L'infanzia di un capo

Film 2015 | Drammatico +16 113 min.

Titolo originaleThe Childhood of a Leader
Anno2015
GenereDrammatico
ProduzioneFrancia
Durata113 minuti
Al cinema7 sale cinematografiche
Regia diBrady Corbet
AttoriRobert Pattinson, Stacy Martin, Bérénice Bejo, Liam Cunningham, Sophie Curtis Rebecca Dayan, Caroline Boulton, Luca Bercovici, Michael Epp, Roderick Hill, Scott Alexander Young, Jeremy Wheeler, Patrick McCullough, Andrew Osterreicher.
Uscitagiovedì 29 giugno 2017
TagDa vedere 2015
DistribuzioneFil Rouge Media
RatingConsigli per la visione di bambini e ragazzi: +16
MYmonetro Valutazione: 3,50 Stelle, sulla base di 2 recensioni.

Regia di Brady Corbet. Un film Da vedere 2015 con Robert Pattinson, Stacy Martin, Bérénice Bejo, Liam Cunningham, Sophie Curtis. Cast completo Titolo originale: The Childhood of a Leader. Genere Drammatico - Francia, 2015, durata 113 minuti. Uscita cinema giovedì 29 giugno 2017 distribuito da Fil Rouge Media. Oggi al cinema in 7 sale cinematografiche Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +16 Valutazione: 3,50 Stelle, sulla base di 2 recensioni.

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Liberamente ispirato ad un racconto di Jean-Paul Sartre, il film racconta la vita del piccolo Prescott in una villa vicino a Parigi. Il film è stato premiato al Festival di Venezia.

Consigliato assolutamente no!
n.d.
MYMOVIES 3,50
CRITICA N.D.
PUBBLICO N.D.
CONSIGLIATO SÌ
Un romanzo di formazione al contrario, teso e perturbante, che trova la forma più adatta per dire insieme la bellezza e l'orrore.
Recensione di Marianna Cappi
lunedì 26 giugno 2017
Recensione di Marianna Cappi
lunedì 26 giugno 2017

Il giovane Prescott, americano, vive un periodo della sua vita in una grande casa fuori Parigi, insieme alla madre, una donna inquieta che sfoga l'insoddisfazione nella devozione religiosa, e alle altre donne che si occupano di mandare avanti la casa. Il padre, invece, consigliere del presidente americano Wilson, va e viene da Parigi, dove sta lavorando al trattato di pace che porrà fine alla Prima Guerra Mondiale. Un bambino dal volto gentilmente perfetto, dolce come quello di una femmina, che recita senza errore la sua parte nella funzione ecclesiastica, salvo poi uscire in preda alla collera e mettersi a scagliare pietre sui fedeli, ancora agghindato con l'abito candido dell'angelo. È in questa condizione ossimorica che facciamo la conoscenza di Prescott, nell'ottimo esordio dietro la macchina da presa (35 mm) dell'attore Brady Corbet.

Il film trae ispirazione da un racconto della raccolta "Il Muro" di Jean Paul Sartre, pubblicata nel '39, ma la storia di Lucien Fleurier (questo il nome nella novella) è solo una delle suggestioni dietro L'infanzia di un capo, insieme con ciò che Corbet ha visto e immagazzinato sui set di Von Trier, Araki, Haneke.

Non è la politica anzitutto che interessa al regista, non la satira, nemmeno, in fondo, la psicanalisi: a Corbet preme la materia umana, quella scomoda, che assomma nello stesso pensiero, nello stesso quadro, nello stesso corpo, l'infanzia e il male, che dapprima ha i contorni dell'errore e poi vira senza se e senza ma verso quelli dell'orrore.

Materia umana, dunque, fatta di umori (la collera) e contraddizioni, ma anche materia splendidamente cinematografica, perché incentrata sul fenomeno dell'impressione. Prescott, bambino sensibile, diviso tra il mondo rigido delle regole genitoriali e quello materno (ma non veramente tale, anzi precario o tentatore) delle figure femminili che si occupano di lui, rimane impressionato da ciò che vede, in primo luogo dalle debolezze e dalle ipocrisie degli adulti e mette in discussione il concetto di obbedienza che è chiamato a rispettare.

Consapevole della forza della propria volontà (esemplare, in questo senso, la sequenza della favola di Esopo) e dell'effetto dirompente che le sue sfide producono, comprandogli per esempio l'ammirazione materna o risolvendosi in conseguenze reali per terze persone (il licenziamento della maestrina di francese), Prescott non solo impressiona a sua volta il suo pubblico ma comprende il potere che gli deriva dall'abuso e il godimento perverso che può portare con sé.
Corbet mette in scena questa escalation senza ricorrere ad episodi eclatanti, mantenendola radicata nel quotidiano di una vita di bambino e affidando alla colonna musicale il commento, fortemente drammatico. Similmente, non accenna all'entrata di Prescott nella Storia ma, al contrario, fa entrare letteralmente la grande Storia in casa sua.

L'eleganza della messa in scena, la bellezza della fotografia e degli interpreti coinvolti completa la riuscita del romanzo di (anti)formazione, tanto più ammirevole in quanto opera prima, tutto improntato sul contrasto, sulla dinamica luce e buio, sulla lotta inquietante tra ciò che è evidente e ciò che è nascosto alla vista.

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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
giovedì 2 febbraio 2017
andrej

 E' difficile dare una valutazione globale di questo film, dato che esso si compone di due parti nettamente distinte e molto diverse sia per dimensioni che per contenuti e per forma espressiva utilizzata: la prima parte (articolata a sua volta in tre diversi capitoli, corrispondenti ai peggiori capricci e scatti d'ira del giovane protagonista) sviluppa l'argomento preannunciato dal [...] Vai alla recensione »

NEWS
TRAILER
venerdì 23 giugno 2017
 

La storia della vita del piccolo Prescott (Tom Sweet) nella villa vicino a Parigi dov'è alloggiato con i suoi genitori. Il papà (Liam Cunningham), consigliere del presidente americano Wilson, lavora alle stressanti trattative di definizione di quello [...]

winner
premio orizzonti per la migliore regia
Festival di Venezia
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leone del futuro - premio luigi de laurentis
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