tanti membri della sua famiglia, che spesso avvengono dopo anni di lontananza, persino con la madre e il fratello maggiore.

Come il clan del Padrino, di cui si vedono alcune scene all'inizio del film, la famiglia circense segue le sue regole arcaiche, che danno (senza montare in cattedra) lezioni di accoglienza e di cura reciproca. La cinepresa è un ospite discreto ma partecipe, si infila ovunque e affianca il mondo di Tairo con la precisione e la poesia di Picasso nel periodo del circo. E se la volontà di Tairo è quella di risalire il proprio fiume fino alla sorgente, quella di Wendy la contorsionista è richiamare il suo Peter Pan verso l'Isola che non c'è, con quel corpo che si piega, guarda caso, proprio a forma di calamita.

Sei d'accordo con Paola Casella?
PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
mercoledì 24 agosto 2016
Filippo Catani

Un giovane domatore di circo in crisi riguardo le sue aspirazioni lavorative e di vita si mette in cerca di Arthur Robin primo afroamericano a vincere il titolo di Mister Universo nel 1957 e famoso perchè piegava il ferro regalandolo poi ad alcuni spettatori come portafortuna. Il mondo documentaristico italiano gode di buonissima salute e, se anche lo sappiamo da ormai tanti anni, arriva un'altr [...] Vai alla recensione »

STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
domenica 19 marzo 2017
Roberto Escobar
Il Sole-24 Ore

Dove potrebbero nascondersi con più efficacia, il fantastico e il favoloso, se non nel fluire del mondo ordinario? Lì, per vederli e riconoscerli servono occhi disposti a stupirsi, al pari di quelli con cui Tizza Covi e Rainer Frimmel hanno realizzato Mister Universo (Italia e Austria, 2016,90'). Scritto come se fosse un documentario - e girato nella materialità della pellicola, per amore del cinema [...] Vai alla recensione »

giovedì 9 marzo 2017
Massimo Bertarelli
Il Giornale

Ogni tanto una bella sorpresa dal cinema italiano. Fortunatamente lontano dai cinepanettoni. Qui si racconta la tenera storia di un giovane domatore di leoni derubato del suo amuleto. Un pezzo di ferro piegato dal grande Arthur Robin, un maciste nero vincitore nel '57 del prestigioso titolo di Mister Universo. Così il ragazzotto lascia il tendone del circo e dai dintorni Roma risale al Nord.

giovedì 9 marzo 2017
Anna Maria Pasetti
Il Fatto Quotidiano

Un domatore di leoni ventenne perde il suo prezioso amuleto e parte per un viaggio alla ricerca dell'uomo che glielo ha regalato. Federico Fellini amerebbe il cinema di Covi & Frimmel, consolidato duo italo-austriaco devoto alle contaminazioni linguistiche e alle rappresentazioni di universi in via d'estinzione, in special modo circhi decadenti e umanità marginali.

giovedì 9 marzo 2017
Silvio Danese
Quotidiano Nazionale

Unico. Un'idea di cinema che lambisce i limiti cerebrali della cosiddetta "docufiction" e se ne libera in un radioso "presente". Chissà quanti felici pochi riusciranno a vederlo, tra le uscite armate dei titoli potenti. Ma è un gioiellino. Ancora la vita dietro le quinte del circo per gli autori del bellissimo «La pivellina". Una storia semplice: un giovane domatore di leoni, deluso dall'incertezza [...] Vai alla recensione »

giovedì 9 marzo 2017
Silvana Silvestri
Il Manifesto

Avevamo lasciato Tairo tredicenne nella famiglia di circensi di San Basilio a Roma nel film La Pivellina dove insegnava alla piccolina lasciata dalla mamma che prima o poi sarebbe tornata a riprenderla, i primi insegnamenti fondamentali («di' forza Juve» «No»). Tairo Caroli, il giovane domatore, ritorna ora appena ventenne in Mister Universo il nuovo lungometraggio diretto da Tizza Covi e Rainer Frimmel. N [...] Vai alla recensione »

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