Le stagioni di Louise

Un film di Jean-François Laguionie. Con Piera Degli Esposti, Diane Dassigny, Dominique Frot, Antony Hickling, Jean-François Laguionie Titolo originale Louise en hiver. Animazione, Ratings: Kids, durata 75 min. - Francia 2016. - I Wonder Pictures uscita giovedì 22 dicembre 2016. MYMONETRO Le stagioni di Louise * * * - - valutazione media: 3,06 su 4 recensioni di critica, pubblico e dizionari.
Consigliato sì!
3,06/5
MYMONETRO®
Indice di gradimento medio del film tra pubblico, critica e dizionari + rapporto incassi/sale (n.d.)
 dizionari * * * - -
 critica * * * - -
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La vecchina Louise, in una città deserta, rivive i momenti più significativi della sua vita in compagnia di un cane parlante.
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primo piano
Una storia di solitudine e di indipendenza. Un personaggio universale, affidato alla voce di Piera Degli Esposti.
Marianna Cappi     * * * - -

L'ultimo treno dell'estate parte dalla località balneare di Biligen, riportando in città gli ultimi vacanzieri e dimenticando l'anziana Louise. Poco male, pensa la donna, i parenti si accorgeranno presto della sua assenza e verranno a prenderla. Ma così non è. Completamente sola nella cittadina deserta, Louise si trova a doversi arrangiare per recuperare il cibo e tutto ciò che le serve. Come una novella Robinson, si scoprirà più forte e intraprendente del previsto e troverà il suo Venerdì nel cane Pepper, anziano e solo come lei, con il quale stringe un'amicizia vitale. Con le onde del mare, ritmiche e inarrestabili, arrivano anche i ricordi. Il tempo cambia passo nella solitudine e le stagioni si confondono, anche quella della vita.
Giudicato all'unanimità tra gli esponenti più importanti e interessanti dell'animazione francese, Jean-Francois Laguionie si è fatto conoscere, a fine anni Settanta, con il cortometraggio "La traversée de l'Atlantique à la rame", che già parlava dell'oceano e scherzava con il tempo. Le stagioni di Louise arriva ora come una vera e propria sintesi della poetica e della pratica artistica di Laguionie, che affonda nella sua biografia - le vacanze trascorse sulle coste della Normandia - e nel suo amore per i pittori francesi del secondo Ottocento, che di quelle coste avevano fatto l'oggetto delle loro vedute, o meglio visioni.
L'intensità del film nasce, oltre che dal tono pacato e leggermente ironico del racconto, soprattutto dal modo in cui si fondono il realismo delle immagini e la tecnica del guazzo che le illustra, apportando tali colori e una tale matericità che il naturalismo è presto superato e si sfonda nella sfera del poetico. Lo stesso avviene a livello sonoro, dove i suoni dell'ambiente (il mare, gli uccelli) si combinano con una musica evocativa e scritta ad hoc per la personalità di Louise e il suo vagabondaggio nei ricordi di una vita. Esiste il rischio di lasciarsi distrarre, per qualche minuto, di tanto in tanto, dal tono flemmatico che accompagna la sua passeggiata quotidiana sulla spiaggia di Biligen, ma è un rischio contemplato, forse perfino avvalorato: sarà lei stessa, con un piccolo sussulto della voce, o Pepper con una sua gentile interruzione, a riprenderci al volo, come fossimo aquiloni che si sono allontanati col vento.
La forza con cui la protagonista accetta il suo destino, senza abbandonarsi mai alla disperazione e, anzi, ad un certo punto, abbracciando la solitudine e incarnandola, è profondamente commovente e rende questo film adatto per un pubblico non più infantile, in grado di entrare in simpatia con lei. Nel suo essere una vecchietta speciale, infatti, Louise è anche però emblema della vecchiaia di tutti, della memoria che prende le sue strade, della delusione che va dissimulata per quella visita tanto attesa che non c'è stata, del ritorno all'infanzia e ad un mondo segreto, che fa battere il cuore, se solo ci si ricorda di ascoltarlo.

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VIDEO | Un film intenso e poetico dove la matericità della carta si unisce al fascino del segno. Dal 22 dicembre al cinema.

Cos'è la vecchiezza per una donna? E per un cane?

sabato 17 dicembre 2016 - a cura della redazione

Le stagioni di Louise, cos'è la vecchiezza per una donna? E per un cane? Alla fine dell'estate l'ultimo treno della stagione parte dalla località balneare di Biligen, lasciando dietro di sé l'anziana e tenace Louise. La città è ormai deserta e Louise si trova completamente sola, fatta eccezione per... un cane parlante. In un contesto che si fa sempre più surreale, Louise torna a rivivere la sua infanzia e i momenti più significativi della sua vita, rileggendoli con occhi nuovi. Le stagioni di Louise è probabilmente la pellicola più intima che ho realizzato. Senza dubbio è anche quella realizzata in modo più minuzioso e complesso, a partire dall'assurda situazione in cui Louise si viene a trovare e passando per le avventure che vive all'età di otto anni in cima alla scogliera e nel bosco misterioso dopo lo scoppio della guerra, momenti di cui anche io ho avuto esperienza.

L'avventura dolceamara di nonna Louise

di Roberto Nepoti La Repubblica

È l'inizio dell'autunno e l'anziana Louise si prepara a lasciare la costa atlantica per svernare a Parigi; però manca l'ultimo treno utile, vedendoselo partire sotto il naso. Abbandonata a se stessa, senza mezzi per comunicare, la nonnina è costretta a cavarsela da sola. A priori fragile, scoprirà di essere una donna di carattere; e che la vita da Robinson Crusoe, con la sola compagnia di un vecchio cane al posto di Venerdì, non è poi così male. Frattanto, in sogno, Louise evoca i tempi della sua prima giovinezza. »

Un cartone colto e delicato

di Maurizio Acerbi Il Giornale

Le vacanze sono finite e l'ultimo treno è partito. Purtroppo, l'anziana Louise lo ha perso, ritrovandosi sola in una piccola località balneare. Dovrà cercare di sopravvivere, per un intero anno, fino al ritorno dell'estate. È un film di animazione, ma è «colto», chiaramente rivolto ad un pubblico adulto, più sensibile ai temi della vecchiaia e del ricordo, che animano l'intera pellicola. Una «Robinson Crusoe» che riflette su nostalgia, tempo e memoria. Da Il Giornale, 22 dicembre 2016 »

di Federico Pontiggia Il Fatto Quotidiano

La fine dell'estate l'ultimo treno che se ne va, e la povera Louise che rimane indietro: la cittadina balneare è deserta, i giorni passano, nessuno viene a riprendere l'anziana donna. Dovrà sopravvivere alla solitudine (poi mitigata da un cane), i ricordi di una vita e il tempo che resta. Tra spleen esistenziale e Robinson Crusoe senile e femminile, Le stagioni di Louise - nella versione italiana vociata da Piera Degli Esposti - spegne le luci natalizie e accende l'intelligenza emotiva: suggestivo mix di animazione CGI e fatta a mano, rievoca i paesaggisti francesi negli sfondi, taglia tutti i personaggi per un assolo memoriale e rispolvera il caro vecchio esame di coscienza. »

Le stagioni di Louise | Indice

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