Nella casa

Un film di François Ozon. Con Fabrice Luchini, Ernst Umhauer, Kristin Scott Thomas, Emmanuelle Seigner, Denis Menochet.
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Titolo originale Dans la maison. Drammatico, durata 105 min. - Francia 2012. - Bim Distribuzione uscita giovedì 18 aprile 2013. MYMONETRO Nella casa * * * 1/2 - valutazione media: 3,57 su 61 recensioni di critica, pubblico e dizionari.
Consigliato sì!
3,57/5
MYMONETRO®
Indice di gradimento medio del film tra pubblico, critica e dizionari + rapporto incassi/sale (ITALIA)
 dizionari * * * * 1/2
 critica * * * 1/2 -
 pubblico * * * - -
Il film si ispira alla pièce teatrale Il ragazzo dell'ultimo banco del drammaturgo spagnolo Juan Mayorga, che esalta il potere affascinante e manipolatorio della scrittura.
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Professore e studente tra realtà, finzione e manipolazione reciproca: una commedia drammatica seducente e sarcastica
Giovanni Ottone     * * * * 1/2
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TROVASTREAMING

Il cinquantenne Germain (Fabrice Luchini) è professore di letteratura presso il Liceo Flaubert (!) in una cittadina francese. È un docente competente, ma è anche uno scrittore mancato perché carente di talento. Jeanne (Kristin Scott Thomas), sua moglie, gestisce una galleria di arte moderna. All'inizio dell'anno scolastico Germain viene favorevolmente impressionato dalla qualità dell'elaborato del sedicenne Claude (Ernst Umhauer), un bel ragazzo di umili origini, che sembra timido. Il testo, fluido e sottilmente sarcastico, racconta l'amicizia con Rapha (Bastien Ughetto), un compagno di classe che ha suscitato il suo interesse perché appartiene a una famiglia piccolo borghese, apparentemente "perfetta". Ciò che intriga Germain e Jeanne (coinvolta dal marito) è la chiosa finale del tema: 'continua'. Affascinato dallo spirito di osservazione dello studente, Germain lo stimola a continuare a scrivere. Claude si insinua abilmente in seno alla famiglia del compagno, e diventa un habitué nella bella villetta. Quindi, settimanalmente, consegna a Germain le puntate di un'avvincente cronaca voyeuristica in cui descrive i dettagli "sorprendenti" di quel contesto. Dagli episodi narrati (e mostrati visivamente) emergono i problemi lavorativi del padre di Rapha (Denis Ménochet), un impiegato entusiasta della Cina e amante del basket, che pratica con il figlio, ma anche l'attrazione (fantasie e atti) di Claude nei confronti di Esther, la madre dell'amico (Emmanuelle Seigner), una donna molto attraente, interessata unicamente alla decorazione di interni. I racconti di quella intimità "normale" (e le imprevedibili svolte del plot) appassionano Germain che sviluppa una stretta relazione con l'allievo che, a sua volta, ne è lusingato. Il professore corregge la prosa dello studente, ma lo consiglia anche su come agire praticamente e ne diventa complice di intrighi, affinché la storia narrata continui. Una vicenda scandita da un ritmo teso e seducente fino al magnifico finale.
È una commedia drammatica, spiritosa e intelligente, che si sviluppa come un thriller con risvolti dark più che inquietanti. Scritta dallo stesso regista con uno stile incisivo e con dialoghi taglienti, adatta brillantemente "El chico de la última fila", una pièce teatrale del drammaturgo spagnolo Juan Mayorga. Ozon ripropone la sua abilità nel far emergere aspetti infausti da situazioni apparentemente ordinarie. All'inizio del film realtà e finzione appaiono ben distinte, ma poi, progressivamente, tutto si mescola e si confonde, in un gioco di apparenze e di macchinazioni divertenti e sinistre, con una perfetta combinazione di suspence e intrattenimento, anche grazie alle magnifiche performances di tutti gli attori. È evidente il riferimento a temi e suggestioni di altri maestri: in primis Chabrol e Buñuel, ma anche Rohmer e Haneke. In realtà Ozon riflette sul processo di immaginazione e di creazione narrativa. Il rapporto fra Germain e Claude evoca la manipolazione dello scrittore nei confronti del lettore o quella (reciproca?) dell'editore verso l'autore o del produttore verso il regista. In effetti il regista ha dichiarato di aver voluto sfruttare una chance per parlare indirettamente delle problematiche del suo lavoro, collocando lo spettatore all'interno del processo artistico.

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3
Cesar
0
6
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Deludente

venerdì 19 aprile 2013 di Gwynplaine

Un film insolito, il cui Soggetto è fantastico ma che si perde immediatamente. Tutto il fascino del film si concentra nei primi minuti, in cui veniamo immediatamente proiettati all'interno della 'Casa', ma dopo un inizio promettente tutto diviene prevedibile, didascalico, e a tratti banale. Se Realtà e Finzione hanno all'inizio del racconto una chiara linea di demarcazione, successivamente questa si perde, ma sembra sopratutto un effetto non voluto, involontario, lo stesso regista confonde perchè continua »

* * * * *

La splendida verità

domenica 21 aprile 2013 di renato volpone

François Ozon magicamente ci fa entrare "nella casa" di una tipica famiglia borghese. Per farlo usa gli occhi e le parole di un ragazzo sedicenne, Claude, che costruisce con il suo professore Germain un romanzo nel più puro stile della letteratura classica francese. Con grande originalità il regista ci offre un'altra delle sue meravigliose "perle" , tenendo lo spettatore sempre sul filo del rasoio, non dando mai nulla per scontato, ed arrivando  ad continua »

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Tra realismo e reality

domenica 21 aprile 2013 di florest

Il tema del mestiere dello scrittore, o meglio dello scrivere, i rapporti tra chi scrive e chi legge e i rischi connessi con tutto questo all'epoca dei social network, senza mai citare internet, non a caso grande assente di questo film. E' un tentativo ambizioso, quello che si propone Ozon nel suo ultimo lavoro. E' proprio l'esclusione di internet, intesa come terzo occhio dell'adolescente contemporaneo, a risultare sospetta e a far riflettere lo spettatore sul fatto che la casa, continua »

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Sulla decadenza dell'arte...

martedì 23 aprile 2013 di Luanaa

Mi ha affascinato quello che è nel film il processo della scrittura...come ci si immerga e catturi fino a perdere ogni contatto con la realtà quotidiana e col suo codice di comportamento etico.. in nome della trasfigurazione; di una immaginazione il più ampia possibile. Una voracità di vita in sostanza che appartiene al puer che è nel senex..vale a dire all''allievo giovane col suo sguardo vergine sulle cose..ammaestrato dalla parte più razionale e "sapiente" che è l'insegnante.E come le due anime continua »

Claude
"Quando mia madre se ne è andata mio padre ha deciso di non giocare mai più a basket...ho fatto come lui!"
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germain (fabrice luchini)
Un personaggio desidera qualcosa, ma incontra degli ostacoli alla soddisfazione di questo desiderio; sul suo cammino appaiono degli avversari, dei rivali.... La domanda chiave che devi suscitare nella mente del lettore è: che succederà?..
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claude
"La matematica non delude mai!"
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APPROFONDIMENTI | Il più irrequieto e inafferrabile tra i registi francesi nati negli anni 60.

François Ozon

mercoledì 6 novembre 2013 - Mauro Gervasini

La politica degli autori: François Ozon Di tutta la generazione di registi francesi nati e cresciuti negli anni 60, quelli che la Nouvelle Vague l'hanno solo vista al cinema, François Ozon, classe 1967, è il più irrequieto e inafferrabile criticamente. Non che la sua opera sia priva di temi ricorrenti, anzi. La sessualità, l'elaborazione del lutto, il tempo che passa e persino la libertà al potere, contro vari tipi di istituzioni (la famiglia in primis) sono argomenti trattati in tutti i film, spesso la loro stessa ragione d'essere. Ma Ozon cerca ogni volta modi originali per renderli narrativi e accattivanti, dribblando i compartimenti stagni dei generi (dal musical, al melodramma, al giallo).

   

VIDEO | La nuova commedia drammatica di François Ozon.

Il trailer italiano

mercoledì 3 aprile 2013 - Chiara Renda

Nella casa, il trailer italiano Da sempre attratto dalla riflessione sul rapporto tra realtà e finzione e dalle dinamiche familiari, François Ozon torna al cinema con Nella casa, una brillante commedia drammatica che si sviluppa come un thriller dai risvolti dark e inquietanti. La storia è quella del liceale Claude, piccola promessa letteraria secondo il suo insegnante di lettere Germain (Luchini). L'uomo, impressionato dai temi del ragazzo, resterà sempre più attratto e invischiato nei voyeuristici racconti di vita dell'apparentemente ordinaria famiglia di un compagno di classe di Claude, Raphael.

   

Lui, lei, e l'inquieto studente Con Ozon è grande cinema

di Valerio Caprara Il Mattino

È il cinema francese, così bello quando è bello. «Nella casa» per tematica e struttura è un film per intenditori, ma lo consigliamo a tutti perché di fronte alla qualità bisogna pure aprirsi al nuovo e prendere dei rischi. La qualità di cui parliamo è, ovviamente, quella specifica del cinema che si potrebbe - come hanno insegnato Hitchcock, Chabrol o Polanski - tradursi nel termine «manipolazione». Ozon, che ha sempre esercitato il suo eclettico talento in film fuori standard («Sotto la sabbia», «Swimming Pool», «Potiche»), disegna nel film, liberamente tratto da una pièce dello spagnolo J. »

Se il compito in classe è pericoloso

di Fabio Ferzetti Il Messaggero

Gira e rigira siamo sempre lì. Il cinema evolve, nascono nuovi formati, il digitale trionfa. Ma l'effetto più potente lo offre ancora un mezzo vecchio quanto l'umanità: l'immaginazione. Bastano un narratore di talento, un ascoltatore attento, ed ecco nascere un mondo tutto fascino e mistero. Anche se è banale e tutt'altro che esotico, perché è il racconto che fa il mondo, non viceversa. Ma cosa succede se l'ascoltatore (lo spettatore) si fa complice del narratore e penetra in quel mondo modificando gli eventi secondo i suoi gusti? È la frontiera su cui lavorano i videogame delle ultime generazioni, ma il professor Germain Germain, nome e cognome Fabrice Luchini, sempre meraviglioso), non sa nemmeno cosa sia un videogame. »

Un perfido gioco dark tra realtà e finzione

di Maurizio Acerbi Il Giornale

Sembra una matrioska questa storia a incastri confezionata, con la solita bravura, da Francois Ozon, capace, anche in questo caso, di trasformare lo spettatore, come in precedenti lavori, in un «guardone» di vite familiari non propriamente cristalline. Anzi, dopo averlo sapientemente sedotto, lo fa complice del suo meccanismo; o meglio, lo manipola, tra realtà e finzione, in un perverso gioco dark, sottilmente sarcastico, perfidamente intelligente. E chi è seduto in platea, non sa più dove tiri il vento: dramma, commedia, thriller? Tutto saggiamente mescolato per confondere, creare suspence, sgretolare certezze. »

Tra voyerismo e storia di formazione con punte surreali

di Roberto Nepoti La Repubblica

Professore di lettere un po' snob, Germain è infastidito daai suoi liceali, che ritiene ottusi e "barbari". Fino al giorno in cui uno di essi, Claude Garcia, lo coinvolg ein un gioco pericoloso: tema dopo tema (ciascuno termina con la parola "continua..."), l'allievo guida l'insegnante alla scoperta della famiglia di un compagno di classe, nella cui casa Claude s'introduce con scopi assai ambigui. Se di colpa si può parlare, quella dell'ultimo film di Ozon è di essere fin troppo raffinato. Saggio sul voyeurismo, storia di formazione, parabola sulla creazione letteraria, Nella casa si muove tra gli estremi della realtà e della finzione, sostando anche nel terreno intermedio del surrealismo (quando il professore compare nelle scene in cui non potrebbe essere, commentandole); spesso senza farti capire se quel che vedi accade davvero, oppure è la trascrizione in immagini dei temi del ragazzo. »

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