Frantz

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Un film di François Ozon. Con Pierre Niney, Paula Beer, Ernst Stötzner, Marie Gruber, Johann von Bülow.
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Titolo originale Frantz. Drammatico, Ratings: Kids+13, b/n durata 113 min. - Francia 2016. - Academy Two uscita giovedì 22 settembre 2016. MYMONETRO Frantz * * * 1/2 - valutazione media: 3,78 su 32 recensioni di critica, pubblico e dizionari.
Consigliato assolutamente sì!
3,78/5
MYMONETRO®
Indice di gradimento medio del film tra pubblico, critica e dizionari + rapporto incassi/sale (ITALIA)
 dizionari * * * * -
 critica * * * - -
 pubblico * * * 1/2 -
Ogni giorno una donna porta dei fiori alla tomba del marito. Fino a quando incontra un giovane che conosceva il suo compagno.
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primo piano
Ozon cambia pelle e genere insistendo sulla vertigine intellettuale che provoca la dialettica realtà-finzione
Marzia Gandolfi     * * * * -

Germania, 1919. Una giovane donna si raccoglie ogni giorno sulla tomba del fidanzato caduto al fronte. La sua routine è rotta dall'incontro con Adrien, soldato francese sopravvissuto all'orrore delle trincee. La presenza silenziosa e commossa del ragazzo colpisce Anna che lo accoglie e solleva di nuovo il suo sguardo sul mondo. Adrien si rivela vecchio amico di Frantz, conosciuto a Parigi e frequentato tra musei e Café. Entrato in seno alla famiglia dell'uomo, diventa proiezione e conforto per i suoi genitori che assecondano la simpatia di Anna per Adrien. Ma il mondo fuori non ha guarito le ferite e si oppone a quel sentimento insorgente. Adrien, schiacciato dal rancore collettivo e da un rimorso che cova nel profondo, si confessa con Anna e rientra in Francia. Spetta a lei decidere cosa fare di quella rivelazione.
La forza del cinema di François Ozon consiste nel mettersi costantemente alla prova, prendendo dei rischi. L'autore francese non gira mai due volte lo stesso film così quello successivo non lo trovi mai dove te lo aspetteresti. Dal polar (8 donne e un mistero) al thriller hitchcockiano (Dans la maison), passando per il racconto moderno (Ricky), Ozon cambia pelle e genere insistendo sulla vertigine intellettuale che provoca la dialettica realtà-finzione. Grande film romanzesco al cuore del quale indugia un segreto, si annidano ricordi ricamati dalle bugie e fioriscono sentimenti mediati dall'arte (un quadro di Manet, un concerto per violino), Frantz ribadisce l'impatto dell'immaginario sul mondo, infiltrando un corpo estraneo in territorio straniero.
Adattamento di una pièce di Maurice Rostand che Ernst Lubitsch aveva già trasposto nel 1932 (L'uomo che ho ucciso), Frantz ausculta la tensione franco-tedesca all'indomani della Prima Guerra Mondiale. Ma se il protagonista di Lubitsch rivela senza indugio le ragioni del suo arrivo, l'Adrien di Ozon approccia progressivamente la famiglia di Frantz col suo inconfessato, il tipo di menzogna per cui Ozon ha interesse e predilezione, il tipo di menzogna che crolla sul film mutandone il tono e sconvolgendo la vita dei suoi personaggi. Come indica il suo titolo, Frantz è un film sull'assenza (Frantz è il nome del soldato caduto e non del protagonista), motivo ricorrente nella filmografia dell'autore, che si concentra sulla vita di un uomo (tra)passato di cui rintraccia l'esistenza e la riscrive con un senso del dettaglio proustiano. Senza che lo spettatore possa più distinguere tra finzione e reale, l'autore lo manipola attraverso le esperienze descritte, qualche volta così bene che i protagonisti finiscono loro stessi per compiacerlo. Proprio come dovrebbe fare il cinema, Ozon risveglia i nostri sensi nella delicata scena in cui Adrien è invitato a suonare il violino di Frantz davanti ai suoi genitori. Il silenzio della morte è insopportabile ma l'autore insiste sulle note di Philippe Rombi, riempiendo il vuoto che i personaggi cercano disperatamente di colmare. Raccolti in salotto, combattono l'assenza facendo esistere Frantz nel loro immaginario, quel figlio perduto che Ozon traduce col colore. Perché Frantz è girato in bianco e nero per rendere più credibile il décor ma soprattutto per marcare lo scarto cromatico quando il sogno diventa più bello della realtà. Realtà che scandisce la progressione drammaturgica dei fatti col turbamento che provoca la presenza di un soldato francese in un villaggio tedesco 'spogliato' dalla guerra. La nascente amicizia franco-tedesca è essa stessa un'impostura che rivela la frattura di due paesi che vivono lo stesso lutto. La messa in scena bucolica, i tableaux che accolgono i personaggi e li conducono per mano lungo il fiume o sopra un prato, producono uno slancio umanista che trascende le identità nazionali, mischiando le lingue, e la poesia prodotta in quelle lingue, per andare oltre la parola e dimostrare l'universalità dell'immaginazione, il solo balsamo per curare gli orrori della guerra, le cicatrici che Anna ha sul cuore e Adrien incise nella carne. Tuttavia Ozon crea una tensione drammatica rispetto alla percezione dell'ideale, che può rivelarsi fatale in faccia al trauma. La finzione è frustrante perché inaccessibile e i protagonisti lo scoprono nel tentativo di proteggere i loro cari dalla verità. A questo punto il regista inserisce la confessione sconvolgente di Adrien, che passa testimone e carico (morale) ad Anna. La menzogna si impone sulla verità e la protagonista mutua e gioca il ruolo di Adrien mentendo a chi ama. Ma la rivelazione di Adrien si dimostra il motore dell'emancipazione della giovane donna, che al fondo di un conflitto accetta la realtà, dirigendo la sua evoluzione oltre i confini della Germania e verso il 'fronte' francese. Fronte in cui Frantz stempera il contesto storico per focalizzarsi sui suoi personaggi in fuga per la ricostruzione.
Dramma ficcato come una spina tra le due guerre e attraversato da un nazionalismo che esacerbato sfocerà qualche decennio più tardi in una Seconda Guerra Mondiale, Frantz fa risuonare in un film d'epoca le agitazioni geopolitiche contemporanee, emergendo l'universalità dei suoi propositi. In conclusione e davanti al quadro di Manet (Le Suicidé), Ozon ci ricorda che il cinema è l'arte della menzogna. Il cinema abbraccia e manipola il mondo reale, come Anna, meravigliandoci e incarnando l'irriducibile istinto vitale che si insinua e persiste. E dolcemente riprende il respiro.

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Premi e nomination Frantz

premi
nomination
Festival di Venezia
1
0
Cesar
1
10
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L'innocente

domenica 2 ottobre 2016 di Writer58

La Germania, nel 1919, è una nazione sconfitta, a cui hanno imposto durissime condizioni di resa, risentita nei confronti del mondo intero, che ha pagato un enorme tributo di sangue durante la prima guerra mondiale. Uno dei caduti è Frantz, un giovane di 24 anni, figlio di un medico che si sente in colpa per aver inviato il figlio al fronte e che detesta tutti i francesi, considerandoli gli assassini del ragazzo. Anche Anna, la ex fidanzata di Frantz, è in lutto: si reca tutti i giorni sulla sua continua »

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Sofisticato ,intenso con una paula beer strepitosa

domenica 25 settembre 2016 di Alex2044

Che bel film ! Appena inizia si entra nel suo mondo e non se ne esce più fino alla fine . La storia è bella , bellissima anche se molto triste ma mai piagnucolosa . La dignità la fa da padrona . Francois Ozon conduce questa storia con intelligenza e  acume . Evitando allo spettatore lungaggini ed artifici retorici per renderlo più interessato . Ciò nonostante l'attenzione non cala mai perchè dietro l'angolo  c'è sempre qualche continua »

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Peccato il finale

martedì 27 settembre 2016 di kimkiduk

Da "Sotto la sabbia" a "Giovane e bella", passando per il bellissimo "Il tempo che resta" Ozon ha sempre descritto le persone nella loro interiorità e riservatezza. E' anche vero che dopo la trilogia della morte ha sicuramente variato spesso il suo cinema con film noir (8 donne e mezzo) o di fantasia (Richy) o più di semplice commedia (Potiche). Qui varia ancora, pur continuando ad analizzare le persone, i loro perchè, i loro segreti. Stavolta continua »

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"questo quadro mi restituisce la gioia di vivere"

lunedì 26 settembre 2016 di FabioFeli

Corre l’anno 1919 in un villaggio della Germania; una giovane tedesca, Anna (Paula Beer), si reca ogni mattina al cimitero per portare fiori su una tomba. Il sepolcro è quello di un giovane soldato, Frantz, morto nella I Guerra Mondiale e sepolto in terra di Francia in una fossa comune con altri militari tedeschi non identificati. Anna era fidanzata con Frantz ed ora vive come una figlia adottata nella casa dei genitori del ragazzo morto (Ernst Stötzner e Marie Gruber); quando trova alcune rose continua »

Anna al Louvre di fronte al quadro di Manet Le suicidé
"Questo quadro mi dà voglia di vivere"
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DVD | Frantz

Uscita in DVD

Disponibile on line da giovedì 9 marzo 2017

Cover Dvd Frantz A partire da giovedì 9 marzo 2017 è disponibile on line e in tutti i negozi il dvd Frantz di François Ozon con Paula Beer, Pierre Niney, Ernst Stötzner, Marie Gruber. Distribuito da Eagle Pictures. Su internet Frantz (DVD) è acquistabile direttamente on-line a prezzo speciale su IBS. Sono inoltre disponibili altri DVD in versione speciale del film. altre edizioni »

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Risparmio: 1,50 €
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Musica, amore e mistero È la Grande guerra di Ozon

di Francesco Alò Il Messaggero

Misterioso giovane musicista francese prega sulla tomba tedesca di un caduto della I Guerra Mondiale, anch'egli melomane. La vedova alemanna Anna (Paula Beer) e i genitori del defunto Frantz sono curiosi: chi è il gentile Adrien (Pierre Niney)? Vecchio nemico o possibile conforto? La guerra franco-tedesca, ormai, è finita. E se cominciasse una nuova misteriosa avventura? Ispirato alla pièce di Maurice Rostand alla base de L'uomo che ho ucciso (1932) di Lubitsch, il nuovo film di Ozon è una gemma imprevedibile in bianco e nero sul tema del doppio. »

Parigi e l'amore, le illusioni perdute della giovane Hannah

di Cristina Piccino Il Manifesto

Frantz è stato il grande amore di Hannah, un ragazzo speciale nella piccola cittadina tedesca di Saxe, passione per la Francia, i viaggi a Parigi che racconta a lei, bellissima, conosciuta in libreria parlando di poeti. Ma la guerra, quel primo conflitto mondiale di morti e ferite dell'animo mai narrate abbastanza, li separa per sempre. Frantz è infatti uno dei migliaia tra i soldati morti «per la patria» nella Marne, «uccisi dai padri», come dice il suo, l'anziano medico di paese che lo ha spinto a partire, a arruolarsi, e da allora non si dà pace. »

Un melò ricco di umanità

di Alessandra Levantesi La Stampa

Frantz è il remake di The Broken Lullaby, film del 1932 che Ernst Lubitsch aveva a sua volta tratto da una pièce di Maurice Rostand. Vi si narra di un giovane reduce francese della Grande Guerra che, disperato per aver ucciso al fronte un coetaneo tedesco (il Frantz del titolo), si reca in Germania con l'idea di chiedere perdono ai genitori del defunto. Ma, non trovando il coraggio di palesarsi, si presenta loro in veste di amico del figlio degli anni parigini; e l'affettuosa accoglienza della famiglia, fidanzata di Frantz inclusa, non fa che acuirne il senso di colpa. »

Un melò delicato e struggente

di Massimo Bertarelli Il Giornale

In un villaggio tedesco, anno 1919, Anna piange il fidanzato Frantz caduto al fronte. Chi è il giovane taciturno che si sofferma sulla stessa tomba? Invitato nella casa dove la ragazza vive con i genitori (lei defunto, si presenta: mi chiamo Adrien, sono francese, l'ho conosciuto a Parigi e siamo diventati amici. La verità è un'altra. Un delicato, struggente melò attorno alla passione, al perdono e alla follia della guerra, in bianco e nero con i flashback a colori. Toccante, anche se un po' lento. »

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